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Discussione: Vento divino

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    di Israel Shamir


    Una tempesta di sabbia di inusitata violenza imperversò in tutto il Medio Oriente, e fece fermare i carriarmati americani nel deserto, accecò i piloti nei loro aeroplani ed oscurò la traiettoria delle loro armi, minacciando di capovolgere le mostruose navi da guerra nel Golfo. Questo Vento Divino salvò il Giappone dall'invasione dei Mongoli di Kublai Khan, questa tempesta preservò l'Inghilterra Elisabettiana dall'occupazione spagnola.


    Muri di fredda pioggia e di foschia circondavano la mia Jaffa; le strade si erano trasformate in torrenti feroci; la neve lambiva gli alberi di palma ed imbiancava i marciapiedi della subtropicale Tel Aviv, in violento contrappunto al cielo violetto incombente e basso, a portata di mano dalla cima dei campanili e dei minareti, mentre la tempesta trasportava nubi di sabbia e di pioggia sulle profonde fenditure del Mar Morto, fino in Palestina. Una tempesta di sabbia di inusitata violenza imperversò in tutto il Medio Oriente, e fece fermare i carriarmati americani nel deserto, accecò i piloti nei loro aeroplani ed oscurò la traiettoria delle loro armi, minacciando di capovolgere le mostruose navi da guerra nel Golfo. Centinaia di veicoli corazzati da trasporto furono fatti a pezzi dalla tempesta di sabbia. Questo Vento Divino salvò il Giappone dall'invasione dei Mongoli di Kublai Khan, questa tempesta preservò l'Inghilterra Elisabettiana dall'occupazione spagnola.

    Come gli spagnoli dell'Armada che si appressavano alle coste britanniche, le forze Mammonite non erano preparate a quest'intervento divino. Gli invasori avevano progettato di penetrare facilmente e tranquillamente il ventre molle dell'Asia, come lo stiletto di Jack lo Squartatore penetrava il corpo di donne indifese. Nessuna opposizione era stata preventivata. John Wayne o Burt Lancaster avrebbero gettato la pistola di fronte a nemici disarmati, prima del duello finale; ma i Mammoniti non sono i nobili eroi americani dei vecchi western. Non soddisfatti della loro superiorità tecnologica, con un vantaggio numerico di dieci ad uno della popolazione americana rispetto a quella irachena, hanno chiesto che il loro nemico fosse disarmato. I codardi sono entrati nel paese solo dopo che l'ubbidiente ONU aveva disarmato gli iracheni e smantellato i loro ultimi missili arrugginiti.


    Non si aspettavano di certo quest'intervento soprannaturale degli elementi, poiché il potere Mammonita e' basato, secondo le parole di Dostoyevsky, sull'intima credenza che non vi sia alcun Dio. Ma il mondo materiale non e' una cosa inerte. Tutto nel mondo e' vivo ed interconnesso; la nostra storia, il presente ed il futuro, le nostre visioni e la struttura sociale, le tempeste di sabbia e gli uragani, terremoti e rivoluzioni sono parte integrante della strettamente connessa trinità di Dio, Uomo e Terra. Il volere della gente, di miliardi di uomini e donne che si sono opposti all'aggressione anglo - americana, si e' espresso in gigantesche manifestazioni in tutto il mondo e nelle solenni sale delle N.U, ma e' stato schernito dai Mammoniti. Questo volere si e' tradotto in tempeste di sabbia per ricordarci che i nostri desideri sono potenti come quelli degli dei dell'Olimpo, e la volontà congiunta dei popoli e' davvero Vox Dei. Per lo sprezzo dimostrato verso la volontà di Dio e dell'Uomo, il Partito della Guerra ha seminato i semi della sua distruzione, intossicato dalla sua Potenza.

    "I forti non sono mai assolutamente forti, ed i deboli mai assolutamente deboli. Quelli che hanno ricevuto la Potenza in prestito dal fato conteranno troppo su di essa, e ne resteranno distrutti. La Potenza e' spietata sia con l'uomo che la possiede (o crede di possederla) che con le sue vittime. I secondi ne restano schiacciati, il primo intossicato", scrisse Simone Veil, la filosofa francese che fu testimone di quella grande intossicazione di Potenza chiamata Seconda Guerra Mondiale. Lei si riferiva alla guerra di Troia, quando estrasse dall'Iliade questa sublime lezione: "Nell'Iliade, la razza umana non e' divisa in conquistatori e conquistati. Non vi e' scampo dal destino; impariamo a non ammirare la Potenza, a non odiare il nemico, a non disprezzare i vinti".
    Simone Veil trova nella guerra di Troia una tragedia sia per i greci che per i troiani, perché essi non furono capaci di fermarsi quando potevano. Ad un certo punto, i greci avrebbero potuto ottenere il 90% delle loro richieste, ma preferirono rischiare tutto e vincere tutto. In un altro momento, i troiani avrebbero potuto ottenere il 90%, ma anch'essi preferirono rischiare tutto. Le due parti soffrirono, persero i loro uomini migliori e i vittoriosi Achei furono sconfitti cinquant'anni dopo dagli invasori dorici.

