Pagina 1 di 7 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 67
  1. #1
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    18 May 2002
    Messaggi
    20,725
     Likes dati
    0
     Like avuti
    5
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Il Partito democratico e la Binetti

    In questa risposta a un editoriale di Furio Colombo pubblicato ieri da l'Unità, Paola Binetti si lancia in un tentativo nenanche troppo riuscito di spacciare la propria intransigenza fondamentalista per rispetto delle persone. La parola più ripetuta è "carità", che arriva anche nella variante "intellettuale", ma del significato originale del termine (amore disinteressato per il prossimo) resta ben poco. La Binetti ha alcuni punti fermi. Primo è la famiglia, ma come la intende lei, ovvero benedetta da un prete («Nel dibattito sulle coppie di fatto, proprio perché diciamo un no convinto alla loro omologazione alla famiglia fondata sul matrimonio occorre capire sempre di più cosa sia oggi la famiglia, che valore abbia, perché sia così necessario proteggerla, perché è tanto in crisi e di che cosa ha bisogno per uscire dalla sua crisi e ritrovare la sua forza di modello sul piano della coesione sociale»). Secondo è la proprietà della vita, che non è di chi la vive Non c'è, per me, la libertà di morire, ma solo la possibilità di accettare la morte, mitigandone al massimo la durezza, addolcendola sul piano affettivo e addomesticandola sul piano terapeutico. Non so cosa si proponga il comitato di emergenza, ma se davvero non vuole abbandonare Piergiorgio, allora anche io mi unisco agli sforzi che si faranno per non lasciarlo solo, aggiungendo però che il suo corpo non mi sembra una prigione infame, ma un luogo sacro in cui abita una persona a cui va tutta la pietà e la carità di cui sono capace»).

    Qui tutti vedono la cosiddetta sinistra radicale come maggior ostacolo per la nascita del Partito democratico. Sarà anche un ostacolo grosso. Ma riuscire a conciliare la laicità dello stato sancita dalla Costituzione repubblicana con personaggi (oggettivamente ai limiti del ridicolo) come la Binetti appare un ostacolo insormontabile. A seguire i due articoli.

