INDICE
Sintesi………………………………………………………………………… pag. 2
La propaganda che uccide la verità e l’Europa senza idee…….. pag. 3
L’identità europea presupposto fondamentale per l’indipendenza d’Europa…………………………………………………………………….. pag. 5
Americani; fuori dalle palle……………………………………………... pag. 8
Sindacato degli studenti………………………………………………. pag. 10
Meglio dubbi certi, che false certezze……………………………… pag. 14
Don Chisciotte…………………………………………………………… pag. 16
Molti si chiederanno il perché di questa iniziativa e noi rispondiamo “perché vogliamo e abbiamo il bisogno di farlo”. Si, di farlo in quanto vogliamo raccontare la nostra… qualunque sia, tanto oggi tutti lo fanno e quindi possiamo farlo anche noi. Sintesi… Il nome lo ricorderanno solo coloro che facevano politica nella FIAMMA TRICOLORE tra il ’95 e il ’97, era il foglio del gruppo giovanile di Milano e nacque per rispondere a FOGLIO di LOTTA, che, sotto al titolo scriveva “organo ufficiale dei giovani della Fiamma tricolore”, la dicitura “organo ufficiale” non ci piaceva, era falsa, quindi lanciammo il nostro foglio… è evidente che FOGLIO DI LOTTA ha avuto più fortuna. SINTESI, dicevo, venne lanciato da W. Maggi, A. Alvarez, F. Quadrelli, N. Filippi e F. Fratus. Fu il tentativo di dare una linea decisamente diversa, volevamo rompere lo schema destra/sinistra e creare, appunto, una sintesi con chi non si riconosceva più nella divisione che per due secoli aveva diviso la politica occidentale. Oggi il concetto di Destra è decisamente ambiguo e quello di sinistra è variegato, SINTESI vorrà essere la voce di chi non appartiene più a nessun partito, movimento, associazione specifica o anche se appartenente non ne condivide in modo completo la sua adesione. Un foglio libero dove dire quello che pensiamo e quello che vogliamo senza che nessuno ci dica “questo lo tagliamo perché non in linea…” Un foglio in cui il punto centrale di tutto e’ l’EUROPA, l’unica Nazione a cui fare riferimento: la Nazione EUROPA.
LA PROPAGANDA CHE UCCIDE LA VERITA’
Tristemente, a proposito di ciò che accade in politica internazionale, a pochissimi è dato sapere cosa sia vero e cosa falso. Si tratta di una condizione frustrante e avvilente cui sono sottoposti la gran parte degli uomini e delle donne del nostro tempo i quali magari responsabilmente guardano il telegiornale ogni sera e leggono ogni giorno un quotidiano, ma in seguito meditando arrivano a dubitare, ipotizzare, sospettare. Si domandano senza riuscire a prender sonno: “aveva davvero l’Iraq un programma di costruzione massiva di armamenti di distruzione di massa? Esiste al-Qā'ida? Un aereo si è davvero schiantato contro il Pentagono l’11 settembre?” E ancora: “Cosa vogliono ottenere gli americani? C’entra il petrolio?”
