I "vecchi" contratti NON possono ASSOLUTAMENTE cambiare,mi pare ovvio.Il provvedimento va BENISSIMO.


I "vecchi" contratti NON possono ASSOLUTAMENTE cambiare,mi pare ovvio.Il provvedimento va BENISSIMO.


Qualche incomprensione tra governo italiano e Commissione europea sul
decreto che abolisce i costi fissi di ricarica dei cellulari. Bruxelles ha
chiesto chiarimenti al ministero dello Sviluppo economico, ma pare lo abbia
fatto prima di ricevere il testo del decreto legge varato dal consiglio dei
ministri.
Il fatto è piuttosto importante perché l'Italia era sotto osservazione per
l'anomalo costo delle ricariche, e la richiesta pareva dunque una critica
almeno formale ai contenuti della legge. Sul piano dei costi si teme ora che
i gestori alzino i prezzi delle telefonate fino al 15%.
Dunque la richiesta della commissione sarebbe precedente alla lettura del
decreto, ma sulla base del primo esame di una nota del governo italiano. Da
questo primo esame sarebbero emerse quattro questioni principali sulle quali
l'ufficio della Commissaria Ue per la Società dell'informazione e i media,
Viviane Reding, vorrebbe dei chiarimenti. Anzitutto, su un possibile
conflitto tra il ministero e l'Autorità per le comunicazioni, il cui potere
e la cui indipendenza potrebbero non essere stati rispettati.
Si dovrà poi stabilire se il decreto è trasparente e proporzionale, ma anche
se tutela gli interessi dei consumatori, visto che dà agli operatori la
possibilità di spalmare sulle tariffe relative al traffico ciò che perdono
con le ricariche.


Telecom contro il taglio dei costi di ricarica
L'ex monopolista starebbe studiando un ricorso legale contro il decreto che azzera i costi di ricarica.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 03-02-2007]
Finora Telecom Italia, o meglio il suo vertice, è rimasta silenziosa rispetto al decreto che taglia i costi di ricarica emanato dal governo, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 1 febbraio e che dà ai gestori 30 giorni per adeguare le tariffe mentre, entro 60 giorni, il Parlamento lo dovrà tramutare in legge.
La speranza dell'ex monopolista è che in questi due mesi cada il governo, o che sia talmente debole che anche il decreto "passi in cavalleria". Fortunatamente, questo dipende da ben altri fattori.
Finora Telecom, con contatti riservati con gli altri gestori mobili, ha escluso un'azione congiunta delle società di telefonia mobile: questa mossa, sul piano dell'immagine, darebbe pienamente ragione a chi sostiene che i gestori mobili abbiano agito sempre in una logica di cartello, evitando, accuratamente, di farsi concorrenza.
L'ex monopolista, invece, sta pensando seriamente a un ricorso d'urgenza davanti a un giudice civile per sollevare un'eccezione di costituzionalità contro il decreto taglia-ricariche davanti alla Corte Europea, perché il decreto priverebbe l'Authority dei poteri di vigilanza sulle tariffe telefoniche, e davanti alla Corte Costituzionale italiana, perché il decreto sarebbe privo di quei requisiti di urgenza che deve avere per evitare il ricorso al disegno di legne.
E' soprattutto il dato politico e di principio quello che intriga Telecom nel ricorrere alla Corte di giustizia europea, più che il danno economico, quantificabile in almeno 400 milioni di euro all'anno; infatti l'ex monopolista contesta il governo anche sul disegno di legge Gentiloni sulle Tv, che obbliga l'azienda ad aprire la sua rete a banda larga ai concorrenti, proprio sulla base del principio che questi argomenti sono di pertinenza dell'Authority indipendente e non del governo.
Far passare questo principio sulla questione dei costi di ricarica significa farlo passare anche su altri argomenti che, in questo momento, stanno a cuore al vertice di Telecom. Paradossalmente, quell'Authority che Tronchetti ha tanto contestato e, contro la quale dice di essersi dimesso, viene ora rivalutata in un nuovo gioco delle parti da Telecom stessa, in chiave antigovernativa.


Ancora? Per cortesia BANNATE questo forumista che posta la stessa strofetta in tuttti i 3d aperti


LIBERALIZZAZIONI: DL; RISCHIA RINVIO TAGLIO COSTI RICARICHE
(ANSA) - ROMA, 9 feb - L'abolizione dei costi aggiuntivi
delle ricariche dei cellulari rischia di slittare nel tempo.
Sarebbe infatti in dirittura d'arrivo un emendamento al decreto
sulle liberalizzazioni attualmente all'esame della Commissione
Attività Produttive che prevedrebbe di posticipare l'entrata in
vigore della misura.
Un emendamento, riferiscono fonti della maggioranza, al primo
articolo del dl - quello che appunto si occupa di abolizione dei
costi di ricarica - che sarebbe legato alle difficoltà
tecniche, da parte degli operatori, di adeguare i meccanismi. Il
rinvio potrebbe limitarsi a poche settimane ma anche - è
l'indicazione che si raccoglie in alcuni ambienti parlamentari -
di qualche mese, fino a giugno.
La richiesta di slittamento potrebbe arrivare già entro
martedì quando scadrà il termine fissato dalla Commissione
Attività produttive - che ha iniziato ad esaminare il testo
l'altro ieri - per la presentazione degli emendamenti. (ANSA).
Ennesima presa x il culo eh


L'eliminazione dei costi di ricarica , per i cellulari , doveva entrare in vigore il prossimo 3 marzo .
Pare slitti a giugno....


la farà berlusconi allora![]()
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Addio Tomàs
siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle


E' una cosa gravissima!
Bersani dimettiti!!!!![]()
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L'ennesima figuraccia dei bananas, che ormai vivono sui "pare che"![]()

