La giornata spesa in piazza, sabato scorso, a Gallarate è stata tanto desolante quanto istruttiva.
Prima lezione: quei maestrini che ci sono anche nel Fronte e che alle riunioni al bar, su internet e al telefono danno interminabili lezioni di strategia politica, strategia comunicativa, e quant'altro, ancora una volta, in strada NON sono scesi.
In compenso c'era un bel gruppo di gente tanto silenziosa quanto determinata e affiatata ed è già un bel risultato perchè almeno si passa del tempo con gente su cui sai di poter contare anche quando sei nella merda.
Seconda lezione: Ripartire da zero è durissima ed è tanto più dura là dove la Lega continua a far danni. I nostri volantini sono stati presi e letti da una marea di gente più o meno interessata, ma le critiche più violente sono arrivate non dai mandarinelli, ma da lombardi incazzatissimi con la Lega che scambiandoci per legaioli ci davano dei bugiardi, degli intrallazzatori, dei corrotti etc. Una volta chiarito l'equivoco la musica rimaneva desolante perchè ci esprimevano simpatia e comunione d'intenti, ma dicevano cose tipo: <ormai non ci crede più nessuno... la lega ha distrutto ogni speranza autonomista... la lega si è approfittata di noi... ci ho creduto tanto, adesso basta... non ho più voglia di impegnarmi... domani magari ci tradite anche voi... se non ha fatto niente la lega con ministri e compagnia cantante cosa volete fare voi...>
Che fare? come convincere la gente ad impegnarsi ancora, a provare un'altra volta? Dura... La lega ha svolto alla perfezione il compito datole da Roma:terra bruciata. E non molla.
Terza lezione:
Combattere una battaglia persa in partenza dà autostima. Siamo fieri di aver passato un pomeriggio in strada a predicare nel nulla. Le strette di mano di una ventina di persone oneste che ci hanno espresso amicizia sono valse la giornata. Comunque sempre meglio che passare un sabato da MGPirla negli ipermercati costruiti dalla Lega.




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