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  1. #1
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    Predefinito Caso mai ci fosse qualche dubbio sul fatto che Bocca è un reazionario..

    L'ANTITALIANO
    Il bollito sempre cotto al punto sbagliato
    di Giorgio Bocca
    Gli immigrati ci fanno comodo ma non si integrano, in cucina come nella vita sociale, e sognano di tornare a casa arricchiti. Ecco perché non amiamo questa umanità forestiera Sbagliano gli zelanti utopisti di un mondo degli eguali a togliere i crocefissi dalle scuole e dai cimiteri pensando che quel simbolo ostacoli la parificazione del genere umano, dovrebbero togliere le banconote e le azioni, cioè i segni della diversità del censo, del capitale, ben più profondi e duraturi.

    E sbaglia il sommo pontefice quando afferma che l'immigrazione dai paesi poveri a quelli ricchi è comunque un bene. È necessaria anch'essa. Nel senso che al momento appare inevitabile, ma su questo tema anche il pontefice non può richiamarsi alla infallibilità, neppure lui può dire se è un bene o un male.

    Se si sta al presente di una Italia invasa dall'ondata migratoria, verrebbe di pensare che la sola cosa certa è che la conoscenza del nostro Paese, della sua società, della sua civiltà è fortemente diminuita, che viviamo in un limbo sociale in cui due popoli l'un l'altro sconosciuto si fronteggiano, si sopportano e per comune decisione dichiarano di essere assimilati se non eguali. Ma non è vero.

    Milioni di italiani che hanno assunto una cameriera straniera quasi sempre del mondo povero hanno in pratica abbandonato in tutto o in parte il modo di vivere italiano, la cucina italiana, il modo di cuocere, condire, friggere, mettere in savor, conservare, insaccare, tagliare.

    Le mutazioni, le mediazioni, che furono nel passato delle città marinare, vennero accettate gradualmente, circondate da difese insuperabili. Si pensi alle cucine padane in gran parte intatte nonostante la vicinanza di porti come Genova o Venezia.

    Con l'immigrazione di massa va scomparendo, per dire, la conoscenza della cottura: avrò cambiato in questi anni sei o sette immigrate ai fornelli, ma un bollito cotto da bollito, piemontese o emiliano, non l'ho più mangiato, sempre stopposo, sempre cotto al punto sbagliato. Non c'è cuoca del mondo povero che rinuncia ai suoi condimenti forti e tenaci. Pesti indimenticabili di agli e radici schiacciate, cucine che odorano di Oriente e di Perù, magari piacevoli, ma stranieri.


    Questa mescolanza culinaria che nei ristoranti di lusso può sembrarti una scoperta, un piacere per pochi, ma che sparsa e presente in ogni cucina del tuo paese è un fastidio.

    Con l'immigrazione di massa è scomparsa nelle nostre case l'idea di servizio: fra i padroni e le buone cuoche, i buoni camerieri, c'era questo denominatore comune del servizio, per cui un buon pranzo, una buona tavola, un buon vino dovevano essere serviti nel migliore dei modi da parte di tutti, padroni e servitori, e non come ora qualcosa che riguarda solo i primi. E chi andava a servizio in breve si sentiva parte della famiglia, non come gli immigrati che pensano solo e giustamente ai loro interessi, a salire rapidamente la scala delle retribuzioni e del tempo libero. E anche questo è necessario, inevitabile ma meno piacevole e non è affidabile come la tata che ti veniva in casa da ragazza.

    C'è poi l'aspetto più sgradevole e più importante: che il popolo degli immigrati a stragrande maggioranza non si integra, non vuole integrarsi, scopre che nei difetti siamo simili a lui, nelle virtù spesso inferiori e si tiene sempre una porta aperta per il ritorno, i costumi, come la religione, sia il continuare a vivere fra di loro, sia il sogno di tornare a casa arricchiti.

    È indubbio che gli immigrati li lasciamo venire perché ci fanno comodo, fanno i lavori peggiori, gli orari più duri, ed è indubbio che quanto a insofferenze, soprusi, violenze siamo noi i padroni di casa, i maggiori colpevoli, ma ciò non toglie che, tirate le somme, la nostra società sia peggiorata, sia più egoista, più violenta ed ecco la ragione di fondo per cui anche noi non la amiamo questa umanità forestiera. Le traduzioni non hanno sostituito le invasioni che sempre invasioni sono.

