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Risultati da 1 a 10 di 40

Discussione: Parma profondo ovest.

  1. #1
    Emiliano-Luneziano
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    Predefinito Parma profondo ovest.

    Ma per quale motivo Bologna continua imperterrita a sabotare le attività di Parma.....aeroporto, biblioteche, agenzie, infrastrutture.....
    Leggete questo comunicato poi dite la vostra.


    Arpa, Vignali contro la Regione per la vendita di via Spalato: “Perché paga sempre Parma?” Dura presa di posizione, da parte dell’assessore all’Ambiente del Comune di Parma Pietro Vignali, alla notizia della decisione, avvenuta su sollecitazione della Regione Emilia Romagna, di vendere la sede del dipartimento tecnico Arpa di via Spalato. In una lettera, inviata all’assessore regionale all’Ambiente Lino Zanichelli, Vignali lamenta un atteggiamento negativo da parte dell’ente regionale che, se perseguito, metterebbe a rischio un servizio in termini ambientali molto importante per la nostra città. Con la vendita dei locali di via Spalato, decisa per recuperare il disavanzo determinatosi nei bilanci dell’agenzia regionale, sarebbero infatti a rischio di trasferimento da Parma i laboratori per le analisi sulle matrici ambientali (le cosiddette attività di analisi che riguardano acque scarico, acque superficiali, rifiuti, suolo, aria). Tutto questo dopo che, sempre i laboratori di Parma, erano stati ridotti di competenze con il trasferimento nel 2003 delle analisi sanitarie (comprendenti le analisi di acque potabili ed alimenti) a Reggio Emilia
    “Non capisco perché debba essere sempre Parma a pagare per il disavanzo regionale – commenta l’assessore Vignali -. La mia preoccupazione sta nel fatto che un’ulteriore penalizzazione della sezione di Parma, dopo quella registrata nel 2003, andrebbe a discapito di tutta la città, che invece ha bisogno di supportare con un sistema di controlli efficienti le caratteristiche del suo territorio, costituito da eccellenze agroalimentari”. Sempre nella lettera, indirizzata all’esponente della Giunta regionale, Vignali ricorda come la penalizzazione in atto da alcuni anni venga confermata anche dai numeri. Parma, infatti, con Rimini è la sezione regionale dell’Arpa meno dotata in personale, con soli 73 dipendenti (Reggio Emilia ad esempio ne ha più di 100), una dimensione sottostimata rispetto alle esigenze produttive, espressioni di qualità agroalimentari internazionalmente riconosciute come dimostra l’assegnazione dll’Authority per la sicurezza alimentare.

    Ormai siamo allo scontro frontale, le ambizioni di Parma danno sempre più fastidio al "partito" bolognese. E' giusto che in Emilia Romagna l'attitudine del capoluogo debba essere, da decenni, spudoratamente antiparmigiana ? E' giusto che questa ricca regione focalizzi sempre i propri sforzi nel solo nucleo centrale (elettorato fedele e soprattutto vicino alla Bologna vetrina)? O forse sono le ambizioni di città come Parma che non meritano attenzione? Siamo condannati a rimanere semplice periferia elettorale oppure le richieste di miglioramento e sviluppo, sono sostenibili e concrete?
    Si è creata una spaccatura che nel 98 ha portato al potere una giunta civica appoggiata dal CDX che ha saputo ridurre il gap infrastrutturale, culturale e soprattutto ha saputo risvegliare ed integrare perfettamente la città in ambito europeo . Io stesso, elettore di tendenza a sinistra, da qualche anno mi trovo sempre più confrontato a scelte in opposizione ai miei ideali ma pragmaticamente molto più idonee allo sviluppo della mia città e del suo territorio. Interrogo le persone intorno a me e capisco che questa spaccatura tra cittadini parmigiani ed una parte del paesaggio politico emiliano è molto lontana dal rimarginarsi. Notizie come questa qui sopra non confortano certo i miei dubbi.

