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Discussione: Giù la maschera!!!

  1. #11
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    Citazione Originariamente Scritto da pietro Visualizza Messaggio
    E siamo al punto di tutta la questione:Napolitano si fa portavoce del partito atlantico e sionista e stabilisce l'arbitrario nesso antisemitismo=antisonismo....Insomma vietato criticare l'ideologia razzista e imperialista dello Stato di Israele..la Shoah diventa l'alibi e lo strumento ..a questi interessa le guerre di oggi e di domani..dietro gli va l'ineffabile Bertinotti con la sua solita stolta retorica paraculesca ( l'indicibile....mah..che vorra' dire poi...) e il centrosinistra dopo il Libano, la base di Vicenza e l'Afghanista si china prono all'imperialismo.Bravi..bene...bis!
    Tutto vero - e sottoscrivo! -, ma il problema è: ma come cavolo si fa ad informare la stragrande massa delle persone che quotidianamente vengono bombardate da queste stronzate!? Può bastare un forum, un sito internet, un manifesto?! Non lo, caro amico e compagno, dopo ieri, dopo aver visto solo 70 coraggiose persone ad una tavola rotonda sulla questione sionista, inizio a vedere il buio in fondo al tunnel della disinformazione...

  2. #12
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    Considera che ieri, da Odradek, per la presentazione dei testi antisionisti, eravamo solo 70, di cui i giovani erano solo quelli che ruotano attorno a Comunità e Resistenza...

    Nel panorama romano, vedere 70 persone mi ha veramente buttato giù...

    Dai però non sarei così pessimista. Devi considerare che ieri era giorno lavorativo e che credo la pubblicità alla conferenza sia stata direttamente proporzionale ai "potenti" mezzi a disposizione.

    A luta continua

  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandokan80 Visualizza Messaggio
    Che dire, nulla di nuovo sotto il sole, ma è molto politicamente corretto.
    Per me l'essenziale lo hanno già detto gli storici con il loro appello di qualche giorno fa, aggiungo solo qualche osservazione su antisemitismo=antisionismo.
    L'equazione si basa su un errore teorico indotto dall'accettazione dell'ideologia che fonda la legittimità e l'impunità di Israele.
    In breve sono gli ebrei sono un popolo, mentre il sionismo è un movimento politico nato in seno al popolo ebraico. Antisemita è chi combatte il popolo, antisionista è chi affronta il movimento politico.
    Non si faccia confusione, per esempio: io sono contro i nazisti, non contro i tedeschi. Appoggio chi vuole combattere i nazisti ed avverso chi vuole sterminare i tedschi....lo stesso per il rapporto tra ebrei e sionisti.
    Ma c'é un ma..... molti antisemiti sono anche antisionisti, non nascondiamoci dietro un dito.
    Perché? Il motivo è semplice perché il razzismo contro gli ebrei, dopo il '45, è rinato sulla base dell'equazione ebreo=sionista.
    Tra parentesi gran parte della sinistra la pensa allo stesso modo con la differenza che non vuole sterminare gli ebrei (come gli antisemiti) ma appoggia Israele come bastione di difesa degli ebrei. Insomma, mi sembra che ci sia una grave concessione teorica all'antisemitismo e un pericoloso scherzare con il fuoco.
    Putroppo la sinistra radicale ha sposato in massa l'equiparazione tra antisemita e antisionista e non ci sono forze disposte ad impostare correttamente il problema. Vedremo come sarà applicata la legge, ma non sono ottimista.
    Hai pienamente ragione. Forse nascerà qualcosa di nuovo, ma nno sarà certamente di destra, né di sinistra... Ci vogliono i coglioni per inserire l'antisionismo nel manifesto politico. Sai che ti dico - e ne parleremo sabato - lo proporrò a tutti quanti: ANTISIONISMO come atto dovuto al popolo palestinese, al popolo ebraico ed al mondo intero! Questo dovrà esser scritto in un documento politico che mi veda esponente di un gruppo politico vero e proprio!