Speriamo vi siate posti frequentemente queste e altre domande e invitiamo chi avesse risposte certe a comunicarcele, così da renderci se non proprio protagonisti almeno spettatori più consapevoli e attenti del nostro tempo. Dico questo perché spero siate come noi, stanchi del modo in cui i potenti attraverso i media si rivolgono alla base. Ai bambini certe cose è bene tenerle nascoste, ma agli adulti non possono bastare parole e frasi rassicuranti e allo stesso tempo prive di significato come: “asse del male”, “lotta al terrore” ecc.. Siamo adulti non deficienti . Se fosse solo questo, turandosi il naso si potrebbe anche far finta di nulla, ma il problema è che mentre la propaganda e la retorica politica fanno la loro parte, ci sono popoli che lottano, gente che muore, case che bruciano. Di questo vediamo poco o nulla e poco potremmo vedere anche se lo volessimo con maggior forza, leggendo ad esempio più giornali o guardando più telegiornali. Una cosa comunque è certa, ossia che i media scelgono quali messaggi diffondere a seconda di una strategia precisa e strutturata e chi comprende quella forse può arrivare ad avere una visione d’insieme. Un fatto però ha fatto il giro del Mondo e sembra cosa certa. Saddam Hussein è stato impiccato all'alba del 30 dicembre. Alle 6 di mattina nella capitale irachena il boia tendeva la corda rigida cui stava appeso un uomo fiero calmo e dignitoso. Tutti abbiamo potuto vedere, tutti abbiamo potuto assaporare profondamente quel vomitevole atto criminale e non perché a raccontarcelo siano state le parole di un giornalista autorevole e nemmeno per via dell’eco dell’ indignazione di buona parte del
Mondo islamico, ma perchè nell’era della comunicazione non poteva mancare un videofonino a riprendere l’agghiacciante esecuzione. Quelle immagini rubate, hanno raggiunto un po’ tutti . “Così muore un dittatore sanguinario”, parevano significare. Ecco che un dittatore sanguinario fa la fine di chiunque altro si trovi col respiro strozzato da una corda ruvida. Prima ancora il leader iracheno era stato presentato dai media come il nemico dell’Occidente per antonomasia, dedito alla costruzione di armi di distruzione di massa, batteriologice, chimiche e nucleari. Con minuziosa precisione i media d’Europa e d’America avevano ricordato gli episodi piu' cruenti e sanguinolenti del suo regime. Largo spazio era stato dato alla ingiustificabile repressione dei curdi, alla brutale eliminazione degli avversari politici, alla smisurata personalizzazione dello Stato. Probabilmente tutto ciò è accaduto e Saddam ha davvero ordinato lo sterminio dei curdi. Ma era vero anche quando gli U.S.A. perseguivano con l’Iraq una politica di stretta collaborazione. Ben 24 società statunitensi produttrici di armi, accumularono profitti vendendo armi all’Iraq e quelle stesse società produssero le armi chimiche e biologiche alla cui ricerca si sarebbero messi qualche tempo dopo gli ispettori dell’O.N.U. Negli anni del conflitto contro l’Iran ad esempio, l’Iraq era stato abbondantemente finanziato dagli U.S.A.. Come mai solo dopo l’11 settembre tutto ciò e emerso suscitando grande clamore? L'8 settembre2006, un rapporto ufficiale reso pubblico della Commissione Servizi Segreti del Senato degli Stati Uniti ha affermato che non ci sono prove di legami tra il regime di Saddam Hussein ed al-Qā'ida. Forse perché Bush voleva risolvere una questione privata, forse no. Ma di fronte a tutti questi dubbi e queste incertezze viene da domandarsi il motivo per cui l’Italia abbia scelto di stare al fianco degli U.S.A. nel processo di “esportazione della democrazia”. Negli U.S.A., dove in vendita presso alcuni negozi si può acquistare per 24 dollari un bambolotto, che raffigura Saddam Hussein con la corda al collo, ciò ha contribuito ad accrescere la convinzione in taluni, che la guerra in Iraq fosse ancor più legittima. In Europa però le falsità dei media non dovrebbero bastare a saziare la fame di conoscenza dei popoli che vi dimorano. Ecco perché riteniamo di fondamentale importanza la edificazione di una politica estera europea libera dall’oppressiva onnipresenza americana.
L’IDENTITA’ EUROPEA PRESUPPOSTO FONDAMENTALE PER L’INDIPENDENZA D’EUROPA.
Da un punto di vista geografico, l’Europa non dovrebbe essere considerata un continente. Col nome “Europa” infatti, si indica un lembo di terra unito all’Asia e che di fatto altro non è se non una penisola di quest’ultima. Si tratta di un territorio poco esteso se paragonato a quello dell’Africa o delle Americhe e se ci si pensa, anche di difficile individuazione, non potendosi stabilire con chiarezza, quali siano le delimitazioni naturali, che ne segnano i confini e che potrebbero, se esistessero, farci dire: “qui finisce l’Europa, là inizia l’Asia”.
Ciononostante, se da un punto di vista geografico si dovrebbe probabilmente parlare di continente Eurasiatico, da un punto di vista culturale qualche differenza fra Europa ed Asia realmente sussiste. In Europa infatti, dove vive circa un ottavo della popolazione mondiale, esistono una storia sedimentata e tradizioni millenarie. In Asia, allo stesso modo sopravvivono culture millenarie, religioni altrettanto datate e popoli caratterizzati da identità marcate e profonde.
