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    Predefinito Verdini: "Vai da Chiodi: lui è un amico"

    E il geometra chiamò Fusi:
    «In Abruzzo abbiamo vinto
    il primo appalto da 7,3 milioni»

    GUIDO RUOTOLO
    I figli so’ piezze e core. E il miraggio di un posto di lavoro o di una laurea valgono bene una messa, anzi una raccomandazione.



    Alle 7,45 del primo settembre scorso, monsignor Giovanni Ermes Viale, capo ufficio della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, chiede all’ingegner Balducci di aiutare la figlia di Massimo Spina, direttore amministrativo dell’ospedale Bambin Gesù, per superare il concorso per l’ammissione al corso di Laurea in Architettura presso l’Università La Sapienza di Roma.

    Viale: «Carissimo presidente, sono don Ermes ... scusami se ti importuno, ti ho chiamato più volte nella giornata di ieri... Massimo Spina... mi aveva chiesto una cortesia... ma io non sapevo proprio come poterlo aiutare, cioè c’è sua figlia che domani alla Sapienza fa questo test per Architettura».
    Balducci: «Si, ah! dove?».
    Viale: «Alla Sapienza».
    Balducci: «Valle Giulia o l'altra».
    Viale: «Io penso Valle Giulia... è Sapienza ...no perchè ... l'altra è Tor Vergata, no?».
    Balducci: «No, no però ce ne sono due alla Sapienza».
    Viale: «Allora io mi prendo il foglietto... le note che lui mi ha dato ... lui mi ha detto allora “Università La Sapienza ... Facoltà di Scienze dell'Architettura, Ludovico Quaroni“».
    Balducci: «Quaroni, si, si, perfetto, okay».

    Ma Balducci ha dovuto raccomandare altre due studentesse che volevano superare i test di ammissione ad Architettura, rivolgendosi a tre professori universitari che risultano interessati al conferimento di incarichi tecnici per alcuni appalti che sono sotto inchiesta: i professori Giampaolo Imbrighi - autore del progetto architettonico della piscina di Valco San Paolo (Mondiali di Nuoto Roma 2009)-; Orazio Carpenzano - collaudatore per i lavori del G8 alla Maddalena - e, infine Livio De Santoli, autore della progettazione dell’impiantistica della piscina di Vaco San Paolo. Tra i raccomandati, una cugina dell’imprenditore Diego Anemone, Claudia Presciuttini, vent’anni a maggio prossimo.

    LA FIGLIA DELLO 007
    E uno pensa che almeno loro siano impegnati solo a difendere il nostro Paese. Magari con tutti i mezzi, anche quelli non propriamente leciti. E invece che figura questo «generale» dei Servizi segreti che, siamo al primo settembre del 2008, chiama l’imprenditore Diego Anemone: «Per me questa è la priorità numero uno, mi dica lei quando e dove io sono a sua disposizione... vorrei prima... ecco... che fosse convocata mia figlia chiaramente».

    La priorità assoluta? Sistemare la figlia. Anemone rassicura: «Ascolti.... io credo per fine settimana... mi devono dare una conferma domani mattina... stia tranquillo... io domani mattina verso le 9... 9 e mezzo le dò un colpo di telefono».

    La raccomandazione non sembra andare in porto. Il 18 settembre, il «generale» esterna la sua delusione: «Per certe questioni sono rimasto deluso perchè non ci si comporta così tra amici, per il resto va tutto bene... tutto quello che lei mi ha detto non corrisponde neanche per una parola alla realtà... mi riferisco alla questione di mia figlia... non c’è nessuna assunzione a tempo indeterminato e tanto meno come dirigente...».

    I due si incontrano di persona. Passano i giorni, non succede nulla. Siamo al 6 ottobre, il «generale» fa l’offeso. Diego Anemone lo vuole incontrare: «Il discorso della volta scorsa per me è chiuso... se è quello». No, di altro vuole parlare l’imprenditore. Sarà un caso, la vicenda della figlia Claudia conosce uno sviluppo positivo. Alla fine di ottobre, il «generale» è soddisfatto: «Quella cosa mi pare che possa andare in porto... c’è un po’ di differenza per il trattamento economico tra quanto mi aveva detto lei e quanto gli hanno prospettato ma io ho detto a Claudia di insistere...».

    DENIS TERREMOTO
    Riccardo Fusi, l’imprenditore. E soprattutto l’amico di vecchia data di Denis Verdini, uno del triumvirato che regge le sorti del Pdl. Anche Verdini è finito nel registro degli indagati di Firenze, per concorso in corruzione. E’ difficile, leggendo le carte dell’inchiesta del Ros dei carabinieri, capire dove inizi il Verdini che fa politica visto che sembra impegnato tutto il tempo a raccomandare, a occuparsi degli appalti da far vincere agli amici e agli imprenditori di riferimento. Sembrava che tutto ruotasse attorno al G8 della Maddalena, dei lavori per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, degli appalti fiorentini. E invece dalle carte giudiziarie affiora dell’altro. Che riguarda anche la ricostruzione dell’Aquila e dell’Abruzzo terremotato.

