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  1. #1
    verso il baratro spensierati
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    Predefinito Erba: prove di multiculturalismo

    Non posso fare a meno di notare che a detta degli esperti questo crimine aberrante e inumano sarebbe qualcosa "mai visto prima". Il massacro premeditato di una famiglia di 4 persone da parte di una coppia apparentemente "normale" è qualcosa che nessun trattato di criminologia riporta, almeno qui in Italia.
    Perché allora è successo? Sono forse i musulmani della porta accanto che suscitano tale tipo di reazione? Il rumore del bambino del vicino diventa intollerabile se è accompagnato dalla vista del chador della madre?
    Può una coppia "disturbata" essersi trasformata in spietati giustizieri in seguito al condizionamento subito dai media, unitamente magari a qualche offesa o minaccia in lingua araba?
    Certo è che in quello che è successo c'è una notevole dose di pazzia, ma non mi limiterei a questa come unica spiegazione, non mi convince.
    Ho già sentito personalmente troppe persone "normali" abbandonare il "politically correct" e fare discorsi che ormai trasudano di un razzismo assassino.
    Non vorrei che che alla pari dei roghi nei campi nomadi questa strage non fosse che un primo campanello di allarme, un'avvisaglia di quello che potrebbe diventare la nostra Italia entro pochi decenni: un nuovo Kosovo con due etnie incompatibili pronte a sterminarsi a vicenda.

    Spero di sbagliarmi.

  2. #2
    disillusa
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    Stai decisamente esagerando.

  3. #3
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    Predefinito

    sbagli di grosso...
    In questo diluvio di congetture l'analisi che mi sento piu' di condividere e' quella dell'ottimo articolo di Galimberti oggi su Repubblica.

    Quando l'odio
    è senza controllo

    di UMBERTO GALIMBERTI

    PERCHE' ci spaventa la strage di Erba, dove una coppia di vicini uccide una madre, il suo bambino, la nonna e la signora della porta accanto? Lo spettacolo è truce, ma forse quel che più ci angoscia non è tanto la sua truculenza, quanto sapere se noi siamo del tutto immuni dai moti d'animo che hanno provocato questa tragedia.

    Del tutto immuni no. E il nostro linguaggio lo rivela quando si abbandona a espressioni che, senza freni, tradiscono i nostri vissuti carichi di odio. Ma dal linguaggio solitamente non passiamo all'azione. A fermarci non è tanto l'uso della ragione, già messa fuori gioco dall'odio, ma quella "dimensione sentimentale" che registra la differenza tra il bene e il male, tra la gravità di un'azione e la sua irrilevanza.

    Questa dimensione antecede persino i sentimenti d'amore e odio con cui conduciamo la nostra vita emotiva. Ed è grazie a essa che impediamo al nostro amore di soffocare e al nostro odio di uccidere. Ma quando questa dimensione non c'è? Quando nessuna risonanza emotiva avverte il nostro cuore della differenza tra un gesto innocuo e un gesto truce?

    Allora siamo alla "psicopatia". Un termine coniato dalla psichiatria dell'800 per designare una psiche apatica, incapace di registrare, a livello emotivo, la differenza tra ciò che è consentito e ciò che è aberrante, tra un'azione senza conseguenze e un'azione irreparabile. Una psiche priva di quella risonanza emotiva che ciascuno di noi registra quando compie un'azione, dice o ascolta una parola.

    E sì, perché la psiche non è una dote naturale che uno possiede per il solo fatto d'esser nato e cresciuto. La psiche è qualcosa che si forma attraverso quel veicolo, così spesso trascurato, che è il sentimento. Ora capita spesso che ai bambini insegniamo a mangiare, a dormire, a parlare. Ammiriamo i loro sprazzi di intelligenza, le loro intuizioni, ma poco ci curiamo della qualità del sentimento che in loro si forma e talvolta, a nostra insaputa, non si forma.

