L COMUNISTA PUO’ ESSERE RICCO?
Solitamente si dice che il comunista non può essere ricco perché solitamente il comunista combatte il padrone multimiliardario. Secondo me si tratta di una grandissima scemenza, in questo mondo un comunista può essere miliardario eccome. Il comunista non combatte il miliardario perché odia il benessere, l’abbondanza, la ricchezza, la felicità materiale. Come chiunque, anche il comunista vorrebbe essere miliardario, e come chiunque, anche il comunista augurerebbe a tutti di poter essere miliardari e si augurerebbe un mondo composto solo da miliardi di miliardari. Il problema del comunista è invece proprio che il miliardario è solo, solo insieme ad un'altra manciata di miliardari, a fronte di miliardi di persone che per la maggior parte muoiono di fame. Ma il comunista non ce l’ha neppure col miliardario, ma col sistema che permette a certe persone di essere miliardarie mentre altre muoiono di fame, ed è solo indirettamente che quindi, poiché spesso il miliardario appoggia, alimenta e incoraggia tale sistema, il comunista ce l’ha con il miliardario. Ma un comunista non è che vorrebbe vedere il miliardario sul lastrico, il comunista vorrebbe vedere le altre persone stare un po’ meglio. E il problema di quei miliardi sta nel fatto che, se tante persone muoiono di fame, evidentemente il mondo non offre così tante risorse da permettere a tutti di essere multi-miliardari, e nemmeno miliardari, ma nemmeno milionari e nemmeno sfamati. Il sistema odierno infatti, quello capitalista-liberista, non potendo (come nessun altro sistema) offrire miliardi per tutti, fa si che alcuni muoiano di fame ed altri abbiano i miliardi. La colpa, quindi, è del sistema, e non del miliardario: se non fosse miliardario lui, non è che i suoi miliardi andrebbero a diventare diritti per gli altri, ci sarebbe semplicemente un altro miliardario al suo posto, perché i “contenitori” offerti dal sistema capitalista restano quelli. Un comunista vuole quindi che il sistema cambi, in modo da garantire un diritto a tutti. Il comunista non pretende che il miliardario dia i soldi in beneficenza: non servirebbe a nulla, perché l’obiettivo finale del comunista è un mondo in cui le persone acquisiscano non dei privilegi (come le donazioni, che dipendono dalla volontà di chi le fa) ma dei diritti (che restano, indipendentemente da tutto). Il comunista vuole lasciare un mondo che in questo modo riterrebbe migliore, e sarebbe migliore a prescindere dai capricci, perché sarebbe un diritto. Un mondo in cui un miliardario dona tutto all’africa, sarà un mondo un pochino più felice, ma non un mondo migliore. Un mondo migliore è quello in cui non dovremo pregare che il miliardario abbia l’illuminazione per donare, un mondo migliore è quello in cui i privilegi diventano diritti una volta per sempre. Questo è uno “scatto” a livello sociale, ed una donazione non rappresenta certo un progresso sociale. Ma se il comunista continua a trovarsi, almeno per il momento, in un sistema capitalista, laddove la maggior parte degli spazi sono ritagliati per miliardari o per morti di fame, perché non può essere egli stesso il miliardario? Il mondo desiderato dal comunista è un mondo che deve essere totalmente organizzato in senso comunista, altrimenti non funziona. Lui può essere comunista dentro, ma fuori vive in un mondo capitalista e solo in quel mondo si muove anche lui. Anche se uno è comunista, voglio dire, non ha più tasse in busta paga, non ha le medicine gratis, non ha i prezzi fissi dappertutto: un comunista si muove in un mondo capitalista ed anche le sue azioni sono capitalistiche, almeno finchè non si cambierà regime. Dunque anche lui dovrà combattere per guadagnarsi il posto da miliardario piuttosto che quello di morto di fame, pur non condividendo tale sistema. Dunque, perché un comunista miliardario è da disprezzare? La sua alternativa non è il comunismo “fai da te” perché questo concetto è ridicolo: la sua alternativa è come per chiunque altro abiti un mondo capitalista, essere un morto di fame o essere un miliardario. Egli combatte quello stesso sistema che lo ha reso miliardario, perché egli sa che avrebbe potuto benissimo finire tra le altre categorie, e non ritiene giusto che lui come altri come lui debba affrontare questo rischio. Quindi egli è da ammirare, piuttosto. Una sua donazione, come nell’esempio precedente, di tutti i suoi beni, non risolverebbe nulla, perché porterebbe privilegi una tantum, e non diritti, che sono invece l’unico, vero obiettivo. Volendo fare un esempio calcistico: se all’Inter pensano che sia sbagliato dare 3 punti a vittoria e che sia più equo darne 2, e quindi se l’inter auspica un ritorno ai 2 punti per vittoria, e si batte per questo. Nel frattempo, nel campionato in corso, con la vittoria a tre punti, l’inter sta vincendo il campionato. Sarebbe giusto pretendere che si levasse un punto per ogni vittoria, semplicemente perché sostiene la necessità di riformare tutto il campionato con la formula a 2 punti? Oppure sarebbe giusto accusare la società di non desiderare davvero il ritorno ai 2 punti semplicemente perché anche con i 3 punti continua a vincere?




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