
Originariamente Scritto da
Arjuna
Diciamo che anche gli antievoluzionisti cristiani partono da un puro dogmatismo e dall'interpretazione letterale di un testo ebraico....
Sull'andare contro lo "spirito del tempo", in questo tempo, sarei d'accordo tuttavia si dovrebbero anche negare le teorie fisiche o chimiche elaborate negli ultimi 50 anni solo perchè concordi a questo spirito?
Poi, a mio parere, la teoria evoluzionista in sè (direi da un punto di vista propriamente scientifico) non ha niente a che vedere col positivismo (da cui è comunque nata): il positivismo aveva una visone comunque progrssista e direi finalista dell'evoluzione (che a mio parere è molto, troppo, simile alla visione cristiana), ovvero la vita parte da una forma inferiore per evolversi in forme sempre migliori, tendendo ad un ideale che l'uomo, il quale a sua volta, di riflesso non può che, partendo da uno stato selvaggio e di barbarie, andare verso un futuro migliore. A mio parere questa è una visione moralista e finalista che niente ha a che vedere con quello che dovrebbero essere l'oggettività e l'impersonalità scientifica.
Se si esclude che le modificazioni degli esseri viventi avvengano per caso o per adattamento, allora bisogna per forza presupporre un creazionismo ed un finalismo che, nonostante tutte le considerazioni che si possono fare sulla complessità, ecc.. resta puramente un: "una simile cosa non si può spiegare col caso, ci dev'essere per forza un disegno", la quale affermazione non è per niente scientifica, quindi io attendo una prova oggettiva e scientifica dell'intervento divino. Se si parla di metafisica è un conto, ma se si scende sul piano delle scienze positive, bisogna usare i loro metodi.
Se si guarda alle ultime teorie sulle estinzioni di massa, non si ha la visione di una storia della terra ciclica, molto più affine a quella tradizionale che a quella lineare progressista/cristiana?
Inoltre, a mio parere, l'uomo è al di fuori del gioco adattamento/caso, poichè è l'unico essere che è in grado di modificare l'ambiente perchè gli sia più favorevole, anzichè subirlo ed adattarvisi passivamente. Per cui, per quel che riguarda la storia umana io credo in una teoria ciclica (anzi sferica).
Sulla questione del superiore e dell'inferiore, se lo portiamo alla fisica vorrebbe dire che il corpo umano genera le paricelle subatomiche? O non è invece che elementi semplici, come protoni e neutroni, si aggregano dando origine ad entità sempre più complesse (atomi, molecole, polimeri, tessuti, organi, ecc...) e via via più differenziati?
A mio modo di vedere il caos è un elemento costitutivo del nostro universo e non ha nessun connotato "morale", c'è e basta. Tutto il kosmòs (che è ordine) esiste proprio in virtù del conflitto tra forze che spingono verso l'ordine e forze del kaos, nessuna delle 2 può essere distrutta dall'altra, quindi ogni kosmos è destinato a spravvivere finchè riesce a tenere sotto controllo il kaos, altrimenti viene distrutto. Tutto ciò non implica che il caos sia "cattivo" e l'ordine "buono", questa visione moralistica è a mio avviso derivata dai monoteismi che identificano Dio con l'ordine (o principio spirituale o luminoso) ed il Male col disordine (o principio materiale o oscuro). Nelle cosmogonie tradizionali, si ha sempre all'origine una pura potenza indifferenziata (il kaos) da cui, attraverso differenzizioni successive procede tutto il kosmos ed a cui esso tornerà.