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da blob21 Visualizza Messaggio
    L'ANTITALIANO
    Il bollito sempre cotto al punto sbagliato
    di Giorgio Bocca
    Gli immigrati ci fanno comodo ma non si integrano, in cucina come nella vita sociale, e sognano di tornare a casa arricchiti. Ecco perché non amiamo questa umanità forestiera Sbagliano gli zelanti utopisti di un mondo degli eguali a togliere i crocefissi dalle scuole e dai cimiteri pensando che quel simbolo ostacoli la parificazione del genere umano, dovrebbero togliere le banconote e le azioni, cioè i segni della diversità del censo, del capitale, ben più profondi e duraturi.

    E sbaglia il sommo pontefice quando afferma che l'immigrazione dai paesi poveri a quelli ricchi è comunque un bene. È necessaria anch'essa. Nel senso che al momento appare inevitabile, ma su questo tema anche il pontefice non può richiamarsi alla infallibilità, neppure lui può dire se è un bene o un male.

    Se si sta al presente di una Italia invasa dall'ondata migratoria, verrebbe di pensare che la sola cosa certa è che la conoscenza del nostro Paese, della sua società, della sua civiltà è fortemente diminuita, che viviamo in un limbo sociale in cui due popoli l'un l'altro sconosciuto si fronteggiano, si sopportano e per comune decisione dichiarano di essere assimilati se non eguali. Ma non è vero.

    Milioni di italiani che hanno assunto una cameriera straniera quasi sempre del mondo povero hanno in pratica abbandonato in tutto o in parte il modo di vivere italiano, la cucina italiana, il modo di cuocere, condire, friggere, mettere in savor, conservare, insaccare, tagliare.

    Le mutazioni, le mediazioni, che furono nel passato delle città marinare, vennero accettate gradualmente, circondate da difese insuperabili. Si pensi alle cucine padane in gran parte intatte nonostante la vicinanza di porti come Genova o Venezia.

    Con l'immigrazione di massa va scomparendo, per dire, la conoscenza della cottura: avrò cambiato in questi anni sei o sette immigrate ai fornelli, ma un bollito cotto da bollito, piemontese o emiliano, non l'ho più mangiato, sempre stopposo, sempre cotto al punto sbagliato. Non c'è cuoca del mondo povero che rinuncia ai suoi condimenti forti e tenaci. Pesti indimenticabili di agli e radici schiacciate, cucine che odorano di Oriente e di Perù, magari piacevoli, ma stranieri.


    Questa mescolanza culinaria che nei ristoranti di lusso può sembrarti una scoperta, un piacere per pochi, ma che sparsa e presente in ogni cucina del tuo paese è un fastidio.

    Con l'immigrazione di massa è scomparsa nelle nostre case l'idea di servizio: fra i padroni e le buone cuoche, i buoni camerieri, c'era questo denominatore comune del servizio, per cui un buon pranzo, una buona tavola, un buon vino dovevano essere serviti nel migliore dei modi da parte di tutti, padroni e servitori, e non come ora qualcosa che riguarda solo i primi. E chi andava a servizio in breve si sentiva parte della famiglia, non come gli immigrati che pensano solo e giustamente ai loro interessi, a salire rapidamente la scala delle retribuzioni e del tempo libero. E anche questo è necessario, inevitabile ma meno piacevole e non è affidabile come la tata che ti veniva in casa da ragazza.

    C'è poi l'aspetto più sgradevole e più importante: che il popolo degli immigrati a stragrande maggioranza non si integra, non vuole integrarsi, scopre che nei difetti siamo simili a lui, nelle virtù spesso inferiori e si tiene sempre una porta aperta per il ritorno, i costumi, come la religione, sia il continuare a vivere fra di loro, sia il sogno di tornare a casa arricchiti.

    È indubbio che gli immigrati li lasciamo venire perché ci fanno comodo, fanno i lavori peggiori, gli orari più duri, ed è indubbio che quanto a insofferenze, soprusi, violenze siamo noi i padroni di casa, i maggiori colpevoli, ma ciò non toglie che, tirate le somme, la nostra società sia peggiorata, sia più egoista, più violenta ed ecco la ragione di fondo per cui anche noi non la amiamo questa umanità forestiera. Le traduzioni non hanno sostituito le invasioni che sempre invasioni sono.

