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  1. #11
    Contro ogni fede
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    Citazione Originariamente Scritto da leftliberal Visualizza Messaggio
    Sono d'accordo sia con T34 quando parla di settori strategici, che con Antistato che giustamente difende anche l'iniziativa privata. Penso che telecomunicazioni, energia, risorse primarie, scuola, salute, beni culturali e ambientali DEBBANO non solo essere pubblici, ma proprio statali. Bisogna però mettersi in testa che le PMI rappresentano l'ossatura della nostra economia e che quindi devono poter operare in modo semplice, bisogna de-burocratizzare e far crescere il tessuto economico privato; bisogna soprattutto liberare il mercato da monopoli ed oligopoli.. anche perché come si può pensare di finanziare uno welfare serio senza un sistema produttivo che possa garantire delle entrate da reinvestire in servizi?
    Tuttavia i servizi erogati dal welfare state sono protetti dalla concorrenza e quindi tendono ad essere costosi, inefficienti e lontani dalle reali esigenze dei cittadini. Il welfare state è giustificabile solo dal punto di vista redistributivo (a patto che le tasse pesino sui veri ricchi, il che si potrebbe ottenere solo attraverso una radicale trasformazione dell'imposizione fiscale, ovvero abolendo le tasse su reddito, lavoro e consumo, ed introducendo la fiscalità monetaria e la tassazione della proprietà castale).
    Ma la funzione redistributiva potrebbe essere svolta più efficacemente erogando un reddito di cittadinanza, grazie al quale chiunque potrebbe reperire i servizi desiderati in un libero mercato. A questo punto non ci sarebbe più alcun motivo per non liberalizzare i servizi pubblici.

  2. #12
    Contro ogni fede
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    Citazione Originariamente Scritto da T34 Visualizza Messaggio
    Non costesto assolutamente l'iniziativa privata, anzi, ma contesto il parassitismo privato ed aggiungo con forza: italiano, che fino ad oggi si è mosso solo se "unto" dalla collettività.
    Sono molto scettico sulle capacità dei nostri "Capitani d'industria"...piccoli caporali arricchiti a suon di corruzioni e piaceri compiacenti dei vari politici di turno.
    D'altra parte l'esempio è sotto gli occhi...un'impresario di pubblicità assurto a presidente del consiglio del paese.
    Ma stiamo scherzando??!?
    Il parassitismo privato è tale solo fin quando ha il sostegno e la protezione dello stato. Per non parlare poi del parassitismo statale. Allora qual'è la soluzione, aumentare l'influenza sleale dello stato o toglierla del tutto?

  3. #13
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    E' vero che l'antitesi è spesso finta, perché lo stato appoggia i monopoli privati (vedi storia della Fiat) socializzando le perdite e privatizzando i profitti. Ma come dice Noam Chomsky tra la dirigenza politica del settore pubblico e quella privata del clan monopolista una differenza c'è: che la prima è elettiva e può essere sostituita dal popolo (democratizzando al massimo lo stato), mentre la seconda sfugge completamente al controllo popolare (e non mi parlate della mandria buoi dei piccoli azionisti per favore). Quindi in conclusione io preferisco uno stato trasparente, democratico ed efficiente che monopoli privati stile monade di Leibniz, senza porte né finestre, che fanno il porco comodo loro sulla pelle dei cittadini.
    (Poi se uno mi dice che lo stato finora ha fatto schifo, gli do ragione senz'altro; se mi dice che farà sempre schifo "a priori", non sono d'accordo, nel senso che non perdo le speranze di cambiare radicalmente il sistema).

  4. #14
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    Citazione Originariamente Scritto da Antistato Visualizza Messaggio
    Il parassitismo privato è tale solo fin quando ha il sostegno e la protezione dello stato. Per non parlare poi del parassitismo statale. Allora qual'è la soluzione, aumentare l'influenza sleale dello stato o toglierla del tutto?
    Prima dobbiamo scegliere cosa vogliamo fare da grandi....
    Uno stato liberista?
    Bene, si mettano in atto però gli strumenti per regolare il mercato, senza dover inventarsi niente, un bel antitrust come negli USA mi andrebbe benissimo, chissà cosa ne penserebbero però i "libbbberali de' noantri".
    Il problema è che tutti parlano a vanvera ma si guardano bene da mettere in atto misure che potrebbero danneggiarli.

