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  1. #1
    vae victis
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    Predefinito Esce con l'Indulto e si prende una pallottola in un polmone

    Nel catanese un gioilelliere assalito da due malviventi ha reagito durante una colluttazione colpendone uno al polmone

    CATANIA - Maurizio Arena, 38 anni, è stata ferito ieri a Paternò mentre tentava di rapinare con un complice la villa di un gioielliere. L'uomo, colpito al polmone da un colpo di pistola, è ricoverato con prognosi riservata nell' ospedale Garibaldi di Catania. Le sue condizioni sono gravi. Il tentativo di rapina è avvenuto in una zona di campagna dell' Etna dove il commerciante, 63 anni, vive con la famiglia. Il gioielliere aveva con sè
    l' incasso della giornata. Quando è sceso dalla sua automobile è stato aggredito da due uomini armati di pistola e con il viso coperto da passamontagna. La moglie del gioielliere, uscita dalla villa in quel momento, avrebbe cominciato a urlare per la paura e sarebbe nata una colluttazione tra il commerciante e la coppia. Il 63enne avrebbe a quel punto estratto una pistola, che detiene legalmente, e sparato contro i banditi, ferendone uno. I due rapinatori non hanno risposto al fuoco probabilmente, ipotizzano gli investigatori, perchè armati di pistole scacciacani, e sono fuggiti. Ma l' uomo ferito si è accasciato a terra dopo avere percorso circa 200 metri. Il gioielliere ha avvisato i carabinieri che sono subito arrivati sul posto e hanno provveduto a fare trasferire il ferito in ospedale, dove è stato operato nella notte. Arena era uscito, con l' indulto, da poco dal carcere dove stava scontando una condanna a tre anni e tre mesi per rapina. I militari dell' Arma ritengono di avere identificato il suo complice e lo stanno cercando. Gli investigatori sottolineano che è la prima rapina in villa che si registra nella zona.
    21 gennaio 2007

    Gli conveniva rimanere in carcere a sto' punto.

  2. #2
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    fondoscala

  3. #3
    Repubblica
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    Sarebbe uscito cmq anche senza l'indulto a brevissimo... Anche io mi associo all'invito: Fondoscala!

  4. #4
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    bisognerebbe impiccare tutti i carcerati così poi non escono più dal carcere e la delinquenza poco alla volta scema.

  5. #5
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    Ed i bananas?

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da kingzorc Visualizza Messaggio
    Nel catanese un gioilelliere assalito da due malviventi ha reagito durante una colluttazione colpendone uno al polmone

    CATANIA - Maurizio Arena, 38 anni, è stata ferito ieri a Paternò mentre tentava di rapinare con un complice la villa di un gioielliere. L'uomo, colpito al polmone da un colpo di pistola, è ricoverato con prognosi riservata nell' ospedale Garibaldi di Catania. Le sue condizioni sono gravi. Il tentativo di rapina è avvenuto in una zona di campagna dell' Etna dove il commerciante, 63 anni, vive con la famiglia. Il gioielliere aveva con sè
    l' incasso della giornata. Quando è sceso dalla sua automobile è stato aggredito da due uomini armati di pistola e con il viso coperto da passamontagna. La moglie del gioielliere, uscita dalla villa in quel momento, avrebbe cominciato a urlare per la paura e sarebbe nata una colluttazione tra il commerciante e la coppia. Il 63enne avrebbe a quel punto estratto una pistola, che detiene legalmente, e sparato contro i banditi, ferendone uno. I due rapinatori non hanno risposto al fuoco probabilmente, ipotizzano gli investigatori, perchè armati di pistole scacciacani, e sono fuggiti. Ma l' uomo ferito si è accasciato a terra dopo avere percorso circa 200 metri. Il gioielliere ha avvisato i carabinieri che sono subito arrivati sul posto e hanno provveduto a fare trasferire il ferito in ospedale, dove è stato operato nella notte. Arena era uscito, con l' indulto, da poco dal carcere dove stava scontando una condanna a tre anni e tre mesi per rapina. I militari dell' Arma ritengono di avere identificato il suo complice e lo stanno cercando. Gli investigatori sottolineano che è la prima rapina in villa che si registra nella zona.
    21 gennaio 2007

    Gli conveniva rimanere in carcere a sto' punto.
    speriamo che si salvi poveretto.