    Il sentimento è l'organo che ci consente di distinguere cos'è bene e cos'è male, per cui Kant arriva a dire che è inutile definire cos'è buono e cos'è cattivo, perché ognuno lo "sente" naturalmente da sé. Questo criterio, che valeva al tempo di Kant, oggi vale molto meno. E la ragione va cercata nel fatto che i bambini di oggi sono sottoposti a troppi stimoli che la loro psiche infantile non è in grado di elaborare. Stimoli scolastici, stimoli televisivi, processi accelerati di adultismo, mille attività in cui sono impegnati, eserciti di baby-sitter a cui sono affidati, in un deserto di comunicazione dove passano solo ordini, insofferenza, poco ascolto, scarsissima attenzione a quel che nella loro interiorità vanno elaborando.

    Quando gli stimoli sono eccessivi rispetto alla capacità di elaborarli al bambino restano solo due possibilità: o "andare in angoscia", o "appiattire la propria psiche" in modo che gli stimoli non abbiano più alcuna risonanza. In questo secondo caso siamo alla psicopatia, all'apatia della psiche che più non elabora e più non evolve, perché più non "sente".

    L'appiattimento del sentimento di solito non è avvertito, perché l'intelligenza non subisce per questo alcun ritardo. Anzi, si sviluppa con una lucidità impressionante, perché non è turbata da interferenze emotive, come tutti noi possiamo constatare, quando di fronte a una prova, come un esame, le nostre prestazioni sono sempre inferiori alla nostra preparazione, per interferenza dell'emozione.

    Nessuna meraviglia quindi di fronte alla freddezza e alla lucidità con cui la coppia di Erba conduce, per un mese, la sua vita normale come se nulla fosse accaduto, senza lasciar trapelare emozioni. Nessun stupore di fronte all'indifferenza al momento dell'arresto e di fronte all'ostinazione con cui, per un paio di giorni, i due sostengono il loro alibi, crollando solo dopo 10 ore d'interrogatorio, quando ormai anche le forze fisiche cedono.

    La complicità nell'esecuzione della strage accomuna marito e moglie in una "follia a due", come la psichiatria francese definisce casi di questo genere. Accomunati dall'odio per i vicini di casa, dopo la strage i due si accomunano nell'amore reciproco, con un legame che il sangue versato rende saldissimo, nella vicendevole difesa di un vincolo di solidarietà che nulla riesce a scalfire, perché la loro psiche è piatta, non registra né pentimenti né ripensamenti. Solo alla fine, per sfinimento, una fredda confessione, senza manifestare il minimo senso di colpa, come se il loro cuore non fosse mai stato sfiorato da quel "sentimento di base" che sa distinguere immediatamente, e prima dell'intervento della ragione, cos'è bene e cos'è male.

    Quando i giudici, appurate le prove, condannano tali imputati, sono soliti appurare la loro facoltà di "intendere" e "volere" che ovviamente funziona benissimo. Bisognerebbe però anche valutare la loro capacità di "sentire". E qui si scoprirebbe la radice di certe condotte che risultano aberranti a noi tutti che viviamo sostenuti dal nostro sentimento, ma che non acquistano alcuna rilevanza per chi il sentimento non l'ha mai conosciuto, perché a suo tempo non è stato raccolto, ascoltato, coltivato.

    Gli psicopatici sono un caso limite dell'umano, ma la psicopatia come tonalità dell'anima a bassa emotività e a scarso sentimento è qualcosa che si va diffondendo tra i giovani d'oggi che, nella loro crescita, acquisiscono valori d'intelligenza, prestazione, efficienza, arrivismo, quando non addirittura cinismo, nel silenzio del cuore. E quando il cuore tace e più non registra le cadenze del sentimento, il terribile è già accaduto anche se non approda a una strage.

    Illustrare questi casi è opportuno, non per sollecitare la nostra curiosità morbosa, ma per capire dove può arrivare la nostra condotta quando non è accompagnata dal sentimento, e quindi richiamare l'attenzione sui processi di crescita dei nostri figli, onde evitare che l'intelligenza si sviluppi disancorata dal sentimento e diventi intelligenza lucida, fredda, cinica, e potenzialmente distruttiva.