  4. #14
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista Visualizza Messaggio
    Dai però non sarei così pessimista. Devi considerare che ieri era giorno lavorativo e che credo la pubblicità alla conferenza sia stata direttamente proporzionale ai "potenti" mezzi a disposizione.

    A luta continua
    Può darsi, ma ti dico che la situazione (almeno quella romana) si riassume con questa scenetta che m'è capitata poco tempo fa all'università, nel gruppo politico "di sinistra"...

    Io: "che cosa ne pensate del sionismo e dell'antisionismo?"
    Alcuni: "ma che sei matto!!! QUesto è solo un trucco per nascondere l'antisemitismo e il razzismo!!!"

    ...penso che possa bastare per fotografare uno scenario inquietante di ignoranza, cannabis-dipendenza e dominazione cerebrale da parte dei vari partiti di sinistra...

  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    Può darsi, ma ti dico che la situazione (almeno quella romana) si riassume con questa scenetta che m'è capitata poco tempo fa all'università, nel gruppo politico "di sinistra"...

    Io: "che cosa ne pensate del sionismo e dell'antisionismo?"
    Alcuni: "ma che sei matto!!! QUesto è solo un trucco per nascondere l'antisemitismo e il razzismo!!!"

    ...penso che possa bastare per fotografare uno scenario inquietante di ignoranza, cannabis-dipendenza e dominazione cerebrale da parte dei vari partiti di sinistra...
    Prova a chiedergli la prossima volta a questi intellettuali arguti di "sinistra": "quale letterina di Passaparola di vorresti fare?". Mi sa che sono più abituati a farsi questa domanda.

    A luta continua

  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista Visualizza Messaggio
    Prova a chiedergli la prossima volta a questi intellettuali arguti di "sinistra": "quale letterina di Passaparola di vorresti fare?". Mi sa che sono più abituati a farsi questa domanda.

    A luta continua
    Non sai il trinomio fatato in cui crede la sinistra oggi? "Antifascismo - Antisessismo - Antirazzismo" ...tutto qui... ...ce n'è da lavorare, credimi, ce n'è veramente tanto...

  7. #17
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    POLITICA
    Forza Italia si oppone alla risoluzione chiedendo che si condanni anche il comunismo
    Il resto della Cdl si astiene, ma rende nota la sua piena condanna dell'Olocausto
    Shoah, scontro alla Camera sul nazifascismo
    FI vota no: "E' una forzatura ideologica"
    Folena (Rifondazione comunista): "Questo è revisionismo storico"
    Il forzista Garagnani: "Siamo pronti a chiedere le sue dimissioni"


    ROMA - Polemiche roventi alla Camera sulla risoluzione di condanna della Shoah. Alla vigilia della 'Giornata della Memoria', tra maggioranza e opposizione è scontro: Forza Italia vota no e il resto della Cdl si astiene. Il documento, all'esame della Commissione Cultura della Camera, nell'intenzione degli esponenti di centrosinistra che alla fine lo hanno approvato senza il contributo del centrodestra, puntava a "far vivere i principi della legge per la giornata della memoria" e a "sollecitare iniziative che rendano approfondito e critico lo studio del '900, in particolare del dramma della Shoah e della deportazione di zingari, omosessuali, oppositori politici dal nostro Paese".

    Ma un passaggio sulla Resistenza e il nazifascismo ha fatto infuriare il centrodestra e acceso gli animi. Il 'casus belli' è la parte del documento in cui si sottolinea "il riconoscimento della Resistenza e la lotta contro il nazifascismo come atto fondante della democrazia repubblicana". La Casa delle libertà si oppone, parla di "forzatura ideologica" e chiede una riformulazione o anche un voto del documento per parti separate. L'opposizione propone che venga recepito un emendamento, firmato dal capogruppo di Forza Italia in Commissione Fabio Garagnani, in cui si estende la condanna a ogni forma di totalitarismo: dunque anche a quello di matrice comunista. Ma l'Unione tiene il punto e l'esponente forzista decide infine di non votare la risoluzione. An, Udc e Lega, pur concordando con le critiche, invece si astengono.

