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  1. #1
    Conservatorismo e Libertà
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    Talking Di Pietro Contro i Verdi

    Antonio Di Pietro attacca, senza nominarli esplicitamente, i Verdi sul tema delle grandi opere. Secondo il ministro delle Infrastrutture, c'è qualcuno all'interno della coalizione di governo che «dietro a una parvenza di tutela ambientale nasconde ostracismo per realizzare le opere». Di Pietro, a margine dell'inaugurazione della quarta corsia sulla A4 Milano-Bergamo funzionante per i primi dieci chilometri (due nei pressi di Bergamo e otto tra Trezzo e Milano) ha spiegato che «questo ministero vuole dialogare per costruire le opere, non per impedirle». Secondo Di Pietro «impedire le infrastrutture è lavorare contro il Paese, mentre oggi bisogna lavorare per il Paese dotandolo di infrastrutture in linea con gli altri Paesi europei».
    «PARLA COME LUNARDI» - «Di Pietro parla come il ministro berlusconiano Lunardi», è stato il commento di Angelo Bonelli, capogruppo dei Verdi alla Camera. «Per giorni siamo stati in silenzio di fronte ai continui attacchi rivolti in numerose occasioni da Di Pietro ai Verdi e agli ambientalisti. Il ministro mostra una preoccupante chiusura culturale e un'assenza di sensibilità sui temi ambientali», ha proseguito Bonelli. «Di fronte a questi attacchi inaccettabili, stiamo dando dimostrazione di possedere una grande cultura di governo. Il Paese ha bisogno di questo, non certo di continue esternazioni di Di Pietro. Abbiamo fornito a questa Finanziaria un impulso nuovo e non saremo più disponibili a stare in silenzio di fronte a una tale scarsa conoscenza e poca sensibilità sui temi riguardanti le connessioni tra ambiente ed economia».(corriere)
    ------------------------------------------------------------------------
    Quale accusa più infamante di questa?


    E dopo dicono che siamo noi quelli che maltrattano gli avversari...
    I Verdi,da sempre la forza che più ostacola lo sviluppo.
    Vorrebbero trasformare l'Italia in un grande prato... verde?

  2. #2
    Gin Pì... Nun ce lassà...
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    Toh...! Guarda, guarda... Il Tonino che va ad inaugurarereareare i primi 10 chilometri della quarta corsia.

    Mi ricorda qualcuno che per qualcosa di simile veniva puntualmente sbeffeggiato...

    Ma al Tonino non accadrà... La "stampella" gli è amica e, per sua fortuna, guarda da un'altra parte.

    Certo che quel Bonelli lì, che non è il padre di Tex, è proprio senza quore... Trattare così, da mezzo analfa-beta, il più illustre fra i maggggistrati italiani...

    Non si fa... Non si fa. Povero Tonino... Perché buttasti la toga? Perché?

  3. #3
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    Talking Grandi Opere:Di Pietro contro i Verdi

    GRANDI OPERE: DI PIETRO, QUALCUNO IN COALIZIONE FA OSTRACISMO

    MILANO - Continuano le schermaglie tra le due anime dell'Unione sulla riforma della previdenza e i partiti del centrosinistra affilano le armi in vista del conclave governativo di Caserta, dove Romano Prodi e i ministri dovranno preparare l'agenda per il 2007. Intanto, Antonio Di Pietro attacca i Verdi, colpevoli, secondo lui, di bloccare le grandi opere con l'alibi dell'ambientalismo.

    Piccata la replica del titolare dell'ambiente Alfonso Pecoraro Scanio: ''Parla come uno del centrodestra''. Il premier non gradisce e con i suoi uomini si lamenta della volonta' degli alleati di alzare la posta in vista dell'appuntamento di Caserta dell'11 e 12 gennaio. Il giorno dopo la conferenza stampa di fine anno del presidente del Consiglio, il ministro per le Infrastrutture parte all'attacco: ''C'e' una parte della mia coalizione che, dietro una parvenza di tutela ambientale, nasconde ostracismo per realizzare le opere''. Dura la replica di Pecoraro: ''Se Di Pietro si riferisce a noi, dovrebbe rettificare.

