“Nel 1943 avevo preso residenza nella dimora paterna a Borgo (Trento), ove mi colse l’otto settembre e scelsi ciò che la maggioranza della popolazione preferiva : la fedeltà all’alleato e alla Mitteleuropa , della quale si avvertiva ancora il doloroso distacco”
“Sarò retorico, ma sin da giovane sentivo fortissimo l’attaccamento alla libertà, quella vcera, intrecciata con la dignità forgiata da un ordine naturale che pone tutti gli esseri umani al loro posto : non servi o padroni, né inferiori o superiori, ma ciascuno legato alla propria natura ed alla funzione specifica per la quale è nato, con la facoltà di attuare tutte le proprie possibilità e di raggiungere la propria particolare perfezione nell’ambito della comunità di appartenenza . Questa idea della natura propria, diversa in ogni persona e della libertà in funzione di tale natura, ci riporta ad altri tempi ed in particolare allo spirito del medioevo che è stata per me la migliore stagione nella storia dell’umanità .“
“Non ci si può assolutamente ispirare a vecchi movimenti politici, perché ciò che è morto, non può essrere resuscitato. Per questo vedo grottesco, anche se talvolta giustificabile, per reazione, imitare dei modelli presi dal Fascismo e dal Nazismo : se ne può studiare con passione la storia, facendo tesoro dei lati positivi delle due ideologie ; ma riproporli in toto, con i loro riti e le loro uniformi, mi pare controproducente. Oggi vi sono forze nuove, eppure antiche che hanno bisogno dell’apporto di giovani idealisti, con le idee a posto”
“Una riscoperta del nostro sangue e della nostra terra non era possibile 10 o 20 anni fa, dal momento che tutti i movimenti politici erano ferreamente nazionalisti e centralisti ; è stata la nascita della Liga veneta prima e della Lega Nord dopo, a propiziare la pur timida rinascita del mondo degli Avi, sin qui quasi dimenticato o più semplicemente ignorato. “
“La riscoperta della nostra cultura più antica non poteva avvenire nel clima arroventato del nazionalismo giacobino risorgimentale, né con la Destra Storica al potere dal 1861 e tantomeno durante il ventennio fascista, tempi di esagitato sciovinismo e del tentativo non riuscito di "fare gli italiani", dopo l’unificazione della penisola. “
“E’ naturale che io, pur convinto leghista, avrei combattuto sotto le insegne di Federico Barbarossa, come fecero i miei Avi del Gau Pergine-Caldonazzo ; credo che se si potesse spiegare bene la vicenda, sarei seguito da tutti gli amici del Carroccio. “




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