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  1. #11
    polemicamente scorretto
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  2. #12
    squadrista nel fantabosco
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    Giu le mani dal Professore!

  3. #13
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    Onore al professore!
    E fa pure rima

  4. #14
    costantino
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    da "La stampa" del 1 Febbraio 2006
    pagina 69, cronaca di Torino.


    Il prof trova solidarietà e oggi incontra l'ispettore


    «Non è un negazionista»
    . Il soggetto è il professor Renato Pallavidini, l’insegnante di storia e filosofia del liceo Cavour sotto accusa. L’affermazione, invece, porta la firma di «Base militante Progetto Torino». Nazional-rivoluzionari, così si definiscono i suoi attivisti, rifiutando collocazioni politiche precise. Filo-arabi e affascinati da parole come «ordine» e «gerarchia». A fianco di tutti i nazionalismi: l’Iraq di Saddam, la Serbia di Milosevic e il Venezuela di Chavez.

    Dedicano serate a Pavolini, sono contro la Tav e le Olimpiadi. Hanno diramato una pioggia di comunicati di solidarietà al professor Pallavidini: «Non si è mai sognato di negare l’Olocausto, ma ha fatto affermazioni scomode su altri argomenti, questioni di stretta attualità, come la politica dello stato d’Israele». Si conoscono, certo. Si sono frequentati. Il professore al centro dello «scandalo» conferma: «Avevo partecipato a una loro iniziativa in commemorazione di un amico di vecchia data, Carlo Terracciano.

    Quel giorno c’era anche Costanzo Preve, il filosofo. Dopo, li avrò visti un paio di volte per una birra all’Asso di Bastoni, il circolo dove si ritrovano. In questi giorni, però, non li ho sentiti, e non sapevo di questo documento. Che non è l’unica testimonianza di stima nei miei confronti».

    Intorno al professore del liceo Cavour si sta condensando un grumo di solidarietà: «Colleghi, studenti, conoscenti. Gente che è stufa come me di certi meccanismi. Del fatto che alcune cose non si possono dire». Oggi Pallavidini sarà sentito da Luigi Favro, l’ispettore inviato dal direttore dell’ufficio scolastico regionale Francesco De Sanctis per fare chiarezza sulle sue affermazioni. Il professore non nasconde irritazione e amarezza. «In quella classe avrei potuto dire che il Vaticano va bruciato e non sarebbe accaduto nulla. Invece mi sono permesso di criticare - è vero, con estrema durezza - la politica dello stato di Israele in Medio Oriente ed è successo il finimondo».

    Si sente accerchiato. Parla di fascismo mascherato: «Nella mia carriera d’insegnante ho visto di tutto dentro le scuole: distribuzioni di preservativi, raccolte firme per il referendum sulla fecondazione assistita. Al Cavour hanno pure invitato Capezzone a parlare dei Pacs». E che c’è di male? «Nulla. Salvo poi che, se io definisco “criminali” le azioni di Israele in Libano, accade quello che sta accadendo. Che vengo accusato di essere un filo-nazista, quando ho espresso un’opinione che trova consenso in larghi settori della sinistra e persino in un moderato come il senatore Andreotti».

    Ieri le sue affermazioni sono state sezionate. L’ispettore Favro ha chiesto agli studenti di riferire parola per parola il discorso «incriminato». E loro hanno risposto: spiegando che mai è stato consigliato loro di leggere il «Mein Kampf» né è stato negato l’Olocausto. Ma confermando quella frase: «Israele andrebbe distrutto». Poi hanno partecipato a un’assemblea organizzata dal Cavour cui era presente il vicepresidente della Comunità ebraica di Torino Maurizio Piperno Beer. Chi c’era assicura che non si è parlato del professor Pallavidini. Delle sue affermazioni probabilmente sì.


    http://www.lastampa.it/Torino/cmsSez.312girata.asp

  5. #15
    ulfenor
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    Onore a lui

  6. #16
    RIBELLARSI E' UN DOVERE
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    spettacolo

  7. #17
    costantino
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    L'insegnante è stata sospesa: «Non volevo, mi dispiace». Denuncia del preside a polizia e assicurazione
    Maestra taglia la lingua a un bimbo. «Un gioco»
    Milano, 5 punti di sutura. Il piccolo ha 7 anni: «Ho paura, non vado più a scuola»


