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  1. #1
    Sionista
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    Per amore di Sion, non tacerò, per amore di Gerusalemme non mi darò pace, finchè non sorga come il sole la sua giustizia e la sua salvezza non risplenda come una fiaccola ardente. Isaia 62.1
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    Thumbs up Terroristi e non resistenti

    La STAMPA, traducendolo da Le Monde, ha pubblicato il 3/1/2007 un articolo di Nicolas Sarkozy sull'impiccagione di Saddam Hussein. Lo riproduciamo interamente più avanti. Prima segnaliamo un punto, di particolare interesse dal punto di vista sia lessicale che di contenuto. Le due sottolineature sono nostre. Eccolo:


    Il processo a Saddam Hussein è stato difficile, perché l’imputato era colui che aveva sottomesso per più di trent’anni i suoi concittadini con l’assassinio e il terrore, colui a cui si rifanno tuttora i terroristi (per quanto mi riguarda, non posso chiamare «resistenti» coloro che ogni giorno fanno esplodere bombe in mezzo ai civili).

    Se qualche lettore vuole scrivere alla STAMPA per invitare i tanti suoi collaboratori che invece usano abitualmente la parola "resistenti", riteniamo che faranno un'opera di bene. Non verrà forse ascoltata, l'elenco di quelli che la usano è lungo, ma una protesta serve sempre.
    Ecco il pezzo integrale:


    Avrei voluto che il processo a Saddam Hussein fosse diventato un punto di svolta della democratizzazione in Iraq. Purtroppo, l’esecuzione dell’ex dittatore iracheno ha gettato invece un’ombra su un evento che avrebbe dovuto essere positivo per la ricostruzione di questo Paese martirizzato.
    Per cominciare, bisogna ammettere, con soddisfazione, che Saddam Hussein è stato giudicato da un tribunale. L’Alta Corte penale è un’istanza irachena, formata esclusivamente da magistrati iracheni, che ha svolto audizioni durante il processo aperte al pubblico. Anche se esperti e osservatori dicono, e certamente hanno titolo per affermarlo, che il dibattimento si è svolto in maniera disordinata, in un’atmosfera cui mancava la serenità. Tre avvocati del collegio della difesa sono stati assassinati durante il processo.
    Il fatto che Saddam Hussein sia stato giudicato da un tribunale iracheno è già un successo, nelle circostanze in cui si trova il Paese. Ricordiamoci che l’Iraq ha scoperto solo da pochi mesi le libere elezioni, una Costituzione liberamente approvata, inaugurando soltanto di recente un governo di coalizione, un sistema parlamentare e una giustizia indipendente. Ma soprattutto, in questo Paese è in corso una guerra civile particolarmente sanguinosa.
    Il processo a Saddam Hussein è stato difficile, perché l’imputato era colui che aveva sottomesso per più di trent’anni i suoi concittadini con l’assassinio e il terrore, colui a cui si rifanno tuttora i terroristi (per quanto mi riguarda, non posso chiamare «resistenti» coloro che ogni giorno fanno esplodere bombe in mezzo ai civili).
    Mi sarebbe piaciuto poter dire che attraverso questo processo altamente simbolico lo Stato iracheno ha fatto un passo verso alcuni elementi essenziali della sovranità, come un sistema giudiziario indipedente e professionale, o una polizia democratica e integra. Ma la condanna capitale e l’esecuzione di Saddam Hussein me lo impediscono.
    Sono contrario alla pena di morte. Per me si tratta di una questione di principio. Io credo che il mondo deve progredire verso la sua abolizione totale. E in questo caso, quando si tratta di uno dei grandi criminali della Storia, ritengo che l’Iraq sarebbe diventato più adulto se avesse rinunciato a giustiziare l’uomo che l’ha fatto tanto soffrire.
    Spero ardentemente nella stabilizzazione dell’Iraq. Ma per me, la stabilizzazione autentica e profonda di quella regione passa attraverso la promozione dei valori democratici. Detesto l’idea che alcuni popoli siano condannati alla violenza per il solo motivo che essa è entrata a far parte di una tradizione plurisecolare, addirittura millenaria. Io considero una fase indispensabile del processo di democratizzazione dell’Iraq l’abolizione della pena di morte.
    Infine, mi rammarico profondamente che Saddam Hussein, il dittatore che aveva più sangue sulle mani di chiunque altro al mondo, non sia stato giudicato per gli altri suoi crimini. Mi rammarico che non sia stato possibile rendere giustizia ai curdi, un popolo le cui sofferenze sono state indicibili, e il cui massacro con i gas, che ha ucciso cinque mila civili ad Halabja nel 1988, non è che uno dei tanti atti atroci che hanno subito. Mi duole che non sia stata resa giustizia agli sciiti, che nel 1991 hanno subito una repressione barbara da parte della Guardia repubblicana irachena, peraltro sotto lo sguardo impassibile della comunità internazionale.
    E’ difficile conciliare le differenze che esplodono in un popolo dopo che esso è uscito da una dittatura. Ma questo compito diventa ancora più difficile quando non si è versato luce sul passato.
    L’esecuzione di Saddam Hussein, il peggiore degli uomini, è stata un errore.