    Un stato misto....pubblico privato.
    Settori strategici in mano allo stato e tutto il resto in mano ai privati, sempre con regole ferree sulla concorrenza, cardine del mercato libero.
    L'Italia non si può permettere uno stato a libera concorrenza, mancano i politici e gli italiani meritevoli.
    La storia insegna...non esiste settore che non sia inquinato e non esiste un corrotto/corruttore fuori dal sistema.

  5. #15
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    Se liberalizzazioni vanno a vantaggio della collettività a me vanno più che bene. L'aspirina al supermercato non sarà la futura umanità, ma qualcosa è
    L'attenzione dei media scemi è stata concnetrata su cose più superficiali come le farmacie a o i taxisti, ma ci sono provvedimenti più seri nelle liberalizzazioni, che cominciano almen oa scalfire l'onnipotenza delle corporazioni di fascistona memoria

  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da LibertàEguale Visualizza Messaggio
    E' vero che l'antitesi è spesso finta, perché lo stato appoggia i monopoli privati (vedi storia della Fiat) socializzando le perdite e privatizzando i profitti. Ma come dice Noam Chomsky tra la dirigenza politica del settore pubblico e quella privata del clan monopolista una differenza c'è: che la prima è elettiva e può essere sostituita dal popolo (democratizzando al massimo lo stato), mentre la seconda sfugge completamente al controllo popolare (e non mi parlate della mandria buoi dei piccoli azionisti per favore). Quindi in conclusione io preferisco uno stato trasparente, democratico ed efficiente che monopoli privati stile monade di Leibniz, senza porte né finestre, che fanno il porco comodo loro sulla pelle dei cittadini.
    (Poi se uno mi dice che lo stato finora ha fatto schifo, gli do ragione senz'altro; se mi dice che farà sempre schifo "a priori", non sono d'accordo, nel senso che non perdo le speranze di cambiare radicalmente il sistema).
    Quoto anche le virgole. Sei un grande!

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da LibertàEguale Visualizza Messaggio
    perché lo stato appoggia i monopoli privati (vedi storia della Fiat) socializzando le perdite e privatizzando i profitti.
    Ecco, è proprio questo che bisogna evitare, ma ogni intervento dello stato va proprio nella direzione di socializzare i costi e privattizare i profitti. Di cos'è fatta la spesa pubblica, se non di soldi estorti alla collettività e gestiti da una minoranza? Anche se apparentemente mossa da fini etici ed umanitari, essa finisce sempre per arricchire alcune cricche private. La spesa pubblica rappresenta in effetti un fiume di denaro a diretto beneficio di alcuni privilegiati investiti da rapporti esclusivi con il servizio pubblico ed i suoi dirigenti. Questo vale per ogni ramo della spesa pubblica, da quella militare a quella sanitaria.
    Si prenda, a titolo di esempio, i profitti miliardari che le industrie farmaceutiche possono ottenere dall’eventuale collocazione di loro prodotti nell’ambito delle prestazioni offerte dal sistema sanitario pubblico. E’ difficile poter escludere che scelte simili possano essere oleate da rapporti clientelari tra settori privilegiati del mondo economico e pubblica amministrazione.
    Altro esempio è quello delle spese militari, dappertutto sempre in continuo aumento nonostante il deficit sbandierato e fatto pagare con lacrime e sangue ai contribuenti. In Italia, ad esempio, da sempre (ed in particolare con l’ultima finanziaria di “centro-sinistra”) fiumi di denaro pubblico entrano silenziosamente e direttamente nelle casse di Finmeccanica, la società monopolista dell’industria bellica.