    Fusi e la sua Btp sono riuscite a entrare nel Consorzio Federico II dell’Aquila. Siamo al 26 maggio del 2009.
    Verdini parla con Fusi: «Buongiorno, allora ho parlato con Gianni che ha portato tutto a Bertolaso. Richiamerà, però io comunque gli farei anche... visto che loro hanno buoni rapporti... li farei sollecitare anche da loro... vedrai.. tu chiama.. poi semmai intervengo io.. l’incontro dovrebbe avvenire con lui... perché è lui quello che..».
    Riccardo Fusi: «Ma chi ce lo fissa? Se non ce lo fissa lui non siamo in grado di fissarlo noi...».
    Verdini: «Allora... lui mi ha detto che ha passato tutto e che richiamerà... dicevo.. siccome gli amici lì dell’Aquila lo conoscono ... così mi hanno detto...».

    Tre giorni dopo il geometra Liborio Fracassi della Btp spedisce un sms a Riccardo Fusi: «Confermato appuntamento Bert per mercoledì 12. Poi le farò sapere. Saluti».
    Il 3 giugno, a mezzogiorno, Fracassi incontra Bertolaso. Via sms, il geometra aggiorna Fusi: «Incontro positivo. Apprezzato il ns campus, forse realizzazione in comune vicino, contatti già presi con sindaco. Richiestoci progettazione in Aq di area commerciale provvisoria domani riceveremo dal sindaco riferimenti. Ricevuta disponibilità a cantierare nel centro storico palazzi Carispaq. Domani chiederemo nulla osta anche Soprintend. Gioverà sera e venerdì sarò a Barberino, se ha bisogno sono a sua disposizione. Saluti».

    Il 7 giugno Fusi spiega al figlio Leonardo che in Abruzzo sta partecipando a tre gare d’appalto: «una per il restauro delle chiese... per i restauri monumentali.. una per i campi base per le scuole... per le case quelle nuove... insomma per l’Aquila e paesi lì intorno però ora siamo a l’Aquila».



    Dieci giorni dopo, l’amico Verdini è insieme al governatore dell’Abruzzo, Gianni Chiodi. Chiama Fusi: «Ciao,,, buongiorno senti sono qui insieme al presidente Chiodi.. come si chiama il vostro Consorzio, scusami?». Fusi: «Vittorio Emanuele II (si sbaglia, il consorzio si chiama Federico II, ndr)». Verdini: «Come si chiama l’imprenditore di lì?». Fusi: «Ti posso richiamare subito?». Poco dopo, Fusi richiama e dà tutte le indicazioni giuste. Verdini gli passa il governatore Chiodi: «Buongiorno Presidente... piacere di conoscerla... sono Riccardo Fusi... e quando vengo giù vengo a prendere un caffé da lei». Chiodi: «Il mio numero di telefono se lo vuole segnare per cortesia?... allora... 335...». Verdini riprende il cellulare: «Va a trovarlo... ti spiega un po’ tutto... lui è un amico...». Il 22 luglio, il geometro Fracassi comunica a Fusi una buona notizia: «Abbiamo vinto il primo appalto una scuola per 7,3 milioni da consegnare chiavi in mano il 10 settembre. E’ il primo, gli altri a breve. Ferie a L’Aquila».

    Verdini: "Vai da Chiodi: lui è un amico" - LASTAMPA.it
    Fra tutti il ministero dell'amore era quello che incuteva un autentico terrore... [...]

    1984 George Orwell
    http://www.youtube.com/watch?v=krYkuiRtO7M

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    Predefinito Rif: Verdini: "Vai da Chiodi: lui è un amico"

    Mezzo Pdl nella tangentopoli fiorentina: c’è anche Cesaro

    Che ci fa il deputato e presidente della Provincia di Napoli nell’inchiesta sugli appalti del G8? Se lo stanno chiedendo gli inquirenti del capoluogo toscano, da quando sono venuti in possesso di una serie di sue intercettazioni telefoniche con un indagato .



    Di Luigi Cesaro ci siamo occupati già qualche tempo fa, in particolare nella nostra inchiesta sulle tante ombre giudiziarie (e non solo) che ammantano il Popolo delle libertà in Campania. Cesaro, presidente della Provincia di Napoli e, allo stesso tempo, pure deputato alla Camera a Roma è un personaggio politico piuttosto discusso. Adesso il suo nome è emerso in alcune intercettazioni telefoniche contenute nell’informativa del Ros di Firenze, nell’ambito dell’inchiesta sui lavori del G8. La stessa inchiesta che sta portando alla luce tutto il ciarpame “politico-affaristico” che è ruotato intorno all’organizzazione (peraltro poi saltato) del G8 alla Maddalena in Sardegna, che coinvolge, tra gli altri, il sottosegretario e capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, il vice coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini e diversi altri imprenditori e “colletti bianchi”. Una storia di pubblici ufficiali corrotti definiti da alcuni degli stessi indagati “veri banditi”.