    In maniera simile, i Nazisti andarono troppo oltre nel 1939. Il mondo venne incontro ad alcune delle loro richieste, poiché Praga era stata sotto il dominio tedesco per centinaia di anni ed il controllo francese sulla Valle della Ruhr non era basata né sulla legge né sulla tradizione. La richiesta tedesca di accesso libero a Danzica e Konigsberg non era irragionevole. Hitler poteva fermarsi a quello. Nel 1938 "la pacificazione a prezzo di concessioni" era politica solida e ragionevole corso. Ma nel 1939-40, il Reich tedesco mostrò la sua insaziabilità. Cecoslovacchia, Polonia, Yugoslavia, Grecia, Danimarca - molti stati furono invasi prima che il mondo decidesse di fermare l'espansione nazista. L'orribile guerra rovinò l'Europa e la Russia, e preparò il terreno all'ascesa dei Mammoniti.

    Anche i sionisti andarono troppo oltre. Essi avrebbero potuto avere una fetta accettabile della dolce terra di Palestina, volenterosi amici e lavoratori palestinesi, rifornimenti infiniti di petrolio economico dall' hinterland alle raffinerie di Jaffa, una vita bellissima per sé e per i loro figli. Ma vollero tutto, senza lasciare nulla ai vinti. Ecco perché i loro giorni sono contati.

    I Mammoniti ripetono gli errori di Hitler e Sharon. Prima, l'Afghanistan. Nessuno capì perché i Mammoniti decisero di attaccare questo regno remoto, ma lo fecero, con eccidi di massa dei prigionieri, con la distruzione dell'ambiente vitale afghano, con il ripristino della colossale produzione di oppio eliminata dai Talebani. E adesso, l'Iraq. La guerra non e' ancora conclusa e Michael Ledeen, sionista e Mammonita dell'AEI (American Enterprise Institute) già ci ricorda: "L'Iraq e' una battaglia, non e' la guerra. Dopo Baghdad, Teheran, Damasco, Riyadh" [1]. E dopo, Parigi, Berlino, Mosca, Pechino. Oggi rimuovono Saddam, domani chiederanno la testa di Chirac, Schroeder e Putin.

    Già chiedono il boicottaggio totale della Francia [2] e l'azione di sollecito e' già in moto. Ecco uno degli annunci dei Mammoniti: "Boicottate la Francia, perché le vite e la sicurezza degli americani sono in pericolo. La Francia ha tutto il diritto di non essere d'accordo con l'America. Ma la Francia e' passata dal semplice dissenso all'ostilità attiva verso l'America. Il presidente francese Chirac ha ammonito le nazioni dell'est europeo che, se staranno dalla parte dell'America, egli si opporrà al loro ingresso nell' Unione Europea. Questa settimana, William Safire ha riportato nel New York Times che la Francia ha segretamente aiutato il riarmo iracheno, ed ha aiutato gli iracheni a costruire missili a lungo raggio. Questi stessi missili potrebbero essere usati contro i soldati americani". Safire e' un importante commissario sionista, ed il suo articolo non e' altro che una fatwa sionista contro la Francia ed il suo presidente. Nell'articolo [3] sulla riunione dei guerrafondai, questo piano viene svelato: "Kristol ci esortò a separare la Germania dalla Francia, ma notò che 'era troppo sperare in tale intelligenza diplomatica da parte del Dipartimento di Stato'. Quando Perle dichiarò che 'gli americani non sono vendicativi', Ledeen lo interruppe per dire che, nel caso della Francia, sperava che lo fossero".

    Ecco perché c'e' il bisogno urgente di prendere in prestito una pagina dal libro americano. Nel 1823, il presidente USA James Monroe sostenne la Dottrina Monroe nel suo messaggio annuale al Congresso. Dichiarando che il Vecchio ed il Nuovo Mondo avevano sistemi differenti e dovevano restare sfere distinte, Monroe enumerò quattro punti principali: (1) Gli Stati UNiti non avrebbero interferito negli affari interni delle o nelle guerre tra potenze europee; (2) Gli Stati Uniti riconoscevano e non avrebbero interferito con le colonie ed i protettorati esistenti nell'Emisfero occidentale; (3) L'emisfero occidentale era chiuso a future colonizzazioni; e (4) Ogni tentativo da parte di potenze europee di opprimere o controllare nazioni dell'Emisfero occidentale sarà considerato dagli USA un atto ostile.