    (12 gennaio 2007)

  4. #4
    simsalabin
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    Ho gli stessi timori tuoi, ma non capisco cosa c'entra con questo episodio.

    Penso che quella che si è consumata è l'ennesima fuori uscita dai gangheri di due persone cattive e consumate dall'odio e dalla rabbia, senza un briciolo di fede in Dio, e che alla fine sono scoppiate, per un banalissimo motivo: un pò di rumori e pianti, che, certo, possono far saltare i nervi, ma una persona normale cerca di sopportare il prossimo, per un lieto vivere comune. Ci si deve sopportare, facciamocene una ragione, e per questo cerchiamo di farlo con serenità e con amicizia.
    Io penso che oggi, al di la' delle cause contingenti, dobbiamo fare un discorso di valore e domandarci se non siamo - e io penso di si' - in un tempo in cui c'e' uno sgretolarsi progressivo, un affievolirsi del valore prezioso, assoluto della vita, e quindi dell'amore e dell'amicizia tra le persone
    Mi pare di vedere tra le persone un tasso di litigiosita', di aggressivita' che e' veramente fuori norma. Penso sia dovuto all'egoismo, all'orgoglio, alla fretta del nostro tempo. Non mi va di parlare di immigrazione, almeno in questo caso, che non penso c'entri niente. Quella fa parte di un altro problema, che a volte alimenta anche casi come questi... ma nel caso Erba, mah... no, non c'entra niente.

  5. #5
    Senzapadrone
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    Citazione Originariamente Scritto da arsan Visualizza Messaggio
    Non posso fare a meno di notare che a detta degli esperti questo crimine aberrante e inumano sarebbe qualcosa "mai visto prima". Il massacro premeditato di una famiglia di 4 persone da parte di una coppia apparentemente "normale" è qualcosa che nessun trattato di criminologia riporta, almeno qui in Italia.
    Perché allora è successo? Sono forse i musulmani della porta accanto che suscitano tale tipo di reazione? Il rumore del bambino del vicino diventa intollerabile se è accompagnato dalla vista del chador della madre?
    Può una coppia "disturbata" essersi trasformata in spietati giustizieri in seguito al condizionamento subito dai media, unitamente magari a qualche offesa o minaccia in lingua araba?
    Certo è che in quello che è successo c'è una notevole dose di pazzia, ma non mi limiterei a questa come unica spiegazione, non mi convince.
    Ho già sentito personalmente troppe persone "normali" abbandonare il "politically correct" e fare discorsi che ormai trasudano di un razzismo assassino.
    Non vorrei che che alla pari dei roghi nei campi nomadi questa strage non fosse che un primo campanello di allarme, un'avvisaglia di quello che potrebbe diventare la nostra Italia entro pochi decenni: un nuovo Kosovo con due etnie incompatibili pronte a sterminarsi a vicenda.

    Spero di sbagliarmi.
    Vai a vederti l'Orchestra di Piazza Vittorio ... è un film piacevole e intelligente

  6. #6
    verso il baratro spensierati
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    solo il tempo deciderà se la pazzia dei coniugi Romano è da attribuirsi alle mutate condizioni di vita proprie dei nostri tempi, che ci impongono la coabitazione con religioni e culture che ci possono risultare sgradite, il tutto mescolato con la dose di violenza che i media ci propinano ogni giorno.
    Io continuo ad essere convinto che l'odio che c'è in ognuno di noi di questi tempi possa essere facilmente polarizzato contro il Nemico indicatoci dalla "Guerra Al Terrore", con la quale veniamo bombardati psicologicamente ogni giorno come nel libro di Orwell.
    Chi poteva pensare nei primi del '900 che una civile popolazione come quella tedesca avrebbe potuto scagliarsi con tale ferocia durante il nazismo contro la propria minoranza ebraica? Ma probabilmente segni di quella ferocia poi apparvero in Germania negli anni precedenti all'Olocausto, ma nessuno ci fece caso.
    Stiamo molto attenti perché è il sonno della ragione a generare i mostri... e di questi tempi le politiche demografiche perseguite dai vari governi globalizzati al soldo dell' élite dominante, sono ben lungi dal guardare gli effetti a lungo termine sulla popolazione stanziale delle immigrazioni esogene che essi promuovono coscientemente, preoccupandosi solo dell'incremento del PIL dell'anno in corso.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da arsan Visualizza Messaggio
    Non vorrei che che alla pari dei roghi nei campi nomadi questa strage non fosse che un primo campanello di allarme, un'avvisaglia di quello che potrebbe diventare la nostra Italia entro pochi decenni: un nuovo Kosovo con due etnie incompatibili pronte a sterminarsi a vicenda.
    Spero di sbagliarmi.
    credo che in fondo non ti dispiacerebbe, confermerebbe i tuoi meno confessabili timori. Ossia che l'immigrazione porterà solo conflitti. Intanto si può osservare che quelli che portano di continuo queste tesi si son sempre presi delle cantonate pazzesche. Infatti sono quasi sempre gli italiani ad essere arrestati per qver commesso omicidi senza pietà, non prima che qualche demente abbia gridato al crimine commesso dagli immigrati.

