NOI IL 25 APRILE, CI UNIAMO A TUTTI I VENETI PER FESTEGGIARE SAN MARCO, PATRONO DELLA NOSTRA SPLENDIDA TERRA, PER RICORDARNE L'EROISMO E L'ARDORE APOSTOLICO, PER L'IDENTITA' CATTOLICA CONTRO LA BARBARIE.
ACCANTO A QUESTO, SAPENDO CHE LA DATA DEL 25 E' LA COSIDDETTA FESTA DELLA "LIBERAZIONE", CHIEDIAMO CHE L'AMMINISTRAZIONE DI VERONA DIA UN SEGNALE PER LA PACIFICAZIONE STORICA FACENDO ERIGERE UN CIPPO, IN PIAZZA BRA', IN ONORE DEI CADUTI DELLA R.S.I.
(analoga richiesta è stata presentata dal nostro militante di Circolo e consigliere comunale di Forza Nuova, Loris Zamperoni presso il suo comune Moriago della Battaglia (TV))
I morti non sono tutti uguali perchè vanno giudicati per quel che hanno fatto da vivi.
La maggior parte dei partigiani non combattè per la libertà e la democrazia. I soldati della Repubblica Sociale non combattevano per il nazismo e la superiorità razziale.
Superiorità razziale, alla quale Mussolini ed il fascismo non credettero mai o vi portarono grande diffidenza, come hanno ammesso, addirittura, alcune comunità ebraiche. Le stesse, che aderirono al Fascismo e che non videro quella violenza verso di loro di cui tanto si parla, neppure dopo le leggi razziali del 1938. Leggi che, lo ricordiamo, furono approvate dalla Santa Sede.
E' ora di tacitare il raglio dei comunisti ferito nell'orgoglio dalla verità storica. A distanza di mezzo secolo, grazie all'opera di storici qualificati come Renzo De Felice, Giorgio Pisanò e grazie alla volontà politica di una destra che non si sente più culturalmente subalterna a nessuno a causa della sconfitta della guerra, sta venendo a galla la verità su quel travagliato periodo della storia del Paese. E questa verità non dà ragione ai partigiani. Ne ridimensiona notevolmente la portata, le istanze, i presunti valori. E ne fa uscire i drammi, le azioni piratesche, le vigliaccherie, le barbariche e violente attività, gli eccidi (come a Schio!) i saccheggi.
I partigiani, (ed è storicamente provato!) erano per lo più comunisti, pochi e crudeli terroristi al soldo dei sovietici. Diedero un apporto non fondamentale per la vittoria di USA e Russia. Furono dei "disturbatori" reclutati tra le file di oppositori ideologici al fascismo e tra i disertori.
Dico terroristi perchè le loro azioni di guerriglia (spesso vigliacche e insensate come quella di Via Rasella che provocò la rappresaglia delle Fosse
Ardeatine, come da legge di guerra) erano svolte contro chi deteneva il
potere politico.
In Italia, essendo per la maggior parte comunisti, essi NON combattevano per
la libertà e la democrazia ma per aiutare gli invasori (USA e Russia) a detronizzare Mussolini, aspirando successivamente, all'instaurazione di un regime comunista totalitario sul modello di quello di Tito in Jugoslavia, con l'aiuto di Mosca.
In Italia non ci riuscirono grazie all'argine costruito dalla Chiesa Cattolica ed all'affermazione del Patto Atlantico in tutta l'Europa Occidentale, con cui le due superpotenze si spartirono il continente, dopo la guerra.
L'Italia, dopo il 1945 fu salvata dal comunismo grazie alla Chiesa Cattolica
ed all'impegno di S.S. Pio XII.
I combattenti della Repubblica Sociale, per contro, furono coloro che si schierarono per l'Italia e con chi l'aveva rappresentata col massimo dei consensi per vent'anni. La loro fu una continuità ideale col fascismo, una coerente adesione a quel che restava del Regime, nonostante la guerra fosse, oramai, persa. La loro fu una eroica difesa dell'alleanza di guerra contro il vergognoso tradimento di tutti coloro che per interessi, per paura, per convenienza, saltarono sul carro del vincitore e dell'invasore straniero, dimenticando di aver osannato o, quantomeno non ostacolato il fascismo ed il Duce, fino a pochi giorni prima.
Nonostante queste doverose affermazioni, che ridanno dignità alla memoria di chi combattè per Salò ed a quell'esercito di volontari e temerari arditi, noi, che ci riconosciamo nei valori e nei principi del cattolicesimo tradizionale, siamo pronti ad una opera di pacificazione nazionale, tra le diverse parti in causa.
Il tempo trascorso, il crollo del comunismo e l'attualità di altre grandi e gravi problematiche, tra cui quelle susseguite al Patto Atlantico (e tutti gli annessi e connessi) ci dispongono l'animo ed il cuore verso quest'opera di pacificazione nazionale.
Chi teme la verità non vuole pacificazione, semina odio. Anche a distanza di
più di mezzo secolo.
La Redazione del
Circolo Christus Rex




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