qualcuno di voi sa indicarmi qualè la casa editrice di "vivere nel cuore di chi resta significa non morire mai" di Pino De Rosa?
grazie


qualcuno di voi sa indicarmi qualè la casa editrice di "vivere nel cuore di chi resta significa non morire mai" di Pino De Rosa?
grazie
che lingua è?
non saccio


E' stato stampato in proprio da un'associazione. Quindi nessuna casa editrice.
L'associazione si chiama "In compagnia del Girasole - Gli amici di Claudio", ed è nata per ricordare Claudio Meggiorin non con le sole parole, ma con gesti concreti, volontariato, ecc.
L'associazione ha un sito: www.incompagniadelgirasole.com, sicuramente lì troverai le informazioni che ti servono.
Ad ogni modo, il libro sarà presentato - con l'intervento dell'autore - domani sera alle ore 21:00 a Milano, presso "Il Presidio", piazza Aspromonte 31. Se puoi passare, lì troverai tutte le copie del libro che ti servono.


MARTEDÌ 19 DICEMBRE 2006
PRESENTAZIONE LIBRO:
"VIVERE NEL CUORE DI CHI RESTA SIGNIFICA NON MORIRE MAI"
Presentazione a cura dell'autore, Pino DE ROSA.
Ore 21:00, MILANO, presso "IL PRESIDIO", piazza Aspromonte 31.
«Un libro per ricordare Claudio». Elisabetta Garruti, madre di Claudio Meggiorin, il ragazzo ucciso a Besano da un albanese nel giugno dell'anno scorso, ha voluto raccontare la sua esperienza. I proventi andranno in beneficenza. «Vorrei che mio figlio venisse ricordato con gesti concreti. È per questo che i proventi del libro andranno in beneficienza per l'acquisto di un'autoambulanza». Ha scritto, insieme a Pino De Rosa, il libro intitolato: "Vivere nel cuore di chi resta significa non morire mai", dove ripercorre l'intera vicenda del figlio. «Quella sera l'attesa è stata interminabile. L'ambulanza non arrivava mai e Claudio è morto dissanguato. Non è stato facile ricordare e quando penso a quei momenti è come se qualcuno mi avesse annebbiato la mente. Ricordare mio figlio significa non farlo morire».


CLAUDIO PRESENTE!
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Raccontate la storia per favore, che molti credo non ricordino.![]()


Si tratta del giovane barista di Besano (VA) ucciso da un albanese mentre tentava di sedare una rissa davanti al suo bar nel giugno 2005. Purtroppo non ho il tempo per scrivere qualcosa di approfondito, benché Claudio se lo meriterebbe...
Posso solo invitarvi a dare un'occhiata al sito che ho linkato sopra, ed a procurarvi il libro!
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Lo striscione dei romanisti è quello esposto in occasione della finale di Coppa Italia a San Siro contro l'Inter e che è stato lungamente applaudito.
La tifoseria dell'Inter ( Viking / Irr ) porta in giro da allora uno stendardo con la foto di Claudio
La storia è semplice. La sera del 11 giugno 2005:
L'assassino è il 21enne Vladimir Mnela. Clandestino, era in Italia da 4 giorni.Il ragazzo gestiva un bar nel varesotto
è intervenuto per cercare di dividere alcuni giovani: è stato accoltellato
VARESE - Un giovane barista, Claudio Meggiorin, di 23 anni, è stato ucciso a coltellate questa notte a Besano, in provincia di Varese fuori al locale in cui lavorava. Per l'omicidio sono stati fermati due albanesi, di 21 e 17 anni anni.
Secondo la ricostruzione dei carabinieri, i due extracomunitari ieri sera intorno alle 23.30 sono passati più volte con la loro macchina in mezzo ad un gruppo di giovani fermi davanti al bar di Meggiorin. I ragazzi hanno chiesto agli extracomunitari di guidare con più cautela. Dopo una seria d'insulti è nata una rissa, alla quale il giovane barista ha cercato di mettere fine. Ma Meggiorin è stato colpito con tre fendenti al torace ed è caduto sul selciato. I colpi sono stati inferti dall'albanese di 23 anni, che era arrivato da pochi giorni in Italia, senza permesso di soggiorno. Meggiorin è morto durante il trasporto in ospedale.
Il minorenne, Fatjon, non avrebbe preso parte "fisica" alla coltellata verso Claudio.
Il 6 maggio 2006 è stato condannato
Trenta anni di carcere per Vladimir Mnela, l'albanese di 22 anni che nel giugno dell'anno scorso uccise il barista 23enne Claudio Meggiorin a Besano, in provincia di Varese. Il giudice, nel processo con rito abbreviato, ha considerato anche l'aggravante dei futili motivi. In aula l'imputato ha chiesto scusa ai genitori della vittima.