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  1. #1
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    Predefinito Andrea Finocchiaro Aprile ed Emilio Lussu.

    Forse se in Sardegna Emilio Lussu avesse avuto il coraggio di fare e dire qualcosa di più in quegli anni cruciali, oggi Sardegna e Sicilia sarebbero da tempo indipendenti.

    Se si fosse puntato cioè a un fronte solidale delle Nazioni senza Stato.

    Guardate questo filmato d'epoca...altro che autonomismo pre condizione dell'indipendenza. Già all'indomani della guerra qualcuno aveva ben chiaro che senza indipendenza non può esistere neppure federalismo.

    http://www.youtube.com/watch?v=_KdfoRrUpo8

  2. #2
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    Andrea Finocchiaro Aprile, il 20 agosto 1944, a Partinico, disse:

    «[...] l'on. Lussu ha creduto di stabilire un'antitesi fra il nostro movimento e quello sardo. Egli ha abbandonato le vecchie idee separatiste per diventare autonomista, mettendosi, cioè, su una via che condurrà la Sardegna a nuove delusioni. Noi restiamo, invece, tenaci ed irriducibili indipendentisti e abbiamo dato al movimento non un carattere conservatore, come ha detto l'on. Lussu, ma addirittura filo-socialista».

    Il 10 luglio 1945, a Messina, aggiunse:

    «[...] frequentemente, nei miei discorsi e nelle note diplomatiche, ho accomunato le sorti della Sicilia a quelle della Sardegna. Quivi il sentimento e l'aspirazione all'indipendenza sono profondamente radicati nella coscienza popolare ed anche di recente una manifestazione contro l'on. Lussu, che ha creduto di rinnegare il suo passato separatista, è stata non poco significativa. L'isola nobilissima ha non minori ragioni della Sicilia di rivendicare la sua libertà, essendo stata trattata sempre dai governi italiani nel modo più indegno, peggio di una colonia. A mostrarle la nostra solidarietà e fraternità abbiamo voluto invocare anche per la Sardegna la giustizia delle Nazioni Unite ed abbiamo espressa la soddisfazione di potere associare il destino della Sardegna a quello della Sicilia, mercè quella auspicata confederazione mediterranea della quale, come ho avvertito testè, si è tanto discusso all'estero».

  3. #3
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    interessanti meda.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Nicheja Visualizza Messaggio
    Andrea Finocchiaro Aprile, il 20 agosto 1944, a Partinico, disse:

    «[...] l'on. Lussu ha creduto di stabilire un'antitesi fra il nostro movimento e quello sardo. Egli ha abbandonato le vecchie idee separatiste per diventare autonomista, mettendosi, cioè, su una via che condurrà la Sardegna a nuove delusioni. Noi restiamo, invece, tenaci ed irriducibili indipendentisti e abbiamo dato al movimento non un carattere conservatore, come ha detto l'on. Lussu, ma addirittura filo-socialista».

    Il 10 luglio 1945, a Messina, aggiunse:

    «[...] frequentemente, nei miei discorsi e nelle note diplomatiche, ho accomunato le sorti della Sicilia a quelle della Sardegna. Quivi il sentimento e l'aspirazione all'indipendenza sono profondamente radicati nella coscienza popolare ed anche di recente una manifestazione contro l'on. Lussu, che ha creduto di rinnegare il suo passato separatista, è stata non poco significativa. L'isola nobilissima ha non minori ragioni della Sicilia di rivendicare la sua libertà, essendo stata trattata sempre dai governi italiani nel modo più indegno, peggio di una colonia. A mostrarle la nostra solidarietà e fraternità abbiamo voluto invocare anche per la Sardegna la giustizia delle Nazioni Unite ed abbiamo espressa la soddisfazione di potere associare il destino della Sardegna a quello della Sicilia, mercè quella auspicata confederazione mediterranea della quale, come ho avvertito testè, si è tanto discusso all'estero».
    Conoscevo questi scritti e su questi ho incentrato la mia rifflesione sulla mistificazione storica dell'autonomismo sardo.

    Grazie di averlio riproposti.

    Nell'occasione ti auguro fraternamente Buone feste.

