Risultati da 1 a 8 di 8

Discussione: scusate la domanda

  1. #1
    cavaradossi
    Ospite

    Predefinito scusate la domanda

    Ciao a tutti,

    volevo sapere come vedete la religione e la lotta contro le religioni.
    Il comunismo si impegnò giustamente contro le superstizioni, e nei paesi dell'Europa orientale quelle superstizioni non sono risorte.
    Certo, sembrò che fosse in corso una rinascita religiosa negli anni 80, ma in realtà fu effimera e strumentale.
    L'aver mostrato, da Kaganovich in poi, il vero volto del cristianesimo, in tutta la sua ipocrisia, falsità e squallore, come già fu ipocrita falso e squallido il suo fondatore mitologico, è servito a qualcosa.
    Grazie delle eventuali risposte e scusate il disturbo.

  2. #2
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    ...cosa mi tocca leggere...

    Guarda, mi piacerebbe che tu mi spiegassi bene chi è "Kaganovich", perché lo ignoro. Allo stesso modo mi piacerebbe approfondire le tue affermazioni anti-cristiane.

    Ti dico fin da subito che qui siamo soliti parlare del comunismo che intendi tu come di "comunismo storico novecentesco", cosa ben diversa dal "comunismo".

    Ci terrei a sottolineare che le "superstizioni" sono una cosa e le religioni, specialmente quelle rivelate, sono altra cosa. Il discorso sarebbe lungo.

    Per quel che mi riguarda, non mi sognerei mai di combattere alcuna religione, né di perseguirne i cultori. Pretenderei solo il rispetto di ogni credo e delle leggi dello Stato, cioè del regolamento che i cittadini si impongono per la convivenza pacifica.

    Non sono un religioso, ma ho profondo rispetto per chi lo è.

    PS: hai mai scritto prima su questo forum?

  3. #3
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    Nessun disturbo anche se l'argomento era stato già dibattuto poco tempo fa in un altra discussione.
    Come comunisti nazionalitari partiamo da presupposti libertari e riteniamo che la religione appartenga alla sfera privata. Per noi il comunismo deve essere fondato su un sistema di comunità solidali al cui interno vivono libere individualità.
    Per noi a questo riguardo è fondamentale dividere la religione dall'aspetto mondano ecclesiastico (inteso qui nel senso di organizazione mondana della fede).
    La storia del comunismo e del marxismo inoltre (e per comunismo noi non intediamo certo la svolta imperialista dell'Unione Sovietica o quella della Cina dopo Mao) è costellata di pensatori rivoluzionari che abbiano tentato di avvicinare aspetti della religione alla scienza marxista: basta pensare a Sultan Galev o ad Alì Sha'riati.
    Riteniamo inoltre che un ateismo forzato di tipo dirigista statale porti inevitabilmente a nuove forme mondane di Ecclesia (culti della personalità).


    A luta continua

  4. #4
    cavaradossi
    Ospite

    Predefinito

    Grazie.
    Forse ho - come dice Outis - una visione novecentesca del problema, ma resta il fatto che la religione è uno strumento per anestetizzare le menti da parte del ceto dominante.
    Non sarei così duro sull'ateismo dirigista. Certo, non è la soluzione migliore, ma ricordiamoci del contesto storico. Bisognava colpire duro. Inoltre il grosso dei sacerdoti ortodossi meritava la fine che fece, dato che quei signori erano responsabili di crimini durante il regime presocialista.
    La fede è certamente un fatto privato, ma non può avere una dignità superiore a quella che si può riconoscere al tronchetto di Wanna Marchi o alle pagliacciate di Otelma.
    Di certo, l'aumento dell'istruzione e la soluzione dei problemi sociali non fa altro che allontanare la gente dagli dei: le tenebre arretrano sempre di fronte alla luce.