  2. #2
    Sionista
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    Per amore di Sion, non tacerò, per amore di Gerusalemme non mi darò pace, finchè non sorga come il sole la sua giustizia e la sua salvezza non risplenda come una fiaccola ardente. Isaia 62.1
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    Nicolas Sarkozy

  3. #3
    la ricerca della bellezza nascosta
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    sono terroristi anche quegli irakeni che hanno combattutto a falluja ?
    Sono terroristi anche gli hezbollah ?

    In entrambi i casi a falluja e in libano hanno combattuto contro un esercito e non hanno certo messo bombe tra i civili.

    Senza ombra di dubbio quelli di cui sopra sono RESISTENTI a tutti gli effetti.

  4. #4
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    Sarkozy è ebreo. Quindi non può dare del cornuto all'asino.

  5. #5
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    In una guerra civile sono tutti terroristi?



    Venerdì 5 gennaio 2007.
    http://www.albasrah.net/en_articles_...ort_050107.htm

    Una bomba distrugge il carro armato Abrams nella mattina di venerdì a Fallujah.
    Una bomba distrugge un Humvee, uccidendo quattro fanti di marina americani a Mahmudiyah venerdì sera.
    Due poliziotti muoiono per trappole esplosive istallate in una casa a Afar giovedì.......


    http://en.wikipedia.org/wiki/Iraqi_insurgency

    Baathists

    * Fedayeen Saddam ("Saddam's Men of Sacrifice")

    * The Return (al-Awda)

    * General Command of the Armed Forces, Resistance and Liberation in Iraq

    * New Return

    * Patriotic Front

    * Political Media Organ of the Ba‘ath Party (Jihaz al-Iilam al-Siasi lil hizb al-Baath)

    * Popular Resistance for the Liberation of Iraq

    * Al-Abud Network

    Sunniti

    * Islamic State of Iraq (formerly Mujahideen Shura Council)
    This was an umbrella organization of at least six Sunni Islamist groups, the name was changed in November 2006.
    o al-Qaeda in Iraq
    o Jeish al-Taiifa al-Mansoura (Army of the Victorious Sect)
    o Monotheism Supporters Brigades
    o Saray al-Jihad Group
    o al-Ghuraba Brigades
    o al-Ahwal Brigades

    * Mohammad's Army (a.k.a Jeish Muhammad)

    * Jaish al-Rashideen

    * Black Banner Organization (ar-Rayat as-Sawda)

    * Asaeb Ahl el-Iraq (Factions of the People of Iraq)

    * Wakefulness and Holy War

    * Abu Theeb

    * Jaish Abi Baker's group

    Islamist

    * Jaish Ansar al-Sunna (formerly Jaish Ansar al-Sunna)(جماعة أنصار السنه)

    * Ansar al-Islam

    * Islamic Army in Iraq (Al-Jaish Al-Islami fil-Iraq)

    * Iraqi National Islamic Resistance (Moqawama al-Islamiya al-Wataniya, "1920 Revolution Brigades")

