Dal sito della Gazzetta dello Sport
Pradé: "L'Inter impressiona, ma..."
Il ds della Roma non si dà per vinto: "Loro puntano più sulla forza, noi sulla velocità. E guardiamo con fiducia al nostro futuro, non molliamo nulla". Domenica il big match a San Siro
Da sin. Conti, Rosella Sensi, Spalletti e Pradé. Eidon
ROMA, 29 gennaio 2007 - "Non molliamo nulla". Daniele Pradè avverte l'Inter in vista del big match di domenica sera. "Noi faremo la nostra gara - ha detto il ds della Roma ai microfoni di Radio Anch'io Sport - perché abbiamo il nostro tipo di calcio che tutti conoscono ormai. La nostra forza è che sappiamo far bene quello". L'Inter dei record non sembra però avere punti deboli... "Fa effetto la marcia impressionante dell'Inter, una squadra che non concede niente, dura, tosta, ma il fatto che noi siamo lì fa pensare. I numeri dicono comunque che l'Inter nelle ultime 21 partite ha fatto 20 vittorie e un pareggio, è diventata talmente sicura nei propri mezzi che è difficile contrastarla. Le vittorie ti fanno ogni domenica più forte, ma anche noi siamo una squadra tosta, che fa però un calcio diverso perché noi puntiamo molto più sulla velocità, loro invece sulla forza".
RIMPIANTI - I tifosi della Roma invece rimpiangono i punti persi con Ascoli e Chievo. Per Pradè ci può stare qualche mezzo passo falso: "È vero che abbiamo perso punti con loro, ma poi siamo andati a vincere a Milano. Ci stanno in un campionato due pareggi con squadre non alla tua altezza. La differenza sta nel fatto che l'Inter non ha questo tipo di cali che invece in Europa hanno tutte le squadre. Noi però guardiamo con fiducia al nostro futuro, non molliamo nulla". Ieri contro il Siena si è finalmente sbloccato Vucinic, chiamato a sostituire Totti... "È stata una vittoria importante, che ci ha permesso di riprendedere il discorso lasciato nel 2006. Vucinic non può essere però considerata una sorpresa. Sostituire Totti mi sembra difficile per tutte le squadre al mondo, Vucinic si è comportato bene, pur essendo la prima volta che giocava il quel ruolo, ma la posizione di Francesco, che gioca tra le linee, è difficile da interpretare per chiunque".
MERCATO - Gol del montenegrino su assist di Tavano: c'è sempre più la firma di Pradè su questa Roma. "No, non ci sono firme. La Roma è una società in cui si fanno le cose tutti insieme. Martinez? Sta seguendo una terapia di recupero, che sta andando bene. È lunga, ma Martinez è un'altra scommessa nostra. Mathieu? Lo stiamo seguendo come tanti altri, noi osserviamo molto il campionato francese. Il problema di Mathieu è che ha un costo alto, ma lui ha le caratteristiche tecniche e fisiche adatte a noi. Wilhelmsson? È un calciatore che piaceva a Spalletti appena arrivato a Roma, all'epoca però era all'Anderlecht e aveva un costo che non potevamo sostenere. Questo è stato il momento opportuno per prenderlo, siamo stati bravi e fortunati. Ora però la nostra campagna acquisti è chiusa, l'allenatore è soddisfatto".
TOTTI - Contro l'Inter con Totti. Molti sono rimasti sorpresi dalla squalifica di una sola giornata del capitano dopo l'espulsione di Livorno, non Pradè: "Il regolamento dice che il calciatore espulso ha minimo una giornata di squalifica, il discorso della pena aggravata per il capitano non esiste più, c'è solo un'ammenda pecuniaria. Il referto era chiaro, Francesco poi non aveva fatto nulla e una giornata ci poteva stare. Lui prende tantissimi falli, quella di Livorno non mi è sembrata una reazione così forte. Lui è un calciatore che va tutelato, è uno di quelli che fa andare la gente allo stadio".
CHAMPIONS - Dal campionato alla Champions, a Roma c'è grande attesa per la doppia sfida con il Lione. "C'è una grande febbre, giochiamo contro la squadra che ha vinto gli ultimi 5 campionati di Francia e che gioca un calcio spettacolare. Sono sicuro che i nostri giocatori daranno il massimo". Poi una battuta su Platini nuovo presidente della Uefa: "I programmi come dirigente mi piacciono - dice Pradè - sono programmi intelligenti fatti da un ex calciatore. Ora però deve mantenere quello che ha detto".
MANCINI - Chiusura per Mancini, che ieri non ha gradito la sostituzione. Il ds giallorosso spiega: "Era arrabbiato perché è un calciatore importante e gli dispiaceva uscire. L'atteggiamento non è stato piacevole, bello da vedere, ma credo che il primo a dispiacersene sia stato proprio lui. Ci abbiamo messo due anni per tornare prima un gruppo normale e poi per migliorarci e diventare da esempio. Alla fine la differenza la fanno gli atteggiamenti, che sono molto importanti".





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