    E' la prima volta che mi permetto di scrivere nel vostro forum, che comunque leggo regolarmente perchè trovo informazioni e spunti interessanti.
    (A proposito, in Nepal come stanno andando le cose?)
    grazie per l'ospitalità e per le risposte

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da cavaradossi Visualizza Messaggio
    Grazie.
    Forse ho - come dice Outis - una visione novecentesca del problema, ma resta il fatto che la religione è uno strumento per anestetizzare le menti da parte del ceto dominante.
    Forse alcune volte è così, ma non sempre, specialmente quando la religione è un veicolo popolare per aumentare il vincolo comunitario, come nel Venezuela di Chavez...

    Discorso diverso quando un potere politico mascherato da religione (il cattolicesimo) prende per i fondelli i suoi sudditi e li tiene a sé tramite la "superstizione" (vendita di indulgenze, cerimonie sfarzesche, etc.).

    Non sarei così duro sull'ateismo dirigista. Certo, non è la soluzione migliore, ma ricordiamoci del contesto storico. Bisognava colpire duro.
    Mi piacerebbe capire perché, io non vedo dove fosse questo bisogno...

    Inoltre il grosso dei sacerdoti ortodossi meritava la fine che fece, dato che quei signori erano responsabili di crimini durante il regime presocialista.


    La fede è certamente un fatto privato, ma non può avere una dignità superiore a quella che si può riconoscere al tronchetto di Wanna Marchi o alle pagliacciate di Otelma.
    Per me la religione ha una dignità certamente superiore a questi esempi che hai fatto, perché ognuno di noi ricerca la propria origine e il proprio centro di gravità permanente. Se qualcuno lo trova in Dio io son contento per lui. Se qualcuno lo compra per telefono e lo venera, me ne dispiaccio...

    Di certo, l'aumento dell'istruzione e la soluzione dei problemi sociali non fa altro che allontanare la gente dagli dei: le tenebre arretrano sempre di fronte alla luce.
    Su questo non sarei così certo, non foss'altro perché i più grandi teologi sono persone culturalmente preparatissime...

    E' la prima volta che mi permetto di scrivere nel vostro forum, che comunque leggo regolarmente perchè trovo informazioni e spunti interessanti.
    Puoi sentirti come a casa tua qui. Intervieni quando vuoi.
    Se ti sei presentato da qualche parte, ti prego di inserire il link qui, grazie.

    (A proposito, in Nepal come stanno andando le cose?)
    A gennaio prenderà il via una newsletter o un mensile online. Lì potrai leggere tutto. Nel frattempo, ci sono delle discussioni sull'argomento, "sfoglia" il forum e le troverai...

    grazie per l'ospitalità e per le risposte
    Nessun ringraziamento. Siamo tutti ospiti di POL.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da cavaradossi Visualizza Messaggio
    Grazie.
    Forse ho - come dice Outis - una visione novecentesca del problema, ma resta il fatto che la religione è uno strumento per anestetizzare le menti da parte del ceto dominante.
    Non sarei così duro sull'ateismo dirigista. Certo, non è la soluzione migliore, ma ricordiamoci del contesto storico. Bisognava colpire duro. Inoltre il grosso dei sacerdoti ortodossi meritava la fine che fece, dato che quei signori erano responsabili di crimini durante il regime presocialista.
    La fede è certamente un fatto privato, ma non può avere una dignità superiore a quella che si può riconoscere al tronchetto di Wanna Marchi o alle pagliacciate di Otelma.
    Di certo, l'aumento dell'istruzione e la soluzione dei problemi sociali non fa altro che allontanare la gente dagli dei: le tenebre arretrano sempre di fronte alla luce.

    E' la prima volta che mi permetto di scrivere nel vostro forum, che comunque leggo regolarmente perchè trovo informazioni e spunti interessanti.
    (A proposito, in Nepal come stanno andando le cose?)
    grazie per l'ospitalità e per le risposte
    Guarda qui nessuno per scrivere deve chiedere il permesso a noi in quanto il forum è libertario ed aperto a chiunque, quindi se vorrai scrivere ancora lo potrai fare liberamente e libertariamente. L'unica cosa che ti chiediamo è quella di fare una breve ma significativa presentazione del tuo pensiero politico.

