







l'assassinio del rais,legittimo presidente dell'iraq,è uno sbaglio politico enorme che dimostra la totale incapacità degli stati uniti nel gestire le questioni internazionali.
e mentre israele plaude attendo lo sviluppo delle conseguenti e in parte giustificate ritorsioni da parte del mondo arabo.
se di tutto ciò che oggi è chiamato cultura ufficiale rimanesse la parola merda sarebbe già gran cosa


Poi non dico più nulla.
La lettera di addio di Saddam al «popolo fedele» Da Baghdad «nessun provvedimento di clemenza»
È UNA lettera di addio quella che Saddam Hussein ha scritto agli iracheni in cui si dice pronto a "sacrificarsi" e a diventare un "martire" ed esorta il suo popolo a unirsi contro i nemici, Stati Uniti e Iran. «Mi sacrifico - afferma l'ex dittatore iracheno nel messaggio scritto dalla sua cella e reso noto dopo che la corte d'appello ha confermato la condanna a morte - se Dio vorrà mi collocherà tra gli uomini veri e i martiri». La corte d'appello ha confermato la condanna a morte di Saddam per crimini contro l'umanità e ha ordinato che venga impiccato entro 30 giorni. In quello che potrebbe essere il suo ultimo messaggio, Saddam accusa i vecchi nemici, Stati Uniti e Iran, per il conflitto che sta insanguinando l'Iraq. «I nemici della vostra nazione, gli invasori e i persiani - afferma l'ex dittatore - hanno trovato nella vostra unità una barriera tra voi e quanti ora vi governano. Per questo hanno seminato discordia e odio tra voi". «Popolo fedele, vi dico addio mentre la mia anima va da Dio il compassionevole - conclude Saddam - lunga vita all'Iraq, lunga vita all'Iraq, lunga vita alla Palestina. Lunga vita alla guerra santa e ai mujaheddin. Allah è grande». La lettera del Rais era stat scritta a novembre, dopo la condanna a morte nel rocesso di Primo Grado, ma ha potuto essere divulgata solo dopo che è stato respinto il ricorso in appello. «I ritardi sono stati causati dalla lunghezza delle procedure imposte dagli americani», ha affermato l’avvocato Khalil Dulaimi. Intanto il governo iracheno sta stringendo i tempi per seguire la condanna a morte, che però difficilmente potrà avere luogo prima del 4 gennaio. Il ministro della Giustizia, Hashem al-Shibli, ha spiegato che la sentenza sara' trasmessa al presidente Jalal Talabani per il decreto di approvazione. «Non ci saranno provvedimenti di clemenza in questo caso - ha avvertito - appena riceveremo il decreto ci prepareremo ad agire». Tuttavia un allungamento dei tempi è possibile a causa della festività musulmana dell’Eid al-Adha, la festa del Sacrificio successiva al pellegrinaggio alla Mecca che dovrebbe cominciare sabato e che si protrae per quattro giorni: «C’è l’Eid - ha spiegato il ministro - e questo potrebbe richiedere un po’ più di tempo». Il presidente iracheno Talabani è contrario alla pena di morte ma ha già fatto sapere che non intende interferire e permetterà a un suo vice di firmare il decreto da inviare alla direzione generale dei penitenziari per ordinare l'esecuzione. Saddam era stato condannato a morte il 5 novembre per la strage del 1982 a Dujail, villaggio sciita una quarantina di chilometri a nord di Baghdad. Insieme all'impiccagione di Saddam saranno eseguite quelle del fratellastro, Barzan Ibrahim, e di Awad Hamed al Bandar, capo della Corte rivoluzionaria irachena del periodo baathista. E mentre le autorità irachene si preparano per l’esecuzione dell’ex Rais, gli esponenti del disciolto partito Baath hanno minacciato gli Stati Uniti di colpire i loro interessi in tutto il mondo se Saddam Hussein sarà giustiziato. In una nota pubblicata su un sito web all’indomani della condanna a morte, i baathisti fedeli all’ex dittatore hanno detto di "essere determinati alla rappresaglia con ogni mezzo, ovunque nel mondo, se l'Amministrazione Usa commetterà questo crimine». Quanto al boia che dovrà materialmente porre fine alla vita di Saddam le offerte non mancano. Centinaia di iracheni che hanno scritto all’ufficio di al Maliki, subito dopo la condanna capitale, per offrirsi come esecutori materiali della condanna. Si tratta di parenti i cui cari furono uccisi dall’ex Rais.
giovedì 28 dicembre 2006
Ora,dopo questa lettera,unita all'affermazione pre-impiccagione di "Non fidatevi dell'Iran" non credo che i "fans" di Saddam che seguono il cammino tracciato dal "martire"(dice lui) abbiano intenzione di unirsi agli Iraniani,più di quanto non siano GIA' uniti da un nemico comune,gli USA.