    E' un attacco inaccettabile, raccoglie gli applausi di Forza Italia e Lega. Noi abbiamo un piano di incentivi per l'economia ambientale e siamo per fare bene e non per fare a ogni costo e male''. Di Pietro non rettifica, precisa di non aver attaccato i Verdi ma aggiunge sibillino: ''La lingua batte dove il dente duole...''. Insomma, il leader dell'Italia dei Valori apre un nuovo fronte interno. Che si aggiunge a quelli gia' sul tappeto, a partire dalla riforma delle pensioni. Se infatti Rifondazione, Comunisti italiani e Verdi esultano per le parole del premier, che ieri ha escluso l'utilizzo dei disincentivi, l'ala riformista dell'Unione non sembra condividere in pieno. L'economista diessino Nicola Rossi dice che eliminare le penalizzazioni per chi va in pensione prima e' un errore, Ds e Margherita (da Enrico Morando a Renzo Lusetti e Natale D'Amico) avvertono la sinistra radicale: se non si cambia nulla, allora e' inevitabile tenersi lo 'scalone' della riforma Maroni, bisogna alzare l'eta' pensionabile. Fibrillazioni e polemiche, sui due fronti, che fanno dire alla Cdl che la maggioranza e' divisa a meno di 24 ore dalla conferenza di fine anno di Prodi. Forza Italia e' convinta che, come sulla Finanziaria, l'estrema sinistra dell'Unione dettera' la linea anche sulla previdenza. Mentre il leghista Roberto Calderoli afferma di condividere le parole di Di Pietro, ma nello stesso tempo lo invita a dimettersi ''per coerenza''.

    Il presidente del Consiglio assiste silenzioso a quelle che solo ieri ha chiamato ''tensioni quotidiane'', ma chi ha potuto parlare con lui racconta che il premier non ha gradito. E' chiaro, sarebbe stata la sua riflessione, che tutti pongono le loro ipoteche e che ognuno alza la posta in vista del conclave di Caserta, pero' e' ora di dire basta a contrapposizioni inutili. ''Evitiamo di partire con il piede sbagliato'', avrebbe detto Prodi. Un appuntamento, quello dell'11 gennaio, a cui tutti i partiti vanno con la volonta' di imporre le loro istanze. Due dirigenti Ds fanno sapere di non voler alimentare polemiche fino ad allora, ''ma questa volta - aggiungono - il governo dovra' avere una linea unica e riformista e Prodi dovra' farsi garante di questa linea e dimostrare di essere in grado di gestire al meglio la regia delle riforme''.

    Il premier rimanda il confronto a Caserta, spiegando che l'aspetto riformista dell'azione di governo dovra' essere valorizzato. E pensa a proposte che garantiscano pensioni sicure anche a chi ha lavori flessibili. E a un impegno per regolarizzare, con contratti a tempo indeterminato, il maggior numero possibile di precari. Di fronte a questi argomenti, avrebbe ragionato in queste ore, Rifondazione e gli altri non saranno essere indifferenti. Dimostrando, magari, un atteggiamento piu' conciliante su tutto il tema della previdenza.

    ANSA

  4. #4
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    Prodi ad alleati, abbassare i toni
    Dobbiamo evitare di cominciare l'anno con il piede sbagliato
    (ANSA) - ROMA, 29 DIC - Prodi invita gli alleati ad abbassare i toni della polemica interna, evitando 'contrapposizioni' dannose e rinvia ogni confronto a Caserta. Il premier e' convinto che il conclave con i ministri dovra' essere il momento di sintesi di tutte le proposte'. Il professore getta quindi acqua sul fuoco del duro botta e risposta tra Di Pietro ed i Verdi. Ma avverte: 'Dobbiamo presentarci all'appuntamento di gennaio con serenita', evitando di cominciare il nuovo anno con il piede sbagliato'.

