Almunia: "La riforma delle pensioni
è tra le sfide principali per l'Italia"
"Difficile ma necessaria, Prodi e Padoa-Schioppa contino su di noi"
Probabile "primo contatto" governo e sindacati tra giovedì e venerdìLUBIANA - Il commissario europeo per gli Affari Economici e Monetari Joaquin Almunia torna a sollecitare l'Italia sulla riforma delle pensioni. "Una delle principali sfide che il governo italiano deve sostenere nelle prossime settimane-mesi è come affrontare la riforma delle pensioni - ha detto Almunia, a Lubiana per partecipare ad un convegno sull'introduzione dell'euro in Slovenia - Prodi e Padoa-Schioppa sanno perfettamente che possono contare su tutto il nostro sostegno".
"Abbiamo discusso con le autorità italiane sia di deficit eccessivo sia della situazione dei conti pubblici nel medio e lungo periodo - ha detto poi Almunia, rispondendo alle domande dei giornalisti italiani a Lubiana - C'è un impegno a negoziare con le parti sociali la riforma del sistema previdenziale. Sono sicuro che il governo italiano rispetterà questo impegno, che è necessario ma difficile".
Proprio in vista della riforma delle pensioni, l'agenzia Agi anticipa la notizia di un incontro che si terrà giovedì o venerdì tra il presidente del Consiglio Romano Prodi e i leader di Cgil Cisl e Uil; si tratterebbe di un "primo contatto" sul tema previdenziale. La riunione, che non ha però avuto ancora una convocazione ufficiale, dovrebbe tenersi a Palazzo Chigi e vi dovrebbero partecipare anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Enrico Letta, e i ministri dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa, dello Sviluppo Economico Pier Luigi Bersani e del Welfare Cesare Damiano.
Ancora con questa storia della riforma della pensioni!!!!
E’ mai possibile che si continui con questa storia?
La gente versa i contributi e continuano a dire che bisogna riformare le pensioni. Ma se l’INPS fosse un ente autonomo, una assicurazione privata che accidente c’entrerebbero le uscite dello stato??
Si verserebbero i contributi e la gente al raggiungimento dell’età pensionabile come in qualsiasi altro sistema pensionistico nel mondo si riceverebbe la pensione in proporzione ai versamenti rivalutati di quel misero 4% che garantisce l’INPS.
Invece NO! Si continua ad indicare il sistema pensionistico italiano come il grande malato. Perché? PERCHE’?
Perché quelli che erano i nostri contribuiti pensionistici sono stati usati per pagare ONERI SOCIALI!!!!
Cioè lo stato ha fatto BENEFICENZA ad alcune categorie di cittadini REGALANDO i soldi dei versamenti!!!
Così si sono sperperati i soldi dandoli a tanti invalidi civili (veri o falsi) SENZA CHE QUESTI VERSASSERO UN CENTESIMO.
Si sono regalate pensioni a lavoratori che avevano pagato contributi solo per 32 anni 6 mesi ed un giorno. Accorgendosi “TARDI” che così si mandava in “pensione” gente a 45/50 anni con aspettative di vita di oltre 80 anni! In questo modo si “mantenevano” per oltre 40 anni individui che avevano versato contributi per poco più di 30 anni!!! Un vero e proprio regalo!!! Sulle spalle dei lavoratori più giovani!!!
Per anni non si è voluto e non si sta affrontando il problema della indennità di disoccupazione che esiste in quasi tutti i paesi europei facendola ricadere tutta sulle spalle dell’INPS che ancora una volta con i contribuiti dei lavoratori paga per conto dello stato le indennità sotto forma di cassa integrazioni e mobilità più o meno lunghe di anni!
Anche l’adeguamento al minimo della pensione è un’opera meritoria ma è pur sempre una spesa di tipo sociale che non è in alcun modo legata ai contributi versati dal lavoratore
Tutti questi “regali” di ordine sociale che avrebbe dovuto pagare lo stato con le tasse e quindi avrebbe dovuto far pagare ai contribuenti in base al proprio reddito ora si vorrebbero far ricadere solo sui lavoratori dipendenti che con quei soldi si dovrebbero pagare la pensione.
Così lo stato dirottando il denaro da contributi pensionistici a contributi sociali oggi cerca di scaricare sul “problema pensioni” le sue difficoltà di ordine sociale.
Quello che denuncio è che non esiste il problema di riformare il sistema pensionistico. Esiste il problema di pagare gli oneri sociali che lo stato non è in grado di pagare e che sono talora frutto di privilegi e regali di tanti governi succedutesi negli anni e che ancora oggi continuano.
Si distinguano gli oneri sociali dal sistema pensionistico!
Cosa si pretende di riformare??? Quello che c’era di riformabile ormai è già stato riformato:
Le prossime pensioni saranno solo di anzianità, si andrà in pensione solo dopo i 65 anni di età e la pensione sarà proporzionale ai versamenti e quindi avremo solo una piccola percentuale dell’ultimo stipendio recepito.
Cosa si vuole di più??? Eliminare la pensione? Aumentare ancora di più i contributi? Mandare in pensione la gente a 70 od 80 anni sperando che muoia prima?
Insomma quello che c’era di riformabile è già stato abbondantemente riformato riducendo la possibilità di andare in pensione ad una speranza e riducendo la pensione ad un sussidio. COSA SI VUOLE DI PIU’?
Perché il FMI e la comunità europea continuano a puntare il dito su una situazione come quella pensionistica che dal punto di vista di chi versa i contributi è già al collasso??
Saluti




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