    E' giunta l'ora di proclamare la pienamente simmetrica Dottrina Eurasiatica. Facciamo in modo che gli USA restino fuori dal Vecchio Mondo dell'Eurasia, e mettano fine ai loro tentativi di opprimere e controllare tutte le sue nazioni. La Gran Bretagna dovrà decidere se intende agire come il cavallo di Troia, come asseriva De Gaulle, o unirsi sinceramente all'Europa. L'Iraq, e qualsiasi altro paese dell'Eurasia, non e' aperto alla colonizzazione americana. Le nazioni libere dell'Eurasia, guidate da Francia, Germania, Russa e Cina, dovranno condannare l'aggressione Mammonita in seno alle N.U, e chiedere sanzioni contro gli aggressori. Il dollaro USA dovrebbe smettere di essere la moneta per le riserve, e bisognerebbe far rientrare il debito americano di 6,4 trilioni di dollari. I media diretti dagli USA, vero strumento di indottrinamento, dovrebbe essere trattato come propaganda razzista, poiché ha santificato l'assassinio di arabi. Le forze USA dovrebbero lasciare l'Eurasia, sicché la pace sia restaurata negli interessi di tutte le parti.

    Le inique sanzioni contro il nobile popolo dell'Iraq andrebbero immediatamente abolite. Queste sanzioni hanno causato la morte di milioni di innocenti, incluso un milione di bambini. Esse hanno preparato il terreno alla successiva invasione Mammonita. La terribile campagna di demonizzazione portata avanti dai media Mammoniti contro Saddam Hussein, gli iracheni e gli arabi in generale, dovrebbe essere denunciata come fanatismo razzista.
    Saddam Hussein non e' Babbo Natale né San Francesco. Non e' certo un mite filosofo, ma il presidente Allende del Cile era un governatore liberale e progressista, eppure fu rovesciato ed assassinato dallo sponsor della CIA, Generale Pinochet, grande amico dei Mammoniti sionisti Margaret Thatcher, Henry Kissinger e Conrad Black. Il liberale e progressista primo ministro iraniano, Mohammad Mossadeq, fu anch'esso rovesciato e sostituito con il governo reazionario dello Shah. Saddam Hussein e' stato posto in essere dallo stesso spirito arabo di conservazione, poiché una civiltà (come asserì Toynbee) che deve affrontare una sfida letale produce leaders severi e guerrieri, in grado di accettare la sfida.
    Quando la Russia stava per essere attaccata dall'esercito più pericoloso della sua storia, lo spirito russo portò un prete georgiano spogliato a diventare il governatore dell'Unione Sovietica. Un uomo più gentile ed amabile non sarebbe stato pronto a sacrificare milioni di russi (incluso suo figlio) e sconfiggere il Terzo Reich.
    Il mondo arabo e' stato mal governato per secoli da potenze straniere: dai Turchi Ottomani, dai colonialisti ed ora dalla rete neo-coloniale Mammonita. Saddam Hussein e' il primo governante forte ed indipendente dai tempi di Saladino. Non e' una coincidenza che sia nato a Tikrit, la stessa città d'origine di colui che sconfisse i Crociati. Egli avrebbe potuto riunificare il mondo arabo, impresa necessaria dal momento che l'attuale frantumazione della terra araba ha creato una sfilza di sceicchi miliardari, pozzi petroliferi ben protetti e masse impoverite. Saddam e' capace di confrontarsi con Mammoniti e sionisti, ecco perché e' amato in Medioriente.

    La sua demonizzazione ad opera dei media Mammoniti dimostra solo che era l'uomo giusto al posto giusto, poiché coloro che essi esaltano e' di certo un loro collaborazionista. Amarono Mikhail Gorbachev, che demolì l'URSS. Amano Tony Blair, che ha trasformato la Gran Bretagna in una colonia americana. John Pilger l' ha descritto molto bene nella sua introduzione alla nuova edizione del grande classico di Philip Knightley, La Prima Vittima [4]: "I media lodarono le casualità miracolosamente basse della prima guerra del Golfo (riferendosi alle poche vittime anglo-americane), mentre l'orrore di 250.000 iracheni massacrati dalle forze americane fu consegnato all'oblio". Ieri il crudele ex-ministro della Difesa israeliano, Ben Eliezer, l'assassino di centinaia di civili palestinesi, ha definito Saddam Hussein alla TV israeliana "un uomo spaventoso". Per me, e per molta altra gente in Medioriente, chiunque spaventi Ben Eliezer non e' poi tanto male. [...]


    Non c'e' da preoccuparsi: quando il mondo arabo riconquisterà la sua indipendenza entro la struttura dell' amichevole Eurasia, potrà produrre governanti teneri e gentili, amanti delle arti e delle lettere.