  5. #5
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    Cantieri: Di Pietro contro i Verdi

    da Il Giornale

    Le infrastrutture in Italia sono un "presupposto necessario seppur non sufficiente" per il "rilancio economico e di credibilità del nostro Paese. Per questa ragione il nostro impegno istituzionale deve essere quello di realizzare infrastrutture capaci di essere al pari con gli altri Paesi europei, nel rispetto dell'ambiente e della vivibilità urbana, ma cecrando di fare, non cercando di impedire di farle". Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, durante l'inaugurazione della quarta corsia della A4 tra Milano e Bergamo, parlando dell'importanza della realizzazione di infrastrutture adeguate in Italia. Durissimo il giudizio del responsabile delle Infrastrutture nei confronti di chi vuole far saltare le Grandi opere. Impedire che le infrastrutture vengano realizzate è "contro il Paese, pensando soltanto a se stessi e a qualche ragione politica di nicchia".

  6. #6
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    Grandi opere, Di Pietro contro i Verdi annuncia: La Tav si fara'

    di Il Legno Storto

    Antonio Di Pietro apre un secondo fronte con la propria maggioranza. Dopo i vari aut aut minacciati in relazione al cosiddetto 'comma Fuda' - tema tutt'atro che esaurito, visto che l'ex magistrato ha depositato oggi una segnalazione alla Procura di Roma - il ministro delle Infrastrutture si e' lanciato all'attacco dei Verdi in tema di grandi opere. Il teatro e' Grezzago, in provincia di Milano, dove a margine dell'inaugurazione della quarta corsia dell'autostrada A4 l'ex pm ha dichiarato: "La Tav si deve fare e si fara'", nonostante all'interno della coalizione di governo ci sia qualcuno che "dietro una parvenza di tutela ambientale nasconde ostracismo per realizzarla".
    - La stoccata al partito di Pecoraro Scanio - peraltro formalmente mai nominato - e' clamorosa e meno che velata. Tanto da attirare immediatamente un comunicato di replica. "Di Pietro? Parla come Lunardi". Lo afferma il capogruppo dei Verdi alla Camera, Angelo Bonelli. Che aggiunge: "Per giorni siamo stati in silenzio di fronte ai continui attacchi rivolti in numerose occasioni da Di Pietro ai Verdi e agli ambientalisti. Il ministro, che ha ipotizzato addirittura l'uscita del Sole che ride dal governo, mostra una preoccupante chiusura culturale e un'assenza di sensibilita' sui temi ambientali".

    A scatenare le ire degli uomini del ministro dell'Ambiente, evidentemente, e' quel "dietro a una parvenza di tutela ambientale" che Di Pietro ha rivolto loro. Secondo il leader di Italia dei valori, infatti "in questa Finanziaria non ci sono solo i soldi per il sistema autostradale, ma anche per l'Alta velocita'. Impedire le infrastrutture e' lavorare contro il Paese, mentre oggi bisogna lavorare per l'Italia dotandola di infrastrutture in linea con gli altri Paesi europei". Netta invece la posizione del Sole che ride: "Come Verdi - continua replica di Bonelli - ci riconosciamo pienamente nelle parole di Prodi sulla centralita' dell'ambiente, una risorsa prioritaria per il rilancio dello sviluppo e la modernizzazione del paese. Di fronte a questi attacchi inaccettabili rispondiamo che, a differenza di Di Pietro, al quale peraltro non abbiamo mai chiesto di uscire con l'Italia dei valori dal governo per la gravissima vicenda di De Gregorio, stiamo dando dimostrazione di possedere una grande cultura di governo. Il paese ha bisogno di questo, non certo di continue esternazioni alle quali ci ha abituato il ministro delle Infrastrutture".

    Mentre all'orizzonte si profilano nuove battaglie trasversali, sempre in tema di Grandi opere arriva oggi anche una replica del ministero dei Trasporti. La nota risponde implicitamente alle dichiarazioni del sottosegretario alle Infrastrutture, Angelo Capodicasa, che era sembrato possibilista sulla costruzione del ponte di Messina. "Sia il programma dell'Unione che i provvedimenti collegati alla legge Finanziaria chiariscono in modo inequivoco che l'opera non rientra nei piani di governo".