    da l'Unità del 12 dicembre 2006
    Welby e coppie di fatto
    di Paola Binetti

    Caro Colombo, ho letto con molta attenzione il tuo editoriale e mi sono sentita ripetutamente chiamata in causa, sia sotto il profilo personale che sotto quello politico, anche se a volte è piuttosto difficile distinguere tra i due piani e si corre il rischio di fare confusione. Ma vorrei provare a farti vedere la coerenza con cui cerco di legare tra loro princìpi e valori, affetti e azioni concrete.
    Provo a rispondere sulle pagine del giornale, anche se credo che un dialogo diretto fatto durante le pause del nostro lavoro in Senato possa rappresentare un modo migliore per confrontarsi tra «colleghi» che condividono le stesse responsabilità e per di più nello stesso schieramento. A questo dialogo più personale rimando almeno una parte delle argomentazioni che riguardano i temi da te affrontati nel tuo lungo e appassionato articolo.
    Tu scegli come piano di incontro possibile quello della comprensione che nasce dall'esperienza della pietas e ci spinge a compiere gesti di carità profonda. Mi ha fatto piacere leggere come la dimensione della Carità sia e sia stata per te, anche nei momenti più difficili, «il grande canale di comunicazione tra credenti e non credenti, il messaggio di buona volontà con cui grandi cattolici e credenti anonimi hanno lasciato tracce di comprensione e partecipazione attraverso confini che apparivano rigidi e impenetrabili, tra persone altrimenti condannate a sentirsi divise tra credenti e dannati...». Io credo che si possa riprendere il dialogo tra noi proprio a partire dalla Carità, intesa come rispetto reciproco, come accoglienza della diversità, come cura dei valori in cui crede ognuno di noi. In questo caso concreto anche dei miei e di quelli che come me hanno alcune convinzioni che non vorrebbero vedere bistrattate e trattate con sufficienza, come se si trattasse di roba vecchia e un po' superata da nuovi stili di vita e di comportamento. E questo, concedimi, è accaduto molte volte in questi giorni, anche su l'Unità, in una pluralità di articoli in cui ci si è riferiti alle mie posizioni e a quelli di un piccolo gruppo di senatori dell’Unione, non solo della Margherita, cercando di farle passare come posizioni del tutto superate dall'evoluzione dei tempi, ma soprattutto stigmatizzandole come posizione prive di umanità, dure, astratte nelle loro affermazioni a priori. A volte addirittura si è cercato di ridurle ad una pedissequa ripetizione di posizioni esclusivamente clericali.
    Ammetterai che in questo modo è difficile sentirsi trattati con carità e percepire quella comprensione che crea le premesse per quel dialogo franco e costruttivo a cui tu alludi. Ci si sente aggrediti e si reagisce, marcando le proprie posizioni, ribadendo le proprie convinzioni.
    Prendo il tuo articolo come una proposta di dialogo e ti rispondo raccontandoti che all'inizio della mia esperienza politica ho fatto una gran fatica a capire le famose sette righe del programma: tutelare i diritti individuali delle persone che vivono in diverse forme di convivenza, senza per questo legittimare le coppie di fatto.
    Non è stato semplice per me cogliere in profondità questo passaggio, che pure rappresentava un punto di sintesi arduo ed invalicabile in una coalizione eterogenea come la nostra. Eppure, già durante la campagna elettorale in cui mi sono trovata ad affrontare questo tema tante volte nel contraddittorio con il mondo cattolico, mi sembrava di aver raggiunto un buon livello di consapevolezza e di convinzione su questo passaggio del programma.
    Dentro di me lo traduco con queste parole: massima carità nei confronti delle persone, tutte, senza distinzione di nessun tipo, ma nello stesso tempo massima chiarezza nel ribadire i principi. O ancora: trattare ogni persona come un valore, ma non bistrattare nessun valore su cui ragionevolmente credo che si fondi una parte importante del nostro sistema sociale.
    Accanto alla carità che ha come punto di riferimento le persone esiste anche una carità intellettuale, che per me ha come punto di riferimento il valore delle cose in cui credo, quelle che io considero vere.
