Premesso che non dobbiamo fasciarci la testa prima di essercela rotta (e che comunque non ce la romperanno...), aspettiamo che la legge entri in vigore, venga cioè approvata dal parlamento, promulgata dal presidente della repubblica e pubblicata. Solo allora si avrà il testo e la portata della norma ideata da quel reazionario, cattolico fariseo e falso, neoborbonico (come del resto Nicola Mancino) democristiano, ras beneventano, lottizzatore partitocrate di Mastella la cui amministrazione della giustizia perdona i delinquenti e li rimette in libertà e punisce il pensiero e la ricerca storica.
Io penso fermamente una cosa: tutto questo effluvio di propaganda sull'olocausto ha rotto i timpani del popolo italiano. Come tutte le esagerazioni, perchè è un' indecente esagerazione a favore di un'esigua minoranza nazionale, provocherà danni per gli apprendisti stregoni che l'hanno messa in piedi.
Non ne possiamo più. Non ne può più la gente comune, il popolo della televisione, gli studenti delle scuole.
Questa gestione razzista ed elitaria del dolore e della tragedia, a favore di un solo popolo, sta provocando il vomito da sovraalimentazione.
Perchè tutto ciò vale solo per gli Ebrei, si chiede e si chiederà sempre di più la gente?
Se ne sono accorti più di cento storici intelligenti che hanno firmato un manifesto contro l'infame progetto mastelliano. Fra loro alcuni storici ebrei che evidentemente si stanno rendendo conto del pericolo che verrà a crearsi.
Se comunque il contenuto è quello anticipato dai giornali, allora prepariamoci: ogni film americano del passato che nega implicitamente lo sterminio degli Indiani, dovrà essere sequestrato. E così ogni film yugoslavo sulla resistenza partigiana.
Dovremmo togliere dai monumenti della prima guerra mondiale ogni riferimento a "rabbie teutoniche", "barbarie germaniche". Ed ovviamente anche i cippi partigiani dovranno modificarsi.
La legge è uguale per tutti: anche in Istria, in Dalmazia ed a Zara è avvenuto un genocidio della comunità italiana.
Se ne vedranno delle belle.
Ed in tal senso, con intelligenza, con forza, con moderazione, con lo studio, ed evitando le provocazioni mastelliane e della nuova polizia del pensiero, vinceremo la più grande battaglia di libertà che riguarda la nostra Repubblica.
Ne sopporteranno amaramente gli esiti.




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