    Una obiettiva presa d'atto della realtà italiana a confronto con la presenza straniera, nè più nè meno; encomiabile, si potrebbe dire, poiché proviene da un intellettuale di sinistra (estrema!), che in materia di criminalità organizzata (si pensi al duro atto d'accusa nei confronti di Napoli e di chi la amministra) ed immigrazione dimostra onestà di discernimento, visione imparziale - di non avere, insomma, le classiche fette di salame ideologico sugli occhi.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da NIHIL Visualizza Messaggio
    Una obiettiva presa d'atto della realtà italiana a confronto con la presenza straniera, nè più nè meno; encomiabile, si potrebbe dire, poiché proviene da un intellettuale di sinistra (estrema!), che in materia di criminalità organizzata (si pensi al duro atto d'accusa nei confronti di Napoli e di chi la amministra) ed immigrazione dimostra onestà di discernimento, visione imparziale - di non avere, insomma, le classiche fette di salame ideologico sugli occhi.


    più che altro il delirio di un rincoglionito su un bollito cotto sempre al punto sbagliato.Il che dimostra quanto sia peraltro viziato e intollerante..

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da blob21 Visualizza Messaggio


    più che altro il delirio di un rincoglionito su un bollito cotto sempre al punto sbagliato.Il che dimostra quanto sia peraltro viziato e intollerante..
    Se, come penso, questa presa di posizione viene dopo la proposta di lasciare il libero ingresso agli extracomunitari purchè "promettano" di andarsene dopo tre mesi, è il segnale che esiste una marea di persone, trasversale agli schieramenti politici, che è arrivata al limite della sopportazione.
    Non lo so, può darsi pure che questa area sia talmente impotente da lasciarsi sommergere, da accettare sharia, zingari, delinquenti, ditte bulgare e quant'altro, ma può darsi anche di no e che, prima o poi, si arrivi a una resa dei conti.
    Bisogna vedere se il coperchio rimarrà sempre sulla pentola o finisce per saltare.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da blob21 Visualizza Messaggio
    L'ANTITALIANO
    Milioni di italiani che hanno assunto una cameriera straniera quasi sempre del mondo povero hanno in pratica abbandonato in tutto o in parte il modo di vivere italiano, la cucina italiana, il modo di cuocere, condire, friggere, mettere in savor, conservare, insaccare, tagliare.
    Sempre pensato che fosse un idiota, ennesima conferma.

  6. #6
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    prendo nota con piacere che anche Bocc a ormai senescente è ancora in grado di capire che l'immigrazione di massa è una tragedia non un "valore aggiunto",
    i guasti però sono stati fatti e non riesco proprio a vedere come e se si riuscir
    à a metterci una pezza.
    Le migrazioni in occidente di popoli occidentali nel medioevo cambiarono la faccia dell'europa;ora queste migrazioni dal sud-sud-est la rovescieranno ma certamente non in meglio.

  7. #7
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    a parte le cazzate sul bollito, Bocca non ha tutti i torti, voglio dire sarebbe da ciechi vedere che questa integrazione che ognuno auspica è sempre più difficile, quindi, che facciamo? vogliamo cercare di trovare delle soluzioni a questo problema o continuiamo a negarlo? ripeto, nonostante le cavolate che ha sparato sul bollito e cose simili, reputo quella di Bocca una riflessione interessante.

  8. #8
    Vedo la mano invisibile
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    Alla base della Statua della Libertà sono incisi alcuni versi tratti da una poesia composta da Emma Lazarus nel 1883, che recitano:

    “Venite a me, voi stanchi, voi poveri,
    voi masse sofferenti che bramate la libertà,
    voi miseri rifiuti delle vostre coste affollate,
    mandate a me i senza tetto, trascinati dalla tempesta;
    io sollevo la mia lampada accanto alla porta d’oro”

  9. #9
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    Una volta di più, Giorgio Bocca il partigiano e l'antifascista, dimostra di essere un grandissimo uomo ed un sommo giornalista. Quando afferma che gli immigrati non vogliono integrarsi e non hanno alcuna voglia di adattarsi alle nostre tradizioni, dice una sacrosanta verità. Spero che c'azzecchi anche quando dice che se ne vogliono andare presto dal nostro Paese.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da -Duca- Visualizza Messaggio
    Alla base della Statua della Libertà sono incisi alcuni versi tratti da una poesia composta da Emma Lazarus nel 1883, che recitano:

    “Venite a me, voi stanchi, voi poveri,
    voi masse sofferenti che bramate la libertà,
    voi miseri rifiuti delle vostre coste affollate,
    mandate a me i senza tetto, trascinati dalla tempesta;
    io sollevo la mia lampada accanto alla porta d’oro”
    poesia che era perfetta per l'America sottopopolata del 1800...

 

 
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