    Davvero vorrei che ogni persona, anche quelle che non sono sposate e convivono più o meno serenamente, ricevessero tutta la attenzione che meritano, anche sotto il profilo legislativo, ma non vorrei che questo implicasse un ribaltamento di piani di riferimento, a cominciare dalla tutela della famiglia basata sul matrimonio. Per tenere sufficientemente distinte le varie forme di convivenza rispetto al matrimonio è necessario che ci si chieda coraggiosamente quali siano le prerogative essenziali del matrimonio, quelle che da un lato si impongono alla nostra attenzione come paradigma di riferimento: a loro si ispirano le richieste delle persone che fanno parte di unioni di fatto, ma dall'altro rappresentano un modello da evitare convintamene, tanto da scegliere di volerle prescindere. Nel dibattito sulle coppie di fatto, proprio perché diciamo un no convinto alla loro omologazione alla famiglia fondata sul matrimonio occorre capire sempre di più cosa sia oggi la famiglia, che valore abbia, perché sia così necessario proteggerla, perché è tanto in crisi e di che cosa ha bisogno per uscire dalla sua crisi e ritrovare la sua forza di modello sul piano della coesione sociale.
    Quanto a Piergiorgio Welby, credo che tu sappia che ho partecipato a numerosi dibattiti anche pubblici, per cercare di spiegare il mio punto di vista, in cui la differenza tra eutanasia e accanimento terapeutico è molto chiara e si traduce in un no secco ad entrambe le posizioni. Ma nello stesso tempo dico un no altrettanto secco all'abbandono terapeutico, che oggi è in agguato ancor più dell'accanimento terapeutico. Non vogliamo che nessun malato si senta solo o, peggio ancora, tema di essere abbandonato, perché prendersene cura costa troppo in tanti sensi: alla famiglia, alla società, al Sistema sanitario nazionale... Capisco il disagio e la sofferenza di Welby, ho seguito personalmente molti bambini malati di distrofia muscolare progressiva, li ho visti diventare adolescenti e morire giovani per insufficienza respiratoria. Conosco quel senso di impotenza che spinge noi medici a condividere la sofferenza dei pazienti e delle loro famiglie, mettendo in gioco tutta la nostra umanità, senza permetterci di rassegnarsi ai limiti attuali della scienza e della medicina. La sofferenza del malato unita alla sofferenza del medico che si scopre impotente è una miscela potentissima per mettere in gioco scienza e tecnica e obbligarle a cercare risposte nuove, anche dove sembra che sia impossibile. Welby ha raggiunto un'età molto più avanzata della maggioranza di altri pazienti come lui, proprio perché è stato costantemente circondato dalle cure dei suoi cari e dalla disponibilità di una tecnologia avanzata, che ora è diventata troppo pesante. Finora è vissuto grazie a lei e ora vorrebbe farne a meno. Chiede di essere lasciato andare. La stessa tecnica, che finora lo ha aiutato, gli appare ostile. Giudica accanimento quello che prima era sollievo, gli appare inutile ciò che prima era prezioso... Non credo che una legge potrà mai distinguere a priori tra queste due realtà: accanimento terapeutico e responsabilità concreta nell'assicurargli le cure necessarie, per farlo soffrire il meno possibile, per non lasciarlo solo. È un giudizio che va lasciato ai medici, che possono comunque intervenire fin da ora a ridurre il suo disagio, aumentando gradatamente le dosi di farmaco necessario per farlo riposare soprattutto durante la notte. La medicina palliativa ha ancora qualcosa che può fare per lui: lasciamoglielo fare in modo intelligente, competente e pieno di pietà, in modo da accompagnarlo fino al momento in cui giungerà la sua morte naturale, avendo fatto di tutto per ridurre le sue angosce non meno che le sue sofferenze fisiche.
    Non voglio che Piergiorgio resti solo. E credo che l'affetto e la solidarietà che in tanti hanno manifestato verso di lui, alcuni anche con il loro digiuno, mostrano quale spazio si sia conquistato nel cuore di tutti noi, rivelando una volta di più quel senso di carità profonda che nasce spontaneamente davanti alla sofferenza e al dolore. Non c'è, per me, la libertà di morire, ma solo la possibilità di accettare la morte, mitigandone al massimo la durezza, addolcendola sul piano affettivo e addomesticandola sul piano terapeutico. Non so cosa si proponga il comitato di emergenza, ma se davvero non vuole abbandonare Piergiorgio, allora anche io mi unisco agli sforzi che si faranno per non lasciarlo solo, aggiungendo però che il suo corpo non mi sembra una prigione infame, ma un luogo sacro in cui abita una persona a cui va tutta la pietà e la carità di cui sono capace. Per concludere, caro Colombo, vorrei solo dirti che ho cercato di spiegarti la fatica che faccio ogni giorno per collegare i valori in cui credo alla concretezza della persona, di ogni singola persona, che per me rappresenta il massimo dei valori incarnati. Spero di esserci riuscita almeno un po' e se no continueremo a parlarne in Senato...