    "Condividevamo pienamente la prima parte, quella di condanna della Shoah - dice Garagnani - ma è ora di finirla con questa mitologia della Resistenza: io vengo dall'Emilia Romagna e so benissimo quanti anticomunisti sono stati massacrati tra il '45 e il '48. La verità è che la sinistra, con i suoi scheletri nell'armadio, tenta di strumentalizzare una tragedia come quella della Shoah a fini di lotta politica e ideologica. Il presidente della Commissione, Pietro Folena, non ha fatto alcun passo di mediazione e ci ha attaccato strumentalmente. Siamo pronti a chiedere le sue dimissioni". Anche An si schiera e, pur decidendo di astenersi "per far capire che la nostra condanna per la Shoah è assoluta", sottolinea le stesse critiche.

    La replica della maggioranza è altrettanto netta: il presidente della Commissione, Pietro Folena, di Rifondazione Comunista, parla di "posizioni revisionistiche" e si dice "sconcertato". "E' poco credibile manifestare solidarietà alle comunità ebraiche - dice Folena - e poi ridimensionare, come è stato fatto, le responsabilità del fascismo italiano nello sterminio".

    "In Italia esiste ancora una destra populista - dice Nicola Tranfaglia, storico e membro della Commissione per i Comunisti Italiani - che nega la storia e dimentica il fatto che l'Italia fascista era alleata della Germania nazista. Ormai la stragrande maggioranza degli storici, a parte qualche ciarlatano, non può più negare la complicità del fascismo nella deportazione di migliaia di ebrei e nelle rappresaglie". "Ecco perché sbaglia la destra a dividere le due cose - conclude Tranfaglia - non si può condannare la Shoah e dire che questo non c'entra con la nostra storia, con l'Italia e con la Resistenza".

    (25 gennaio 2007)

    Fonte : www.repubblica.it

  8. #18
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    Una legge assurda, inutile, controproducente

    di Valerio Evangelisti da http://www.carmillaonline.com

    Apprendo dai giornali che presto, su iniziativa del ministro Mastella, sarà reato passibile di detenzione negare la Shoah, e cioè lo sterminio intenzionale degli ebrei da parte del Terzo Reich. Così ci conformeremmo alle legislazioni di altri paesi europei, tipo Francia, Austria e Germania. Potremo finalmente mandare in galera i “negazionisti” (che si definiscono “revisionisti”, nel tentativo di agganciarsi a Nolte o a De Felice) locali.
    Mai, secondo me, legge più assurda, idiota e pericolosa – sì, pericolosa! – fu concepita. Fa il paio con la Legge Mancino, che tentò di vietare in via giuridica le organizzazioni di estrema destra. Oggi esse proliferano, agganciate al centrodestra. Non è da profeti immaginare una proliferazione ulteriore, quando lo stesso bando riguarderà le idee.

    Togliere per legge la parola di bocca ai “negazionisti” dell’Olocausto è superfluo. Sarebbe più utile contrastarne le tesi. Esiste un’ampia letteratura che al “negazionismo” ha reso la vita difficile. Da Valentina Pisanty, L’irritante questione delle camere a gas, Bompiani, 1998, a Valérie Igoune, Histoire du négationnisme en France, Seuil, Paris, 2000. Senza scordare il negazionista precursore, e tra tutti il più ambiguo, Paul Rassinier: Nadine Fresco, Fabrication d’un antisémite, Seuil, Paris, 1999.
    Non bastava questo? A cosa ci servirà sbattere in galera i dissidenti?

    David Irving ha fatto i suoi mesi di prigione, in una delle tante carceri europee. Ciò forse lo ha spaventato, forse no. Non sembra affatto pentito.
    E’ più logico tenerlo dentro e trasformarlo in martire, in attesa di un pentimento che non viene, o è più razionale cercare di demolire le sue tesi? Può uno Stato fare propria un’interpretazione storiografica, e imporla per legge? Se la risposta è sì, la piantino i sedicenti “liberali” di criticare l’ex sistema sovietico, o il cubano, o il cinese, o il vietnamita. La logica che li ispira è la medesima.

