
Originariamente Scritto da
Ormriauga
Ormai la politica si è abbondantemente appropriata della tragedia olocaustica - la quale nonostante non sia affatto dell'entità e colle modalità descritte dalla vulgata fu comunque tragedia - e lo fa sostanzialmente con due argomentazioni:
1) la prima è quella ormai diventata classica, e che Napolitano non ha fatto altro che propalare in sede prestigiosa: è la falsa equazione "antisionismo = antisemitismo".
2) la seconda è il grimaldello di "una seconda Shoah" usato come arma impropria contro gli avversari geopolitici. Ormai chiunque non voglia accettare i diktat mercantilistici o annessionistici delle lobby di potere americane diventa di fatto un sicuro progettatore di una nuova Shoah.
Ora, a smentire queste vergognose appropriazioni della memoria ebraica non sono i marziani, ma sono gli stessi Ebrei, perlomeno quelli che non si identificano con la folle corsa verso il baratro in cui si sono lanciati i falchi sionisti, avamposto orientale della rapacità americana e del peggior Occidente.
Ma ciò non impedisce a questi Ebrei di finire nelle legislazioni dittatoriali dei finti "amici del popolo ebraico".
Edgar Morin, infatti, ebreo francese non sionista, è stato addirittura portato in tribunale con l'accusa di "diffamazione razzista" e di "apologia del terrorismo e antisemitismo" (!) per avere scritto - non su un pamphlet di Al-Qaeda, ma su Le Monde - che "nell'unilateralismo di Sharon" [l'articolo risale al 2002] è "la coscienza di esere stati vitime che permette a Israele di divenire oppressore del popolo palestinese [...]".
Morin è anche "colpevole" di avere sostenuto il diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi, che non dovrebbe essere considerato da parte dei sionisti - come invece è - un sacrilegio.
Proprio ora che la fine dell'antisemitismo e la globalizzazione stavano permettendo agli antichi valori della diaspora di venire completamente alla luce - continua Morin -
"proprio ora uno Stato - Israele, nato sul modello dei nazionalismi europei di età romantica - pretende di assumere e riassorbire tutta la complessa eredità della diaspora in un concetto religioso di nazione, che fa sì che si tenda a 'considerare come antisemita ogni antisionismo' ".
Il libro di Morin è "Le monde moderne et la question juive", Seuil (collana "Non conforme"), Parigi, pp. 272, euri 12,00.
I finti amici del popolo ebraico sono troppo zelanti per essere credibili, specialmente quando pretendono di essere ... più ebrei degli ebrei.
Che lo dicano chiaramente quali sono i loro veri intenti:
sfruttare gli ebrei sionisti come carne da macello per la testa di ponte del capitale e della finanza in Oriente. Come pallottola sparata nelle carni arabe, per far scoppiare un'infezione attorno al colpo, e tagliare i quarti di carne da vendere in macelleria.