L'essenziale è creare un etat d'esprit di resistenza nel nostro popolo. Non bisogna rassegnarsi alla realtà e al lavaggio del cervello che ci ha travolti, perchè niente può cambiare più in fretta di uno stato psicologico. E non mi limiterei certo ai (sacrosanti) aspetti economici. Bisogna trovare i dati precisi sull'andamento demografico sulla nostra e terra, pubblicarli e ripeterli instancabilmente. Bisogna spargere anzichè un folle irenismo verso i terroni (o gli altri invasori allogeni), un sentimento di repulsione e di ribellione all'autentico etnocidio che stiamo subendo. Un movimento politico oggi non deve servire nient'altro. E' inutile amministrare, è inutile 'far funzionare meglio' la merda itagliana. Bisogna fare una propaganda univoca che denunci la nostra riduzione a pietosa minoranza etnica sul nostro stesso territorio. Un messaggio del genere sarebbe in ogni caso ricevuto da una minoranza di giovani che costituirebbero una massa di manovra e di ricatto verso i terroni e il sistema itaglione.
Ricordatevi e ricordiamoci sempre che 'Roma' ha tremato solo quando ha visto le camicie verdi (cioè la divisa di un esercito potenzialmente 'non del sorriso') e quando ha visto centianaia di migliaia di persone scandire slogan secessionisti. I terroni non ragionano come noi, il nostro senso di giustizia gli è del tutto sconosciuto. Illudetevi pure del contrario, ma questa è la realtà. Il vogliamoci bene con loro non serve (anzi li fa solo, giustamente ridere).





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