Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    cavaradossi
    Ospite

    Predefinito non c'e' solo Welby!!!!!



    L'uomo è e deve essere l'unico padrone di se stesso!

    Chi segue ideologie religiose che esaltano la sofferenza (altrui) la miseria (altrui) il dolore (altrui) è liberissimo (giustamente) di seguirle.

    Lo stato deve solo garantire il diritto di ognuno a non ledere i diritti altrui e di decidere per se stesso!!!!!



    Eluana, scrivono i genitori: un problema di libertà

    «Attraverso il caso di nostra figlia, abbiamo già portato a conoscenza delle massime cariche dello Stato e di moltissimi cittadini un problema fondamentale di libertà, che siamo stati gli unici ad aver sollevato, dopo esserci caduti dentro. Il caso ha voluto che a caderci dentro fossimo proprio noi: Eluana, Saturna e Beppino. Noi che con il dialogo avevamo già ben definito le nostre rispettive concezioni di libertà, dignità, vita e morte». Con una lettera ancora una volta i genitori della ormai 35enne lecchese da quasi 15 anni in stato vegetativo in una camera d’ospedale ribadiscono lo sconforto che ne segue alla decisione della Corte d’Appello di rigettare la richiesta di staccare la spina.
    «In cuor suo, sapeva benissimo di essere un autentico “purosangue della liberta”. Sempre con la massima felicità era solita dire: “Posso essere solo vostra figlia, ma ricordatevi che in fatto di libertà alle volte siete più attenti di me!”».
    Tante volte Eluana aveva discusso in famiglia sull’eutanasia esprimendo chiaramente la sua volontà di non condurre una «non vita». Da quando ebbe l’incidente sopravvive solo grazie ad un sondino nasogastrico. Un anno prima aveva visto finire in coma permanente il suo amico Alessandro e questo l’aveva rafforzata nella sua convinzione. Da allora i genitori si battono per esaudire «non solo un desiderio di nostra figlia, ma anche un preciso diritto alla morte. Quando si parlava di casi come quello che poi diventerà il suo, provava orrore. Ce lo disse a caldo, ma anche nei mesi successivi, con serenità e lucidità: “Non a me, ricordatevelo!”». «A noi genitori - si legge ancora nella disperata lettera - non è mai stato possibile dare un senso a tutto quello che siamo stati costretti ad ascoltare dai medici e a leggere nelle sentenze dei magistrati. Il senso che intendiamo noi fa riferimento esclusivo all’universo dei valori della famiglia, che è valido in tutto e per tutto solo per noi stessi. E’ necessario “andare oltre”: lo dicemmo ai medici allora e ci permettiamo di ripeterlo ora, con assoluto rispetto, ai magistrati che hanno affrontato per la settima volta il caso. Sarà sempre una battaglia di libertà fondamentale, solo ed esclusivamente dentro la società. L’obiettivo era e sarà la ricerca di nuovi spazi da aggiungere alla sempre evocata cultura della vita. La vera cultura della vita non ha nulla da temere ed è insopprimibile e non scardinabile, è iscritta nella natura umana alla pari delle libertà fondamentali naturali. Le libertà fondamentali fanno riferimento al diritto naturale che viene prima di ogni norma giuridica positiva e non siamo stati certi noi a scoprire il giusnaturalismo al quale ci riferiamo».
    Fonte: ilManifesto.it