L’Asia però è un continente vastissimo e caratterizzato tra le altre cose, da vasta disomogeneità. Ci vivono popoli con gli occhi a mandorla, popoli dalla pelle assai pallida, altri in poco sono differenti nell’apparire a certi magrebini. I continenti contengono qualcosa. Il continente Europa, “contiene” una forte omogeneità. In Europa due importanti contributi alla creazione di una certa identità europea sono stati l’esempio classico greco-romano da una parte e il cristianesimo dall’altra. In Europa le differenze somatiche sono attenuate, gli idiomi sono più simili, le istituzioni nazionali si avvicinano e si somigliano sempre più. Oggi, più forse che in passato, i popoli europei si sentono fra loro legati da una cittadinanza comune e da una tradizione comune.
Pare evidente a tutti, che un processo indirizzato nel verso opposto rispetto alla tragedia fratricida consumatasi nella Prima e nella Seconda guerra mondiale e nelle guerre fra europei ancor precedenti, già sia stato dagli europei intrapreso; appare altresì palese che i frutti di questo processo, sono oggi rappresentati dal progressivo crollo delle frontiere, dalla possibilità di potersi stabilire senza impedimento alcuno in Spagna o in Olanda e in definitiva del clima sereno e per nulla di facciata dopo quella tempesta che furono appunto le due guerre mondiali. Una tradizione europea per la verità esiste comunque, indipendentemente dalle lotte intestine che hanno accompagnato l’Europa per secoli; esiste inoltre indipendentemente dal processo di integrazione europeo intrapreso a partire dal secondo dopoguerra. Constatiamo però il pericolo, che oggi minaccia questa nostra identità sempre più annichilita dal contrapporsi dello spiritualismo islamico al materialismo esasperato anglo-americano. Con estremo rispetto verso le popolazioni, che popolano questa massa di terra che chiamiamo Eurasia e di tutti gli altri popoli del Globo, riteniamo di fondamentale importanza il processo di ri-scoperta della nostra identità europea, perché fermamente convinti, che le differenze debbano rimanere vive, così come vivo dovrebbe essere il legame, che lega ogni uomo alla sua terra.
Quando parliamo di tradizione europea non ci riferiamo al mito del mercato, al mito dell’egualitarismo, o della democrazia, che innegabilmente hanno contribuito ad offuscare ogni sorta di spiritualismo in Occidente. Al contrario riteniamo che tali disvalori, sostenuti oggi da taluni fondamentalisti neo-illuministi europei e statunitensi, che siedono nei parlamenti, dietro le cattedre universitarie o nelle redazioni dei numerosi giornali-spazzatura, contribuiscano ad accrescere un fondamentalismo altrettanto forte e di riflesso, che va imperversando in certe aree del Sud del Mondo. Non crediamo nella esportazione forzata di modelli politici religiosi o culturali; non crediamo nemmeno in una Europa che ritorni a massacrare indiani inermi, zulù coraggiosi in nome del profitto e del potere.
E’ giunto il momento di sputtanare i “falsi buoni”, dalle opinioni moderate solo all’ apparenza, che affermano:“la democrazia è un bene universale” e sostengono che essa non dovrebbe perciò caratterizzare, solo la nostra vita politica. Secondo la loro opinione dovremmo addirittura esportarla. Dove?- Ma dappertutto è ovvio, e non da sola, ma accompagnata dal mito del mercato, dalla fede cieca nel materialismo e dall’ateismo più profondo. Sono essi convinti che la fede nelle democrazie liberali e nel liberismo economico porterà tutti al migliore dei mondi possibili. Disprezzano senza rendersene conto, tanto sono pervasi dalla convinzione di essere nel giusto, i popoli che hanno maturato esperienze differenti. Credono che l’accettazione fideistica del materialismo da parte dei popoli d’Europa sia l’unica scelta possibile e capace di incidere in positivo sulla qualità della vita umana, nonostante sia sufficiente guardare un qualsiasi telegiornale o sfogliare un qualsiasi quotidiano, per rendersi conto che forse anche a casa nostra c’e’ del marcio e che forse quel “mito del progresso” non porta a effettivi miglioramenti nella vita umana. Sono interessati alla crisi economica che pervade il Vecchio continente, più che alla crisi di valori che lo rende ora più che mai in ginocchio. Non lasciamoci trascinare dagli U.S.A. nella deriva che li ha spinti alla folle guerra con l’Islam.
