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  1. #1
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    Una bandiera è caduta, cento mani l'hanno raccolta. UN'AZIONE PER DAVIDE!

    Camerati, occorre fare sentire la presenza di tutti al militante forzanovista milanese attualmente detenuto nel carcere di Frosinone.

    Cartoline, lettere e quant'altro gli terranno compagnia nel silenzio delle notti, potranno dissipare l'angoscia e dare coraggio al nostro giovane camerata.
    Eccovi l'indirizzo : (contrordine)

  2. #2
    costantino
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    Davide C., militante forzanovista, dopo 7 mesi di arresti domiciliari, è dalle prime ore della notte del 1 febbraio in una cella del carcere di Frosinone.



    Questa che segue la storia.

    ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

    Ci sono ancora ragazzi che la mattina si svegliano e cercano il senso della loro vita in una battaglia, nello scendere in una trincea, nel militare in un movimento, nello schierarsi, nel prendere posizione ... nel credere insomma in qualcosa di più grande di loro, dei loro bisogni, dello loro piccole necessità.

    Gergalmente possiamo dire che “... fanno politica”, a dispetto dello sconfortante esempio che la politica dei grandi, ogni giorno, da loro.

    Vivere la politica è accumulare vita, esperienze, è entrare in una storia con tradizioni e speranze, anzi di più, è essere storia, divenire storia, scriverne qualche rigo , in certa misura.

    A Milano questa poltica, quella che si fa vivendo nei quartieri, nelle strade ... quella che ha il colore del cemento e la luce artificiale dell’eterno giorno della metropoli ... ha due colori : o rosso o nero.

    Tutto il resto, in realtà, non esiste!

    A dicassette o vent’anni chi fa politica, o riesce a trovare il coraggio
    d’esser “estremo”, o semplicemente ... non è !!

    Insomma a Milano esiste ancora, da una parte e dall’altra, una gioventù che
    cerca di dare il buon esempio, visto che il buon esempio dagli adulti non arriva.

    Questa gioventù, quale che sia il colore, oggi è il pericolo pubblico numero
    uno ...

    L’esuberanza è un eccesso rumoroso.
    Il coraggio è pericolosa spavalderia.
    Il confronto acceso, anche fisico è cosa da delinquenti.
    L’essere con tutto se stessi, integralmente, è cosa fastidiosa.
    Il manifestare, protestare è un’inaccetabile minaccia al quieto vivere.

    E’ un po’ come nei film horror, gli zombie, i non-vivi... quando incontrano uno vivo, non lo vogliono mica uccidere ... se lo vogliono mangiare, lo vogliono fagocitare, facendone uno di loro.
    Tra questa gioventù esiste però una differenza ... alla parte in nero, per retaggio storico e culturale degli ultimi 60 anni è negato quasi il diritto ad esistere ... da qui deriva la maltolleranza verso tutte le altre sue possibili espressioni vitali.

    Questa situazione che si trascina da 60 anni ... scrive ancora pagine di storia assurde come quella che andiamo a raccontare.... una storia da “minima di cronaca”... forse, ma comunque una storia che vale la pena raccontare.

    La nostra storia esplode il 4 maggio del 2006 davanti ad una scuola ... ma
    comincia qualche mese prima ... sempre nelle scuole.

    A Milano su una cosa non ci sono dubbi ... e non devono essercene : la scuola è dei rossi.

    Vengono tollerate poche, piccole innocue altre realtà.

    A Milano esiste anche un’altra certezza: la scuola non può essere luogo di proselitismo dei neri.

    La scuola, i rossi del terzo millennio, la considerano “eredità” dei fratelli maggiori degli anni ’70 ed ’80 ... assieme ad un bagaglio pesante : l’antifascismo... appunto.

    Nei mesi precendenti il maggio del 2006, formazioni studentesche coordinate da giovani di Forza Nuova nascono e si muovono con efficacia e dinamicità in molti istituti della città... e crescono.

    I banchetti di Forza Nuova a Milano , il sabato pomeriggio .. tutti i sabato pomeriggio che il Signore manda in terra ! ... arrivano a contare quasi 40 ragazzi tra i 15 ed i 20 anni ... non sono più banchetti di propaganda .. sono quasi presidi, manifestazioni ... sono una cosa bellissima da vedere!