  7. #7
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    A me non importa proprio un fico secco SE quelli usciti con l'indulto si mettono o meno a delinquere nuovamente e se lo fanno subito o aspettano un pò. Anche se diventassero tutti degli stinchi di santo in "riconoscenza" allo stato, dovevano pagare per i reati che avevano commesso e non lo hanno fatto. E coloro che in futuro commetteranno reati lo faranno sapendo che la pena che li aspetta è tutt'altro che certa. al 90% non li beccano, e anche se fosse troveranno un escamotage, dall'infermità mentale all'indulto. Se ci fosse la certezza della pena allora si che non avremmo più criminalità, se non quella delle menti malate. La pena deve essere certa e deve arrecare un danno molto peggiore rispetto al vantaggio che ha dato il commettere il reato.

    Se io ho il limite di velocità di 100 all'ora, e vado a 150, e so che mi beccano una volta su 1000, se la multa è di 500 euro basta che io abbia da guadagnare dal quel mio superamento di velocità almeno 50 centesimi. Quanti non sarebbero felici di pagare almeno 50 centesimi per ridursi fortemente il tempo di tragitto? In questo modo la pena non è più una pena. è una controprestazione. La pena deve essere talmente alta che a nessuno e in nessun caso può venire in mente che valga la pena compiere l'illecito. La pena deve servire per NON fare commettere gli illeciti, e non per ricavare una soddisfazione di vendetta. Invece qui addirittura di fronte a REATI gravissimi si regalano indulti, si fanno condoni, si depenalizza. E la maggior parte degli italiani ne è felice. vergogna!
    ..Perchè i giudici invece di applicare la legge la interpretano

  8. #8
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    Guarda che il problema non è che in Italia si fanno troppi indulti.

    IL problema è che in Italia non si costruiscono carceri. Puoi dare l'ergastolo a tutti quelli che vanno a 150 all'ora ma poi non c'hai il posto da metterli e allora fai l'indulto, in Italia funziona così.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Eyes Only Visualizza Messaggio
    A me non importa proprio un fico secco SE quelli usciti con l'indulto si mettono o meno a delinquere nuovamente e se lo fanno subito o aspettano un pò. Anche se diventassero tutti degli stinchi di santo in "riconoscenza" allo stato, dovevano pagare per i reati che avevano commesso e non lo hanno fatto. E coloro che in futuro commetteranno reati lo faranno sapendo che la pena che li aspetta è tutt'altro che certa. al 90% non li beccano, e anche se fosse troveranno un escamotage, dall'infermità mentale all'indulto. Se ci fosse la certezza della pena allora si che non avremmo più criminalità, se non quella delle menti malate. La pena deve essere certa e deve arrecare un danno molto peggiore rispetto al vantaggio che ha dato il commettere il reato.

    Se io ho il limite di velocità di 100 all'ora, e vado a 150, e so che mi beccano una volta su 1000, se la multa è di 500 euro basta che io abbia da guadagnare dal quel mio superamento di velocità almeno 50 centesimi. Quanti non sarebbero felici di pagare almeno 50 centesimi per ridursi fortemente il tempo di tragitto? In questo modo la pena non è più una pena. è una controprestazione. La pena deve essere talmente alta che a nessuno e in nessun caso può venire in mente che valga la pena compiere l'illecito. La pena deve servire per NON fare commettere gli illeciti, e non per ricavare una soddisfazione di vendetta. Invece qui addirittura di fronte a REATI gravissimi si regalano indulti, si fanno condoni, si depenalizza. E la maggior parte degli italiani ne è felice. vergogna!

    La recrudescenza della criminalità, infatti, non è determinata esclusivamente dal riafflusso, nelle attività illegali, dei tanti scarcerati per effetto dell'indulto, ma anche dalla diffusa e definitiva consapevolezza che - qualunque sia il delitto commesso, anche il più grave - vi sarà sempre una scappatoia, se non già grazie ai meccanismi di legge esistenti (rito abbreviato, Gozzini, Simeone-Saraceni, patteggiamenti), in via di condono penale.

  10. #10
    Ex ore tuo te judico
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    Citazione Originariamente Scritto da brunik Visualizza Messaggio
    Guarda che il problema non è che in Italia si fanno troppi indulti.

    IL problema è che in Italia non si costruiscono carceri. Puoi dare l'ergastolo a tutti quelli che vanno a 150 all'ora ma poi non c'hai il posto da metterli e allora fai l'indulto, in Italia funziona così.
    Conoscendo i bananas dovresti sapere che verità di questo tipo sono difficilissime da capire...

 

 
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