    da l'Unità dell'11 dicembre 2006
    Tra Welby e Binetti
    di Furio Colombo

    Le dichiarazioni - che in politica sono azioni e sventolano come bandiere su posizioni occupate - si susseguono. Insieme compongono un quadro che disegna i confini morali dell’Italia. Mercoledì Gianfranco Fini, il vice senza diritto di successione nella casa di Berlusconi ma pur sempre vassallo di grande potere, dichiara: «Staccare la spina di Welby è omicidio». Vuol dire che se Welby ci mette un anno a morire soffocando ogni minuto che noi siamo qui a discutere, sono fatti suoi. In altre parole è corso al letto dell’uomo caduto nella morsa del dolore per dire «Va bene così» e anzi minacciando chi avesse intenzione di intervenire.
    Giovedì la Sen. Binetti, collega di Senato e di schieramento e di sentimenti umani e civili, dice al Corriere della Sera: «È stata una bellissima giornata». Vuol dire che è riuscita a impedire, con la sua esuberante irruzione nella cosiddetta cabina di regia della legge finanziaria, che i reietti di quel sottomondo detto “coppie di fatto” possano godere di benefici fiscali nel triste evento della successione e di ciò che resta al sopravvissuto. In altre parole è come se la Sen. Binetti fosse corsa da quella signora, vedova di uno degli italiani che hanno perso la vita nell’attentato di Nassiriya, per cacciarla un’altra volta dai palazzi dello Stato in cui non è mai stata ammessa, dalle chiese che l’hanno relegata da sola in fondo. Come ricorderete la signora Adele Parrillo non era una vera vedova ma nient’altro che una convivente del caduto Stefano Rolla.
    Cioè nessuno, clandestina alla funzione funebre in chiesa e poi messa cortesemente ma fermamente alla porta al Quirinale, quando lo Stato ha celebrato i morti di Nassiriya. Morto o non morto in guerra, un convivente resta un escluso e la sua compagna si può respingere tranquillamente alla porta senza scandalizzare nessuno.
    Franca Rame ha coniato, a sue spese per Adele Parrillo, una medaglia d’oro che le è stata donata in una piccola cerimonia privata. Ma su certe violazioni, come il non sposarsi (meglio se in chiesa) in Italia non si scherza: niente Chiesa e niente Stato.
    «Ma che si sposino!», esclama esasperata la Sen. Binetti (evidentemente senza rendersi conto di parodiare Maria Antonietta) per liquidare le civili obiezioni di chi la intervistava (Angela Frenda, Corriere della Sera, 8 dicembre) sulle coppie di fatto. Ma prima aveva parlato di “felicità”: «La mia felicità, la sensazione di aver ottenuto un successo» per avere impedito uno sconto di tassa al convivente che veglia il feretro della persona amata.
    La multa sul feretro imposta gioiosamente dalla Binetti a chi ama e a chi piange - ma non secondo le regole della Binetti - non può che generare un grande imbarazzo. Infatti come distinguere la “certezza della pena” di Fini, che evoca l’ergastolo per chi si accosta al letto di Welby, e la “felicità” di Binetti che ha imposto con un colpo di mano la sua visione teologica, dal fondamentalismo che intende ignorare ogni confine fra vita e fede e impone che la fede sia legge?
    È l’indifferenza a fatti veri, vere sofferenze, veri problemi, solo perché la descrizione (che è poi la rilevazione realistica) di questi fatti non coincide con la pala d’altare della buona morte da un lato (dove i raggi della fede e la mano dell’angelo spuntano come un invito celeste dalle nuvole scure) e con la descrizione della casa tenuta in ordine dall’angelo del focolare debitamente sposata in chiesa e solo per questo affidabile sposa e madre amorosa, persino se abita a Cogne.
    Sabato parla il Papa. E purtroppo le sue parole sono un intervento pesante, diretto, mai prima accaduto, sul governo italiano, solo sul governo italiano che ha annunciato una legge che esiste dovunque nel mondo e si forma sul rispetto giuridico, ma anche umano, dei diritti dei cittadini. I confini dell’Italia, a cui in esclusiva viene dedicata questa immensa pressione, si fanno più stretti.
    ***
