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Legionnaire
Ballerina razzista rischia il posto
Londra, nei guai Simone Clarke
La bella e leggiadra Simone Clarke, prima ballerina dell'English National Ballett, rischia di non danzare più a causa di una tessera di partito. Simone è infatti finita al centro di un acceso dibattito in Inghilterra quando si è saputo che è una accanita sostenitrice del Bnp, il British National Party razzista e xenofobo. "Il Bnp è il solo a lottare contro l'immigrazione senza freni", ha detto la ballerina.
La prossima settimana Simone interpreterà Giselle al London Coliseum, ma in platea non ci saranno soltanto i soliti critici. Il suo caso, infatti, in pochi giorni ha fatto il giro del mondo, destando lo scalpore di politici e addetti ai lavori. Per la prima volta da quando indossa le scarpette da ballo, la reginetta dell'English National Ballett sarà sotto i riflettori non per la sua grazia, ma per il suo credo politico.
Da quando si è saputo che è una militante del Bnp, infatti, la danzatrice si è rapidamente trasformata da icona della leggiadria a insospettabile testimonial dell'intolleranza xenofoba. In Gran Bretagna da giorni non si parla d'altro e, forse proprio per il netto contrastro tra la leggerezza del ballo e lo stile razzista del Bnp, Simone è diventata il nuovo caso politico inglese.
Il British National Party è definito "repellente" sia dai laburisti che dai conservatori. Stando ai ben informati, i suoi membri spesso si muovono nell'illegalità e sono stati accusati più volte di episodi di violenza fascista contro gli immigrati. A svelare la doppia personalità di Simone è stato un reporter investigativo, che si è infiltrato nel Bnp e ha scoperto un'insospettabile e ramificata struttura segreta di attivisti che cercano di fare proselitismo in ogni settore.
A chiedere le dimissioni della ballerina è stato invece l'Ufficio Uguaglianza del sindaco di Londra che, facendo leva sulla legge sulle Relazioni razziali del 2000, è intervenuto con fermezza sulla questione. L'English National Ballett riceve sovvenzioni pubbliche ed è tenuto a vigilare sul rispetto del Race Relation Act violato continuamente dagli attivisti del Bnp. "Vogliamo sapere quali azioni intraprenderà la compagnia nei confronti di una dipendente iscritta a un movimento con affiliati criminali", ha spiegato Jon Cruddas, parlamentare laburista.
Per nulla intimorita la replica della diretta interessata. "Non ho niente di cui rammaricarmi, ho aderito all'unico partito disposto a prendere posizione contro l'immigrazione fuori controllo. - ha detto Simone - Il nostro Paese non è grande, è un'isola, non c'è logica nel permettere a tutti di entrare". Dichiarazioni che stridono un po' con la vita privata della ballerina, legata sentimentalmente a Yat Sen Chang, artista cubano con sangue cinese, e con le sue performance professionali, spesso legate ad altri danzatori immigrati con cui divide il palcoscenico. "Il primo obiettivo non è cacciare gli stranieri, è controlalre i confini, difenderci - ha aggiunto la danzatrice - Io non sono razzista nè fascista, sono solo arrabbiata perché quel giornalista che ha rivelato la mia affiliazione politica ha sicuramente più sporcizia sulel sue mani di quanta ne possa trovare attorno a me". D'ora in avanti la leggiadra Simone non entrerà in scena sulle punte.
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