Vi racconto quello che mi è capitato stanotte.
Mi trovo nel mio 'strapaese'. Dove sono nato e cresciuto. Quattro case in mezzo alla campagna, casa mia.
Sono in macchina di un mio amico, seratina tranquilla, le due di notte, strada vuota salvo qualche idiota nel bar di fronte che gioca alle slot machines: parcheggiamo la macchina di fronte ad un furgone. Davanti a noi, nel furgone, tre marocchini (tra i 30 e i 40 anni), uno di loro mi mostra il dito medio. Immediatamente dico al mio amico "ma che cazzo vuole questo?!" E scendo di macchina sbattendo la portiera. Uno di loro mi fa "vieni qui, cosa hai detto?" Vado al finestrino del furgone senza remore e gli dico "ho detto: che cazzo vuoi?!" questi scendono di macchina, uno di loro ha una bottiglia in mano che riesco a vedere anche se la nasconde dietro la schiena (pensavo non bevessero i rivoluzionari islamici), è pronto a spaccarmela in testa, è evidente. Mi dice che è sette anni che vive qui e che nessuno fa "il furbino con lui", puzza, è sdentato, mi suscita un disprezzo infinito. Gli rispondo forte che io qui ci sono da diciannove anni, e che se un marocchino mi mostra il dito medio mi incazzo.
Comincia un tafferuglio, si rende conto della situazione un altro mio amico che mi aspettava al bar accanto e quindi cerca di arreggermi (mai arreggere uno durante una rissa, ma che ne sa lui, è un 'democratico') perchè mi conosce e sa che potrei fare cazzate. Non è la prima volta che capito in una rissa chiaramente, vorrei ammazzarli, ma mi rendo conto che:
1 - non è una scazzottata con degli albanesi della mia età, questi hanno i coltelli e una bottiglia in mano, sono alticci, non hanno nulla da perdere, han cercato lo scontro e l'han trovato;
2 - sono praticamente solo, i due amici che sono con me sono praticamente inoffensivi, due italioti democratizzati, rischio di farli ammazzare e basta;
3 - gli altri italioti dentro il bar sentono tutto, nessuno si degna di guardare cosa succede, se la fanno sotto, non vedo-non sento-non parlo. Gente che conosco, italiani, miei compatrioti, figli di puttana senza palle che votano PD come tutti i miei compaesani.
Dentro di me li vorrei ammazzare questi subumani. Cosa faccio? Evito lo scontro per un pelo, metto da parte la testa calda che sono, evito le coltellate e le bottigliate per tutti, senza abbassare troppo la testa chiaramente, ma abbastanza per sentirmi umiliato di brutto, non è da me insomma. Questi se ne vanno tirando qualche impropero nella sua sporca lingua, ci hanno mostrato chi comanda.
Torniamo nel bar. Tutti quelli dentro zitti, anche il proprietario. Mi sento umiliato, amareggiato, inerme, io poi, quello più razzista e incazzato di tutti preso a pesci in faccia da delle merde nel mio paese, e a cuccia. I miei amici si sentono allo stesso modo, e cominciano a riflettere su tutti i miei discorsi "da fascista" concludendo che forse non ho tutti i torti. Poi andiamo a svagarci un pò, ma non mi dilungo oltre, il succo è questo.
Leggersi Nietzsche, Freda, incazzarsi... a che serve se poi tre schifosi negroidi qualunque ti umiliano cosi'. E i nostri connazionali li difendono e se ne fregano se ti becchi una coltellata, gli basta non mettersi nei casini. Siamo un popolo finito. Ma dico io, farmi ammazzare per aggiungere una pagina di cronaca nera ai giornali che puntualmente se ne sarebbero fregati di un altro italiano morto (poveri migranti vittime del razzismo), mentre l'Italia muore di buoni sentimenti? Affanculo a questo paese di merda. Che agli indifferenti e ai sovversivi venga stuprata la figlia e la moglie da questi schifosi. E ora ci fanno pure la moschea (eh i nemici di zog).
Sono amareggiato porca troia. Mai sentito cosi umiliato in tutta la mia vita.
Me la pagano, ve l'assicuro.