    I soldati americani ed inglesi sono stati inviati a commettere il peggiore dei crimini di guerra, l'aggressione contro uno stato sovrano. Ma essi non sono stati mandati nell'interesse degli americani e degli inglesi. Sono stati mandati ad estendere il dominio Mammonita sul Medioriente. Non i9dentifichiamo i Mammoniti con il popolo americano. I Mammoniti vanno e vengono, mentre il popolo resta per sempre. Né gli europei dovrebbero ripetere la follia americana cercando di "liberare" l'America. Gli americani si libereranno da soli dal giogo Mammonita. E' nel loro interesse, poiché i Mammoniti non sono persone che perdonano. Non perdonano nessuno che si metta sulla loro strada. Schiacceranno ogni opposizione interna in America. Hanno conservato tutte le foto dei partecipanti alle manifestazioni contro la guerra, e prima o poi le useranno.

    I Mammoniti sono accecati dal puro potere, dal tentativo di sfruttare l'America per i loro piani maestri. La loro mancanza di compassione si e' manifestata a Guantanamo, dove i loro sventurati prigionieri sono chiusi in gabbie. La loro Chutzpah si e' mostrata quando hanno chiesto il disarmo dell'Iraq e lo hanno attaccato subito dopo, trasformando tutti noi nei loro involontari scagnozzi. La loro mancanza di sincerità e' provata dalla massiccia campagna di menzogne e disinformazione. La loro natura atea e' dimostrata dal rifiuto ad obbedire alle istruzioni pastorali delle Chiese. Solo alcuni predicatori televisivi sionisti hanno supportato la loro guerra.

    I Mammoniti utilizzano le reti televisive sioniste ed inducono gli ebrei ad obbedire attraverso l'inganno. Il senato USA ha cominciato la guerra regalando allo stato sionista 10 miliardi di dollari e, in cambio, "God bless America" campeggia sull'edizione di oggi dell' importante giornale israeliano Yedioth Ahronoth, mentre il sito web del quotidiano ha dichiarato che "le preghiere di tutti gli israeliani sono per le forze armate americane".

    "Gran parte della giustificazione ideologica e della pressione politica per la guerra contro l'Iraq e' provenuta dai sionisti americani di destra, molti dei quali ebrei, strettamente alleati al primo ministro israeliano Ariel Sharon, i quali occupano posizioni influenti sia dentro che fuori l'amministrazione Bush. Si tratta della guerra di Bush e Sharon contro l'Iraq", ha scritto Patrick Seale, osserbvatore britannico ed esperto di Medioriente. Seale ha ragione - fino ad un certo punto. I sionisti americani "di sinistra", molti dei quali ebrei, sono colpevoli tanto quanto i loro fratelli di destra.
    Bob Norman riporta dal sud della Florida [5]: "Robert Wexler e' diventato uno dei critici più arrabbiati del presidente Bush. Il congressista liberale lo ha attaccato sull'ambiente, sulla somministrazione delle droghe, sugli scandali corporativi, sui tagli delle tasse ai ricchi, sulle tattiche usate nelle elezioni del 2000. Ma Wexler ha detto in TV che la guerra all'Iraq era un'idea fantastica. Wexler ed alcuni altri democratici ebrei del Congresso, guidati dal senatore del Connecticut Joe Lieberman e da un gruppetto di rappresentanti della California e di New York, muoiono dalla voglia di quella guerra. E, poiché questi stessi politici sono coloro che formano l'ossatura dell'opposizione democratica a Bush, essi hanno contribuito a distruggere qualsiasi speranza che il partito possa tenere a bada i cani della guerra di Dick Cheney".

    I sionisti britannici ed americani non mettono in pericolo la loro base di potere supportando la guerra. Mentre le loro posizioni nei media sono ben note, "ci sono solo 15 soldati ebrei (0,03% della forza d'invasione britannica in Iraq) tra i 45.000 militari britannici attualmente impiegati nella campagna anglo-americana"[6], riporta Ha'aretz. Questa disparità la dice lunga, soprattutto sull'etichetta di "falchi-galline". Le loro folli idee includono la creazione del Grande Israele dal Nilo all'Eufrate, e la "vendetta storica" contro Babilonia per la "distruzione del Tempio di Salomone" nel 586 a.C, come invocò Ben Gurion, il fondatore di Israele. Non c'e' bisogno di dire che questi folli piani non sono nell'interesse né del popolo americano né della maggioranza sensata degli ebrei.
    Rigettando l'Alleanza Mammonita-sionista, non identifichiamo il nemico con un gruppo etnico o religioso. In verità, molti americani di origine ebraica sono contro la guerra e contro i Mammoniti. Non voglio menzionare di nuovo i loro preziosi nomi, perché non c'e' bisogno di operare distinzioni tra essi e gli altri buoni americani.


    Il nemico e' l'ideologia Mammonita, un folle punto d'incrocio tra attitudine romana ed ebraica, per usare la terminologia di Simone Veil. Lei ha scritto:

    "I romani e gli ebrei erano molto ammirati e citati ogni volta in cui si desiderava giustificare un crimine. Per i romani, i popoli conquistati erano oggetto di disprezzo, e non avevano epica, né tragedie. Per gli ebrei, e' permessa la crudeltà verso i vinti, anzi e' indispensabile". Simone Veil percepì i Vangeli come l'ultima e vivida manifestazione dello spirito ellenico dell'Iliade, lo spirito della compassione che riesce a cogliere l'umanità di entrambe le parti in guerra. Questo e' lo spirito che gli americani dovrebbero invocare.