    Ora tornando al discorso credo che anche te confonda la fede con l'Ecclesia. La prima non esprime alcun dogma che colleghi il piano mondano con quello metafisico ma è pura proiezione verso quest'ultimo, l'Ecclesia invece tenta di amministrare la fede sulla terra. Dunque mentre la prima non può che appartenere alla sfera libertaria dell'uomo la seconda può diventare (dato che siamo sempre nell'ambito della possibilità e non della certezza che è dogma) "oppio dei popoli". Noi siamo contro "l'oppio dei popoli" ma non possiamo essere contro la fede in sè altrimenti dovremmo tradire le nostre istanze libertarie.

    (In Nepal siamo giunti alla ratifica da parte di re Gyrendra e del compagno Prachanda dell'accordo di cessate il fuoco e di definizione delle modalità delle prossime elezioni nel paese. Un documento piuttosto lungo che sto ancora finendo di leggere. Quando avrò finito aprirò una discussione in tal senso. Nel frattempo per te e per tutti coloro che sono interessati questo documento è disponibile richiedendolo a ro.red@libero.it, la mail dei compagni del PCM-I che sono interni all'MRI come i compagni nepalesi del PCN(M).)

    A luta continua

  7. #7
    Mujâhid_Jihâd
    Ospite

    Post Una lettera per la storia: l'Imam Khomeyni scrive a Gorbaciov

    17 anni fa la Guida della Rivoluzione Islamica, l'Imam Ruhollah Khomeini (quddisa sirruh) inviava una lettera a Michail Gorbaciov, l'ultimo presidente dell'Unione Sovietica prima della sua frantumazione come potenza mondiale, messaggio in cui lo avvertiva di come il sistema comunista sarebbe crollato se fosse rimasto indifferente alla libertà, alla religione ed alla spiritualità.

    La lettera fu scritta dall'Imam Khomeyni il 1° gennaio e inviata tre giorni dopo al Cremlino tramite una delegazione iraniana guidata dall'Ayatollah Jawadi Amoli.

    Tra le caratteristiche maggiori del messaggio dell'Imam Khomeyni bisogna menzionare il fatto che, mentre molti politici e analisti ancora mantenevano speranza nell'Unione Sovietica come potenza a livello mondiale, o non avevano comunque compreso ancora in maniera chiara la situazione reale del paese, la Guida iraniana seppe prevedere la caduta dell'URSS, allorquando il muro di Berlino ancora rappresentava il simbolo della divisione tra Oriente ed Occidente e la "guerra fredda" rimaneva "fredda" come sempre.

    In questa profetica lettera l'Imam Khomeyni, oltre ad analizzare l'ideologia marxista, avvertiva Gorbaciov dal cercare rifugio nell'Occidente per risolvere i problemi dell'Unione Sovietica.

    Otto settimane dopo Gorbaciov inviava la sua risposta mediante il proprio ministro degli esteri, Eduard Shevardnadze, che incontrò l'Imam a Tehran, rimanendo stupefatto nel vedere la semplicità della casa in cui viveva.

    A continuazione, il testo integrale della lettera dell'Imam.

    A cura di "Islam Sciita" - Servizio di Informazione dell'Associazione Islamica "Imam Mahdi" (aj) (islamsciita@yahoo.it )



    Col Nome di Dio Clemente e Misericordioso

    Egregio Signor Gorbaciov, Presidente del Presidium del Soviet Supremo dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, auspico a Lei e al popolo sovietico felicità e prosperità.

    Poiché da quando è stato eletto alla dirigenza dell'Unione Sovietica si avverte che Lei, nell'analisi degli accadimenti politici del mondo, in particolare in relazione ai problemi dell'Unione Sovietica, è venuto a collocarsi in una fase nuova, di revisione, di cambiamento, di mutamento di condotta e, poiché il Suo coraggio e la Sua audacia nell'affrontare la realtà del mondo potrebbero essere fonte di trasformazioni e di mutamenti negli equilibri attualmente imperanti, ho ritenuto necessario sottolineare alcuni punti.