  2. #2
    cavaradossi
    Ospite

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    Il caso Eluana

    Come Piergiorgio Welby, neanche Eluana Englaro ha il diritto di morire. E questo anche se gli ultimi 15 anni della sua vita li ha passati in uno stato di coma. A deciderlo è stata la corte d’Appello di Milano respingendo il ricorso presentato dal padre di Eluana, Beppino Englaro, che da anni si batte perché i giudici gli consentano di staccare la spina alla figlia. Quello di ieri è il settimo ricorso che l’uomo si vede respingere da un magistrato, e adesso a Englaro resta solo la possibilità di appellarsi alla corte di Cassazione. Alla base della sentenza c’è la convinzione dei giudici di Milano che il sondino attraverso il quale Eluana viene alimentata non rappresenterebbe un accanimento terapeutico, e per questo non possa essere staccato.
    Sono 15 anni ormai che Eluana, che oggi ha 35 anni, si trova in coma in una stanza dell’ospedale di Lecco in seguito alle lesioni riportate in un incidente stradale. «Caratteristica di questa condizione - spiegano gli avvocati Vittorio Angiolini e Riccardo Maia, che assistono la famiglia - è la totale assenza di reazioni volontarie agli stimoli esterni, la completa incapacità di relazionarsi con il mondo e l’irreversibilità della condizione vegetativa».
    Uno dei punti chiave del dibattimento appena concluso riguardava proprio le volontà espresse da Eluana quando era ancora in grado di decidere per se stessa. «Malgrado le testimonianze raccolte dalla Corte - proseguono i legali - abbiano confermato come Eluana considerasse contrario alla dignità umana il mantenimento della vita vegetativa senza speranze di recupero, la Corte ha ritenuto che il trattamento medico in corso non possa essere interrotto, perché lo stesso non costituisce accanimento terapeutico».
    Ma nelle undici pagine del provvedimento i giudici esprimono anche altre convinzioni. Per le norme vigenti - scrivono infatti - Eluana «non può considerarsi clinicamente morta» e la Corte «non ha alcuna possibilità di fare distinzione tra vite degne e non degne di essere vissute, dovendo fare riferimento unicamente al bene vita, costituzionalmente garantito, indipendentemente dalla qualità della vita e dalle percezioni soggettive che di essa si possono avere».
    I magistrati riconoscono che Eluana si trova «in uno stato vegetativo permanente», cioè «in una zona grigia in cui, essendo il soggetto considerato ancora vivo, può configurarsi il conflitto tra i valori costituzionalmente protetti della vita, della tutela, della dignità e della libertà di autodeterminazione». Un conflitto che per la corte d’Appello va risolto a favore della vita perché, «in base alla normativa vigente» Eluana è viva», visto che non si è ancora arrivati alla cessazione dell’attività cerebrale.
    Per questo, scrivono i giudici, staccare il sondino che la tiene in vita equivarrebbe a «un’eutanasia indiretta omissiva».
    Fonte: ilManifesto.it

  3. #3
    Super Troll
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    purtroppo la caratteristica di chi si oppone non è solo crudeltà........ è davvero disprezzo per la vita e la sofferenza delgi altri.......originato dalla superbia e dalla folle convinzione di appartenere ad una razza o categoria superiore ......... simile a quella che, da illusi, credono debba essere quella degli dei ...... o quasi
    purtroppo la colpa è dell'umanità intera.......che a suo tempo si è lasciata convincere, dalle chiacchere di questi mentecatti, a bruciare persino i suoi primogeniti , per ingraziarsi gli dei
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  4. #4
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    cmq, hanno rotto le palle , si parla quasi solo di questo e non di tanti altri pproblemi.

  5. #5
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    L'uomo è e deve essere l'unico padrone di se stesso!

    Chi segue ideologie religiose che esaltano la sofferenza (altrui) la miseria (altrui) il dolore (altrui) è liberissimo (giustamente) di seguirle.

    Lo stato deve solo garantire il diritto di ognuno a non ledere i diritti altrui e di decidere per se stesso!!!!!


    Parole sante e improntate a semplice buon senso... Ma da noi purtroppo comanda ancora il Vaticano, con tutte le conseguenze che sappiamo...

  6. #6
    cavaradossi
    Ospite

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    Welby finalmente ha smesso di soffrire.
    Il diritto alla propria morte deve essere conquistato per i tanti Welby che ancora soffrono, per i tanti Welby che molti di noi un giorno potranno essere.

    Speriamo che questo caso fa analogamente scalpore, smuova le coscienze e tappi la bocca a quelle cattoliche ipocrite e sciacalle posizioni politiche che si arrogano il diritto di decidere di cose che non spetta a loro.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da cavaradossi Visualizza Messaggio

    L'uomo è e deve essere l'unico padrone di se stesso!

    Chi segue ideologie religiose che esaltano la sofferenza (altrui) la miseria (altrui) il dolore (altrui) è liberissimo (giustamente) di seguirle.

    Lo stato deve solo garantire il diritto di ognuno a non ledere i diritti altrui e di decidere per se stesso!!!!!
    D'accordo. Quoto. Ma nonostante questo non mi trovo d'accordo con l'eutanasia. L'uomo deve essere padrone di se stesso e può darsi la morte ma non può chiedere che altri gli diano la morte. Nessuno può "somministrare" la morte per nessun motivo e lo stato meno di tutti perchè è proprio l'uomo ad essere l'unico ed esclusivo padrone della propria vita.

    Faccio notare che non ho tirato in ballo ne religione ne Vaticano: chi è cattolico eviti di suicidarsi. Ma tirare in ballo sempre il conflitto etico-religioso è fuorviante e serve solo per fare propaganda spicciola.

  8. #8
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    L'uomo è e deve essere l'unico padrone di se stesso!

    Chi segue ideologie religiose che esaltano la sofferenza (altrui) la miseria (altrui) il dolore (altrui) è liberissimo (giustamente) di seguirle.

    Lo stato deve solo garantire il diritto di ognuno a non ledere i diritti altrui e di decidere per se stesso!!!!!

    Esatto!

    Diffidate, diffidate sempre da chi vi dice che non siete voi i padroni della vostra vita.

 

 

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