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I termini liberalismo e liberale vengono usati sia nel linguaggio comune che nella teoria politica con significati diversi. Qui ci occupiamo esclusivamente del liberalismo come dottrina politica. Nel linguaggio comune liberalismo può essere usato come sinonimo di magnanimità e larghezza di vedute. La parola deriva dal francese libéral.
A poco a poco verso l'inizio del XIX secolo liberale cominciò a divenire equivalente di "favorevole al riconoscimento delle libertà individuali e politiche". La prima citazione in lingua inglese con questo significato risale al 1801. In senso moderno si ritiene che il termine liberalismo sia stato usato per la prima volta nel 1812 in Spagna nel parlamento regionale (Cortes) di Cadice. Le radici del liberalismo sono tuttavia molto più antiche. Possono essere trovate nelle dottrine giusnaturalistiche di John Locke, nelle teorie dei filosofi scozzesi David Hume (Edimburgo, 1711-1776) e Adam Smith (1723–1790) e nell'Illuminismo francese.
Storicamente il liberalismo nasce come ideale che si affianca all'azione della borghesia nel momento in cui essa combatte contro le monarchie assolute e i privilegi dell'aristocrazia a partire dalla fine del XVIII secolo. L'esito di questo scontro tra le due classi porta alla costituzione dello Stato liberale.
Il liberalismo è, probabilmente, insieme alla democrazia e al socialismo, la dottrina che ha più influenzato la concezione moderna dello Stato e del suo rapporto con la società. Si può dire che abbia contribuito a definire quasi tutte le altre dottrine socio-politiche: si parla infatti di liberaldemocrazia in modo generico per indicare una moderna democrazia liberale, ma si parla anche di liberaldemocrazia in modo specifico per indicare la frangia più progressista del movimento liberale, ancora si parla di socialismo liberale (o liberalsocialismo), di cattolicesimo liberale e perfino di anarchismo liberale. Proprio per questo però, definire l'identità del liberalismo in quanto tale è difficile, anche se esistono pensatori che si definiscono liberali senza altre accezioni anche ai nostri giorni.
A proposito del liberalismo come concepito dai suoi fondatori, che ha invece un'identità piuttosto chiara, parleremo di liberalismo classico (o puro).
Si può dire ad ogni modo che ciò che contraddistingue il liberalismo politico in ogni epoca storica è la credenza nell' esistenza di diritti fondamentali e inviolabili facenti capo all'individuo e l'eguaglianza dei cittadini davanti alla legge (eguaglianza formale).
Il punto di vista dell'individuo e il godimento della libertà individuale è considerato il parametro valido per giudicare la bontà di un ordinamento politico/sociale. In quest'ottica i poteri dello Stato devono incontrare limiti ben precisi per non ledere i diritti e le libertà dei cittadini. Ne deriva il rifiuto di volta in volta dell'assolutismo monarchico, del clericalismo, del totalitarismo e in generale di ogni dottrina che proclama il sacrificio dell'individuo in nome di fini esterni a esso.
Il risvolto del liberalismo in materia religiosa è il laicismo e la separazione tra Stato e Chiesa: nelle parole di Camillo Cavour "Libera Chiesa in libero Stato". Ma il liberalismo è laico anche perché chiede allo Stato di non interferire nelle scelte morali individuali: "Nessuno mi può costringere ad essere felice a suo modo (come cioè egli si immagina il benessere degli altri uomini), ma ognuno può ricercare la felicità per la via che a lui sembra buona, purché non rechi pregiudizio alla libertà degli altri di tendere allo stesso scopo." (Immanuel Kant).
È necessario infine ricordare che negli Stati Uniti il termine liberal ha una sfumatura di significato diversa: potrebbe essere tradotto con progressista o socialdemocratico piuttosto che con liberale. Sembra che l'uso della parola liberal per definire sé stessi da parte degli ex-sostenitori del New Deal negli USA sia stato dovuto al fatto che il maccartismo aveva reso la parola socialista segno di sospette simpatie sovietiche.
Insomma laicismo, eguali diritti, socialismo eccetera. Come fa il liberalismo ad essere sempre in bocca a Berlusconi??? Semmai il suo è LIBERISMO




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