
Originariamente Scritto da
kingzorc
Cassazione deposita le motivazioni
La Cassazione ha depositato le motivazioni per le quali lo scorso 11 ottobre ha stabilito che il processo d'appello a Daki e a altri due nordafricani sia da rifare. Secondo la prima sezione della Suprema Corte il "ruolo" di Mohamed Daki, il marocchino che era stato assolto dal gup Clementina Forleo dall'accusa di terrorismo internazionale, è stato "svalutato" in maniera "priva di plausibile logica".
Scrive la Suprema Corte nella sentenza 1072 di 31 pagine, con la quale boccia la decisione del gup Forleo che il 24 gennaio del 2005 considerò l'attivita' di Daki "guerriglia" e non "terrorismo", che "la svalutazione del ruolo del Daki appare priva di plausibile base logica quando si considera che dal contenuto delle intercettazioni risulta che egli entrò in contatto" con esponenti dell'integralismo islamico e che "si collegò telefonicamente con la Siria parlando con un dirigente di Ansar Al Islam, circa l'aiuto da prestare al somalo Ciise, intenzionato a recarsi a combattere la guerra santa, anche a costo del martirio".
Secondo i giudici della cassazione la sentenza del gup Forleo, al pari di quella della Corte di merito, "presta il fianco alle critiche formulate nel ricorso del Procuratore Generale nella parte in cui è stato completamente omesso di approfondire i rapporti del gruppo formato dagli imputati con l'organizzazione trasnazionale", che dalle "conversazioni intercettate emerge che gli "elementi di spicco dell'organizzazione giudicavano il Daki come persona pienamente affidabile e disposta ad aiutare i fratelli, circostanza, questa, estremamente significativa per il fatto che l'aiuto richiesto all'imputato consisteva in attività illecite per le quali doveva essere elusa la sorveglianza delle autorità di polizia".
A questo punto il relatore Giovanni Silvestri annota che "l'apparato argomentativo della motivazione non può non considerarsi inficiato da manifeste fratture logiche in totale
distonia con risultanze processuali di rilevante significato probatorio". Mohamed Daki era stato assolto in secondo grado dalla Corte d'assise d'appello di Milano, 28 novembre 2005, anche dal reato di ricettazione di documenti falsi, per cui il gup Clementina Forleo gli aveva invece inflitto un anno e quattro mesi. Su questo punto, però, la sentenza di assoluzione dei giudici d'appello è stata confermata definitivamente dalla Cassazione. La corte d'Assise d'appello di Milano, dovrà invece riconsiderare l'accusa di terrorismo internazionale anche a carico dei coimputati di Daki, Bouyahia Maher e Ali Toumi Ben Sassi, i quali in secondo grado erano stati condannati a tre anni di reclusione per associazione a delinquere (ex articolo 416 cp) e favoreggiamento di immigrazione clandestina.
Ma c'è un'altra ragione per la quale la Corte d'appello deve rivedere il caso, "dato che nei contesti di conflitto armato (tra Stati o di guerra civile) possono ben presentarsi situazioni nelle quali gli atti di violenza sono rivolti tanto contro i militari quanto contro la popolazione civile, allorquando, per la natura di tali atti, per i mezzi impiegati e per le specifiche condizioni nelle quali sono compiuti, essi risultano sicuramente produttivi di gravi danni non solo ai militari ma anche ai civili".