    Il “negazionismo” è una fanfaluca e va distrutto. Però è preliminare conoscerlo. E magari non dimenticare le prime vittime che finirono nei campi di sterminio nazisti: i comunisti, i socialisti, gli zingari, persino i Testimoni di Geova. Dubito che il ministro Mastella sia vicino a qualcuno di costoro.
    Senza sperarci molto, auspico che Mastella rinunci alla sua legge balorda. Renderebbe perseguibile persino un antinegazionista di ferro come Pierre Vidal-Naquet. Il suo libro Assassini della memoria si apre con un ridimensionamento del numero delle vittime ebraiche dell’Olocausto, che certo non furono i classici “sei milioni”.
    Se Vidal-Naquet dimezza la cifra, non sta dicendo che la Shoah non ci sia stata. Eppure, se la legge voluta da Mastella passerà, esiste il rischio concreto che chiunque tenti analogo ricalcolo vada in prigione.

    Va poi considerato che, tramite Internet, ciò che non si può leggere in un luogo è perfettamente leggibile in un altro. Il più noto sito negazionista internazionale, sorto in Francia, dopo il divieto prospera sui server di altri paesi e qualsiasi cittadino francese ha la possibilità di leggerne i materiali. E non si può dire che in Francia o in Germania il negazionismo sia scomparso, una volta messo fuori legge.

    La messa al bando dei negazionisti non farà sparire questi ultimi. Il rischio è che li moltiplichi. E’ poi curioso che l’attuale governo, desideroso di un ingresso della Turchia nell’Unione Europea, ignori che si tratta di uno Stato a sua volta negazionista, che colpisce duramente chi osi ricordare il massacro della popolazione armena.
    Qui vediamo all’opera la solita politica occidentale dei due pesi e delle due misure. In questo caso, forse cedendo a pressioni israeliane o filoisraeliane, finisce per riconoscere un solo genocidio nella storia, e per ignorare tutti gli altri. Posizione dagli esiti tragici nel caso del Ruanda. Proprio la mancata definizione di “genocidio” nei riguardi della strage dei Tutsi ad opera degli Hutu, da parte dell’ONU, contribuì a ritardare un intervento internazionale che avrebbe potuto salvare un milione di vite.

    Si colpisca l’antisemitismo, se necessario (e a patto di non chiamare “antisemita” ogni critica alle politiche del governo di Israele: si veda il bel libro di Norman Finkelstein Beyond Chutzpah). Però, per favore, non si ricorra al bavaglio e alla galera, che finiranno per rafforzare ciò che si vuole reprimere. Di revisionismi, in giro, ce ne sono già troppi. Sarebbe stupido conferire, al più sordido fra i tanti, la palma del martirio e la derivante onorabilità.

    Di seguito riproduco l’intelligente intervento sul tema di 200 tra i maggiori storici italiani:

    Noi storici contro la legge che punisce chi nega la Shoah

    Il Ministro della Giustizia Mastella, secondo quanto anticipato dai media, proporrà un disegno di legge che dovrebbe prevedere la condanna, e anche la reclusione, per chi neghi l'esistenza storica della Shoah. Il governo Prodi dovrebbe presentare questo progetto di legge il giorno della memoria. Come storici e come cittadini siamo sinceramente preoccupati che si cerchi di affrontare e risolvere un problema culturale e sociale certamente rilevante (il negazionismo e il suo possibile diffondersi soprattutto tra i giovani) attraverso la pratica giudiziaria e la minaccia di reclusione e condanna. Proprio negli ultimi tempi, il negazionismo è stato troppo spesso al centro dell'attenzione dei media, moltiplicandone inevitabilmente e in modo controproducente l'eco. Sostituire a una necessaria battaglia culturale, a una pratica educativa, e alla tensione morale necessarie per fare diventare coscienza comune e consapevolezza etica introiettata la verità storica della Shoah, una soluzione basata sulla minaccia della legge, ci sembra particolarmente pericoloso per diversi ordini di motivi:
    1) si offre ai negazionisti, com'è già avvenuto, la possibilità di ergersi a difensori della libertà d'espressione, le cui posizioni ci si rifiuterebbe di contestare e smontare sanzionandole penalmente.
    2) si stabilisce una verità di Stato in fatto di passato storico, che rischia di delegittimare quella stessa verità storica, invece di ottenere il risultato opposto sperato. Ogni verità imposta dall'autorità statale (l'«antifascismo» nella Ddr, il socialismo nei regimi comunisti, il negazionismo del genocidio armeno in Turchia, l'inesistenza di piazza Tiananmen in Cina) non può che minare la fiducia nel libero confronto di posizioni e nella libera ricerca storiografica e intellettuale.
    3) si accentua l'idea, assai discussa anche tra gli storici, della «unicità della Shoah», non in quanto evento singolare, ma in quanto incommensurabile e non confrontabile con ogni altri evento storico, ponendolo di fatto al di fuori della storia o al vertice di una presunta classifica dei mali assoluti del mondo contemporaneo.
    L'Italia, che ha ancora tanti silenzi e tante omissioni sul proprio passato coloniale, dovrebbe impegnarsi a favorire con ogni mezzo che la storia recente e i suoi crimini tornino a far parte della coscienza collettiva, attraverso le più diverse iniziative e campagne educative. La strada della verità storica di Stato non ci sembra utile per contrastare fenomeni, molto spesso collegati a dichiarazioni negazioniste (e certamente pericolosi e gravi), di incitazione alla violenza, all'odio razziale, all'apologia di reati ripugnanti e offensivi per l'umanità; per i quali esistono già, nel nostro ordinamento, articoli di legge sufficienti a perseguire i comportamenti criminali che si dovessero manifestare su questo terreno.
    È la società civile, attraverso una costante battaglia culturale, etica e politica, che può creare gli unici anticorpi capaci di estirpare o almeno ridimensionare ed emarginare le posizioni negazioniste.
    Che lo Stato aiuti la società civile, senza sostituirsi ad essa con una legge che rischia di essere inutile o, peggio, controproducente.

    Marcello Flores, Università di Siena, Simon Levis Sullam, Università di California, Berkeley Enzo Traverso, Università de Picardie Jules Verne David Bidussa, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli Bruno Bongiovanni, Università di Torino Simona Colarizi, Università di Roma La Sapienza Gustavo Corni, Università di Trento Alberto De Bernardi, Università di Bologna Tommaso Detti, Università di Siena Anna Rossi Doria, Università di Roma Tor Vergata Maria Ferretti, Università della Tuscia Umberto Gentiloni, Università di Teramo Paul Ginsborg, Università di Firenze Carlo Ginzburg, Scuola Normale Superiore, Pisa Giovanni Gozzini, Università di Siena Andrea Graziosi, Università di Napoli Federico II Mario Isnenghi, Università di Venezia Fabio Levi, Università di Torino Giovanni Levi, Università di Venezia Sergio Luzzatto, Università di Torino Paolo Macry, Università di Napoli Federico II Giovanni Miccoli, Università di Trieste Claudio Pavone, storico Paolo Pezzino, Università di Pisa Alessandro Portelli, Università di Roma La Sapienza Gabriele Ranzato, Università di Pisa Raffaele Romanelli, Università di Roma La Sapienza Mariuccia Salvati, Università di Bologna Stuart Woolf, Istituto Universitario Europeo, Firenze.
    Pubblicato Gennaio 24, 2007 03:14 AM