    MILANO — Un gioco. «Tira fuori la lingua, forza...». Un gioco? «Tira fuori la lingua che te la taglio, così non parli più». La maestra lo dice una, due volte. Alla terza l'alunno è a tiro. Sono già due volte che va al cestino a temperare la matita. «Ancora?». L'insegnante sorride, certo, ma adesso prende un paio di forbici e abbassa le lame sulla bocca. Un taglio netto. Il bimbo ha 7 anni e mezzo ed è vivace come vuole l'età. Ma ora sanguina a dirotto. Piange. Allora subito in bagno con la maestra a sciacquare, poi giù in segreteria, la telefonata alla mamma, al 118 e di corsa all'ospedale pediatrico «Vittore Buzzi». Il gioco finisce con cinque punti di sutura, lo docente sospesa «a titolo cautelativo», una denuncia per lesioni e una richiesta di danni. La famiglia contro scuola e insegnante. Che all'inizio, in bagno, avrebbe provato pure a convincere il bimbo: «Non dire alla mamma che sono stata io, ma che hai fatto tutto da solo». Ma poi monta in ambulanza e crolla: «Non volevo, signora, mi dispiace. Non so come sia potuto succedere».

    Come sia, è successo. Sono le 16 di martedì 20 febbraio in una scuola elementare nella zona nord-ovest di Milano. Mezz'ora all'uscita. L'insegnante di ruolo è fuori aula. Chiede a R. S., 22 anni, docente di sostegno, di tenere calma la sua II per qualche minuto. È in quei minuti che Ahmed (lo chiameremo così) si alza per andare due volte al cestino. Poi, il gioco: «Non era la prima volta che la maestra lo faceva», racconta il bimbo. Ma stavolta finisce male. Venti giorni di prognosi per «una ferita a tutto spessore della lingua», è scritto nel referto. E dieta «semiliquida e semifredda». Yogurt e frullati.

    Una settimana dopo, il bambino è ancora sotto choc. A scuola non ha messo piede e non vuole farlo: «Ho paura che mi facciano ancora male». Non dorme la notte, ha gl'incubi e scappa da tavola quando spuntano i coltelli. Per accudirlo, la madre ha lasciato il lavoro in una cooperativa. Sono giorni di visite, notti in bianco e burocrazia. La denuncia ai carabinieri e poi la causa affidata all'avvocato Piero Porciani. Ieri, la decisione: la famiglia si costituisce parte civile contro l'insegnante e denuncia l'istituto. La richiesta: un risarcimento per danni materiali e morali.

    Siamo in una scuola «di frontiera», a Milano. Una tra tante. Un iscritto su due è figlio d'immigrati. Le circolari sono scritte persino in arabo e in cinese. Integrazione e polemiche. Che sia per il presepe o i canti di Natale. Ma in questi giorni a scuola non canta e non parla nessuno. Né i bidelli, né gli insegnanti. Il preside ha chiesto silenzio e riservatezza: «È in atto un'indagine, siamo ancora a metà percorso. La questione è seria». Si capisce dalla lettera inviata alla famiglia di Ahmed: «Dal colloquio avuto con la maestra emerge la necessità di avere ulteriori notizie». Per ora, R. S. è stata «allontanata dalla classe». Questa mattina, i genitori del piccolo hanno un incontro a scuola. Il preside ha chiesto di vedere «le forbici del bambino». Ha già fatto denuncia alla polizia e all'assicurazione.

    La maestra ha già ammesso: «Voleva essere uno scherzo, è stato un incidente». Ma le scuse non bastano, incalza il direttore scolastico regionale, Anna Maria Dominici: «Ho mandato subito un ispettore per capire le responsabilità e fare proposte su come intervenire». Perché, insomma, «è una vicenda che ha davvero dell'incredibile». E però non si creda «che dipenda dall'inesperienza: queste cose non devono mai succedere».

    Pagella di metà anno. Ahmed ha buono e distinto in tutte le materie, solo sufficiente in scienze («Non riesco a imparare le parti delle foglie..»). Buono anche in condotta: «Sono bravo, io...», sorride. Anche alla playstation. È da una settimana che sfida «La Gang nel Bosco». Questo sì, un gioco.

    Annachiara Sacchi
    Armando Stella
    27 febbraio 2007


    il ministro catto-comunista sta dalla parte del delinquente allogeno
    http://www.corriere.it/Primo_Piano/C.../maestra.shtml

  8. #18
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    Costantino ha aperto un ottimo 3d,ma lo ha rovinato
    con un cacca-post

  9. #19
    Ben90
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    descritto dai ragazzi come «oscillante tra estrema destra ed estrema sinistra, a seconda dei momenti»
    Soliti borghesotti...

    dicasi Destra Radicale!!!

    Avessi io un prof del genere!!! Oggi altra discussione in classe con il mio prof sull'Olocazzo...caxxo che bello è stato!!! RIBELLARSI E' UN DOVERE!

 

 
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