Dal Bresciaoggi di Lunedì 15 Gennaio 2007

Città del Vaticano. Uno sguardo rivolto ai migranti, nella 93esima Giornata mondiale dedicata a loro. Così il Papa, nel corso dell’Angelus di ieri, ricorda che servono misure concrete, capaci di agevolare i ricongiungimenti familiari. Occorre anche favorire l’immigrazione regolare con un’attenzione specifica per donne e bambini.


Dinanzi alle migliaia di fedeli di Piazza San Pietro, il Papa ha riaffermato i contenuti del suo messaggio reso pubblico a metà novembre, sul tema della «Famiglia migrante», in cui tra l’altro sollecitava la ratifica della Convenzione internazionale del 2003 per la protezione dei diritti dei lavoratori migranti e dei loro familiari. Paradigma di tutto, per la Chiesa cattolica, è il «dramma della Famiglia di Nazaret», costretta alla fuga in Egitto, nel quale - ha detto papa Ratzinger - «intravediamo la dolorosa condizione di tanti migranti, specialmente dei rifugiati, degli esuli, degli sfollati, dei profughi, dei perseguitati». «Riconosciamo, in particolare», ha aggiunto, «le difficoltà della famiglia migrante come tale: i disagi, le umiliazioni, le strettezze, le fragilità».I migranti sono una «grande risorsa per l’umanità», ha sottolineato il Papa, alla folla raccolta in Piazza San Pietro.
«Auspico», ha affermato Benedetto XVI, «che si giunga presto a una gestione bilanciata dei flussi migratori e della mobilità umana in generale, così da portare benefici all’intera famiglia umana. Bisogna cominciare con misure concrete che favoriscano l’emigrazione regolare e i ricongiungimenti familiari, con particolare attenzione per le donne e i minori». Benedetto XVI ha osservato che «anche nel vasto campo delle migrazioni internazionali, la persona umana dev’essere sempre posta al centro».
«In realtà», ha aggiunto, «il fenomeno della mobilità umana è molto ampio e diversificato. Secondo recenti stime delle Nazioni Unite, i migranti per ragioni economiche sono oggi quasi 200 milioni, circa 9 milioni i rifugiati e circa 2 milioni gli studenti internazionali».
E poi: «A questo gran numero di fratelli e sorelle dobbiamo aggiungere gli sfollati interni e gli irregolari, tenendo conto che a ognuno fa capo, in un modo o nell’altro, una famiglia».
Ratzinger ribadisce dunque l’importanza di «tutelare i migranti e le loro famiglie mediante l’ausilio di presidi legislativi, giuridici e amministrativi specifici, e anche attraverso una rete di servizi, di punti di ascolto e di strutture di assistenza sociale e pastorale».
Davanti alle migliaia di fedeli, Benedetto XVI è tornato dunque a sottolineare il rispetto della dignità umana di tutti i migranti, da un lato, e il riconoscimento da parte dei migranti stessi dei valori della società che li ospita, dall’altro. «Solo questo», ha concluso, «rende possibile la giusta integrazione delle famiglie nei sistemi sociali, economici e politici dei Paesi d’accoglienza».