Solo per gli sciocchi romantici che vivono questa festività con un interiore sentimento e con il pensiero che richiama il passato nella memoria d’altri giorni e di passate esperienze, quelli insomma che sentono aleggiare un certo flusso di spiritualità, solo per loro vale il sorriso sardonico.
Io, fortunatamente, non faccio parte di tale categoria. Per me il Natale è bellissimo, perché c'è la tredicesima, perché pendono sulle vie, dall'alto, luminosi festoni che danno allegria, perché riceviamo regali e nell'attesa pensiamo cosa ci verrà donato.
E anche noi, un po' meno gioiosamente stavolta, spendiamo soldi per i regali agli altri.
E poi c'è il pranzo di Natale, e sulla tavola addobbata con il miglior servito, posate e bicchieri della famiglia, si adagiano piatti costosi e appetitosi, e per quel giorno diamo l'addio alle diete e ad altre diavolerie che la moderna scienza alimentare ci proibisce.
Pensate poi alla soddisfazione della Messa di mezzanotte. Io ci vado sempre, e per di più con la signora Marilù che abita al piano sotto al mio. Ella insiste perché l'accompagni. Ogni anno, immancabilmente, avendone possibilità pecuniarie, si fa cucire dalla sua sarta personale un abito da indossare solo per l'occasione. E' un completo che varia nelle sue linee essenziali fra il costume del pastore, quello degli zampognari, salvo, naturalmente, i brillantini (veri) cosparsi qua e là. Adattissimo per la cerimonia religiosa di mezzanotte.
Quando entra in Chiesa per la notturna funzione, la signora Marilù si pavoneggia un po' in mezzo alla gente, poi, così sempre ogni anno, si allontana da me e si siede (lei che è popolana) proprio accanto alla sua amica contessa Mariagrazia Spartiacque dell'Ombrello. La moda elimina le distanze sociali!
Con reciproco piacere, sedute in una panca nei primi posti, dove ciascuno le può vedere, si raccontano per tutto il tempo le loro vicende personali, spettegolano (scusate il mio antiquato modo di narrare, dovevo dire, più modernamente "facendo del gossip") e quindi, quando la messa è finita, si accomiatano con un usuale reciproco: "Peccato che la funzione sia finita. Avevamo ancora tante cose da dirci. Consoliamoci però col fatto che è stata una messa di natale bellissima. Mi par proprio che i migliori vestiti fossero i nostri. Ha visto in che maniera era vestita la signora Scattolini? Un vero orrore, Non c’era una piega dell’abito che le tornasse. Non so come faccia a darsi tante arie:”

Questo è il vero Natale, esibire le nostre possibilità economiche, comprare i doni più costosi e anche più inutili, ma che importa, l'essenziale è fare gli acquisti (scusate ancora, dovevo dire "fare lo shopping", ormai non mi riuscirà più ad adeguarmi) ammaliati dalle affascinanti vetrine illuminate.
Vedo, nelle immagini dei media, televisioni, giornali e riviste, uno stuolo di babbi natale che c'invitano all'acquisto del più disparato genere di prodotti.
Per conto mio è sbagliato. Se non erro e faccio confusione d'idee, mi sembra che il natale (miei scoloriti ricordi d'infanzia) fosse dedicato esclusivamente alla nascita di un Personaggio che qualche traccia ha lasciato nella storia e che mi pare anche avesse come nome Gesù. Allora, per il commercio, profittiamo di lui e sfruttiamolo.
Questi babbi natali mi hanno annoiato non poco, e ne sono stufo. Un consiglio gratuito ai pubblicitari. Chiamino un buon regista e si facciano preparare uno spot dove, ad esempio si vede il Bambinello che scende dalle nubi, attorniato da uno stuolo d’angeli. che regge fra le manine un poderoso frigorifero, oppure altri prodotti di loro convenienza.
E’ di moda in questi tempi la mortadella, cosa di più pubblicitariamente efficace che presentare sul video questo prodotto, con l'annuncio vocale: "Questa mortadella è stata confezionata con asinelli della stessa specie di quelli che scaldarono il bambinello nella grotta"?
Quanti esempi potrei fare, quanti consigli potrei dare gratuitamente ai pubblicitari. Pensate al pastore, con le sue vesti di pelle di pecora, che in uno spot si avvicina alla capannuccia con una gerla di formaggio, urlando verso gli ascoltatori: "Questo è un ottimo formaggio, certo il migliore sul mercato, marca WKJ, l'azienda che vi lascia il dolce in bocca. La nostra ditta lo produce da duemila anni, ed il primo ad assaggiarlo è stato San Giuseppe, al quale fu recapitato da un nostro pastore."

Quant'è bello un Natale così, meraviglioso! Solo vorrei che le tredicesime fossero doppie, che sui regali mi facessero (a me soltanto) uno conto del settanta per cento, che ci fosse la possibilità, attraverso pasticche che la moderna scienza potrebbe creare, di digerire mediatamente il pranzo di mezzogiorno, in modo da poterne subito fare un altro... e possibilmente un altro ancora.
Questo è il vero spirito del natale, ed io, così lo vivo (tanto per non darmi importanza d'essere diverso).
Alla rivendita di vini che si trova all’angolo della mia vita, il proprietario sta attirando molte persone alla vetrina della sua bottega, dove ha costruito un magnifico presepio: una capannuccia a forma di caratello per il vinsanto, con al centro, in un pagliericcio, una bottiglietta di Vernaccia da 0250 cl, adorata ai due lati da una bordolese di Aglianico a sinistra e una di Chianti a destra.
Ci sono poi dietro, quali immagini del bue e dell’asinello, poste con ottimo senso delle proporzioni, due fiaschi grossi di Barolo e Nero d’Avola (tanto per propagandare il più regioni vinicole possibili). Un presepio veramente delizioso. Ma qualcosa mancava. Ho pertanto consigliato il vinaio, che conosco di persona, di aggiungere sul frontale della botticella (capannuccia) la cometa di natale. Lui mi ha ringraziato del consiglio, E da stasera sulla botticella capannuccia brilla la stella cometa, lungo la cui coda è scritto in chiare lettere luminescenti: “prodotti in vendita presso la nostra cantina sociale”.

Or è tempo che io vi saluti. Se c’è qualcuno di voi che si sente di dire che per lui il Natale è quasi esclusivamente quello che dovrebbe essere, si faccia pure avanti. Con molta cautela però. Giacché potrebbe prendersi del bugiardo.