    La compassionevole e fieramente indipendente America di Henry Thoreau e Gore Vidal potrebbe e dovrebbe vincere la sua lunga battaglia contro lo spirito Mammonita. Tenendo conto del fatto che entrambi i partiti maggiori degli USA sono infiltrati allo stesso livello, la via d'uscita consiste nel dare più - molto più - potere agli stati, riducendo le funzioni del governo federale alla Posta USA. Il miglior giornale intellettuale d'America, Harper's Monthly, ha recentemente tracciato un'immagine idilliaca del mondo, in cui, al posto dei mostruosi USA, sei-sette stati occupano la massa terrestre del nord America compresa tra il Messico ed il Canada. Questi stati più piccoli (della grandezza della Francia!) e maneggevoli potrebbero costruire relazioni più significative tra il popolo ed il territorio, creare comunità reali e non immaginarie, produrre arte e collegarsi all'Uomo e a Dio.
    Gli americani vivrebbero una vita migliore, più felice ed ispirata. Ad esempio, i 75 miliardi di dollari che gli USA spendono per la guerra contro l'Iraq potrebbero garantire a 50 milioni di americani un sistema sanitario gratuito ed a 6 milioni di giovani l'educazione universitaria. Gli americani potrebbero celebrare la Nascita di Cristo, e non la "stagione natalizia", e la Resurrezione a Pasqua, senza timori.

    Anche lo spirito commerciale Mammonita si scrollerà di dosso la sua distruttività se limitato alla Grande Mela. Chissà, può darsi che una New York indipendente possa ricreare la gloria di Venezia, questa grande repubblica mercantile, una volta sganciatasi dal grande continente.
    Israele, lo stato ebraico esclusivista, non ha posto in un Medioriente libero, ma i suoi abitanti, i palestinesi adottivi di fede ebraica, saranno i cittadini benvenuti e desiderati del Commonwealth Palestinese, alla pari con i nativi palestinesi. Le loro capacità aiuteranno il comune paese a raggiungere prosperità ed uguaglianza. In questo modo, si realizzerà il nobile scopo di radunare gli ebrei nella terra in cui vissero i loro antenati, ed i discendenti degli ebrei in ogni luogo potranno dimenticare il separatismo e fondersi pacificamente nelle nazioni in cui vivono.



    NOTE:

    [1] New York Sun , 19 Marzo 2003:

    [2] http://www.newsmaxstore.com/a/boycottad

    [3] http://www.worldnetdaily.com/news/ar...TICLE_ID=31725

    [4] http://evatt.labor.net.au/news/201.html

    [5] http://www.newtimesbpb.com/issues/20...l/1/index.html

    [6] http://www.haaretzdaily.com/hasen/spages/275621.html

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    Predefinito

    Ode a Faris,
    ovvero
    Il Ritorno del Cavaliere


    Israel Shamir



    A nessuno è permesso di entrare nella striscia di Gaza o di uscirne. E' circondata da filo spinato, i cancelli sono chiusi e se si è in possesso dei documenti richiesti non si può visitare il più grande carcere di massima sicurezza del pianeta, residenza di più di un milione di palestinesi. L' esercito israeliano che una volta era una rinomata forza combattente, è ormai diventato soltanto un corpo di guardie carcerarie. Le tattiche dello Tsahal (Le "Forze Israeliane di Difesa") furono formulate già negli anni Trenta, "Non c'è bisogno di ammazzare un milione di persone, ammazziamo i migliori, e gli altri si sottometteranno tutti". Questo metodo lo applicarono per primi gli inglesi con l'aiuto dei loro amici ebrei durante la sollevazione palestinese del 1936. Da allora migliaia dei migliori figli e figlie di questa terra, l'èlite potenziale dei palestinesi, sono stati sterminati. Ancora una volta l'esercito israeliano viene usato per mettere in atto questo piano, "per tenere a bada gli indigeni inquieti" uccidendo d' abitudine i potenziali ribelli. Gli israeliani hanno un facile compito. Loro possiedono l'esercito più forte del Medio Oriente. Sono una delle massime potenze nucleari, hanno a loro disposizione tutte le armi del mondo mentre i palestinesi imprigionati nei territori hanno soltanto le pietre e qualche arma leggera. Recentemente gli israeliani hanno intercettato un battello carico di armi che stava dirigendosi verso Gaza. L'esercito ha subito proclamato una grande vittoria ma ha espresso "preoccupazione". Hanno certamente ragione di preoccuparsi. Dal 1973, l'esercito israeliano ha avuto poco da preoccuparsi che i palestinesi fossero in grado di sparare contro di loro. I soldati israeliani si erano abituati ad un lavoro abbastanza semplice: preferivano sparare su bambini inermi.