    Più che come in kossovo, direi come negli stati uniti, dove cose del genere succedono di continuo. Se il modello - di alcuni - è quello, ed è quello, questi sono i risultati.

  8. #8
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    Ma guarda che non è un discorso di religioni!
    Esistono persone che non hanno una vita sociale che finiscono col chiudersi nelle quattro mura e a ragionare solo tra loro dandosi ragione su tutto.
    Nei miei primi hanni di univesità ho abitato in una casa in cui quello del piano di sotto ci chiedeva di non pisciare la notte che lo svegliavamo...e non tirando la catena ma proprio pisciando...e una notte in cui facevamo casino è salito a lamentarsi armato di fucile. No l'abbiamo denunciato.....ma tu credi davvero che una persona come quella descritta un giorno non esploderà???
    Un tempo la gente era costantemente a contatto con gli altri ed era più facile notare quando era sul punto di esplodere.
    Anche in questo caso....conosco + persona esaurite e mi sono trovato nella spiacevole condizione di farle portare dai genitori in cura proprio perchè sul punto di scoppiare per non dire di quando erano già scoppiate e bisognava rincorrerle.......no per me è + un problema della nostra società e non dell'integrazione con le altre. Questo però può essere un'aggravante

  9. #9
    email non funzionante
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    Citazione Originariamente Scritto da raggioverde Visualizza Messaggio
    sbagli di grosso...
    In questo diluvio di congetture l'analisi che mi sento piu' di condividere e' quella dell'ottimo articolo di Galimberti oggi su Repubblica.

    Quando l'odio
    è senza controllo

    di UMBERTO GALIMBERTI

    PERCHE' ci spaventa la strage di Erba, dove una coppia di vicini uccide una madre, il suo bambino, la nonna e la signora della porta accanto? Lo spettacolo è truce, ma forse quel che più ci angoscia non è tanto la sua truculenza, quanto sapere se noi siamo del tutto immuni dai moti d'animo che hanno provocato questa tragedia.

    Del tutto immuni no. E il nostro linguaggio lo rivela quando si abbandona a espressioni che, senza freni, tradiscono i nostri vissuti carichi di odio. Ma dal linguaggio solitamente non passiamo all'azione. A fermarci non è tanto l'uso della ragione, già messa fuori gioco dall'odio, ma quella "dimensione sentimentale" che registra la differenza tra il bene e il male, tra la gravità di un'azione e la sua irrilevanza.

    Questa dimensione antecede persino i sentimenti d'amore e odio con cui conduciamo la nostra vita emotiva. Ed è grazie a essa che impediamo al nostro amore di soffocare e al nostro odio di uccidere. Ma quando questa dimensione non c'è? Quando nessuna risonanza emotiva avverte il nostro cuore della differenza tra un gesto innocuo e un gesto truce?