  9. #19
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    giovedì, 25 gennaio 2007 Il canguro funambolo
    Mentre duecento storici, e lo stesso rabbino Toaff dall'alto dei suoi 91 anni, hanno espresso, in maniera diversa, perplessità sulla proposta di una legge che vieti il cosiddetto "revisionismo storico" o "negazionismo" in Italia, Mastella va avanti imperterrito.
    Oggi Repubblica ci anticipa alcuni stralci del disegno di legge che il Ministro della Giustizia proporrà oggi al Consiglio dei Ministri. Tre a dodici anni per "chi istiga a commettere reati contro l'umanità".
    La pena è aggravata poi (virgoletto il testo del giornale, non so se sono parole del ddl o libere interpretazioni del giornalista),
    "se l'istigazione a commettere crimini contro l'umanità (e se gli atti di discriminazione) sono stati commessi negando in tutto o in parte l'esistenza di genocidi o di crimini contro l'umanità per i quali vi sia stata una sentenza definitiva di condanna da parte dell'autorità giudiziaria italiana o internazionale".
    La legge ha in realtà un "promotore" , un certo avvocato Alessandro Ruben, presidente della filiale italiana di un'organizzazione statunitense, la Anti-Defamation League (ADL). L'ADL una volta si occupava dei diritti civili degli ebrei, ma oggi si dedica quasi esclusivamente alla soppressione di critiche allo stato d'Israele. [1]
    Tento un'analisi, partendo da una cultura giuridica nulla, e senza avere il testo del futuro Decreto Mastella-Ruben in mano. Quindi tutto ciò che ipotizzo è soggetto alle correzioni dei commentatori di questo blog.
    Da quello che capisco, il termine "crimini contro l'umanità" ha vari significati, comunque la definizione che presumo sia vincolante è quella data dall'articolo 6(c) del Tribunale di Norimberga:
    «crimini contro l'umanità: assassinio, sterminio, riduzione in schiavitù, deportazione ed altri atti inumani commessi contro popolazioni civili prima o durante la guerra; persecuzione per motivi politici, razziali o religiosi in applicazione di, o in rapporto con, tutti i reati che rientrano nella giurisdizione del Tribunale, che costituiscano o meno una violazione della legislazione nazionale del paese in cui sono stati perpetrati».
    Non so bene cosa significhi "atti inumani", comunque è chiaro che qui ci potrebbe stare di tutto, dalla "deportazione" dei nativi americani, alla "riduzione in schiavitù" dei neri, alla "persecuzione per motivi politici" dei comunisti indonesiani, all'"assassinio... durante la guerra" di milioni di civili nei bombardamenti aerei, ad esempio.
    Ora, a prima vista, questo disegno di legge vuole vietare di "istigare" a queste cose, che peraltro sono l'accompagnamento naturale e inseparabile di ogni guerra.
    E fin qui va bene. Si va in carcere, se si scrive, "uccidete a uno a uno i buddhisti". Siccome non lo dice nessuno, o la legge resta inoperativa, oppure viene applicata con un criterio ampio e inclusivo. Dire, ad esempio, "'sti zingari sanno solo rubare", potrebbe contenere in sé un implicito, "e quindi, deportiamoli", e già lì questo ziganofilo inizia ad avere qualche dubbio. Dodici anni di carcere non lo auspico nemmeno a Borghezio.
    A questo punto, però, arriviamo al vero nodo della legge: il punto in cui si dice che si può commettere istigazione a crimini contro l'umanità, semplicemente negando anche "in parte" che un certo crimine sia avvenuto; anzi questa diventa la forma più grave che ci sia di istigazione (appunto, "l'aggravante" di legge).
    E' un salto logico degno di un canguro funambolo.
    Gli storici dicono che quando i crociati presero Gerusalemme nel 1099, sterminarono praticamente tutta la popolazione: musulmani, ebrei e anche cristiani.
    Sicuramente un "crimine contro l'umanità".
    Ora, poniamo che un qualche Cammilleri (Rino, ovviamente) oggi scriva che quel massacro non ebbe luogo, o che le fonti si contraddicono, o che i crociati non erano in numero sufficiente per compiere un simile massacro in così breve tempo.