    Anche se il limite delle Sue nuove riflessioni e decisioni potrebbe essere costituito dal fatto che esse siano solo un modo per risolvere problemi di partito e, accanto ad essi, alcune difficoltà del Suo popolo, pur in questa misura, il coraggio di procedere alla revisione di una ideologia che da anni teneva prigionieri in una fortezza di ferro i figli rivoluzionari della terra è lo stesso degno di lode. Se il Suo pensiero si innalzerà al di sopra di questo fatto contingente, la prima cosa che sicuramente Le recherà successo è la messa in atto di una revisione della politica dei Suoi predecessori, politica che ha portato a cancellare Dio e la religione dalla società. Ciò ha costituito certamente il più grave danno inferto al popolo sovietico. Sappia che un approccio reale con gli accadimenti del mondo non è concepibile che per questa via.

    Ovviamente è possibile che, a causa dei metodi sbagliati e dell'operato dei precedenti uomini di governo comunisti in campo economico, si affacci l'immagine del verde giardino del mondo occidentale. La verità è tuttavia altrove. Se in questa circostanza si limiterà a un mero sciogliere i nodi gordiani dell'economia comunista e socialista ricorrendo alle regole del capitalismo occidentale, non solo non curerà i mali della Sua società, ma sarà altresì necessario che altri venga a porre rimedio ai Suoi errori. Oggi infatti, se per quanto riguarda i metodi economici e sociali il marxismo è giunto a un vicolo cieco, anche il mondo occidentale si trova in difficoltà di fronte a questi stessi problemi, sebbene in forme diverse, oltre a dover fronteggiare altre difficoltà.

    Egregio Signor Gorbaciov, bisogna aprire gli occhi alla verità. La difficoltà principale del Suo Paese non è costituita dal problema della proprietà, dell'economia e della libertà. Il vostro problema è l'assenza di una vera credenza in Dio, lo stesso problema che ha trascinato o trascinerà l'Occidente in un vicolo cieco, nel nulla. Il vostro problema principale è la lunga lotta contro Dio, contro la Fonte dell'esistenza e della creazione.

    Egregio Signor Gorbaciov, è chiaro a tutti che d'ora in poi bisognerà cercare il comunismo nei musei della storia politica del mondo. Il marxismo, infatti, non rappresenta una risposta a nessunissimo reale bisogno dell'uomo. Si tratta di una dottrina materialistica e col materialismo non si può certo far uscire l'umanità dalla crisi provocata proprio dalla non credenza nello spirito. E' questo il male principale della società umana, all'Est come all'Ovest.

    Egregio Signor Gorbaciov, è possibile che per molti versi Lei, apparentemente, non abbia volte le spalle al marxismo e che ancora, in futuro, nei Suoi discorsi esponga la Sua piena credenza in esso. Ma Lei sa che, in realtà, non è così. Il Capo della Cina ha inferto al comunismo il primo colpo, Lei il secondo e, a quanto pare, l'ultimo. Oggi al mondo non esiste più qualcosa chiamato comunismo. Ma da Lei voglio davvero che nell'abbattere le mura delle illusioni marxiste non vada a cadere nella prigione dell'Occidente e del Grande Satana.

    Spero che troverà la vera gloria costituita dall'aver spezzato via dalla storia e dal Suo Paese gli ultimi sedimenti imputriditi creati nel mondo comunista da settant'anni di deviazioni. Oggi ormai anche i governi che si muovono nella vostra stessa direzione, il cui cuore batta e per la patria e per i loro popoli, non sono più disposti a impiegare le ingenti risorse dei loro paesi, i prodotti del sottosuolo per dimostrare i successi del comunismo, le cui ossa si stanno sgretolando con uno scricchiolio che è già giunto alle orecchie dei loro figli.

    Signor Gorbaciov, quando dai minareti di alcune vostre repubbliche, dopo settant'anni, si è levato il grido "Allah Akbar" e la testimonianza di fede nella missione dell'ultimo Profeta (che la pace sia con lui e con i suoi Discendenti), tutti i seguaci del puro Islam Mohammadiano hanno pianto di entusiasmo. Per questo ho ritenuto necessario richiamare alla Sua attenzione questo problema, per invitarla a riflettere ancora una volta sulle due visioni del mondo, quella materialistica e quella ispirata alla dottrina dell'unità divina.