    Possibile che sfugga del tutto la dimensione della carità che è stata, anche nei momenti più difficili, il grande canale di comunicazione fra credenti e non credenti, il messaggio di buona volontà con cui grandi cattolici e credenti anonimi hanno lasciato tracce di civiltà, di solidarietà, di comprensione e partecipazione attraverso confini che apparivano rigidi e impenetrabili, fra persone altrimenti condannate a sentirsi divise fra redenti e dannati? Che cosa è accaduto per indurre a calare mannaie così taglienti, per spezzare subito ogni legame con i miscredenti, dalla quantità della droga alla qualità dell’amore?
    Non li imbarazza il fatto che ad ogni passo contro il diritto alla vita - dunque alla morte meno crudele - di Piergiorgio Welby, contro il rispetto che si deve a una vedova non sposata e che non è bello scacciare dalla chiesa, contro l’amore che esiste, che accade, anche se non è omologato, fra donne e fra uomini, verso cui è solitamente dedicato, a livelli incivili, sarcasmo e disprezzo, non li imbarazza il fatto che prontamente si schiera l’Italia peggiore, da Borghezio ai fascisti («meglio fascista che frocio») come si è visto nella “marcia di Roma” di Berlusconi?
    ***
    Ci sono domande - in questa storia in cui circola aria gelida e nessuna fraternità - che restano senza risposta e che devono averla. Con che diritto io posso dire a qualcuno «ti devi sposare», a due persone che non si devono amare, a Piergiorgio Welby che deve soffrire come un cane fino a quando un teologo illuminato (ci sarà, ci sarà) descriverà la fine del dolore come una benedizione necessaria, l’amore come un dono di Dio e la violazione delle regole delle coppie poca cosa (se non un diritto) rispetto agli strazianti genocidi del mondo a cui si dedica la metà della metà della metà della nostra attenzione?
    Sono sorpreso che i senatori-teologi che siedono in Parlamento e battono con furore sul banco il martello delle proibizioni, non abbiano notato l’accortezza del Papa, almeno in una situazione che non riguarda l’Italia. Eppure Benedetto XVI ha fatto capire bene che un conto è discutere di Islam in una Lectio magistralis a Ratisbona, e un conto è una visita di Stato all’Islam in Turchia, dove vince non l’intento ad avere ragione ad ogni costo ma quello, molto più grande, di capire, di essere capito e di costruire un passaggio ad ogni costo. È un peccato, una ragione di tristezza, che un simile criterio non sia stato adottato per l’Italia né dal Papa né dai senatori che lo rappresentano.
    Un po’ aridamente, quando si parla di coppie, i senatori-teologi evocano con fervore l’art. 29 della Costituzione italiana che dice: «La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio». Giusto. Ma quell’articolo definisce un modo di stare insieme, non ne proibisce un altro. E non occorre essere giuristi per sapere che la libertà di stampa si estende a Internet, che non esisteva quando è stata scritta la Costituzione. E che, dunque, un tipo di unione non ne impedisce un altro. E poi basta il buon senso per capire che due persone che si amano non sono e non possono essere in alcun modo offesa, rischio o pericolo per la famiglia tradizionale. Dal punto di vista del fatto e del diritto, è una affermazione impossibile. Infine perché ignorare gli articoli 2 e 3 della Costituzione che sanciscono la parte grande e inviolabile dei diritti della persona?
    ***
    Forse un modo esemplare di uscire da un confronto così poco generoso fra parlamentari che si sono nominati custodi dell’ortodossia e parlamentari e cittadini comuni (fatalmente l’aridità dei comportamenti incuranti e insensibili genera aridità di risposte che possono essere ingiustamente offensive) è assumersi subito la responsabilità del dolore di Piergiorgio Welby. Alcuni di noi, coloro che non possiedono il codice delle cose ammesse o vietate, quando si tratta della pena di un altro e sentono l’immensa ingiustizia, la intollerabile offesa, devono assumersi in questo momento il compito di porre fine a quell’immenso dolore. Lo faranno formando un comitato di emergenza deciso a non abbandonare Welby nella sua «prigione infame». Adesso, subito.

