



Con i nostri soldi gli invasori frequentano le scuole pubbliche, e noi oltre a pagar loro questi servizi dobbiamo pagarci scuole private se non vogliamo avere a che fare con questi individui.


lanzichenecco ha fatto il punto della situazione :
Con i nostri soldi gli invasori frequentano le scuole pubbliche, e noi oltre a pagar loro questi servizi dobbiamo pagarci scuole private se non vogliamo avere a che fare con questi individui.


Qui a Verona alcune mie amiche sono nella disperazione perchè si avvicina il momento di iscrivere i figli alle elementari, e si rendono conto che andranno senza scampo a trovarsi in classi dove un terzo quando va bene o la metà se va peggio saranno mahgrebini-albanesi-romeni-bingobongo ecc. ecc., con l'inevitabile conseguenza che poi tra l'altro i loro figli non impareranno niente, visti i ritmi da lumaca che la didattica prenderà grazie a tanto prodigio di multiculturalità. Alcune altre in questa situazione ci stanno passando in pieno, e son dolori... tantissime sciocchezze e bugie sull'integrazione e le meraviglie del multietnico cadono in frantumi fragorosamente andando a sbattere i denti contro queste elementari realtà...
E si tenga presente che non sono nemmeno nè leghiste nè razziste estremiste di destra o simile, tutt'altro...
Unica possibilità di salvezza? Esiste, per ora, e consiste nell'iscrivere i figli a costose scuole private le cui rette al momento non sono a portata degli invasori allogeni. Magari ci penserà il ministro ferrero stabilendone obbligatoriamente una quota pure in queste scuole "classiste" a spese ovviamente delle tasche della massa padiota.






scuola e delirio Abbandoni politicamente corretti.
Scritto da: Uriel , Monday , 22 Jan 2007
Il politically correct sta dilagando anche in Italia, con i disastri che ne derivano. Un esempio e' quello degli abbandoni scolastici dovuti, si dice, alla "presenza" di immigrati nelle classi.
La diceria non solo e' scorretta ma e' semplicemente stata prodotta ad arte con il solo scopo di coprire due problemi veri, che pero' non si possono pronunciare.
I problemi di per se' non sono nulla di eccezionale, e non sono nulla di irrisolvibile.
Ora, se affermiamo che i genitori abbandonino la scuola pubblica per motivi diversi, quali sono i motivi?
Essenzialmente due:
I poveri tendono ad avere delle malattie che i ricchi non hanno. Non e' questione di extracomunitari o meno: nei ceti bassi i pidocchi sono una presenza costante. Certo, una nazione di principi e nobildonne da 22 generazioni come l' Italia ama pensare di non aver mai sofferto del problema. Strano, perche' io ricordo il medesimo problema con veneti (rodigini) e comacchiesi, per dirne una da ferrarese, quando si chiudevano gli zuccherifici e le famiglie rimaneveno cassaintegrate.
La qualita' della scuola si e' abbassata. Stuoli di mastre inette (che passano piu' tempo alle "riunioni didattiche" per discutere di psicopedagogia dell'unghia incarnita che non insieme agli studenti) scaricano la colpa sui nuovi arrivati. Ma per un bambino apprendere una lingua nuova e' questione di 6-7 mesi. I nostri immigrati imparavano l'inglese, il francese, il tedesco, il fiammingo, in pochi mesi. Semplicemente, la scuola con Berlinguer prima e con la Moratti poi e' diventata un pollaio di maestre con un QI di 25, con un diplomino da 4 anni e una scuola concepita per loro (senza la facolta' di magistero una che ha fatto le magistrali a laurearsi non ce la fa proprio, sorry).
Questi sono i due innominabili problemi.
Le famiglie sono stufe di passare i weekend a dare prodotti antipidocchi ai figli, a dare prodotti antipidocchi ai cuscini, a lavare tende e tappeti ogni settimana.
C'e' un'epidemia di pidocchi, zecche e piattole in ogni fottuta scuola elementare e media italiana. In alcuni casi si arriva alla scabbia.
Ma questo non si puo' dire, perche' sembra di dire che "gli extracomunitari puzzano".
No, non e' questo il problema. Se i bambini POVERI (extracomunitari o meno) hanno dei problemi igienici, e' proprio la scuola l'opportunita' per accorgersene.
Quando nel ferrarese ci fu la chiusura degli zuccherifici, l'epidemia di poverta' che si abbatte' sulle famiglie fece lo stesso effetto. In piu' siccome l'indotto saccarifero era anche sul rodigino, molte famiglie tentarono di spostarsi nel ferrarese, negli ultimi zuccherifici rimasti.
Risultato: veneti , ferraresi e comacchiesi portavano pidocchi. La reazione fu quella giusta: infermiera che arriva a scuola e fa lo screening dei pidocchi. I bambini affetti venivano mandati a casa, e i genitori invitati a risolvere il problema, altrimenti il bambino non tornava a scuola e prima o poi entrava in azione l'assistente sociale.