  2. #2
    roberto m
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    viva Parma, da un parmigiano che per lavoro vive all'estero

  3. #3
    itaglia=paese miserabile
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    PROFONDO OVEST - PROFONDO EST
    Il mondo cambia in continuazione, sembra però che in questa regione il tempo si sia fermato, si è fermato perchè la sinistra (non sono pregiudizialmente contrario alla sinistra) questa sinistra non cambia e non cambierà mai perche
    in Emilia-Romagna gestisce un potere monolitico.
    Il problema di Parma, non è solo di Parma è anche della Romagna ed è anche di Ferrara.
    Il monopolio di Bologna in regione è il monopolio di potere voluto dalla sinistra che stabilisce dei ruoli ben precisi e non modificabili.
    Qualche esempio, Parma e Piacenza sono realtà importanti ma marginali, lontane da Bologna, e non fondamentali negli equilibri.
    Ferrara viene volutamente tenuta da 40 anni in una perenne condizione di
    sottosviluppo, con importanti manifestazioni di solidarieta' (a parole) ma priva di infrastrutture e investimenti capaci di creare sviluppo e ricchezza.
    La Romagna è importantissima per la regione, scalpita da anni per l'autonomia,
    ma Errani sa che questo non si verificherà perchè la sinistra romagnola è rispettosa del diktat regionale.
    Quindi l'asse di potere è principalmente il capoluogo e la sua provincia, che devono continuare ad essere il fulcro della regione, con ramificazioni verso Modena e Reggio (realtà in grado di condizionare la politica regionale).
    Questa a mio avviso è la reltà immutabile, non illudiamoci, Parma e la Romagna continueranno a scalpitare senza ottenere nulla e Ferrara continuerà a tentare di sopravvivere nel suo abbandono.
    Gli emiliani (meglio dire i politici) vogliono questo.
    Prima di chiedere divisioni separazioni modifiche di confini, sarebbe fondamentale cambiare il sistema di potere clientelare che guida stato e regioni, quando si chiedono modifiche cambiamenti autonomia, la risposta che
    ci viene data è sempre la stessa
    i problemi sono altri!

  4. #4
    direttamente dall'Inferno
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    Proprio perchè non paiono esserci speranze nel medio periodo che l'aria in Emilia cambi,proprio perchè al vertice della regione c'è lo stesso partito con gli stessi alleati da sempre,questo è il momento buono per rilanciare l'autonomia di Parma e Piacenza grazie al progetto Lunezia e magari appoggiarci ai romagnoli che hanno un interesse ed un progetto simile,anzi forse anche più avanzato. L'unione fa la forza si dice,no?

  5. #5
    Emiliano-Luneziano
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    Ora il ministero, complice della poco onorevole diessina parmigiana (sigh!) Carmen Motta , ha deciso di bloccare i lavori di ristrutturazione della Ghiaia.
    Tutto fa brodo pur di bloccare questa città, anche degli arrugginiti box diventano baluardi a difesa dell'arte. L'onorevole interpella la regione che fa pressioni al Ministro che vuol bloccare tutto e tutti e guarda caso sono tutti della stessa campana politica. Parma ha pochissimi parlamentari cittadini che la rappresentano a Roma e quei pochi l'unica cosa che riescono a fare è quella di favorire qualche compagno tirandogli la volata per prossima campagna elettorale cittadina con scelte scellerate e boicotti permanenti ad ogni iniziativa di sviluppo e recupero cittadino.

    www.lunezia.4000.it

  6. #6
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    L'importante è che questo boicottaggio non passi sotto silenzio i parmigiani devono sapere chi si batte per Parma e chi per far tornare questa città ancella di Bologna. Direi che è il caso di promuovere un'aperta discussione sulla Lunezia anche qui....

  7. #7
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    Parma - " 'me ela, sior Frarén, che so' fiö al va in gir in machina e lù inveci in biciclèta?!" - "Parché me fiö l'e fiö d'un sior e mi a son fiö d'un povret".
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    Da sempre Parma e l'Emilia occidentale in genere sono state trascurate da Bologna, anche quando c'era la sinistra al governo nel comune della città ducale.
    A maggior ragione ora, da quando questa giunta, in otto anni di governo col sostegno della maggioranza assoluta della popolazione, ha rialzato la testa ed ha smesso di essere "suddita fedele" del capoluogo regionale, così come lo sono invece Modena e Reggio (che in realtà non avrebbero grandi alternative a non esserlo, in quanto pienamente inserite nel modello socioeconomico centroregionale).
    Per Parma è diverso: l'economia non è la stessa delle altre due province citate, si basa interamente sull'imprenditoria privata; la città si trova al centro di una via di comunicazione di potenziale rilevanza europea (Tirreno-Brennero, corridoi stradale e ferroviario, entrambi in pessimo stato e nemmeno completati per ostinata resistenza di Bologna, Modena e Reggio).
    La lontananza della gente di Parma dal capoluogo regionale è evidente anche nelle sue abitudini del tempo libero, dello shopping, del lavoro: anche se a prima vista possono sembrare banali, sono in realtà sintomatiche di una mentalità diversa dal resto della regione.