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    01 Oct 2002
    Località
    Torino, riva sinistra del Po.... Europa. Dead Poets Society...
    Messaggi
    8,586
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    irricevibile come sempre la binetti. Noi avremmo bisogno di un partito d sinistra moderata non di sinistra clerico illiberale

  3. #3
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    18 May 2002
    Messaggi
    20,725
     Likes dati
    0
     Like avuti
    5
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da umberto Visualizza Messaggio
    irricevibile come sempre la binetti. Noi avremmo bisogno di un partito d sinistra moderata non di sinistra clerico illiberale
    il dramma è che ci avviamo a una sinistra organizzata su due partiti. uno di sinistra radicale e l'altro di sinistra clericale

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    01 Oct 2002
    Località
    Torino, riva sinistra del Po.... Europa. Dead Poets Society...
    Messaggi
    8,586
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da antonio Visualizza Messaggio
    ci deve essere spazio per tutti.
    ognuno e' libero di pensarla come vuole e in certe tematiche e' il Parlamento quello chiamato ad esprimersi.
    I vincoli di partito sono pericolosi.
    non è un problema di vincolo di partito ma di comune visione del mondo e del rapporto individuo società, ma ad essere più precisi non è tanto il problema della personale concezione del mondo (tutte diverse e quasi sempre rispettabli) quanto di come lo stato debba regolare la legge imposta sulle concezioni di ognuno.


    In questo senso no, non c'è posto per tutti.

  5. #5
    email non funzionante
    Data Registrazione
    20 Jan 2006
    Messaggi
    18,041
     Likes dati
    0
     Like avuti
    16
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da umberto Visualizza Messaggio
    non è un problema di vincolo di partito ma di comune visione del mondo e del rapporto individuo società, ma ad essere più precisi non è tanto il problema della personale concezione del mondo (tutte diverse e quasi sempre rispettabli) quanto di come lo stato debba regolare la legge imposta sulle concezioni di ognuno.


    In questo senso no, non c'è posto per tutti.
    concordo

  6. #6
    Obama for president
    Data Registrazione
    10 Apr 2003
    Località
    Venezia
    Messaggi
    29,093
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da antonio Visualizza Messaggio
    ci deve essere spazio per tutti.
    ognuno e' libero di pensarla come vuole e in certe tematiche e' il Parlamento quello chiamato ad esprimersi.
    I vincoli di partito sono pericolosi.
    detta anche tecnica per mettercela in culo no grazie non siamo fessi

  7. #7
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    06 Nov 2006
    Località
    Difendi, Conserva, Prega!
    Messaggi
    15,330
     Likes dati
    2
     Like avuti
    75
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Sembra davvero che voi pensiate che quelli che hanno votato Unione la pensino come voi. La Binetti, Bobba, Baio Dossi, sono stati eletti così, giusto per hobby.

    Invece no. Nell'Unione ci sono tante persone che credono ancora e davvero nei valori della vita e della famiglia. La pensano diversamente da voi sui temi etici, ma ciò non toglie che per questo debbano stare a destra.

    Antonio, ad esempio è uno di quelli. Ma ne conosco tantissimi anche io, compresa la prof.Binetti che di destra non è e che quindi mette a disposizione la sua esperienza nel centrosinistra e per il centrosinistra.

    La sola differenza tra voi e lei, è che voi l'avete insultata e la insultate ogni giorno, mentre lei dice solo quello che pensa e che pensano migliaia e migliaia di elettori dell'Unione.

    Ho dato alla professoressa il link della discussione sulla mozione di sfiducia alla Bonino. Mi ha risposto che sapeva già che in molti l'avrebbero insultata, ma sinceramente non pensava fino a questo punto e con questa cattiveria.

    Non vi vergognate? Discutete civilmente. Dite perchè siete in disaccordo con lei ma non insultate nessuno: sembrate, avolte, degli animali che in branco si accaniscono su una preda con cattiveria unica solo nell'istinto non umano. Siate persone rispettose.

  8. #8
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    18 May 2002
    Messaggi
    20,725
     Likes dati
    0
     Like avuti
    5
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Merello Visualizza Messaggio
    Sembra davvero che voi pensiate che quelli che hanno votato Unione la pensino come voi. La Binetti, Bobba, Baio Dossi, sono stati eletti così, giusto per hobby.

    Invece no. Nell'Unione ci sono tante persone che credono ancora e davvero nei valori della vita e della famiglia. La pensano diversamente da voi sui temi etici, ma ciò non toglie che per questo debbano stare a destra.