    Ma Gaza è una realtà diversa che ricorda i pianeti-prigione dei film di serie B. La recinzione in filo spinato protegge il segreto, la volontà indomabile del suo popolo. E' come uno studio nel quale si sta allestendo un film di serie B, ma i suoi uomini e le sue donne sono di prima grandezza.


    Questa messaggio segreto è uscito dalla Palestina, incarnato in un ragazzo di tredici anni, Faris Ode. Era un gioioso Davide palestinese quello che noi abbiamo visto confrontarsi con il Golia israeliano, nella periferia di Gaza, nella foto immortale scattata da Laurent Rebours dell'Associated Press. Faris il Senza paura scagliava le sue pietre contro il mostro corazzato, con la grazia di un ragazzo di campagna che caccia via un cane feroce. Questa fotografia è stata presa il 29 ottobre 2000 e pochi giorni dopo, l'8 novembre, un tiratore scelto ebreo lo ha assassinato a sangue freddo.


    Ci lascia l'immagine di un eroe, un'immagine che deve essere messa accanto a Che Guevara, un nome che deve essere pronunciato insieme a quello di Gavroche, il coraggioso ragazzo ribelle che combattè sulle barricate di Parigi nel romanzo I Miserabili di Victor Hugo, simbolo dell'invincibile ed irriducibile spirito umano. Era nato in tempi diversi, in tempi in cui l' eroismo non era una parola disonorevole, quando gli uomini andavano alla guerra pronti a combattere e morire per una nobile causa. Simbolicamente, il suo primo nome era "Cavaliere", il secondo vuol dire "del Ritorno". Questa immagine evoca l'idea dei valorosi cavalieri del passato. Questo spirito è del tutto estraneo al miserabile edonismo commerciale, l'ideologia dominante dei nostri giorni che con tanta abbondanza ci viene fornita dalla pop-culture americana. L'eredità di Faris è un segno del fallimento del piano d'Israele. Questo giovane ribelle era nato sotto l'occupazione militare israeliana ed è morto sfidando i soldati dello Tsahal.


    Questo messaggio di speranza non è stato capito subito dagli amici della Palestina, perché ci siamo ormai abituati all'idea dei palestinesi che soffrono e del loro martirio, Nei nostri scritti, quasi inconsciamente non facciamo altro che riferirci a quella specie di atteggiamento che presenta "la nostra parte" come vittime sfortunate che meritano compassione e pietà. L'ultimo sentimento che dovremmo avere verso i palestinesi è proprio la pietà. Ammirazione, amore, solidarietà, culto dell'eroismo, persino invidia, ma mai pietà. Perché se noi abbiamo pietà di loro, allora, per la stessa ragione dovremmo provare pietà per i trecento guerrieri di Leonida che caddero combattendo alle Termopili, o per i soldati russi che fermarono i carri armati di Guderian con i loro corpi, o addirittura per Gary Coo-per di Mezzogiorno di fuoco. Non si deve avere pietà per gli eroi perché essi sono un esempio edificante per tutti.


    Prima di tutto, non siamo stati capaci di collocare in modo giusto l' immagine di Faris. La narrazione della si adattava al quadro di un Muhammad al-Durra tutto accucciato, che moriva sotto i nostri occhi, un bambino che somigliava tanto alla piccola vietnamita nuda che fuggiva dall'inferno del napalm.


    L'immagine del Cavaliere che Ritorna, di Faris Ode, appartiene ad un diverso tipo di icona:quella dell'eroe. Il suo posto è accanto all'immagine dei marines ad Iwo Jima o in una chiesa vicino al suo conterraneo San Giorgio. Dopotutto, il santo guerriero fu martirizzato e seppellito sul suolo palestinese non lontano da Faris, nella cripta della vecchia chiesa bizantina di Lidda. I nemici dei palestinesi hanno compreso bene questa realtà, meglio dei loro amici di New York. La stampa americana, dominata praticamente dagli ebrei, non ha risparmiato alcuno sforzo per cancellare la memoria di Faris, come certamente intendono fare tutte le passioni eroiche che si agitano intorno a lui. Il sito internet MSNBC. com fece un concorso idiota per la più importante fotografia dell'anno, con la scelta tra al-Durra il Martire e una fotografia di cani. In questo concorso, vi offrono sempre una scelta, ma qualsiasi cosa scegliete, è sempre quella sbagliata. I cani erano sponsorizzati dal console d'Israele a Los Angeles. Per loro votarono moltissimi sostenitori d'Israele mentre i sostenitori della Palestina si alzarono per votare al-Durrra. L' unica fotografia veramente importante, l'immagine di Faris, non fu presentata al pubblico.


    Come se tutto questo non bastasse, il Washington Post ha mandato il suo corrispondente in Palestina Lee Hockstader, per insultare addirittura la memoria del ragazzo caduto. Questo ignobile giornale vicino alla lobby ufficiale sionista negli Stati Uniti, L'IPAC (America's pro-Israel) poteva ben fidarsi di Hockstader.