  7. #7
    CATANIA 2-0 PALERMO - HAHAHAHA
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    Sono felice. Finalmente c'è qualcuno che vuole difendere le grandi opere.

    Nessuno, né di destra né di sinistra può escludere grandi opere quando si parla di sviluppo. Tutti gli altri paesi europee vanno avanti con grandi opere, sopratutto la Francia e la Germania. Sarebbe horribile per il paese cancellare il Tav, o magari anche MOSE.

    Mi dispiace l'opposizione di Di Pietro sul ponte sullo stretto, mi avrebbe piaciuto tantissimo vedere il ponte realizzato. Il ponte è veramente morto?

    Che tristezza sto governo.

    Almeno nei altri paesi, quando vince una coalizione di sinistra, si può stare perché è più moderata....Come in America. Io voterei il partito Repubblicano, ma so che anche se vincono i Democratici, sono sempre forze moderati. Si lavora sempre per governare bene il paese...

    Se al governo ci fossero solo i partiti riformisti dell'Unione, non mi preoccuperei così tanto sul futuro dell'Italia....

  8. #8
    Darthè
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    Citazione Originariamente Scritto da Reazzurro90 Visualizza Messaggio
    Sono felice. Finalmente c'è qualcuno che vuole difendere le grandi opere.

    Nessuno, né di destra né di sinistra può escludere grandi opere quando si parla di sviluppo. Tutti gli altri paesi europee vanno avanti con grandi opere, sopratutto la Francia e la Germania. Sarebbe horribile per il paese cancellare il Tav, o magari anche MOSE.

    Mi dispiace l'opposizione di Di Pietro sul ponte sullo stretto, mi avrebbe piaciuto tantissimo vedere il ponte realizzato. Il ponte è veramente morto?

    Che tristezza sto governo.

    Almeno nei altri paesi, quando vince una coalizione di sinistra, si può stare perché è più moderata....Come in America. Io voterei il partito Repubblicano, ma so che anche se vincono i Democratici, sono sempre forze moderati. Si lavora sempre per governare bene il paese...

    Se al governo ci fossero solo i partiti riformisti dell'Unione, non mi preoccuperei così tanto sul futuro dell'Italia....
    Il futuro dell'Italia è il comunismo ed è per questo che molti borghesi hanno già pensato di portare lal'estero i loro patrimoni. Meglio così: il comunismo italiano sarà molto radicale e rapido.

  9. #9
    CATANIA 2-0 PALERMO - HAHAHAHA
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    Citazione Originariamente Scritto da Darthè Visualizza Messaggio
    Il futuro dell'Italia è il comunismo ed è per questo che molti borghesi hanno già pensato di portare lal'estero i loro patrimoni. Meglio così: il comunismo italiano sarà molto radicale e rapido.
    Tutte le persone che impiangono il comunismo mi fanno ridere perché non capiscono nulla di Comunismo, o come funziona (o come è funzionato in Russia e nei altri paesi europei).

  10. #10
    Forumista assiduo
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    Minchia, questo Darthè non lo sopporto. Un vero banana di sinistra, manco estrema, ma solo infantile!
    Quanto alla querelle Di Pietro - Verdi, per me la verità sta nel mezzo.
    Non è che tutte le opere pubbliche siano essenziali. Ad esempio la TAV per me non lo è, soprattutto per ragioni economiche: costa una valanga di quattrini ed alla fine il risultato sarà quello di far risparmiare qualche ora di tempo alle merci tra Italia e Francia.
    Con tutta le fede verso il progresso: che cavolo ce ne fotte di far arrivare 12 ore prima e Parigi le uova e l'acqua minerale italiane; e che ce ne strafotte di far arrivare 12 ore prima a Milano le uova e l'acqua minerale francese?
    Meglio fare la Valdastico per esempio, terminare in fretta la Salerno Reggio Calabria e, in tema ferroviario, mettere carrozze nuove e tenerle pulite.

 

 
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