Tratto dal sito di nuvolarossa
dibattito alle Giornate Repubblicane
Giacalone, le Municipalizzate, ed i furbacchioni
OSPEDALETTO (Forli') - 6 settembre 2007 - “Imbecilli o delinquenti”. Fra questi due aggettivi, sicuramente possono scegliere. Ecco la condizione dei politici italiani secondo Davide Giacalone, che mercoledì 5 settembre ha partecipato ad un dibattito tenutosi nel corso delle Giornate Repubblicane di Ospedaletto. Si parte dalla vecchia questione Telecom Italia. Venduta dallo Stato a prezzo di favore, la società passa addirittura per il Lussemburgo, controllata da Bell. Questo fondo è a sua volta controllato per buona parte dalle Isole Cayman, da una società chiamata “Oak Found” (Fondo Quercia). Imbecilli e delinquenti, appunto. Ma mai quanto l'eroe Tomaso Tommasi di Vignano dirigente di Telecom all'epoca. Prima di tutto, millanta conoscenze con partners americani ignari della sua esistenza. E poi, non pago di questo, fa sedere in Consiglio di Amministrazione Telecom due manager di AT&T, concorrente dell'impresa italiana, che non ha mai acquisito una sola azione sul mercato. Per non parlare poi di Telecom Serbia, comprata da Milosevic e poi allegramente bombardata dopo pochi mesi.
“Vedrete che tra poco riusciremo nella grande impresa di rendere Telecom Italia come Alitalia.” Commenta Giacalone.
Tommasi, per quell'errore, fu promosso direttore generale della municipalizzata Hera. Imbecilli, delinquenti. Hera è ciò che più si avvicina ad una bestemmia bulgara al libero mercato. E' un'impresa pubblica. Un monopolio quotato in borsa, ed i suoi maggiori azionisti sono i Comuni. In un altro paese dell'occidente una manovra simile sarebbe stata condannata alla stregua di una strage di massa. Se non altro per la violenza morale esercitata nei confronti dei cittadini. Questi pagano le tasse dei rifiuti, pagano Hera, pagano le partecipazioni azionarie, pagano i comuni. Pagano tutto. Ed Hera non smaltisce i rifiuti.
Per tutto questo Giacalone non accusa un solo governo, ma tutta la politica italiana. “Il problema non è il centro-sinistra, è che in Italia non esiste più la politica.”. In sostanza, non si riesce a trovare il bandolo della matassa. Le coincidenze tra politica e capitale sono enormi, quasi mafiose. E gli errori sono infiniti, madornali, surreali. La casta è un insieme di imbecilli e delinquenti. Dirigenti raccapriccianti che si spostano da partito a partito. “Politica è lavorare ad un'idea di società. Questo è stato completamente dimenticato”. Ecco l'idea di Giacalone: ritornare al contenuto, e solo dopo valutare lo schieramento. Sarà leader chi riuscirà a portare un programma convincente agli italiani.
E proprio per questo, Giacalone lascia un pensiero al partito repubblicano. Basta con la voglia di ritornare al passato, la storia va avanti. Basta con i “io sono il vero repubblicano” o “i repubblicani sono di sinistra”. “Bisogna far crescere nel partito intellettualità nuove. Si può fare politica senza parlamentari, come morire politicamente seduti alla Camera. Dobbiamo tornare ad essere leaders del Paese, dobbiamo tornare dentro la politica.” “Per le idee repubblicane oggi c'è più spazio di quanto ne avesse trovato Spadolini.”
di Alberto Ridolfi - Resp. Programma FGR




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