    Ovvio che i rossi devono fare qualcosa ... un po’ perchè si va a violare un luogo che sentono loro per diritto divino (le divinità sono appunto i prodi militanti degli anni ’70 etc. etc.) ed un po’ perchè, insomma, anche loro, gli hanno detto, devono essere antifascisti!

    Intendiamoci subito ... oggi, a quell’età, non esiste più odio tra le due parti .. esiste solo quella vita che sgorga da ogni poro ... e la necessità di recitare ciascuno una parte, in merito a questa cosa del fascismo e dell’ antifascimo.

    E’ tutto molto più autentico e duro nel confronto col sistema , contro i nemici veri, quelli grandi, in doppio petto e gessato.... contro i potenti, contro i finanzieri usurai, i guerrafondai ... e cricca varia.
    Sopra tutte e due le parti c’è il mondo degli adulti... che è, prima di ogni cosa, nel suo perbenismo borghese, contro ogni anelito di vita... Se l’odio arriva, arriva perchè qualcuno di questi adulti giunge col suo carico velenoso ... a volte accade ancora.

    Lasciato ai ragazzi, questo confronto, al massimo finirebbe con qualche graffio ed un occhio nero ...

    Arriviamo al 4 maggio 2006, ore 14.00 circa, all’uscita di scuola.

    Siamo in pieno centro cittadino, zona sant’Ambrogio, davanti all’istituto Leopardi.

    Daniel , Davide ed altri due camerati, si ritrovano al bar fuori dalla scuola...

    Daniel e gli altri due frequentano l’istituto.

    Davide, no! E’ li per trovare i camerati e per stare assieme il pomeriggio.

    Dall’altra parte della strada c’è il gruppetto dei rossi.

    Cosa fanno i due gruppi ?
    Cosa volete che possano fare: si prendono per i fondelli !!

    Si fronteggiano (ben badando che rimanga una strada nel mezzo) ... il gioco va avanti per un po’ di tempo .. fino a che ad uno dei rossi non viene in mente una cosa.

    Si ricorda di una pratica che forse gli hanno raccontato da qualche parte: “chiamiamo gli altri, e facciamo vedere ai fascisti di che pasta siamo fatti”.

    E’ così che arrivano altri 10, 15 rossi, questa volta non armati di sberleffi, ma con in mano i bastoni ed in testa i caschi.

    I più cattivi tra questi la scuola non la vedono più da parecchi anni.

    Vista la malparata i 4 neri provano a scappare, Daniel però cade e viene raggiunto, sprangato in testa , perde conoscenza.

    Davide ha già girato l’angolo con gli altri due, non si accorge che Daniel è a terra.
    Appena ne ha consapevolezza torna indietro ... e vede i rossi scappare e Daniel in una pozza di sangue.

    Ambulanza a polizia arrivano subito.

    I primi portano Daniel in ospedale (ne avrà per 24 ore per ferite lacero contuse e trauma cranico), Davide viene interrogato dagli agenti.

    Nei giorni successivi la DIGOS chiude il suo rapporto, indicando con chiarezza la dinamica dei fatti : è stata un’aggressione in piena regola, da parte di un gruppo di15/20 appartenenti alla sinistra antagonista , armati di spranghe e bastoni ai danni di 4 forzanovisti , disarmati!!

    Nei giorni successivi vengono identificati 5 degli aggressori, 2 maggiorenni, e 3 minorenni.

    I due maggiorenni passano forse 48 ore forse 4 giorni in cella, poi qualche giorno di arresti domiciliari fino al giusto accoglimento della richiesta di sospensione della misura cautelare.

    Per i tre minorenni sarà il relativo tribunale ad accuparsene.

    A questo punto della nostra storia tutto precipita, tutto cambia , ogni cosa perde significato e certezza.

    La pratica arriva nell’ufficio del PM Elio Ramondini.

    Il PM inizia a fare le sue indagini ed i suoi interrogatori.

    Ascoltati gli imputati della sinistra, il PM Ramondini, decide che il rapporto degli ufficiali di pubblica sicurezza e che le testimonianze dei presenti (insegnanti, esercenti e testimoni oculari ) , non valgono nulla.

    I fatti sono diversi: è stata una rissa.
    Il PM cambia quindi i capi d’imputazione e procede alla denuncia di Davide e degli altri forzanovisti per rissa aggravata.

    Davide è l’unico maggiorenne.

    Per Davide vengono chiesti gli arresti domiciliari.

    Siamo al 7 di giugno, un mese dopo l’aggressione.

