COOP ROSSE DS E COSA NOSTRA
Pubblicato il 15/01/07 alle 236:03 CET da Admin
Coop rosse, Ds e Cosa nostra: le relazioni pericolose che imbarazzano la sinistra
Ecco un articolo http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=149104 per cui VALE la pena di perdere qualche minuto e leggerlo, non tanto per le rivelazioni sui politici COLLUSI con mafia, camorra ecc…quanto per la disinformazione che cala quando i politici colti con le mani nel sacco sono di sinistra.
E’ inquietante sapere che viviamo in un paese dove informazione e giustizia hanno due pesi e due misure e grazie a questa distinzione moralmente abietta, l’Italia meridionale è e rimarrà sempre orticello di mafiosi e camorristi, i quali hanno TUTTA la convenienza a tenere questa parte del paese arretrata rispetto al Nord, per la pioggia di miliardi http://www.ansa.it/mae/notizie/topne..._11237079.html che puntualmente POLITICI COMPIACENTI riversano nelle loro tasche, grazie “all’emergenza” Sud. Una mangiatoia inesauribile di clientele e di voti, che costano “lacrime e sangue" ai lavoratori del nord e che hanno come UNICO risultato garantire potere ai corrotti.
I processi sui rapporti fra coop rosse, esponenti del centrosinistra, imprenditori legati al Pci-Pds-Ds e i massimi vertici di Cosa Nostra, sono tabù per la nostra informazione ufficiale, quella stessa informazione che invece si butta a pesce se l’indagato è il solito Cuffaro. Cosa che per altro a me sta bene perché i corrotti vanno denunciati, MA DA AMBO LE PARTI, invece per la sinistra vige la legge dell’insabbiamento, con il risultato che per un Cuffaro ci sono 100 di loro con le mani in pasta che la passano liscia e poi pontificano di moralità e danno dei disonesti agli elettori di FI, tutti evasori a sentir loro, ma cos’è peggio evadere o rubare in modo svergognato? E se le tasse fossero eque e certi sprechi tagliati, l’evasione avrebbe ancora ragione d’esserci? Le tasse si pagano volentieri per uno stato sociale migliore, meno volentieri quando si sa che del 50% del Pil finito in tasse, i tre quarti sono destinati a corrompere e ad alimentare i soliti nullafacenti.
Ma, tornando alle relazioni pericolose della sinistra, il dibattimento a Palermo vede alla sbarra l’imprenditore Stefano Potestio e alcuni dirigenti delle coop, il 9 novembre scorso il colonnello del Ros, Domenico Strada, ha fatto una radiografia analitica degli appalti incriminati dando conto di tutte le commistioni economico-criminali.
Il secondo processo per concorso in associazione mafiosa dov’è imputato l’ex vicesindaco del Pci di Villabate, Antonino Fontana, più altri imprenditori «rossi», sta creando problemi al centrosinistra perché il pentito Francesco Campanella (considerato attendibile quando parla di politici del centrodestra) fa rivelazioni su ministri, sottosegretari, parlamentari dell’Ulivo e su incontri nella sede nazionale dei Ds. Ma di ciò, per l’appunto, nessuno parla fors’anche perché imbarazzano certi «rapporti diretti» con i capimafia corleonesi, Totò Riina e Bernardo Provenzano.
Immagino che i rapporti con Riina e Provenzano imbarazzino CHI si è eletto “moralmente superiore”, ma per il bene dell’Italia (quello con cui si riempie pomposamente la bocca il nostro premier, quando si tratta di pelarci con le tasse) non sarebbe DOVEROSO potare i rami marci?
Marilena Rahe
http://orpheus.ilcannocchiale.it




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