









Bossi dal settimo congresso della Lega si ricandida alla segreteria, la sua valutazione è che dopo il varo della Finanziaria non resta che accettare che il governo Prodi resterà in pista per l'intera legislatura. Nessuna spallata dunque. Mentre il Cavaliere continua ad attribuire una valenza politica alle prossime parzialissime amministrative di primavera.
Berlusconi ancora spera di disarcionare Prodi. Pierferdinando Casini invece insiste che l'opposizione più costruttiva e allunga la mano alla Margherita per un patto a difesa "della famiglia vera", contro i Pacs. Ma anche su questo delicato tema il governo sta elaborando una proposta unitaria, un disegno di legge che riunificherà le proposte dei ministri Barbara Pollastrini e Rosi Bindi.
Il segretario della Quercia Piero Fassino in una intervista a La Stampa e poi dalla Festa dell'Unità sulla neve torna a spronare in ogni caso il governo sulle riforme, altrimenti «il voto alle amministrative ci punirà». Un processo difficile ma «anche un viaggio di diecimila chilometri comincia con un passo», spiega Fassino. Gli impegni di riforme che Prodi ha annunciato a Caserta devono «essere tradotti in provvedimenti fin dalle prossime settimane» e «nei prossimi due o tre Consigli dei ministri dovrà essere approvato il pacchetto di misure di Bersani», sostiene il leader della Quercia. Insomma, c'è una volontà «forte» a mettere in campo le riforme così che, grazie alla Finanziaria, «nel 2007 possiamo portare il deficit sotto il 3% e avviare come ha detto anche il ministro Padoa-Schioppa, una crescita che si avvicini a un 2% di incremento di Pil», spiega Fassino. Necessario quindi trovare una mediazione fra riformisti e area radicale. Ma, assicura il segretario Ds, a Caserta «non è stata una battaglia tra Orazi e Curiazi». Esistono però elementi che «sono fuori dalle righe» e Fassino fa i nomi di Boselli e Giordano. Al primo il segretario dei Ds ricorda che «non è l'unico a volere l'innovazione», mentre al leader di Rifondazione comunista ribadisce che le riforme «servono anche all'equità sociale». Infine, sul suo ruolo di esterno al governo, Fassino dichiara che è «meglio non essere nell'esecutivo: posso intervenire di più».
E il ministro Pierluigi Bersani annincia da parte sua un provvedimento sulle liberalizzazioni bis nel giro di qualche settimana». In una intervista su Repubblica dopo il vertice di Caserta, dice che non ci sarà «nessuno stop e niente cabina di regia, è Prodi che guida» sulle riforme. Anzi «le liberalizzazioni da Caserta hanno avuto una spinta - aggiunge -. Così come le scelte a favore dei consumatori, le semplificazioni amministrative e la lotta all'evasione fiscale, un diritto dei cittadini onesti». «La parola d'ordine sarà semplificare» spiega il ministro che sottolinea gli aspetti poitivi del primo decreto liberalizzazioni. «Oggi ci sono 600 panettieri in più, seicento farmacisti, mille taxisti e sono tutti giovani». Guardando avanti invece Bersani invoca la creazione di un'Authority sui trasporti in particolare di quello ferroviario per il quale serve «una nuova contrattualistica e nuovi rapporti tra lo Stato e Fs, perchè non sempre le ferrovie ragionano come un'azienda». Positiva la decisione di Della Valle e Montezemolo di dare vita a Ntv, società per la gestione del trasporto ferroviario. «Figuriamoci se non va bene Della Valle. Bene lui e tutti quelli che si mettono in questo settore». Per quanto riguarda la decisione del Consiglio di Stato che impone a Cdp di vendere la partecipazione in Terna o Enel, Bersano dichiara che «si sarebbe dovuto capire prima che detenere azioni di Enel e Terna avrebbe poteva portare a qualche problema. Rimedieremo. Non è semplicissimo, ma credo che avremo abbastanza fantasia per risolverlo in questi mesi». Infine una domanda ai Verdi alla luce della volontà di portare avanti «una politica di sviluppo ecologista». «Se il gas è amico dell'ambiente, chiede Bersani, i gassificatori me li fate fare?»




Certamente può durare cinque anni. Ma bisogna vedere come.

