MOLTO INTERESSANTE
http://www.youtube.com/watch?v=mNiwdunNHCU
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sarebbe interessante avere la trasmissione completa...
Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui.


NON DIMENTICHIAMOCI QUESTO CRIMINALE:
Maurizio Blondet
La Polonia ha rinnovato ad Israele la richiesta di estradizione per Solomon Morel, accusato di atrocità indicibili in un campo di concentramento sovietico.
Morel fu posto dagli occupanti sovietici a comandare il lager di Swietochlowice immediatamente dopo la seconda guerra mondiale. Nel campo furono ammassati in particolare uomini, donne e bambini di cittadinanza polacca, ma di etnia tedesca, precedentemente privati di tutti i loro averi.
Secondo quanto ha appurato un’inchiesta giudiziaria polacca nel 1994, Solomon Morel, in quanto comandante del campo, aveva personalmente ucciso dei bambini spaccandogli la testa contro i muri; picchiato a morte degli internati a colpi di bastone; inserito oggetti nell’ano di prigionieri, causando dolore estremo; obbligato donne e bambini a stare nudi all’aperto a temperature sotto zero; costretto detenuti a mangiare le feci; fatto morire prigionieri di fame.
Per questi motivi, contro Morel la magistratura polacca ha elevato l’accusa di crimini contro l’umanità.
Si ritiene che nei campi sovietici creati nel dopoguerra nelle zone occupate dall’Urss, siano stati fatte morire, per fame, torture e privazioni, 80 mila persone.
Invariabilmente, i comandanti di questi capi di sterminio erano comunisti ebrei.
Secondo il Telegraph di Londra, che ha rievocato questa tragedia ignorata il 5 gennaio 2005, “Stalin scelse deliberatamente degli ebrei come comandanti dei campi, sapendo che non mostravano alcuna pietà per i detenuti” (1).
Anche Morel, essendo ebreo, è riparato per tempo a Tel Aviv dopo la caduta dei regimi comunisti all’Est. Pare che il governo israeliano lo abbia assistito nella fuga.
Oggi, a 86 anni, vive impunito; ed è stato anche intervistato per il talk-show “60 Minutes” da una tv americana. Alle ripetute richieste dei giudici polacchi il governo israeliano ha però risposto che Morel risultava irreperibile.
Eva Kok, procuratrice dell’accusa in Polonia, ha replicato: “gli israeliani sono straordinariamente efficienti nel perseguire personaggi accusati degli stessi crimini [per cui la Polonia accusa Morel, ‘crimini contro l’umanità’]; devono accettare il fatto che altri Paesi vogliono fare lo stesso”. La questione del criminale Morel non deve, ha aggiunto, “essere nascosta sotto il tappeto”.
di Maurizio Blondet
Note
1)citato da John Sack, “An eye for an eye”, Texas 2005.
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che schifo d'uomo sto tizio
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