    Le sue corrispondenze dovrebbero essere studiate nelle scuole di giornalismo, nel corso sulla disinformazione. Quando i carri armati d'Israele e gli elicotteri da combattimento hanno bombardato Betlemme indifesa, Lee Hockstader ha scritto: "Nella città biblica di Betlemme (lui non menziona neppure la Natività, figuriamoci!) i soldati israeliani e i palestinesi hanno combattuto con carri armati, missili, elicotteri, mitragliatrici e pietre". Sospetto che se Hockstader avesse scritto la storia della seconda guerra mondiale sicuramente ci avrebbe gratificati con la favoletta secondo cui gli Stati Uniti e il Giappone si affrontarono con armi nucleari.


    Hockstader, naturalmente, ha giustificato così le scorrerie israeliane contro la popolazione civile: " I portavoce dell'esercito israeliano dicono che queste scorrerie erano limitate ed essenzialmente difensive. Ma il governo israeliano ha assunto una visione più ampia, notando come le scorrerie offrano ai comandi militari locali una certa flessibilità contro un nemico che si nasconde". Se lui accetta "una visione più ampia" delle azioni israeliane, i palestinesi in queste corrispondenze, appaiono come folli terroristi. "I palestinesi hanno minacciato di far pagare un prezzo molto alto per quella che considerano una guerra d'aggressione. Un rappresentante del movimento islamico di resistenza, noto come Hamas, ha fatto appello perché si facciano ancora attacchi suicidi e si spari con i mortai contro Israele".


    Bene, certamente lui ha il progetto, e il compito, di affermare la supremazia ebraica e di discreditare i palestinesi. Infangare la memoria di Faris rientra perfettamente in questo compito. Hockstader è andato a Gaza e ha riferito nella sua corrispondenza che Faris era un ragazzo turbolento che non obbediva ai suoi genitori, che non andava a scuola, che era un "adolescente scatenato", che poi in realtà voleva essere ucciso, e un tiratore scelto ebreo ha esaudito il suo desiderio.


    Lee Hockstader non ha tralasciato niente: il ragazzo venne ucciso mentre stava scagliando una pietra e perciò doveva essere ucciso, la sua fama postuma non è altro che "una leggenda sulla sua morte"; e in ogni caso sua madre "ha poi ricevuto dal presidente Saddam Hussein dell'Iraq un assegno di 10. 000 dollari".


    In questo caso, Hockstader non correva rischi. Se avesse osato concludere che i genitori della bambina ebrea uccisa ad Hebron desideravano la morte della loro figlia, e se avesse riferito che la reazione d'Israele era una "leggenda", o menzionato l'assegno così sostanzioso che i genitori avevano ricevuto dalle mani del macellaio di Sabra e Chatila, Hockstader non sarebbe uscito vivo da Israele, e Katherine Graham, la proprietaria del Washington Post, si sarebbe pentita di questo fino alla fine dei suoi giorni.


    Gli ebrei sono riusciti a sottomettere ed umiliare i loro nemici e non solo con la magia delle parole. Lord Moyne, ministro di stato britannico per il Medio Oriente e decine di soldati ed ufficiali inglesi e centinaia di leader palestinesi furono assassinati dagli ebrei nella loro corsa verso la supremazia nella Terra Santa negli anni Quaranta, mentre gli inglesi terrorizzati fuggivano dal porto di Haifa, il 15 maggio del 1948. Ancora oggi, due attivi pacifisti e religiosi di San Francisco, un prete cattolico, Labib Hobti e un rabbino ebreo, Michael Lerner, ricevono minacce di morte da gruppi terroristici ebraici che, credete pure, prendono sul serio.


    I palestinesi sono in genere contadini e abitanti delle città molto pacifici. Sanno come coltivare oliveti e vigneti, come fare uno zir, un orcio che mantiene fresca l'acqua anche nel più caldo khamsin o scirocco. In ogni angolo della Palestina si hanno prove delle loro abilità di costruttori. Scrivono poesie e venerano i loro morti. Non sono guerrieri e certamente non sono assassini. Con sbigottimento ed incredulità guardano nello specchio di una stampa dominata dagli ebrei e si vedono riflessi con una maschera di sanguinosi terroristi. Ma questi contadini sono ancora in grado di darci una lezione sull'eroismo, tutte le volte che un nemico cerca di togliere loro la terra. I palestinesi lo hanno dimostrato molti secoli fa nei giorni leggendari dei Giudici, quando i loro antenati combatterono contro gli invasori venuti dal mare.


    Negli anni Trenta, un fervente nazionalista ebreo russo e fondatore del partito di Sharon, Vladimir Zeev Jabotinsky scrisse ˆ in russo- un racconto storico, Sansone, sviluppando la storia biblica del suicida che uccide tremila uomini e donne (Giudici, 18, 27) e muore con i suoi nemici. Pochi anni fa, questo racconto è stato pubblicato in Israele in una moderna traduzione in ebraico, e il recensore del giornale Davar notò un'interessante contraddizione.