    Antonio, ad esempio è uno di quelli. Ma ne conosco tantissimi anche io, compresa la prof.Binetti che di destra non è e che quindi mette a disposizione la sua esperienza nel centrosinistra e per il centrosinistra.

    La sola differenza tra voi e lei, è che voi l'avete insultata e la insultate ogni giorno, mentre lei dice solo quello che pensa e che pensano migliaia e migliaia di elettori dell'Unione.

    Ho dato alla professoressa il link della discussione sulla mozione di sfiducia alla Bonino. Mi ha risposto che sapeva già che in molti l'avrebbero insultata, ma sinceramente non pensava fino a questo punto e con questa cattiveria.

    Non vi vergognate? Discutete civilmente. Dite perchè siete in disaccordo con lei ma non insultate nessuno: sembrate, avolte, degli animali che in branco si accaniscono su una preda con cattiveria unica solo nell'istinto non umano. Siate persone rispettose.

    Posto che mi dissocio da ogni frase ingiuriosa verso la Binetti che pure ha diritto di parola, ci mancherebbe, questo post dimostra una grande arroganza perché pone chi non è d'accordo con la prof binetti come nemico della vita e della famiglia. Noi amiamo la vita e amiamo la famiglia a tal punto che ne vogliamo di più. Noi non accettiamo che qualcuno imponga le proprie concezioni morali ed etiche come vere sopra alle altre. Noi siamo per la libertà di tutti, anche della Binetti di non ricorrere ad alcune fattispecie giuridiche se queste violano la sua coscienza. Lei e voi siete per la vostra libertà negando a noi ciò che non volete per voi. Vi dite liberali ma siete illiberali e, mi si consenta, io con la prof. Binetti un partito non intendo assolutamente farlo. Lo faccia con Giovanardi.

  9. #9
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    06 Nov 2006
    Località
    Difendi, Conserva, Prega!
    Messaggi
    15,330
     Likes dati
    2
     Like avuti
    75
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da willy Visualizza Messaggio
    Posto che mi dissocio da ogni frase ingiuriosa verso la Binetti che pure ha diritto di parola, ci mancherebbe, questo post dimostra una grande arroganza perché pone chi non è d'accordo con la prof binetti come nemico della vita e della famiglia. Noi amiamo la vita e amiamo la famiglia a tal punto che ne vogliamo di più. Noi non accettiamo che qualcuno imponga le proprie concezioni morali ed etiche come vere sopra alle altre. Noi siamo per la libertà di tutti, anche della Binetti di non ricorrere ad alcune fattispecie giuridiche se queste violano la sua coscienza. Lei e voi siete per la vostra libertà negando a noi ciò che non volete per voi. Vi dite liberali ma siete illiberali e, mi si consenta, io con la prof. Binetti un partito non intendo assolutamente farlo. Lo faccia con Giovanardi.
    E'ì legittimo dire che non vuoi stare con la Binetti in un partito, ma la situazione di ora è quella dell'Unione. Che è composta, anche, di partiti e persone che la pensano come lei. Lei crede che la famiglia sia quella che viene definita "naturale", e che la libertà di tutti, e soprattutto quella dei bambini (che sono quelli indifesi) sia garantita garantendo pieno sostegno e impiego di tutte le risorse disponibili in quel modello di società.

  10. #10
    email non funzionante
    Data Registrazione
    09 Dec 2006
    Messaggi
    851
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    L'Italia ha urgentemente bisogno di uno Zapatero.
    Di Binetti che hanno rovinato l'Italia ne abbiamo avuto già fin troppe.

 

 
Pagina 1 di 7 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Ignazio Marino: il Partito Democratico? poco democratico
    Di FORTEBRACCIO nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 21
    Ultimo Messaggio: 19-07-12, 11:59
  2. Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 04-11-08, 17:36
  3. Risposte: 26
    Ultimo Messaggio: 07-07-08, 19:14
  4. Risposte: 13
    Ultimo Messaggio: 10-09-07, 18:37
  5. Binetti e i DS. Il Partito Democratico e Cristiano
    Di aguas nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 119
    Ultimo Messaggio: 15-06-06, 10:46

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito