



















Il giovane Calderoli trova però un’opportunità di riscatto grazie alla sua bellezza: vince infatti i concorsi Mister Acrocoro e Il più bel ragazzo del bacino del Tacazzè. Arrivano in questo modo la notorietà, la tournee con il gruppo di spogliarellisti Lago Tana Dream Men, la copertina su Zighinì (l’equivalente etiope della celebre testata culturale italiana Cioè) e il calendario in costume adamitico per il rotocalco omosex Dancalian Danculian. Calderoli attira così su di sé l’attenzione del vecchio negus Menelik (inventore della celebre lingua di Menelik che allieta le festività di San Silvestro e Carnevale), che fa di lui la sua favorita, ribattezzandolo Zizì. Il benessere che lo circonda nel sontuoso palazzo di Menelik non compensa però la perdita della dignità causata dal forzato concubinaggio con l’anziano ex sovrano, ed è ancora una volta una frase estrapolata dal diario di Calderoli a testimoniare il suo disagio: “più che un negus ‘sto vecchio porco mi pare un negrus del cazzus come tutti gli altri”.
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