Vorrei far notare che, in fondo, un agnostico non può non dirsi ateo, in quanto la dimostrazione dell'esistenza di dio (qualunque esso sia) è impossibile.
La differenza tra atei ed agnostici, quindi, è fittizia.


Vorrei far notare che, in fondo, un agnostico non può non dirsi ateo, in quanto la dimostrazione dell'esistenza di dio (qualunque esso sia) è impossibile.
La differenza tra atei ed agnostici, quindi, è fittizia.


Cattolico Romano, anche se non vado a messa di frequente.
Andrea I Nemesis
Rinascente
Affiliato a Azione Conservatrice Nazionale


E ridaje con Hawking: continuate a non cogliere.
Teoria: formulazione astratta e sistematica dei principi di una branca del sapere: t. generale metafisica; insieme di ipotesi relative alla spiegazione di uno o più fenomeni: una nuova t. sull’origine dell’universo.
Ipotesi non è fatto. Plausibilitànon è realtà.
Ripeto: perché esistiamo? Voi vi state concentrando sul come (ripeto, indimostrato), ma il vero problema è il perché. Anche la risposta non esiste un perché è un atto di fede.
Ritornando al punto di partenza, anche se la teoria di Hawking fosse buona (pronto a scommettere che verrà dimostrato il contrario, nonostante l'ammirazione che nutro nei suoi confronti) questa non sarebbe la dimostrazione della non esistenza di Dio, la quale rimane sempre e comunque un atto di fede.
Tant'è che l'ateo non sa rispondere alla semplice, banalissima domanda: perché?
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L'agnostico non nega, l'ateo sì. L'agnostico non sa, l'ateo sì.
L'agnostico, a differenza degli altri, non ha risposte, manco una, e soprattutto non si pone domande.


E' un argomento capzioso, perché presuppone l'esistenza a priori di una domanda metafisica sull'esistenza Semplicemente si potrebbe rispondere la natura in cui viviamo è regolata dal processo di causale e casuale (in ogni caso interamente riconducibile al materiale), e questo è l'unico perché che possiamo trarre dalla realtà in cui viviamo.
E' un atto di fede? più o meno. Coesistente con un mondo causale e casuale ci potrebbe essere ad esso un principio (creatore? un qualcuno? che poi dopo aver creato la macchina perfettamente autonoma si sia nascosto dietro gli armadi per vedere come andava a finire). Certo potrebbe essere ma lasciateci dire che non esiste nessun fatto nella realtà che ce lo suggerisca. (che questo abbia le forme di "immagine e somiglianza" dell'uomo è talmente rafazzonata come soluzione nella sua descrizione da convincerci pochissimo, quella che invece mandi niente meno che un suo figlio ad essere onesti un può ci commuove nella sua ingenua speranza, ma è ben lontata da essere verità. Quella della Chiesa depositaria della Rivelazione, infine, nè ci commuove nè ci affascina.)
Diversamente ci sono i sostenitori del DIO TAPPABUCHI (per banalizzare il personaggio Quelo di corrado guzzanti ne è una geniale esilarante caricatura) per cui ogni volta che resta un dubbio arriva l'intervento intelligente e provvidenziale del dio. Da un lato questa impostazione è destinata a non avere fine perché sempre resteranno dei dubbi dal punto di vista scientifico ma d'altra parte non è ce una banale rincorsa della religione dietro la scienza per riempire i buchi che mano a meno questa viene a risolvere.....
Ultima cosa, sulle domande degli agnostici io sentenzierei di meno....


Infatti. Un Ateo ritiene che l'Universo si è originato per cause naturali (dato che la scienza, oggi, ci dice questo).
Il PERCHE'? per un ateo non esiste, dato che ritiene che tutto accada per caso. La Vita, l'Universo e tutto quanto sono un incredibile susseguirsi di eventi casuali e fortuiti.


Ed ecco i genietti che dicono razionalmente che il perché non esiste, pur non avendone le prove, perché altrimenti sarebbe costretto a cadere l'imperativo dell'inesistenza del divino. Tra conoscenza ed esistenza però ne corre...
Credeteci, appunto...
Del Dio tappabuchi, detto per inciso, non me ne frega una cippa, come non mi frega una cippa che esista o meno. Non lo saprò mai, perché se esistesse non sarei in grado in nessun caso di concepirlo: la mente umana non è fatta per comprendere appieno i concetti di sempre, infinito e nulla (che è ciò di cui niente si può dire in quanto diventerebbe automaticamente qualcosa). Però, essendo la cosa inconoscibile, non posso dare per certo che non ci sia.
E comunque, perché esistono questi eventi casuali e fortuiti? Non m'hai mica risposto, paremi... hai semplicemente spostato la domanda.




Un Evento Casuale non ha una ragione. E' nella stessa etimologia di "Casuale".
Se poniamo che la teoria del Big Bang sia vera, il fatto che i gas siano esplosi generando l'Universo è un evento casuale. Poteva succedere come no.
Anzi, ogni evento dell'Universo accade per una Ragione, e questa ragione la danno le Leggi della Natura, alle quali non si crede ma si da fiducia in quanto dimostrate scientificamente.
Facendo un ragionamento aristotelico, l'Unico evento non spiegbile, andando a ritroso, è l'Origine dell'Origine dell'Universo (il tuo Perchè).
La risposta dell'Ateo è semplice: l'Universo è nato per caso, poteva non nascere e invece è nato.


No, noi diciamo che non ci sono elementi per enunciare un perchè metafisico, mentre ce ne sono (per quanto parziali e non definitivi solo questi ci sono) per indicare una realtà causale e casuale.
Poi magari dietro ad una realtà autonoma (per quanto ne sappiamo che non è poi pochissimo) c'è un grande creatore che dopo aver caricato l'orologio si è nascosto per godersi lo spettacolo.
Noi non abbiamo nessun elemento per credere questo, nessun elemento per affermare l'esistenza inconfutabile di un perché metafisico. Tu si? Facceli sapere!


Ed io che ho scritto, qualche post fa, a proposito di Hawking?
A leggere...
Il che rimanda comunque ad un concetto di consequenzialità che potrebbe permettere di andare a ritroso all'infinito. Perché l'origine dell'origine dell'universo da che s'è sviluppata? Dal nulla? E che è il nulla? Buttiamo a mare tutte le leggi della natura sulle quali ci si è fondati per giustificare/dimostrare la validità del ragionamento che ci ha portati fin qui?
Può essere, come può tranquillamente non essere, visto che proprio metodologicamente un approccio del genere è, per esser buoni, molto poco ortodosso.
Che, però, non giustifica necessariamente se stessa.
Non abbiamo nessun elemento valido nemmeno per confutarlo. Ergo una spiegazione buona come un'altra dell'origine di tutto quanto. Illogico? Non m'interessa, non potendo saperlo, è buona qualunque risposta. Basta crederci.