Le restauratrici Tiziana Benzi e Cristina Favari cureranno anche il poncho di Garibaldi
La "clinica" per arazzi e abiti d'epoca
Concluso il restauro di "Alessandro Magno" di Alberoni
di ANNA ANSELMI
Tra paliotti di altare, arazzi cardinalizi ed eleganti abiti ottocenteschi di raso e di velluto, arriverŕ presto da Parma anche il poncho di Garibaldi. A Palazzo Chiappini, in via X Giugno, č stato inaugurato ieri il laboratorio di restauro Con.Text che giŕ la scorsa primavera aveva presentato alcuni suoi lavori in Cattedrale, tra cui l'intervento conservativo su un dossale settecentesco ricamato in oro e argento. Ma č soprattutto grazie alla collezione del Collegio Alberoni che le giovani restauratici Tiziana Benzi e Cristina Favari hanno potuto familiarizzare con il restauro di preziosi arazzi, quelli di manifattura fiamminga, giunti a Piacenza dalla raccolta del cardinale Giulio Alberoni, giŕ primo ministro alla corte di Spagna e fondatore dell'istituto di San Lazzaro per la formazione del clero.
Alle cure del laboratorio Con.Text č stato in particolare sottoposto Alessandro Magno uccide il leone della foresta. «Il restauro č ormai concluso», č stato spiegato. «Si attende ora di presentarlo, una volta individuata la collocazione piů idonea per la sua conservazione». Discorso analogo per l'arazzo Alessandro caduto nel fiume Cidno, restaurato dal laboratorio Rt di Albinea (Reggio Emilia). Come noto, i due arazzi piů antichi, quelli della serie di Priamo, cinquecenteschi, restaurati presso altri laboratori, sono ora esposti ai Musei Civici di Palazzo Farnese, ai quali l'Opera Pia Alberoni ha concesso anche in deposito il notevole leone medievale in pietra, attualmente a Parma nella mostra Vivere il Medioevo.
Nel frattempo, ancora Con.Text ha compiuto un generale intervento di manutenzione sulla restante collezione alberoniana, dedicata alle storie di Alessandro Magno (complessivamente, otto pezzi) e di Enea e Didone (otto pezzi). «Li abbiamo staccati e portati in laboratori per le operazioni di spolveratura sul diritto e sul rovescio, con vaporizzazioni per eliminare le tracce di sporco. Inoltre, abbiamo sostituito la primitiva inchiodatura con una sospensione con fasce di velcro». Attualmente č in corso un cantiere nella Sala degli Arazzi, che verrŕ prossimamente riallestita e presentata al pubblico.
Palazzo Chiappini č di proprietŕ dell'Opera Pia Alberoni, che si č rivolta a Con.Text anche per incarichi di minore complessitŕ: «Tra le opere piů interessanti custodite nel Collegio Alberoni, c'č la coperta da letto in seta del cardinale, che abbiamo staccato e arrotolato. Azioni che possono sembrare semplici, ma che invece devono essere eseguite con attenzione, per evitare di danneggiare il tessuto». Tra gli ultimi lavori portati a termine dalle restauratrici, ma anche questi visibili per ovvi motivi solo in fotografia, due salottini del Quirinale: poltrone, pouf e un divano del '700, tutti ricamati a piccolo punto. Sempre al Quirinale, le giovani piacentine stanno collaborando alla schedatura dei circa 300 arazzi e sono state incaricate di restaurare pannelli cinesi del secolo XVIII.
Formatesi inizialmente a Piacenza, con un corso Cesvip sul restauro degli arazzi, dopo varie esperienze a Firenze e a Roma (tra cui la manutenzione degli arazzi di Villa Medici), le due giovani sono tornate a casa, ampliando nel frattempo i loro interessi ai tessuti leggeri e ai tappeti. Nel laboratorio di via X Giugno, ieri erano esposti ad esempio un paliotto con una decorazione floreale di ispirazione mariana e abiti di fine ottocento-inizio novecento (di collezionisti privati), tra cui un elegante camicia in raso con nappe e trine. Su una parete campeggiava un arazzo di grandi dimensioni che, insieme a un altro piů piccolo, č stato lasciato al Collegio Alberoni dal cardinale Silvio Oddi, che aveva studiato a San Lazzaro. Un arazzo tuttora oggetto di studio.