    Non mi interessa adesso sapere se questo Cammilleri immaginario abbia ragione o meno: sta sicuramente negando "in tutto o in parte" un "crimine contro l'umanità". Ma possiamo dire, per questo, che stia contemporaneamente istigando all'"assassinio, sterminio, riduzione in schiavitù" eccetera di qualcuno?
    Chiaramente, il nostro Cammilleri potrebbe essere ispirato da motivazioni nascoste. Potrebbe essere convinto di riscattare l'onore della cristianità medievale; o potrebbe voler mandare un messaggio indiretto, per dire che "noi occidentali" non ci dobbiamo sentire in colpa verso "gli arabi".
    Forse, addirittura, sotto sotto, il Cammilleri immaginario sa benissimo che la strage c'è stata, e con un ragionamento particolarmente contorto, negando che sia mai avvenuta, si auspica che avvenga oggi. Ma questa, mi sembra, è più competenza di uno psichiatra che di un giudice.
    O forse il Cammilleri immaginario a pagina 10 del suo libro nega le stragi crociate, mentre a pagina 100 invita a uccidere tutti i palestinesi oggi stesso. Come la vedo io, l'istigazione al genocidio si trova a pagina 100, mica a pagina 10 del suo libro.
    Si potrà obiettare che quella di Cammilleri è "pseudostoria". E' un'accusa giuridicamente irrilevante, almeno finché i libri di Peter Kolosimo continueranno a essere in libera vendita, e comunque non c'entra niente con l'accusa di istigazione a commettere crimini contro l'umanità. E ricordiamo che, se i libri di Kolosimo fanno male solo all'intelligenza, le librerie sono colme di libri che possono avere conseguenze terribili: pensiamo a tutto il filone di testi che sostengono che sia possibile curare il cancro con miele, brandy e foglie di Aloe Arborescens (no, non l'ho inventato io).
    Comunque, Cammilleri finirà in galera?
    La risposta è no. La legge Mastella-Ruben fa riferimento, esclusivamente, a crimini contro l'umanità "per i quali vi sia stata una sentenza definitiva di condanna da parte dell'autorità giudiziaria italiana o internazionale."
    Ora, per condannare qualcuno per crimini contro l'umanità - opera tipicamente di uno stato - lo devi prima catturare.
    E succede molto di rado che si riesca a catturare uno stato. E' successo con la Germania nazista e pochi altri. Questo vuol dire che si può tranquillamente negare qualunque crimine contro l'umanità, purché commessa da uno stato a piede libero, come gli Stati Uniti, la Russia, la Turchia o l'Italia.
    Non so bene come funzionino le sentenze dei tribunali internazionali attuali: i lettori potranno aiutare a capire se esiste una sentenza definitiva, nel caso della Jugoslavia o della Rwanda, che non riguardi solo singoli atti di violenza, ma fissi una "storia ufficiale" inviolabile dei conflitti in quel paese.
    Il folle salto logico - "negare un delitto significa istigare a commetterlo" - è evidentemente un trucco per non violare la Costituzione, che garantisce la libertà di parola.
    Un po' come se dicessero, "vietiamo la tarantella, mica perché siamo dei bigotti che non vogliono che la gente si diverta, ma solo perché costituisce apologia della mafia".
    Nota:
    [1] Leggo su un sito armeno che la stessa Anti-Defamation League, negli Stati Uniti, si è impegnata, anche se non con sufficiente vigore, a sostenere la campagna contro il riconoscimento ufficiale di un altro genocidio, quello degli armeni, alla luce degli ottimi rapporti tra militari turchi e israeliani.
    Un riconoscimento che è passato poi soprattutto per punire la Turchia per non aver partecipato all'invasione dell'Iraq, a dimostrazione dei tanti usi che ha ciò che passa sotto il nome di "memoria".


    http://kelebek.splinder.com/

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    Considera che ieri, da Odradek, per la presentazione dei testi antisionisti, eravamo solo 70, di cui i giovani erano solo quelli che ruotano attorno a Comunità e Resistenza...

    Nel panorama romano, vedere 70 persone mi ha veramente buttato giù...
    Eh be anche a me... era pieno di simpaticissimi vecchietti, ma la presenza giovanile era in effetti assai scarsa...
    Peccato perchè è stato molto interessante e un'età media più bassa avrebbe potuto rendere il tutto più gradevole.

 

 
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