    I materialisti considerano i sensi criterio di conoscenza su cui si fonda la loro concezione del mondo: ciò che non viene percepito attraverso i sensi è ritenuto estraneo all'ambito della scienza. Essi concepiscono l'esistente come equivalente al materiale: ciò che non è materiale per loro non esiste. Di conseguenza il mondo metafisico, l'esistenza di Dio, la Rivelazione, la Missione profetica, la Resurrezione sono stimati null'altro che fiabe. Il criterio di conoscenza su cui si fonda la concezione monoteistica è costituito invece e dal senso e dalla ragione. Ciò che è razionale, anche se non viene percepito dai sensi, rientra nel dominio della scienza. Di conseguenza l'esistente è costituito dal visibile e dall'invisibile, per cui anche ciò che non è materiale può esistere. Come il concreto presuppone l'astratto, così la conoscenza sensitiva è sostenuta da quella razionale. Il Santo Corano confuta il fondamento stesso della concezione materialistica. A coloro che pensano che Dio non esiste - ché, se così non fosse, sarebbe visibile - (< E quando diceste: “O Mosè, noi non ti crederemo finché non avremo chiaramente visto Allah”.> [II, 55]), rivolge queste parole: <Gli occhi non Lo comprendono, ed Egli comprende gli occhi, ed Egli è il Laţîf, il Ķabîr [l’Informato].> (VI, 103). Ma lasciamo il diletto e santo Corano e le argomentazioni che esso offre riguardo alla Rivelazione Divina, alla Missione profetica e alla Resurrezione, ché Lei si trova ancora all'inizio del discorso. Non intendevo affatto trascinarLa nei meandri dei problemi filosofici, in particolare quelli della filosofia islamica. Mi limiterò soltanto ad esporLe uno, due esempi molto semplici, attinenti alla natura umana e alla coscienza da cui anche i politici possono trarre profitto.

    Il fatto che la pura materia, l'inanimato non abbiano coscienza di sé costituisce un assioma. Di qualunque cosa si tratti, sia esso un monumento di pietra o una statua di un corpo umano, le varie parti dell'oggetto in questione sono all'oscuro le une dalle altre. Al contrario, vediamo chiaramente che gli individui umani e gli animali sono consapevoli di ogni loro singola parte, sanno dove si trovano, che cosa succede nel loro ambiente e che cosa attraversa il mondo. Se ne deduce che nell'uomo e negli animali esiste qualcosa di diverso che è al di sopra della materia e da essa distinto, che sopravvive alla morte di questa.

    L'uomo, per sua natura, anela a ogni perfezione in modo assoluto. Lei sa bene come l'individuo ambisca a essere potenza assoluta del mondo. Egli non è lusingato da nessun potere che non sia tale. Se anche avesse tutto il mondo a disposizione, qualora gli si dicesse che esiste anche un altro mondo, per sua natura, desidererebbe possedere anche quello. L'individuo, per quanto sapiente possa essere, qualora gli si dicesse che esistono altre scienze, per sua natura, desidererebbe apprendere anche quelle. Deve quindi esistere un potere assoluto, una scienza assoluta a cui l'uomo dono il suo cuore.

    Esso è Dio Onnipotente. Noi tutti ce ne rendiamo conto, anche se non ne siamo consapevoli.

    L'uomo desidera raggiungere la Verità assoluta, annullarsi in Dio. L'anelito alla vita eterna, che è insito nella natura di ogni individuo, è un segno dell'esistenza di un mondo eterno esente dalla morte.

