La ricetta del guru conservatore: Deportate i clandestini
“I bambini nati nel 2006 assisteranno nel corso della loro vita alla morte dell’occidente.” L’allarme l’ha lanciato il commentatore conservatore Pat Buchanan nel suo libro “stato di emergenza: l’invasione del Terzo Mondo e la conquista d’America”, schizzato al secondo posto delle preferenze del sito Amazon. Il testo è destinato a scatenare polemiche anche all’interno della destra Usa.
Nel libro sono elencati una serie di dati che rendono l’attuale situazione più esplosiva di quanto non appaia ai membri del Congresso. Quando si dice che un immigrato non è un criminale, per esempio, si nasconde almeno una parte della verità: 1 su 12 illegali che entrano negli Usa, infatti, ha qualche crimine alle spalle.
Buchanan accusa il governo messicano di usare gli Usa come terra per i propri poveri e disoccupati, per alleviare le tensioni interne.
Crudo nel suo attacco a Bush, il polemista di destra è arrivato a scrivere che IL FALLIMENTO DEL GOVERNO NELL’ASSICURARE LA INVIOLABILITÀ DEI CONFINI È UNA NEGLIGENZA DEI DOVERI COSTITUZIONALI.
L’analisi di Buchanan si allarga all’EUROPA: paragona l’invasione degli immigrati dell’Occidente alle invasioni barbariche che posero fine all’Impero romano.
La speranza? Nel capitolo finale (“Last chance”), l’autore delinea una serie di misure che, a suo dire, salverebbero la situazione.
1) VIA I DELINQUENTI: “Il lancio di un programma di deportazione, cominciando con tutti gli illegali stranieri che sono stati condannati per crimini e tutti i membri delle gangs che non sono cittadini americani”;
2) LIMITARE GLI ARRIVI: “Un limite per 10 anni alla nuova immigrazione ai livelli che il presidente Kennedy fissò nel 1958, tra 150 e 250mila all’anno”;
3) QUEL MURO, che la sola Camera ha tradotto finora in legge: “Una barriera da 10 miliardi di dollari lungo i 3mila km di confine Usa-Messico. SENZA CHIEDERE SCUSA AL GOVERNO MESSICANO…




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