    Allora siamo alla "psicopatia". Un termine coniato dalla psichiatria dell'800 per designare una psiche apatica, incapace di registrare, a livello emotivo, la differenza tra ciò che è consentito e ciò che è aberrante, tra un'azione senza conseguenze e un'azione irreparabile. Una psiche priva di quella risonanza emotiva che ciascuno di noi registra quando compie un'azione, dice o ascolta una parola.

    E sì, perché la psiche non è una dote naturale che uno possiede per il solo fatto d'esser nato e cresciuto. La psiche è qualcosa che si forma attraverso quel veicolo, così spesso trascurato, che è il sentimento. Ora capita spesso che ai bambini insegniamo a mangiare, a dormire, a parlare. Ammiriamo i loro sprazzi di intelligenza, le loro intuizioni, ma poco ci curiamo della qualità del sentimento che in loro si forma e talvolta, a nostra insaputa, non si forma.

    Il sentimento è l'organo che ci consente di distinguere cos'è bene e cos'è male, per cui Kant arriva a dire che è inutile definire cos'è buono e cos'è cattivo, perché ognuno lo "sente" naturalmente da sé. Questo criterio, che valeva al tempo di Kant, oggi vale molto meno. E la ragione va cercata nel fatto che i bambini di oggi sono sottoposti a troppi stimoli che la loro psiche infantile non è in grado di elaborare. Stimoli scolastici, stimoli televisivi, processi accelerati di adultismo, mille attività in cui sono impegnati, eserciti di baby-sitter a cui sono affidati, in un deserto di comunicazione dove passano solo ordini, insofferenza, poco ascolto, scarsissima attenzione a quel che nella loro interiorità vanno elaborando.

    Quando gli stimoli sono eccessivi rispetto alla capacità di elaborarli al bambino restano solo due possibilità: o "andare in angoscia", o "appiattire la propria psiche" in modo che gli stimoli non abbiano più alcuna risonanza. In questo secondo caso siamo alla psicopatia, all'apatia della psiche che più non elabora e più non evolve, perché più non "sente".

    L'appiattimento del sentimento di solito non è avvertito, perché l'intelligenza non subisce per questo alcun ritardo. Anzi, si sviluppa con una lucidità impressionante, perché non è turbata da interferenze emotive, come tutti noi possiamo constatare, quando di fronte a una prova, come un esame, le nostre prestazioni sono sempre inferiori alla nostra preparazione, per interferenza dell'emozione.

    Nessuna meraviglia quindi di fronte alla freddezza e alla lucidità con cui la coppia di Erba conduce, per un mese, la sua vita normale come se nulla fosse accaduto, senza lasciar trapelare emozioni. Nessun stupore di fronte all'indifferenza al momento dell'arresto e di fronte all'ostinazione con cui, per un paio di giorni, i due sostengono il loro alibi, crollando solo dopo 10 ore d'interrogatorio, quando ormai anche le forze fisiche cedono.

    La complicità nell'esecuzione della strage accomuna marito e moglie in una "follia a due", come la psichiatria francese definisce casi di questo genere. Accomunati dall'odio per i vicini di casa, dopo la strage i due si accomunano nell'amore reciproco, con un legame che il sangue versato rende saldissimo, nella vicendevole difesa di un vincolo di solidarietà che nulla riesce a scalfire, perché la loro psiche è piatta, non registra né pentimenti né ripensamenti. Solo alla fine, per sfinimento, una fredda confessione, senza manifestare il minimo senso di colpa, come se il loro cuore non fosse mai stato sfiorato da quel "sentimento di base" che sa distinguere immediatamente, e prima dell'intervento della ragione, cos'è bene e cos'è male.

    Quando i giudici, appurate le prove, condannano tali imputati, sono soliti appurare la loro facoltà di "intendere" e "volere" che ovviamente funziona benissimo. Bisognerebbe però anche valutare la loro capacità di "sentire". E qui si scoprirebbe la radice di certe condotte che risultano aberranti a noi tutti che viviamo sostenuti dal nostro sentimento, ma che non acquistano alcuna rilevanza per chi il sentimento non l'ha mai conosciuto, perché a suo tempo non è stato raccolto, ascoltato, coltivato.