    * Islamic Resistance Movement (Harakat Al-Moqawama Al-Islamiya)

    * Islamic Front for the Iraqi Resistance (al-Jabha al-Islamiya lil-Moqawama al-Iraqiya - JAMI)

    * Jaish al-Mujahideen

    * Mujahideen Battalions of the Salafi Group of Iraq

    * Islamic Salafist Boy Scout Battalions (Kataab Ashbal Al Islam Al Salafi)

    Pan-Arab Nationalists

    * Nasserites
    Altri combattenti:

    Shia militia

    * Mahdi Army (Jaish-i-Mahdi)(جيش المهدي)

    The Mahdi Army is a militia force created by the Iraqi Shiite cleric Muqtada al-Sadr in June of 2003.

    * Abu Deraa's Mahdi Army faction

    In the fall of 2006, Abu Deraa and his supporters formed their own militia.

    * Badr Organization (originally Badr Brigade/Bader Corps)(منظمة بدر)

    The armed wing of the Supreme Council for the Islamic Revolution in Iraq (SCIRI).

    Kurdish militia

    * Peshmerga
    Peshmerga is the term used by Kurds to refer to armed Kurdish fight

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da IloveISRAEL Visualizza Messaggio


    Nicolas Sarkozy

    Una faccia, un programma.
    Un nome, una garanzia. Sarkozy appartiene a una famiglia ebraica emigrata dall'Ungheria in Francia. Il cognome portato da tale famiglia significa letteralmente, in ungherese, "che sta in mezzo al fango". Nomen omen.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da IloveISRAEL Visualizza Messaggio
    La STAMPA, traducendolo da Le Monde, ha pubblicato il 3/1/2007 un articolo di Nicolas Sarkozy sull'impiccagione di Saddam Hussein. Lo riproduciamo interamente più avanti. Prima segnaliamo un punto, di particolare interesse dal punto di vista sia lessicale che di contenuto. Le due sottolineature sono nostre. Eccolo:


    Il processo a Saddam Hussein è stato difficile, perché l’imputato era colui che aveva sottomesso per più di trent’anni i suoi concittadini con l’assassinio e il terrore, colui a cui si rifanno tuttora i terroristi (per quanto mi riguarda, non posso chiamare «resistenti» coloro che ogni giorno fanno esplodere bombe in mezzo ai civili).

    Se qualche lettore vuole scrivere alla STAMPA per invitare i tanti suoi collaboratori che invece usano abitualmente la parola "resistenti", riteniamo che faranno un'opera di bene. Non verrà forse ascoltata, l'elenco di quelli che la usano è lungo, ma una protesta serve sempre.
    Ecco il pezzo integrale:


    Avrei voluto che il processo a Saddam Hussein fosse diventato un punto di svolta della democratizzazione in Iraq. Purtroppo, l’esecuzione dell’ex dittatore iracheno ha gettato invece un’ombra su un evento che avrebbe dovuto essere positivo per la ricostruzione di questo Paese martirizzato.
    Per cominciare, bisogna ammettere, con soddisfazione, che Saddam Hussein è stato giudicato da un tribunale. L’Alta Corte penale è un’istanza irachena, formata esclusivamente da magistrati iracheni, che ha svolto audizioni durante il processo aperte al pubblico. Anche se esperti e osservatori dicono, e certamente hanno titolo per affermarlo, che il dibattimento si è svolto in maniera disordinata, in un’atmosfera cui mancava la serenità. Tre avvocati del collegio della difesa sono stati assassinati durante il processo.
    Il fatto che Saddam Hussein sia stato giudicato da un tribunale iracheno è già un successo, nelle circostanze in cui si trova il Paese. Ricordiamoci che l’Iraq ha scoperto solo da pochi mesi le libere elezioni, una Costituzione liberamente approvata, inaugurando soltanto di recente un governo di coalizione, un sistema parlamentare e una giustizia indipendente. Ma soprattutto, in questo Paese è in corso una guerra civile particolarmente sanguinosa.
    Il processo a Saddam Hussein è stato difficile, perché l’imputato era colui che aveva sottomesso per più di trent’anni i suoi concittadini con l’assassinio e il terrore, colui a cui si rifanno tuttora i terroristi (per quanto mi riguarda, non posso chiamare «resistenti» coloro che ogni giorno fanno esplodere bombe in mezzo ai civili).
    Mi sarebbe piaciuto poter dire che attraverso questo processo altamente simbolico lo Stato iracheno ha fatto un passo verso alcuni elementi essenziali della sovranità, come un sistema giudiziario indipedente e professionale, o una polizia democratica e integra. Ma la condanna capitale e l’esecuzione di Saddam Hussein me lo impediscono.
    Sono contrario alla pena di morte. Per me si tratta di una questione di principio. Io credo che il mondo deve progredire verso la sua abolizione totale. E in questo caso, quando si tratta di uno dei grandi criminali della Storia, ritengo che l’Iraq sarebbe diventato più adulto se avesse rinunciato a giustiziare l’uomo che l’ha fatto tanto soffrire.
    Spero ardentemente nella stabilizzazione dell’Iraq. Ma per me, la stabilizzazione autentica e profonda di quella regione passa attraverso la promozione dei valori democratici. Detesto l’idea che alcuni popoli siano condannati alla violenza per il solo motivo che essa è entrata a far parte di una tradizione plurisecolare, addirittura millenaria. Io considero una fase indispensabile del processo di democratizzazione dell’Iraq l’abolizione della pena di morte.
    Infine, mi rammarico profondamente che Saddam Hussein, il dittatore che aveva più sangue sulle mani di chiunque altro al mondo, non sia stato giudicato per gli altri suoi crimini. Mi rammarico che non sia stato possibile rendere giustizia ai curdi, un popolo le cui sofferenze sono state indicibili, e il cui massacro con i gas, che ha ucciso cinque mila civili ad Halabja nel 1988, non è che uno dei tanti atti atroci che hanno subito. Mi duole che non sia stata resa giustizia agli sciiti, che nel 1991 hanno subito una repressione barbara da parte della Guardia repubblicana irachena, peraltro sotto lo sguardo impassibile della comunità internazionale.
    E’ difficile conciliare le differenze che esplodono in un popolo dopo che esso è uscito da una dittatura. Ma questo compito diventa ancora più difficile quando non si è versato luce sul passato.
    L’esecuzione di Saddam Hussein, il peggiore degli uomini, è stata un errore.
    i terroristi(per quanto mi riguarda, non posso chiamare «resistenti» coloro che ogni giorno fanno esplodere bombe in mezzo ai civili... direi che tale definizione calza a pennello anche ai soldati israeliani nei quasi quotidiani raid in palestina....se poi le bombe sono autobombe o razzi di un elicottero questo è solo una differenza "tattica"

  8. #8
    legio_taurinensis
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  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da IloveISRAEL Visualizza Messaggio
    L’esecuzione di Saddam Hussein, il peggiore degli uomini, è stata un errore.
    Ma il "peggiore degli uomini" lo avete messo su VOI!!!! Lo avete armato VOI!!! VOI, che per decenni avete disfatto ogni assetto che possedeva una potenziale stabilità in vaste regioni del mondo, al solo scopo di potervi garantire di lasciare la luce accesa quando uscite di casa!!! VOSTRA è la responsabilità politica e morale di quanto è accaduto e di quanto sta accadendo!!! Perchè non dovrebbero odiarvi???

  10. #10
    legio_taurinensis
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    Citazione Originariamente Scritto da MoogModular Visualizza Messaggio
    Ma il "peggiore degli uomini" lo avete messo su VOI!!!! Lo avete armato VOI!!! VOI, che per decenni avete disfatto ogni assetto che possedeva una potenziale stabilità in vaste regioni del mondo, al solo scopo di potervi garantire di lasciare la luce accesa quando uscite di casa!!! VOSTRA è la responsabilità politica e morale di quanto è accaduto e di quanto sta accadendo!!! Perchè non dovrebbero odiarvi???
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