  5. #5
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    Filmato davvero interessante Davide.
    Ero anche certo che non sarebbe sfuggito al caro Nicheja.
    Colgo l’occasione per augurare ad entrambi un 2007 ricco di soddisfazioni.

    Entrando in argomento, anche se è una banalità rilevarlo, quelli erano anni difficili e cruciali sotto molti punti di vista.
    Sul piano istituzionale, passare dalla dittatura e dallo Stato monarchico alla concessione dell’indipendenza a Sicilia e Sardegna, attraverso l’intermediazione delle Nazioni Unite, per Lussu in quel momento sarebbe stata una responsabilità non sostenibile.
    Con i suoi trascorsi di Capitano della Sassari e di oppositore al regime fascista è comprensibile (forse non condivisibile) la ritrosia, forse i tempi e le coscienze non erano maturi.
    Non dimentichiamo il contesto delle altre forze politiche, ben diversamente sostenute e “foraggiate”.
    Comunque il suo carisma ebbe la meglio sull’”ala separatista” già allora prevalente nel Partito.
    Nel vol. I “Sardisti” di S Cubeddu, è dedicato un paragrafo in merito (“Il rapporto con l’esterno: autonomismo e separatismo”).
    Col senno di poi è difficile giustificare la scelta di Lussu, il quale avrebbe potuto incidere diversamente sul destino della Sardegna. Ma bisogna anche ricordare che non venne accolta neppure la sua proposta di adottare uno Statuto come quello Siciliano.

    Nella raccolta degli articoli ed interventi pubblicati ne “Il Solco” di quegli anni, ho letto molto fugacemente diversi riferimenti al “separatismo” siciliano.
    Appena possibile vedrò di postarli per la dovuta conoscenza dei documenti.
    Chissà se c’è mai stato un carteggio diretto tra la dirigenza sardista di allora e gli esponenti del MIS di A. Finocchiaro Aprile.
    Sarebbe veramente interessante saperne qualcosa di più.
    Forse Nicheja possiede altra documentazione oltre a quelle citazioni, che meriterebbero di essere conosciute integralmente.
    Possiamo provare a ricostruirne gli eventi.

  6. #6
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    su questo interessante argomento segnalo:
    l'Italia antimoderata di S. Massimo Ganci. - Ugo Guanda editore di parma del 1968.
    si va dalla rivolta palermitana del 1866 all'adozione dello statuto speciale.
    buona lettura.
    ... e bonas festas a totus
    R.

  7. #7
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    Rispondo agli ultimi tre post in una volta sola: le citazioni da me riportate sono prese proprio da un volume (ormai introvabile), curato dallo stesso Massimo Ganci: "Il Movimento Indipendentista Siciliano", un'antologia di discorsi di Andrea Finocchiaro Aprile. Evidentemente Davide e nur@ki conoscono Ganci, il primo, seppur non indipendentista, ad utilizzare (da insigne storico qual'è) il termine "Nazione Siciliana" (titolo di un suo omonimo libro).
    Per quanto riguarda un ipotetico carteggio fra sardisti e separatisti siciliani, non ne abbiamo traccia, ma al tempo stesso ci è sempre sembrato anomalo che non sia iniziato uno scambio di tale tipo. Certamente, Finocchiaro Aprile e Lussu si conoscevano, in quanto colleghi all'Assemblea Costituente.

    Nell'occasione ricambio con affetto gi auguri di Davide e li rivolgo anche a Su Componidori, nur@ki e agli altri forumisti sardisti ed indipendentisti.

  8. #8
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    Qualche volta dimentico l’esistenza di Google e Wikipedia.

    Digitando il nome di Fiocchiaro Aprile si trovano una quantità di link ed informazioni sufficienti per conoscere, a grandi linee, la storia del MIS e dei suoi esponenti, come Antonio Canepa e dell’EVIS (Esercito Volontario per l'Indipendenza della Sicilia).

    Ora capisco meglio il fatto che Lussu, politicamente integerrimo, potesse trascurare il fondatore del MIS, probabilmente per i trascorsi con il regime fascista.
    Per quanto anche in Sardegna inizialmente parte del PNF era costituito da ex sardisti che cedettero alle lusinghe e promesse di Mussolini.