Certo, era umiliante per un bambino quando si scopriva che aveva i pidocchi e doveva stare a casa. E se succedesse agli extracomunitari lo sarebbe ugualmente.
Ma quello, spiacenti, e' l'approccio giusto. E' duro, ma alla fine l'unico approccio che garantisca uguaglianza nel lungo e medio termine e' quello ove tutti sono trattati allo stesso modo.
Invece, oggi nominare lo screening igienico nelle scuole sembra blasfemo: guai a dire che i bambini extracomunitari abbiano i pidocchi. Cosa che in effetti non e'.I bambini POVERI hanno i pidocchi, tutto qui: tranquilli che i figli dell'emiro del Qatar i pidocchi non li hanno.
Questa posizione porta la gente ad abbandonare le scuole dove ci sono gli extracomunitari: ovviamente, sinche' le famiglie non vengono ascoltate, la fuga continuera'. Ma se, pur di non sentirsi dire qualcosa di politicamente scorretto, si continua ad ignorare il problema delle famiglie costrette a dare anticrittogamici ai figli come se fossero dei ciliegi, e si imputa al razzismo la cosa, ecco che il problema non si risolvera' mai.
I bambini stranieri non sono vaccinati? Fantastico: la scuola con la sua capacita' di screening e' un'occasione fantastica per vaccinare a tappeto.
I bambini stranieri non hanno cultura della profilassi? Fantastico: la scuola e' esattamente il momento ideale per fare uno screening, chiamare i genitori ed attivare i servizi sociali.
C'e' un revival di malattie desuete? Benissimo: la scuola e' proprio il luogo adatto per individuare i focolai , individuare le famiglie per portare ordine e disciplina.
Questo fara' infuriare la sinistra radicalchic: come sarebbe a dire "puntare il dito sui bambini sporchi"? Certo, Bertinotti manda i figli dalle Orsoline, lui non deve certo passare le notti a disinfestare i figli e fare 4 lavatrici a settimana per le federe dei cuscini. (Anche se fosse, lo farebbe la sua colf).
Quindi puo' permettersi il lusso di ignorare il problema e fare il finto-buono , salvando l'onorabilita' degli extracomunitari.
Dimentica pero' lo scopo principale della scuola universale: portare uguaglianza. O meglio: IMPORRE ugaglianza.
E' chiaro che ci siano resistenze culturali all'uguaglianza. Ci sono state anche in Italia.
Ma questa e' la ragione per la quale si parla di "scuola dell' OBBLIGO". Si dice cosi' perche', appunto, si propone una missione civilizzatrice: IMPORRE l'uguaglianza, anche di fronte alle resistenze inevitabili.
Non mi aspetto che BErtinotti (il quale porta i figli dalle Orsoline) capisca una cosa del genere. Per il radicalchic il principio estetico supera il problema concreto.
Ma il dato di fatto e' quello: se vogliamo che la scuola porti uguaglianza, dobbiamo costruire una scuola che la imponga. IMPONGA significa che laddove si trovi una situazione di poverta', con tutto quello che comporta, lo stato arrivi con la delicatezza di un bufalo e spiani le cose.
Essere ugualitari non significa, come pensano gli apostoli del politicamente corretto , trattare ognuno diversamente.
Rispettare il cittadino significa trattarlo come tutti gli altri: se un bambino, di qualsiasi colore od etnia, ha i pidocchi, lo si tiene a casa sinche' non gli passano, fermando l'epidemia.
Se la famiglia non lo fa, si interviene sulla famiglia, di qualsiasi colore sia. Punto.
Il secondo problema che causa gli abbandoni dalla scuola pubblica e' il seguente: la maestra media e' piu' stupida e ignorante dei bambini che tratta.
Un bambino medio moderno e' capace di sorbirsi 4 ore di scuola al giorno per sette giorni, 4 di ballo/canto/musica, 4 di karate/nuoto la settimana, 10 di videogiochi (ognuno dei quali richiede riflessi da samurai e la conoscenza della piattaforma tecnologica su cui girano, con modifiche legali o meno), tenere aggiornate le rubriche di 2 due cellulari e rispondere in tempo reale as SMS ed MMS. Generalmente hanno anche un computer e una o piu' email, e usano la chat.
La maestra media afferma che sia stressante parlare per 18 ore la settimana di addizioni, con il cellulare spento e nient'altro che un cazzo da fare.
Due riforme (Beringuer e Moratti) hanno svuotato la scuola di contenuti, al punto che le maestre sembrano quasi preparate a fare il loro mestiere. La realta' e' che le migliori hanno un QI di 25 , i presidi a volte sfiorano il 30.
Dovrebbero insegnare inglese con pronunce che fanno impallidire Bombolo, informatica senza saper accendere un PC, eccetera.
La verita' e' che i bambini a scuola si annoiano.
Sono irrequieti, sono annoiati, faticano a mantenere la concentrazione per la semplice ragione che la maestra e' piu' stupida di loro. Si sentono dire cose tipo
"di , a, da, in, con , su , per , tra, fra, quando, quanto" (inovinare i due intrusi nell'insieme).