    Davide, uno degli aggrediti, viene chiuso in casa ... è agli arresti.

    Il GIP Nicola Clivio, nei giorni successivi, respinge per ben due volte le richieste di aggravamento delle misure cautelari che il PM Elio Ramondini chiede per Davide.

    Ramondini vuole vedere Davide in cella!

    L’occasione si ripresenta a luglio, quando in seguito alla richiesta di riesame per la revoca delle misure cautelari, fatta dal difensore di Davide, il PM Elio Ramondini può finalmente tornare a chiedere questo benedettissimo aggravamento.

    Procede infatti col presentare appello incidentale chiedendo l’aggravamento delle misure cautelari e l’immediata carcerazione di Davide.

    Insomma per Ramondini un ragazzo di 20 anni, aggredito da 20 persone armate,
    è un pericolo pubblico e non basta la carcerazione domiciliare ... deve essere sbattuto in cella.

    Ricordiamo che i rossi, gli aggressori per intenderci, nel frattempo se la vivono sereni a piede libero, in attesa del processo. Buon per loro!

    E’ un duello estenuante.

    Il difensore di Davide blocca il pericolo della carcerazione immediata procedendo col ricorso per Cassazione ... l’esecuzione della carcerazione è sospesa fino al gennaio 2007.

    Nell’attesa del pronunciamento della Cassazione vengono presentate ben due richieste di revoca delle misure cautelari : una al GIP ed una al Tribunale.

    Entrambe vengono respinte.

    Il Tribunale perchè vuole aspettare gli esiti processuali, il GIP per “pericolo di reiterazione del reato” !!
    “Reiterazione del reato” ... e siamo agli inizi di agosto.
    Davide è ormai da due mesi agli arresti domiciliari.

    I Genitori di Davide sono di un paesino della ciociaria, vicino Frosinone e
    decidono che Davide deve tornare giù con loro, lontanto da Milano e da questa follia.

    A Davide viene concesso il cambio di domicilio con annessi arresti ...
    Davide parte quindi per un “confino” volontario.

    A più di 600 Km da Milano, dai suoi camerati, dal suo contesto ... rimane un “pericolo pubblico”.

    600 Km erano un confino reputato utile per i mafiosi, al fine di ritrovare,
    al nord, libertà ... per Davide non sono sufficienti per la revoca degli arresti domiciliari.

    Davide per il PM Ramondini è un pericolo, ed anche lontano 600 Km dal contesto e dalle normali frequentazioni può reiterare il reato ... effettivamente può essere sempre aggredito anche a Frosinone da 20 rossi armati.

    Intanto è settembre e riprendono le scuole.

    Manuel, che è finito all’ospedale per le botte prese, deve cambiare scuola.

    In tipico stile democristiano d’altri tempi, infatti, il Preside dell’istituto Leopardi invita i genitori di Daniel a non iscriverlo più nel
    suo Istituto (che è privato!!!) ne va del buon nome... Manuel non deve più farsi vedere!!

    Arriviamo al 15 dicembre: si apre la fase dibattimentale del processo...
    per Davide si intende (l’unico maggiorenne nella famosa rissa).

    Ma il Processo non è solo per la famosa “rissa” del 4 maggio.
    Il PM Ramondini riesce ad accorpare a questo procedimento anche un altro episodio che ha dell’incredibile.

    Una sera come tante Davide ed altri due camerati , si bevono una birra in un pub di Milano.

    Riconoscono e vengono riconosciuti da un gruppetto di rossi, avventori anche loro dello stesso pub.

    Partono insulti e pericolosissime “minacce”.

    Davide ed i due camerati escono dal locale per fumarsi una sigaretta.

    I rossi rimasti nel locale hanno paura che siano li fuori per aspettare loro.

    Informano il proprietario del locale che chiama i carabinieri.
    Arrivano i carabinieri fermano i tre pericolosissimi picchiatori fascisti
    che stavano per andarsene e li identificano.

    Tutto finisce li.

    Non c’è una denuncia, non c’è una querela, non si conoscono neanche i nomi dei presunti minacciati.

    Il PM Ramondini però riesce a trasformare tutto questo in “violenza privata” e “sequestro di persona”. Sic!

    Torniamo al 15 dicembre ed all’inizio del processo .
    Davide è quindi inquisito per rissa ed assieme agli altri due camerati anche per “violenza privata” e “sequestro di persona”... non ha molta importanza se non si sa bene di chi.