    Leggo su wikipedia:

    Iniziò la propria attività politica con l'elezione a deputato nel 1913 come liberale. Nel 1920 fu nominato sottosegretario alla Guerra e alle Finanze nel governo Nitti quindi, dopo il primo governo Mussolini, partecipò alla fase di normalizzazione del consenso popolare al nascente regime fascista.
    La sua figura in questo primo periodo appare controversa, prima liberale e poi fascista. Secondo alcuni si oppose allo stato fascista mentre, secodo altri, cercò addirittura un ruolo politico di primo piano, rivolgendosi direttamente a Mussolini per ottenere una nomina a senatore. Ma probabilmente l'episodio più oscuro della sua carriera fu quando, negli anni '30, avrebbe denunziato, nel tentativo di far assegnare a sé l'incarico di direttore del Banco di Sicilia, l'allora dirigente Giuseppe dell'Oro perché ebreo. La denunzia non ebbe però gli effetti sperati e Finocchiaro Aprile fu costretto a ritirarsi dalla vita politica sino alla caduta del fascismo
    .”

    Nel periodo della “normalizzazione fascista” a cui Finocchiaro avrebbe partecipato, Lussu mi pare fosse confinato a Lipari, pertanto è abbastanza comprensibile da parte sua una certa diffidenza.

    Nella raccolta de “Il Solco” (il cui indice degli articoli e documenti contenuti ho precedentemente riportato sul forum) sono presenti dei richiami al “separatismo” siciliano, ne riporto di seguito alcune parti.

    Non avendo letto tutti gli articoli, è molto probabile che mi sia sfuggito qualche altro riferimento; se dovesse capitarmi di trovare qualcos’altro, provvederò a postarlo.

  9. #9
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    Il Solco, anno I, n. 12, 20 maggio 1945.

    AUTONOMIA NON SEPARATISMO

    Emilio Lussu
    ….
    Nessuno ignora che il partito liberale, il partito socialista, il partito comunista e il partito della democrazia cristiana non sono in Sardegna partiti autonomi: la direzione centrale di questi partiti non è in Sardegna, ma a Roma. Essi sono partiti a organizzazione nazionale. Noi li possiamo avere tutti concordi per l'autonomia; li avremo tutti ostili per il separatismo.
    La più grande lezione viene dal Separatismo Siciliano. Il movimento separatista siciliano ha contro di sé tutti gli altri partiti in Sicilia. Contro il separatismo hanno preso decisa posizione in Sicilia il Partito Socialista, il Partito Comunista, il Partito Liberale, la Democrazia Cristiana del Lavoro e, in più, la Confederazione Generale del Lavoro e tutto il movimento dei combattenti che ha organizzazione e forze notevoli. E contro, si sono clamorosamente dichiarati tutti i Siciliani della Tunisia e d'America. I separatisti Siciliani hanno perduto la loro strana battaglia fin dall'inizio.

    ....

    I separatisti siciliani, in questi giorni, si sono rivolti ai Governi Alleati per reclamare il loro intervento alla Conferenza di S. Francisco. La risposta è nota. Il separatismo siciliano si è infilato in un vicolo cieco e non ha via d'uscita.
    ….



    Il Solco, anno I, n. 33, 14 ottobre 1945.

    LA FINE DEL SEPARATISMO SICILIANO?

    Il Governo ha adottato i suoi provvedimenti di rigore mentre era aperta la Consulta, e nessuno dei numerosissimi consultori siciliani, appartenenti ai partiti rappresentati nel Governo o all'opposizione, si è levato per formulare la più piccola protesta.
    Nessuna potenza estera si è interposta, mentre i separatisti lasciavano chiaramente intendere di avere alle loro spalle qualche potente Governo alleato.
    Il fatto è eloquente per tutti coloro che si erano nutriti di molte illusioni.
    Il nostro augurio più sincero è che i siciliani intendano come la via da seguire sia quella segnata dal Partito Sardo, il quale ha sempre inteso l'autonomia della nostra isola come una realizzazione da conseguire attraverso una profonda riforma dello Stato, che dovrà essere federale e repubblicano su basi autonomistiche.
    Ma il separatismo siciliano è frutto di una secolare esasperazione e ciò dovrebbe rendere assai pensosi tutti gli uomini politici italiani; mentre Croce, Orlando e Nitti persistono nel vedere la ricostruzione statale sotto forma centralizzata, e, peggio ancora, come una restaurazione dello Stato prefascista.
    Quando la realtà insegnerà qualcosa a costoro?
    Il Partito Sardo segue tenacemente la propria via facendosi promotore e coordinatore di un grande movimento autonomista federalistico in tutto il paese; segni molto chiari dimostrano che l'idea suscita consensi in tutte le regioni, e noi siamo convinti che fra poco, anche la Sicilia sarà sul nostro piano politico.



