Francia/ Soldati come cavie nei primi test atomici
Martedí 16.02.2010 15:24
L'esercito francese utilizzo alcuni dei suoi soldati come cavie nei primi test nucleari, fatti nel Sahara all'inizio degli anni '60, per studiare gli effetti di un'esplosione nucleare in uno scenario di guerra. Lo rivela un rapporto confidenziale redatto nel 1998, due anni dopo la decisione di Parigi di abbandonare i testi nucleari, pubblicato da "Le Parisien". L'obiettivo era "studiare gli effetti fisiologici e psicologici prodotti nell'uomo dall'arma atomica" per capire in che modo le truppe potessero occupare "una postazione investita da un'esplosione nucleare".
Nel documento si racconta in particolare delle manovre "in ambiente nucleare" che vennero organizzate dopo l'esplosione del 25 aprile 1961 nel Sahara algerino (allora colonia francese): vi parteciparono 300 persone, in maggioranza reclute, che 20 minuti dopo l'esplosione uscirono dai rifugi e 35 minuti dopo iniziarono ad avvicinarsi a piedi al 'punto zero', arrivando a 700 metri di distanza; un fuoristrada si spinse fino a 275 metri. Secondo le conclusioni del rapporto, gli uomini erano "in grado di continuare a combattere, nella misura in cui il morale non fosse troppo abbattuto".
Si decise anche che, in caso di guerra vera, i soldati avrebbero indossato maschere per la polvere (e non anti-gas, perche' in questo caso i loro movimenti sarebbero stati troppo rallentati). Sollecitato da "Le Parisien", il ministro della Difesa, Herve' Morin, ha detto che non era a conoscenza del documento e ha ricordato che e' stata approvata una legge che permettera' l'indennizzo sistematico delle vittime dei test. Secondo Morin, inoltre, il periodo in cui la Francia lavoro' per dotarsi di una bomba atomica e' stata "una magnifica epopea, il simbolo della costanza di una nazione che voleva acquisire i mezzi della propria sovranita'".
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