La maestra media ha un accento cosi' spiccato e una grammatica cosi' paradialettale che i bambini arrivano a casa raccontando alla mamma "cosa mi hanno imparato oggi".
Di fronte a questa evidenza, i poderosi sindacati della scuola se ne sono uscite con le seguenti giustificazioni:
Esiste una "sindrome da irrequetezza e mancanza di attenzione" da curare adeguatamente con il ritalin. Non si tratta di maestre stupide e ignoranti, sono i bambini che sono pazzi.
Finito con il ritalin, che non ci ha creduto nessuno, hanno iniziato con la storia che "i bambini moderni faticano a tenere fissa l'attenzione su qualcosa per piu' di 20 minuti". Non e' la maestra che non dice niente di interessante, e' il bambino che non ce la fa. Peccato che, come ho gia' detto, un bambino medio oggi ha gli stessi impegni di un manager medio, e la sera non e' neppure stanco.
Poiche' nessuna delle due scuse di prima era credibile (un bambino di 10 anni oggi ha gia' una cintura di Karate, fa danza o musica, nuoto, e conosce due piattaforme informatiche, ha i riflessi di un samurai quando gioca alla console e frequenta 2-3 forum online) , adesso se ne escono con la storia che i bambini extracomunitari ritarderebbero l'apprendimento per via della lingua.
Ma anche questa e' una scemenza.
Non abbiamo mai avuto problemi con le scuole bilingui: forse che non abbiamo mai visto prima questioni linguistiche? Non abbiamo forse il 30% dei bambini ITALIANI che hanno il PROBLEMA di liberarsi dal dialetto locale per imparare un italiano decente?
Non abbiamo mai avuto immigrati che tornano a casa, e i loro figli imparano daccapo l'italiano in 4 mesi? Vogliamo ignorare che i bambini , usciti da scuola, non abbiano alcun problema ad imparare l'italiano in strada?
La verita' e' che i genitori stanno togliendo i figli dalla scuola pubblica non per gli extracomunitari, ma per problemi che vengono attribuiti al razzismo quando sono di altro genere.
Il problema e' che la scuola dell' OBBLIGO sta fallendo nel suo scopo di IMPORRE uguaglianza, perche' non ha il coraggio di dire che ci sono i diversi.
Certo, se neghiamo che esistano i diversi, come facciamo poi a dire che dobbiamo renderli uguali? Se neghiamo che ci siano bambini che vivono in famiglie povere, come facciamo a dire che dobbiamo fare uno screening dei pidocchi? Se rifiutiamo di dire che un bambino extracomunitario abbia i pidocchi, come facciamo a dire che dobbiamo fare profilassi?
E cosi' la scuola perde la sua prima missione civilizzatrice, cioe' inserire i bambini in un contesto ove la legge sia uguale per tutti. Dura, ma uguale.
Il secondo motivo e' che nessuna delle due grandi forze politiche e' disposta ad ammettere di aver fatto delle riforme fallimentari, guidate da un sindacato mafioso, la riforma Berlinguer e la riforma Moratti.
Nessuna forza politica e' disposta ad ammettere che le sue riforme hanno selezionato una classe di maestre e professori di gran lunga piu' stupidi e ignoranti dei loro alunni, con il risultato che se ne accorge l'alunno e se ne accorge il genitore.
Spesso i ragazzi hanno genitori professionisti. Spesso i genitori danno un'occhio a quel che studiano i figli.
E , mi dispiace, ma quando vedono un "di a da in con su per tra fra quando quanto", la tentazione di cambiare scuola viene. Se il bambino fa un tema e gli viene corretto "ho portato giu' la tal cosa " con "ho sceso la tal cosa" perche' nel dialetto della maestra si dice cosi', quando nel giudizio della maestra si legge "si ci" invece di "ci si", cosa fa il genitore?
Ma in entrambi i casi, si preferisce dire che i genitori italiani cambiano scuole perche' non vogliono che i loro figli stiano con gli immigrati.
Beh, e' ora di dirlo: il vero dato saliente non e' che gli italiani stiano abbandonando la scuola pubblica , semmai il problema e' che i figli degli immigrati non possano.
Perche' se potessero, anche loro se ne andrebbero.
Perche' questa scuola fa schifo: non fa nulla per emancipare i ragazzi perche' un certo politicamente corretto vorrebbe che non si possa dire che ci sono ragazzi da emancipare, e non insegna nulla perche' non ha personale in grado di farlo.
Tutte cose che non si possono dire. E' piu' "politicamente corretto" dire che i genitori "cambiano scuola" perche' ci sono gli stranieri.
Cosi' si' che si sentiranno rispettati.
Oh, come siamo politicamente corretti. Sembra quasi di essere come Bertinotti, che crede nella scuola pubblica, tantevvero che non porta i figli dalle Orsoline.
Ce li fa portare dalla colf.
Uriel
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