    Citazione Originariamente Scritto da LibertàEguale Visualizza Messaggio
    Ma come dice Noam Chomsky tra la dirigenza politica del settore pubblico e quella privata del clan monopolista una differenza c'è: che la prima è elettiva e può essere sostituita dal popolo (democratizzando al massimo lo stato), mentre la seconda sfugge completamente al controllo popolare (e non mi parlate della mandria buoi dei piccoli azionisti per favore).
    Questa considerazione potrebbe anche essere corretta, ma mi sembra fuori luogo. Qui non si tratta infatti di sostituire monopoli pubblici con monopoli privati o viceversa, ma di aprire la concorrenza a chiunque voglia concorrere, abolendo ogni limitazione o concorrenza sleale da parte dello stato. E' lo stato a proteggere i monopoli, le corporazioni, i privilegi. E' lo stato a costringere i proletari ad essere tali, non il mercato. E' lo stato che fa si che possa arricchirsi solo chi è già tale per eredità, ed ad impedire che tutti possano concorrere con tutti alla pari.
    La sinistra potrà fare bene il proprio lavoro solo quando capirà che è lo stato il nemico da combattere, non il mercato, il quale, una volta liberato dai pesi e dai condizionamenti imposti dallo (o per mezzo dello) stato in favore di alcune elite, comporterebbe, come già Ben Tucker ed i sindacalisti rivoluzionari alla Enrico Leone intuirono, esiti molto più favorevoli al socialismo di qualsiasi "stato socialista".

  8. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da T34 Visualizza Messaggio
    L'Italia non si può permettere uno stato a libera concorrenza, mancano i politici e gli italiani meritevoli.
    La storia insegna...non esiste settore che non sia inquinato e non esiste un corrotto/corruttore fuori dal sistema.
    L'italia, così come qualsiasi altro paese nel mondo, non solo si può permettere, ma anzi necessita della libera concorrenza (anche se "stato a libera concorrenza" costituisce una contraddizione in termini).
    E questo proprio perchè lo stato è inevitabilmente corrotto ed inefficiente, non solo in Italia, ma ovunque lo statalismo ed il burocraticismo sia forte.
    Proprio per tali motivi, infatti, è logico lasciare che ogni funzione statale venga gestita dal mercato, perchè solo nel mercato veramente libero esiste l'incentivo a offrire all'utenza servizi efficienti, adatti alle sue esigenze ed a prezzi il più possibile contenuti. E' il mercato a far emergere il merito, non certo i titoli riconosciuti dallo stato.

  9. #19
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    oddio, uno che crede ancora alla legge della mano invisibile...

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da Antistato Visualizza Messaggio
    L'italia, così come qualsiasi altro paese nel mondo, non solo si può permettere, ma anzi necessita della libera concorrenza (anche se "stato a libera concorrenza" costituisce una contraddizione in termini).
    La libera concorrenza non si crea solo con decreti o leggi, ci vuole la cultura di base, cultura che in Italia è completamente assente.

    E questo proprio perchè lo stato è inevitabilmente corrotto ed inefficiente, non solo in Italia, ma ovunque lo statalismo ed il burocraticismo sia forte.
    Mi ripeto...lo stato è corrotto perché fatto da uomini, il mercato è corrotto perché pregno di imprenditori concussori...

    Proprio per tali motivi, infatti, è logico lasciare che ogni funzione statale venga gestita dal mercato, perchè solo nel mercato veramente libero esiste l'incentivo a offrire all'utenza servizi efficienti, adatti alle sue esigenze ed a prezzi il più possibile contenuti. E' il mercato a far emergere il merito, non certo i titoli riconosciuti dallo stato.
    Vivi nel mondo del paese che non c'è....
    Vaglielo a dire ai comunisti come i Tassisti, farmacisti,benzinai, notai e professionisti e bottegai cantando che vogliono mantenere i privilegi di uno stato corporativista.

    Discutiamone pacatamente...
    Cominciamo a studiare le misure per garantire quello che tu ti illudi possa essere uno stato "libero".

 

 
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