    Il Solco, Anno II, n. 18, 9 maggio 1946.

    Repubblica, Autonomia, libertà nel discorso di Lussu.


    Il 5 maggio, a Cagliari, Emilio Lussu ha pronunciato al Teatro «Eden» il primo discorso politico per la Costituente.
    Il discorso, interrotto da frequenti applausi e alla fine accolto da una generale e lunga ovazione, viene pubblicato nel suo testo stenografico.

    …….

    Là, in Sicilia, s'è vista l'unità di tutti i siciliani in un partito unico! I separatisti, che volevano il partito unico, si son trovati isolati contro tutti i partiti. Peggio ancora. Non solo non sono riusciti a unire tutti i siciliani, ma han finito col dividersi loro stessi. Oggi, si trovano scissi fra la destra e la sinistra del movimento: la destra ha i monarchici e i conservatori e fa capo all'on. Finocchiaro Aprile, la sinistra inquadra i repubblicani a tendenze democratiche. E, per le elezioni per la Costituente hanno presentato due liste in contrasto, anche nella circoscrizione di Catania in cui il separatismo era il più forte. Solo a Palermo v'è lista unica, ma là il loro seguito è scarso.
    Il movimento insurrezionale dell'E.V.I.S., rientrando nella legalità, ha trovato le file dei separatisti non aumentate ma diminuite. Parte s'era già inscritta nella Democrazia Cristiana e parte nel Partito Liberale. Il 2 giugno ci darà il bilancio di un'azione politica molto discussa e discutibile.
    Io mi sento con la coscienza tranquilla e credo d'aver servito, con la mia condotta, gli interessi dell'Isola e di tutta l'Italia.


    …….

  10. #10
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    Gradisco molto le riflessioni che venivano proposte ne "Il Solco"; lucide e ben fatte. Putroppo, come il compianto Mario Spataro scrisse, perdemmo agli inizi la vera opportunità. Già nel passaggio da CIS a MIS (da Comitato a Movimento) si deve leggere l'inizio della reimposizione dello status quo italiano in Sicilia. Ma solo nel 1945 è morta quella opportunità di ricreare lo Stato Siciliano. Patteggiamo lo statuto con i nostro morti ancora caldi (e nascosti in un cimitero ignoto come nemmeno Saddam Hussein, per sottrarli alla venerazione popolare), ma non mancammo di testimoniare la nostra volotà di vedere la Sicilia libera. Del resto, sapevamo già che lo Statuto sarebbe stato tradito. Da quel tradimento, nasce il nuovo indipententismo, e rinasce il MIS, oggi.

    Per ciò che concrene la figura di Finocchiaro Aprile, nessun indipendentista avrà mai la pretesa di fare una sorta di "esame di purezza" etnica o politica ad un altro indipendentista. Del resto, è così anche in altre realtà: altrimento l'ispano-americano (e grande amico di Finocchiaro Aprile) Eamon De Valera non avrebbe reso (assieme a tutti gli altri indipendentisti irlandesi) L'Irlanda indipendente.
    Anzi, è normale che, a diventare indipendentisti, siano persone che nell'Idea non "ci sono nate". E' anche il mio caso, essendo siciliano "solo" per metà ed avendo vissuto in tutta Europa. O quello di AFA, che fu politico italliano (siciliano di nascita), anche se già con venature di "meridionalismo". In ogni caso, non fu fascista nè manifestamente antifascista: è provato (documenti dell'archivio di Stato) che il regime fascista lo tenne sotto controllo per tutto il ventennio. Ma wikipedia non è un luogo ove opporre facilmente le proprie argomentazioni: se modificassi quella voce, andrei incontro ad un rollback immediato.

 

 
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