    Almeno Piacenza ha la "fortuna" di gravitare sull'area economica milanese, data l'estrema vicinanza: Parma, essendo a metà strada tra MI e BO, non ha grandi alternative. O si rimane estrema periferia di Bologna, oppure si cerca un'intesa con territori vicini che hanno le stesse problematiche di Parma. E' chiaro che una vittoria della sinistra alle prossime elezioni comunali sarebbe deleteria per lo sviluppo ulteriore della città, che risprofonderebbe nel torpore e nell'immobilismo che l'hanno caratterizzata per cinquant'anni.
    A maggior ragione se a vincere fosse Alfredo Peri, scudiero fedele di Errani.

  8. #8
    roberto m
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    Citazione Originariamente Scritto da paul_01 Visualizza Messaggio
    Da sempre Parma e l'Emilia occidentale in genere sono state trascurate da Bologna, anche quando c'era la sinistra al governo nel comune della città ducale.
    A maggior ragione ora, da quando questa giunta, in otto anni di governo col sostegno della maggioranza assoluta della popolazione, ha rialzato la testa ed ha smesso di essere "suddita fedele" del capoluogo regionale, così come lo sono invece Modena e Reggio (che in realtà non avrebbero grandi alternative a non esserlo, in quanto pienamente inserite nel modello socioeconomico centroregionale).
    Per Parma è diverso: l'economia non è la stessa delle altre due province citate, si basa interamente sull'imprenditoria privata; la città si trova al centro di una via di comunicazione di potenziale rilevanza europea (Tirreno-Brennero, corridoi stradale e ferroviario, entrambi in pessimo stato e nemmeno completati per ostinata resistenza di Bologna, Modena e Reggio).
    La lontananza della gente di Parma dal capoluogo regionale è evidente anche nelle sue abitudini del tempo libero, dello shopping, del lavoro: anche se a prima vista possono sembrare banali, sono in realtà sintomatiche di una mentalità diversa dal resto della regione.

    Almeno Piacenza ha la "fortuna" di gravitare sull'area economica milanese, data l'estrema vicinanza: Parma, essendo a metà strada tra MI e BO, non ha grandi alternative. O si rimane estrema periferia di Bologna, oppure si cerca un'intesa con territori vicini che hanno le stesse problematiche di Parma. E' chiaro che una vittoria della sinistra alle prossime elezioni comunali sarebbe deleteria per lo sviluppo ulteriore della città, che risprofonderebbe nel torpore e nell'immobilismo che l'hanno caratterizzata per cinquant'anni.
    A maggior ragione se a vincere fosse Alfredo Peri, scudiero fedele di Errani.
    come parmigiano quoto in pieno, auspico una regione Emilia Lunense con Parma capoluogo lontana dai comunistoidi vari bolognesi, il mandato di un'uomo indipendente appoggiato dal centrodestra, come sindaco è stato una boccata d'ossigeno per la nostra bellissima città, che si è smarcata da 60 anni di monopolio rosso all'amministrazione della città

  9. #9
    Emiliano-Luneziano
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    Citazione Originariamente Scritto da roberto m Visualizza Messaggio
    come parmigiano quoto in pieno, auspico una regione Emilia Lunense con Parma capoluogo lontana dai comunistoidi vari bolognesi, il mandato di un'uomo indipendente appoggiato dal centrodestra, come sindaco è stato una boccata d'ossigeno per la nostra bellissima città, che si è smarcata da 60 anni di monopolio rosso all'amministrazione della città
    E io quoto in pieno tutti e due. Fra poco a Parma ci saranno le elezioni. La scelta sarà fatta tra un amministrazione che ha riportato Parma in Europa e un gruppo di fanatici immobilisti che spera solo di ottenere poltrone da Bologna. Occorre una mobilitazione ed una partecipazione costante e convincente per evitare di tornare al buio degli anni passati. Gli ultimi sondaggi per ora sono favorevoli ma resta il fatto che da queste parti siamo considerati come nemici dello status quo regionale, faranno di tutto per riprendersi quello che ritengono un feudo ad uso e consumo personale.

  10. #10
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    Speriamo bene...certo che per il cdx sarebbe meglio fronteggiare Pagliari piuttosto che Peri...per la città sono convinto assolutamente del contrario.
    Con Peri, fedelissimo "bolognese", che deve alla Regione buona parte del suo successo politico, sarebbe un disastro sotto tutti i punti di vista.

    Di un po' Pramsan, t'al sè s'l'è vera che Vignali al ne vol mia fär al sindic?Second mi al sariss von di poc ch'i pölen fär föra la sinistra, Peri compreso...mah!

 

 
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