
Originariamente Scritto da
paul_01
Da sempre Parma e l'Emilia occidentale in genere sono state trascurate da Bologna, anche quando c'era la sinistra al governo nel comune della città ducale.
A maggior ragione ora, da quando questa giunta, in otto anni di governo col sostegno della maggioranza assoluta della popolazione, ha rialzato la testa ed ha smesso di essere "suddita fedele" del capoluogo regionale, così come lo sono invece Modena e Reggio (che in realtà non avrebbero grandi alternative a non esserlo, in quanto pienamente inserite nel modello socioeconomico centroregionale).
Per Parma è diverso: l'economia non è la stessa delle altre due province citate, si basa interamente sull'imprenditoria privata; la città si trova al centro di una via di comunicazione di potenziale rilevanza europea (Tirreno-Brennero, corridoi stradale e ferroviario, entrambi in pessimo stato e nemmeno completati per ostinata resistenza di Bologna, Modena e Reggio).
La lontananza della gente di Parma dal capoluogo regionale è evidente anche nelle sue abitudini del tempo libero, dello shopping, del lavoro: anche se a prima vista possono sembrare banali, sono in realtà sintomatiche di una mentalità diversa dal resto della regione.
Almeno Piacenza ha la "fortuna" di gravitare sull'area economica milanese, data l'estrema vicinanza: Parma, essendo a metà strada tra MI e BO, non ha grandi alternative. O si rimane estrema periferia di Bologna, oppure si cerca un'intesa con territori vicini che hanno le stesse problematiche di Parma. E' chiaro che una vittoria della sinistra alle prossime elezioni comunali sarebbe deleteria per lo sviluppo ulteriore della città, che risprofonderebbe nel torpore e nell'immobilismo che l'hanno caratterizzata per cinquant'anni.
A maggior ragione se a vincere fosse Alfredo Peri, scudiero fedele di Errani.