    Gli psicopatici sono un caso limite dell'umano, ma la psicopatia come tonalità dell'anima a bassa emotività e a scarso sentimento è qualcosa che si va diffondendo tra i giovani d'oggi che, nella loro crescita, acquisiscono valori d'intelligenza, prestazione, efficienza, arrivismo, quando non addirittura cinismo, nel silenzio del cuore. E quando il cuore tace e più non registra le cadenze del sentimento, il terribile è già accaduto anche se non approda a una strage.

    Illustrare questi casi è opportuno, non per sollecitare la nostra curiosità morbosa, ma per capire dove può arrivare la nostra condotta quando non è accompagnata dal sentimento, e quindi richiamare l'attenzione sui processi di crescita dei nostri figli, onde evitare che l'intelligenza si sviluppi disancorata dal sentimento e diventi intelligenza lucida, fredda, cinica, e potenzialmente distruttiva.

    (12 gennaio 2007)
    Ottimo articolo, condivisibilissimo.

  10. #10
    Super Troll
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    Citazione Originariamente Scritto da markk Visualizza Messaggio
    credo che in fondo non ti dispiacerebbe, confermerebbe i tuoi meno confessabili timori. Ossia che l'immigrazione porterà solo conflitti. Intanto si può osservare che quelli che portano di continuo queste tesi si son sempre presi delle cantonate pazzesche. Infatti sono quasi sempre gli italiani ad essere arrestati per qver commesso omicidi senza pietà, non prima che qualche demente abbia gridato al crimine commesso dagli immigrati.

    Più che come in kossovo, direi come negli stati uniti, dove cose del genere succedono di continuo. Se il modello - di alcuni - è quello, ed è quello, questi sono i risultati.
    Vorrei ricordare che il quotidiano della mia città, ieri era pieno di notizie di accoltellamenti e regolamento di conti tra extracomunitari.

    Se non ci fossero stati loro, con le loro "prodezze", avrebbero dovuto riempire le pagine parlando del tempo e dell'inverno che non arriva.

    Ma veniamo al dunque e tocchiamo con la lingua il dente che duole:

    Qualcuno dice che la gente dovrebbe chiedere scusa per aver sospettato del tunisino...

    Avreste forse incolpato il parroco del paese o il farmacista?

    Io, per non avere pregiudizi, in questo forum incolpai subito il padre di Raffaella -poveruomo- coi rospi che ha dovuto ingoiare;

    e con quelli che sta ancora ingoiando a causa di un (de)genero che vuole seppellire la figlia ed il nipote in Tunisia per motivi sentimental-religiosi,

    ma che non si fa scrupolo a volere rimanere in Italia per il processo,
    risiedendo nella stessa casa (pagata dal suocero, o da lui medesimo coi proventi del traffico di droga?) dove é stata trucidata la sua amata famiglia.

    Io in quelle stanze non potrei più vivere,
    ma si sa, io sono un becero razzista senza cuore.

    Però, intanto che tutta l'Italia (soprattutto al sud) vorrebbe in cuor suo impiccare i coniugi Romano senza se e senza ma

    (oppure premiarli per l' opportunità fornita, funzionale allo sputtanamento del nord intero, razzisti padani in special modo),

    i TG continuano a sfornare notizie: Accoltellamento a Palermo, strage a Latina, indendio a Roma in "strane" circostanze, rissa a Livorno tra poliziotti e sfaccendati perditempo che non lasciavano via libera ai vigili del fuoco...

    E questi sono episodi accaduti nella stessa giornata in quella parte di Italia che in questi giorni ha preteso le scuse della popolazione del nord verso un ( una canaglia di) tunisino che a sua voltà, con i medesimi pregiudizi, incolpò i "calabresi" ai quali avrebbe fatto uno sgarro.

    Chi ha chiesto scusa ai calabresi?

    Questi sono episodi accaduti nella stessa giornata...
    una delle tante, tutte uguali per tutti i giorni dell'anno.

    Chi ha ciurlato nel manico facendo di Erba qualcosa che non rientra nello stesso fascio, non si sente nel profondo del propio animo un pò carogna?

 

 
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