    Se Lei, Eccellenza, desiderasse approfondire questi argomenti, potrebbe impartire gli ordini necessari affinché gli esperti di queste discipline, oltre allo studio dei testi filosofici occidentali, si rivolgano anche agli scritti di filosofia peripatetica di Farabi e di Avicenna (che Dio ne abbia misericordia). Così sarà chiaro che il principio di causalità, su cui si fonda ogni conoscenza, appartiene alla sfera dell'intelligibile, non a quella del sensibile. Ciò vale, allo stesso modo, per la comprensione dei significati universali e per le leggi generali su cui si fonda ogni argomentazione. Potranno anche attingere ai libri di Sohravardi (che Dio ne abbia misericordia) sulla filosofia illuminativa, così spiegherebbero a Sua Eccellenza come il corpo e ogni altra esistenza materiale hanno necessità di un'illuminazione, di una Luce assoluta che prescinde dai sensi e come la comprensione esteriore della propria identità da parte dell'essenza umana non è un fenomeno sensoriale. E chieda ai vostri grandi professori di studiare la teosofia di Sadr ol Mota'alehin (che Dio si compiaccia di lui e lo ponga il Giorno del Giudizio nelle file dei profeti e dei virtuosi). Apparirà così chiaro che la verità scientifica è certamente un esistente che prescinde dalla materia. Ogni pensiero è immateriale e non è sottoposto alle leggi della materia.

    Non La voglio stancare ulteriormente e non Le citerò le opere degli gnostici, quali, soprattutto, Mohi ol Din Arabi. Se vorrà conoscere le argomentazioni di questo Grande, mandi a Qom alcuni dei Suoi brillanti esperti, ben ferrati in questo genere di problemi, cosicché, dopo alcuni anni, con l'aiuto di Dio, potranno comprendere quella profondità che è più sottile di un capello, che è costituita dai successivi stati della vera conoscenza.

    Egregio Signor Gorbaciov, dopo un cenno preliminare a questi problemi, Le chiedo di compiere un serio e approfondito studio dell'Islam, e questo, non perché l'Islam e i musulmani abbiano bisogno di Lei, ma per i valori superiori e universali di questa religione. Tali valori possono essere strumento di liberazione e di benessere di tutti i popoli, possono aiutare a sciogliere i nodi e le difficoltà fondamentali dell'umanità. Una seria riflessione sull'Islam potrebbe liberarLa per sempre dal problema dell'Afghanistan e da difficoltà di questo genere esistenti nel mondo. Noi consideriamo i musulmani di tutta la terra alla stessa stregua dei musulmani del nostro Paese e ci consideriamo partecipi del loro destino.

    Con la parziale libertà di culto concessa in alcune Repubbliche Sovietiche Lei ha dimostrato di non pensare più che la religione è l'oppio della società. A proposito, la religione che, di fronte alle superpotenze, ha reso l'Iran saldo come una roccia è forse l'oppio della società? La religione che vuole l'attuazione della giustizia nel mondo, che vuole liberare gli uomini dalle pastoie materiali e psichiche, è forse l'oppio della società? Sì, una religione che si faccia strumento attraverso cui porre a disposizione delle potenze, grandi o piccole, le risorse materiali e spirituali dei Paesi Islamici e non, una fede che gridi alla gente che la religione deve essere separata dalla politica, è sì l'oppio della società. Ma questa non è la vera religione, ma una religione che il nostro popolo chiama "americana".

    Concludendo, dichiaro chiaramente che la Repubblica Islamica dell'Iran, che è il bastione più saldo dell'Islam nel mondo, può facilmente riempire il vuoto ideologico del vostro sistema.

    Il nostro paese, in ogni caso, come in passato, crede nei rapporti reciproci di buon vicinato e nutre per questo principio il più profondo rispetto.

    Che la pace sia con chi segue la Guida.

    Imam Ruhollah al Musawi al Khomeini

  8. #8
    Redwolf_
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da cavaradossi Visualizza Messaggio
    volevo sapere come vedete la religione e la lotta contro le religioni.
    La religione può influire positivamente o negativamente sull'andamento delle lotte storiche e determinarne la forma. In Europa la secolarizzazione ha prodotto la riemersione di fenomeni non direttamente riconducibili al cristianesimo, ma che portano le persone ad affidarsi alla cartomanzia ed ai Tarocchi, oroscopi etc. piuttosto che affrontare la realtà quotidiana in maniera razionale. Rupert Murdoch ha costruito un impero (Sky) con centinaia di "Vanna Marchi".

 

 

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