Egregio direttore,
leggendo le notizie sui primi nati del 2007 non ho potuto far a meno di notare come si scriva "il primo nato a Roma è rumeno" o anche "la prima nata a Napoli è cinese" e non "il primo nato è figlio di..." perché, mi corregga se sbaglio, questi nuovi nati non sono stranieri ma italiani a tutti gli effetti. Lo so che è un appunto un po' "pignolo" però anche da piccole cose come queste traspare una difficoltà reale alla integrazione come riconoscimento "istintivo" di appartenenza istituzionale prima che etnico.
Cordiali saluti e sinceri auguri per il suo importante lavoro.
Ivano Paterno ivanopaterno@fastwebnet.it
Il primo nato del 2007 in Italia non è né un italiano, né un romeno, né una cinese, né un'afghana, né un "figlio di...", che poi detto così, abbia pazienza, suona anche maluccio. Il primo nato dell'anno è un BAMBINO, che non sa nulla di Afghanistan, di Cina, di Iraq, di Italia, di leggi, di maldipancia identitari e di passaporti. E' un foglio bianco sul quale saremo noi adulti cretini a tracciare gli scarabocchi indelebili della nostra tremebonda idiozia e delle nostre paure. Grazie, Ivano, per avermi offerto con questa lettera l'occasione di cominciare il nuovo anno di questa rubrica parlando di vita ed evitandomi di dover parlare ancora di morte, come abbiamo dovuto fare sino alla ignobile fine del 2006. Di nuovo auguri, a quel bambino e a noi ex bambini.
Vittorio Zucconi
W L'italia, l'Italia del 12 Dicembre, l'Italia con le bandiere...l'Italia nuda come sempre.
W l'Italia multietnica, multireligiosa, colorata di Pace.




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