    Il 9 gennaio del 2007 siamo alla fase d’istruzione dibattimentale del processo.

    E’ il momento in cui accusa e difesa giocano le loro carte.
    Il PM Elio Ramondini riesce a produrre a conferma del suo castello accusatorio .... ben un dichiarazione scritta ... quella del proprietario del pub !! Nulla per la rissa (che è l’imputazione originaria e più grave).

    La Difesa porta ben 10 testi a discarico per l’accusa di rissa: insegnanti, poliziotti, testimoni oculari e svariate dichiarazioni di altri testimoni oculari, oltre, ovviamente, al bistrattato rapporto di Digos e forze dell’ordine intervenute che, in seguito alle testimonianze raccolte ed alla ricostruzione dei fatti, indicano senza dubbio la DINAMICA DELL’AGGRESSIONE.

    Sembra fatta.
    Può esser stato un calvario... ma i fatti sono i fatti...

    Finalmente arriva il 15 gennaio, il giorno della sentenza.

    Tutti in piedi, in silenzio, si legge... si legge una condanna!
    I due camerati di Davide vengono condannati a 6 mesi per la vicenda del pub.

    Davide viene condannato a 1 anno e due mesi.

    Ai primi due ragazzi vengono accordati i benefici di legge della sospensione condizionale della pena.

    Davide, incesurato pure lui, non viene riconosciuto degno dei benefici di legge ... rimane agli arresti domiciliari!

    Il 15 febbraio si leggeranno le motivazioni !!

    Il PM Ramondini per Davide aveva chiesto ben 2 anni e 6 mesi !!

    Intanto il tempo corre ... e la Cassazione il 30 gennaio 2007 scioglie la riserva sulla richiesta di sospensione delle misure cautelari presentata a
    luglio ed il 31 gennaio si pronuncia contro, reputando inammissibile la richiesta stessa.

    Per conoscere le motivazioni di questa “inammisibilità”, ovviamente, si devono aspettare ancora settimane.

    La tanto agognata carcerazione non può più farsi attendere, il PM Ramondini
    sono mesi che la sogna, la brama.

    Più veloce di ogni supereroe conosciuto sollecita l’esecuzione della carcerazione per Davide.
    Nella stessa notte Davide viene pescato a casa e tradotto al carcere di Frosinone.

    Sono le prime ore del 1 febbraio 2007.
    Mentre scriviamo sono già tre notti che Davide passa in cella ...
    Ed è lì per essere stato aggredito ...
    Forse è lì per appartenenre a quella gioventù vitale ed inintruppabile nell’esercito dei non-vivi di questa società.

    Forse, molto più semplicemente, è in cella, per essere un “nero”, un “fascista” ... ma non contro i suoi coetanei ... bensì per gli occhi vecchi ed appannati d’odio di qualche altro.

    I compagni, i rossi, gli aggressori, vedranno iniziare il loro processo il 5 marzo.

    I minorenni, coinvolti nella vicenda, stanno ancora aspettando di conoscere
    la data d’inizio del loro processo.


    Forza Nuova Lombardia
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  3. #3
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    allucinante..e poi parlano di giustizia solidarietà a Davide...

  4. #4
    costantino
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    qusto x i soliti stolti che parlano di unioni con reds contro il sistema.

    ma I ROSSI SONO IL SISTEMA!!!

  5. #5
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    Attenzione!

    Mi è stato appena comunicato che Davide è da poco tornato agli arresti domiciliari.
    Non appena sapremo l'indirizzo lo comunicheremo. Intanto da stanotte accanto a Davide ci sarà la sua famiglia.




  6. #6
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    meno male che è tornato a casa solidarietà a davide dai camerati di mantova

  7. #7
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    Solidarietà e sostegno per Davide, ennesima vittima della magistratura democratica ed antifascista!

    Non ci sarà MAI resa!

  8. #8
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    Fa davvero enorme piacere sapere che il giovane camerata è ritornato a casa anche se ai domiciliari.
    A presto libertà totale !
    A NOI

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da no.remorse Visualizza Messaggio
    Attenzione!

    Mi è stato appena comunicato che Davide è da poco tornato agli arresti domiciliari.
    Non appena sapremo l'indirizzo lo comunicheremo. Intanto da stanotte accanto a Davide ci sarà la sua famiglia.



    una piccola, ma buona notizia!

    avanti!

  10. #10
    costantino
    Ospite

    Predefinito

    bene.

 

 
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