    Per Jabotinsky, gli inglesi erano i moderni filistei, mentre gli israeliti erano gli ebrei. Ma per un lettore moderno israeliano, il racconto si presenta come la glorificazione della lotta dei palestinesi contro il dominio d'Israele. I filistei, altamente civilizzati, detentori di una tecnologia superiore, che venivano dal di là del mare ad invadere la terra, abitanti edonistici della Pianura e bellicosi intrusi delle Terre Alte ricordavano molto gli ebrei. Mentre il popolo di Sansone, Banu Israel, i nativi delle Terre Alte, certi delle loro profonde radici, fiduciosi nell' inevitabile vittoria del loro attaccamento alla terra, contro la potenza militare dell'invasore, gli ricordavano gli abitanti palestinesi delle Terre Alte di oggi.


    La cosa è ragionevole perché i veri discendenti della Israele biblica, di quel popolo indigeno che ha abbracciato la fede di Cristo e di Maometto e sono rimasti da sempre nella terra Santa, sono proprio i palestinesi. Gli israeliani lo sanno. Nei laboratori di genetica di Tel Aviv, i ricercatori del "DNA ebraico" presentano con orgoglio ogni risultato che confermi, sia pur vagamente, una relazione di sangue tra gli ebrei e i palestinesi. Sanno che la nostra pretesa di essere i possessori dell'orgoglioso nome d' Israele è perlomeno dubbia. Come Riccardo III, ci sentiamo poco sicuri finchè gli eredi legittimi sono ancora in vita. Questa è la spiegazione psicologica della nostra, altrimenti inspiegabile, crudeltà nei confronti dei palestinesi.


    Gli israeliani vorrebbero essere palestinesi. Noi abbiamo adottato la loro cucina, serviamo il falafel e l'hummus come se fosse il cibo della nostra etnia. Abbiamo adottato il cactus locale, sabra, che cresce intorno ai villaggi come nome dei nostri figli e delle nostre figlie nati qui. La nostra lingua ebraica moderna è nata con centinaia di vocaboli palestinesi. Noi dovremmo chiedere loro perdono, abbracciarli come fratelli da lungo tempo perduti ed imparare da loro. Questo è il raggio di speranza che viene fuori dall'oscuro presente.


    Come è stato dimostrato dai moderni archeologici israeliani, tremila anni fa le tribù delle Terre Alte (Banu Israel della Bibbia) riuscirono a trovare un modus vivendi con il "popolo del mare" della costa, e insieme questi figli di Sansone e Dalila diventarono i progenitori di coloro che hanno scritto la Bibbia, degli apostoli di Cristo e dei moderni palestinesi. L' unione della tecnologia avanzata dei filistei e l'amore degli abitanti delle Terre Alte per la nostra terra screpolata e arida, ha permesso di realizzare il miracolo spirituale dell'antica Palestina. Non è impossibile, e soprattutto è decisamente auspicabile, che la storia si ripeta e la gloriosa immagine del giovane Faris, che combette da solo contro il carro armato, si fonda con le immagini di re Davide e di San Giorgio nelle menti e nei libri di testo dei nostri figli palestinesi.


    23 maggio 2001

  3. #3
    kalashnikov47
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    Il primo articolo è da sottoscrivere totalmente.
    Se tutti gli ebrei fossero come Israel Shamir, la pace regnerebbe sulla terra.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da kalashnikov47 Visualizza Messaggio
    Il primo articolo è da sottoscrivere totalmente.
    Se tutti gli ebrei fossero come Israel Shamir, la pace regnerebbe sulla terra.
    ci sono piccole punte di veleno, tutto è connesso, teoria cara agli esoteristi ( si tira fuori un sottile panteismo e quanto questo non sia bene basta chiedere a dei cattolici di una certa cultura come guelfo e luca ), i nazisti gente ingorda ( messagggio subliminale i naxisti sono cattivoni, non pensate a dargli torto ) , i nostri desideri potenti come dei , peccato di farsi divinità da parte dell'uomo Qui sembra di vedere i leghisti quando erano contenti di avere un meridonals nelle loro file, e si vede come è finita la legga noddde

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da kalashnikov47 Visualizza Messaggio
    Il primo articolo è da sottoscrivere totalmente.
    Se tutti gli ebrei fossero come Israel Shamir, la pace regnerebbe sulla terra.
    Non confondere ebrei e sionisti.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Ken il warriero Visualizza Messaggio
    ci sono piccole punte di veleno....
    esatto ...
    "dammi i soldi, e al diavolo tutto il resto "
    Marx


    (graucho..:-))

  7. #7
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    Massimo rispetto per Shamir,un uomo libero.

 

 

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