    UN OPACO BACKGROUND – Cesaro è originario di Sant’Antimo, piccolo comune dell’agro aversano a pochi chilometri, rispettivamente, da Napoli e Caserta. In passato è stato chiamato in causa dal collaboratore di giustizia e già affiliato al potente clan camorrista dei Casalesi, Gaetano Vassallo, quale referente “politico” del clan. Mentre, a sua volta, l’ex presidente della Provincia di Napoli, Amato Lamberti l’ha definito “un politico in odore marcescente di collegamenti con la camorra“. Il parlamentare, secondo il collaboratore di giustizia, sarebbe stato una sorta di “fiduciario del clan Bidognetti“: il boss detto “Cicciotto ‘e Mezzanotte“, condannato all’ergastolo nel processo “Spartacus” assieme all’altro superboss, Francesco Schiavone alias “Sandokan“, che ha dominato per anni l’alleanza criminale casalese. Cesaro, sarebbe intervenuto nella riconversione dell’area industriale dismessa dalla Texas Instruments di Aversa. Nel 1999 lo stabilimento viene venduto ad un’immobiliare di Bologna e poi chiuso, con la messa in mobilità di 370 dipendenti. Poi nel 2005 la ditta del fratello di Cesaro ottiene il permesso per costruirvi una nuova struttura industriale. Ma nulla – secondo gli inquirenti – nei piani dei Cesaro è riconducibile ad una riconversione produttiva. Infatti, l’anno scorso è stato avviato il percorso per cambiarne la destinazione, peraltro bloccato dalla protesta dell’opposizione e dei cittadini. La zona, ancora oggi, resta perciò inutilizzata. A farne crescere il valore, tuttavia, è il fatto che tra poco vi sorgerà una fermata del metropolitana di Napoli. Non solo, recentemente è stato presentato un altro progetto, che avrebbe forti sponsor in Regione Campania, per farvi nascere centri commerciali e parcheggi. Sta di fatto, comunque, che le accuse verso l’ex esponente socialista ed oggi notabile del Pdl, non sono mai state direttamente dimostrate.

    L’INTERCETTAZIONE - Dalle intercettazioni del Ros di Firenze, infatti, emergono non solo inquietanti intrecci finalizzati al conseguimento di appalti ed affari, ma anche interessi politici. Tra i contatti politici del dipendente del ministero delle Infrastrutture, Antonio Di Nardo, già indagato nell’inchiesta, c’è, come detto, anche Luigi Cesaro. Il 21 ottobre 2009, si legge nell’informativa, Nunzio Di Martino, un esponente locale dell’Udc chiama Di Nardo e gli spiega che vorrebbe contrattare il passaggio al Pdl del suo pacchetto di voti. Successivamente Di Nardo ne parla al telefono con Cesaro. Ecco il testo di una delle intercettazione tra Di Nardo e il presidente della Provincia di Napoli. – Di Nardo: “…ti ho richiamato volevo sapere una cosa… perché c’è un mio amico che sta a Ercolano che fa parte di… sta con Pionati… Unione di Centro“. – Cesaro: “…eh sta con noi“. – Di Nardo: “…allora lui mi chiedeva … siccome quello c’ha chiesto di candidarsi per la Provincia“. Cesaro: “…eh“. – Di Nardo: “…ma tu sai come sono mò le altre candidature? … è Pdl o lui va per fatti suoi?“. – Cesaro: “…no… sta insieme a noi appoggia la Lista del Presidente“. – Di Nardo: “…ho capito che appoggia la Lista… per sapere i voti che lui piglia … è possibile poi saperli?“. – Cesaro: “…come no?!“. – Di Nardo: “…cioè come … com’è la?“. – Cesaro: “…chi vota a lui vota la Lista sua e se li prende solo lui“. – Di Nardo: “…ah quindi lui in effetti sarà in una Lista … Unità di Centro come si chiama“. – Cesaro: “…collegata eh“. - Di Nardo: “…collegata a te ho capito… va bè è questo che volevo sapere“.

    “DAMMI IL TUO CONTO CORRENTE” - Da un’ulteriore intercettazione, risulta inoltre che Di Nardo s’informa anche sugli estremi di un conto corrente con cui finanziare la campagna elettorale di Cesaro. In un’altra intercettazione, infine, si capisce bene qual è lo scenario complessivo. Il costruttore indagato, Riccardo Fusi, descrive la ressa degli imprenditori al Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo di via della Ferratella a Roma, dove vengono presentate le richieste di partecipazione alle gare a licitazione privata per otto lotti di lavori da assegnare in vista del G8 alla Maddalena: “Sembra di essere ad un pronto soccorso - si legge -, tutti gli imprenditori fuori dalla porta in fila. Lo sai al G8 quante richieste sono arrivate? Anche un indiano c’è. Sono 32 le aziende che hanno iscritto”. “La scadenza era il 15, l’hanno prorogata al 30, hanno iscritto tutti. Anche un indiano c’è...”, dice Fusi, che rimarrà escluso dai lavori: la Btp vi partecipa in un’Ati (associazione temporanea d’imprese), insieme al Consorzio Stabile Novus (CSN), guarda caso, di Napoli.

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