Due crisi di identità si fronteggiano. Quella occidentale anglo-americana condizionata in senso negativo dal crollo del muro di Berlino e quella islamica, che trae ispirazione da una visione religiosa profonda, ma che cozza con la modernità, il progresso e per certi aspetti col capitalismo.
L’Islam è oggi la religione che conta la più veloce crescita numerica di aderenti, dovuta soprattutto, all’elevatissimo indice di natalità che, nei paesi islamici, cresce globalmente di circa il 2.6% l’anno, mentre in Europa assistiamo impotenti alla progressiva desacralizzazione accogliendo sempre più a braccia aperte il “falso mito americano” fondato sul denaro e il potere. In Europa aumentano gli ultrasessantenni, passati in meno di mezzo secolo dal 15 al 21% della popolazione, ed i bambini nascono in numero sempre minore. Da un numero sempre maggiore di Paesi l'Europa è vista oggi come un'alternativa agli Stati Uniti, ma l’Europa pare collassare. Non è escluso che con l'andare del tempo anche Mosca, Pechino, Nuova Delhi, andranno alla ricerca di forme d'associazione con l’Europa; forse accadrà proprio quando l’Europa scoprirà da dove viene e verso quale futuro vuole andare…
AMERICANI; FUORI DALLE PALLE
In questi giorni divampa il dibattito sulla base americana a Vicenza, base in cui staziona la 173° brigata aeronautica americana che è impiegata in Afghanistan e in Iraq.
La richiesta degli USA è quella di poter usare la base come testa di ponte per gli attacchi a paesi del Medio Oriente, dell’Asia e dell’Africa… insomma una testa di ponte per attaccare il resto del mondo. La logica di tale richiesta la conosciamo è quella della lotta al terrorismo e quindi di darci protezione.
Già A. Manzoni, con l’Adelchi, aveva spiegatoal popolo italiano che sicurezza e indipendenza andavano conquistate con il sangue proprio e non con quello di eventuali salvatori che poi si sarebbero rivelati come i nuovi padroni. Così è stato e così sarà sempre.
Ma le considerazioni più incredibili nascono dallo scoprire cosa dice nello specifico il documento del 2004 il “Statistical Compendium on Alied Contribuitions the Common Defense” che è l’ultimo rapporto ufficiale che è stato divulgato dal dipartimento della difesa degli Stati Uniti d’America.In tale documento vengono specificati gli accordi bilaterali per lo stazionamento della base americana in Italia.
È curioso scoprire che il 41% delle spese della base è sostenuto dalla governo italiano, quindi da noi cittadini. Tale somma corrisponde a 366 milioni di dollari di cui 3 sono liquidi e i restanti 363 sono corrisposti tramite facilitazioni come affitti gratuiti, riduzioni fiscali, servizi vari, costi ridotti e molte altre voci non specificate dal documento. Oltre ad ospitarli gli diamo anche i soldi.
Già gli accordi del ’95 tra Italia e USA stabilivano, assurdamente, che se una base americana chiude l’Italia dovrà indennizzare per le “migliorie” apportate sul territorio, è quello che sta succedendo per la base per sommergibili nucleari di La Maddalena lasciata dagli americani e che una commissione mista sta cercando di valutarne le “migliorie”; e se l’Italia vorrà utilizzare le basi lasciate dagli americani prima di tre anni Washington riceverà un ulteriore rimborso.
Ho riportato solo dati ufficiali senza fare considerazioni relative al Cermis e all’impunità di coloro che si “divertono” sul nostro territorio…
Tutto questo è possibile in quanto noi italiani lo permettiamo delegando la nostra sicurezza ad altri, lo permetteremosino a quando non costituiremo un VERO esercito europeo libero da logiche di sudditanza agli USA.
GIU’ DALLA PIANTA!!! UNA VECCHIA ESPERIENZA,
UN ESEMPIO DA SEGUIRE
“IL SINDACATO DEGLI STUDENTI”
… Diffidate da chi vi dice che le esperienze migliori sono quelle “concrete, stabili e durature”, non credete a coloro che cercano di mettervi in testa che le avventure da ricordare sono solo quelle che hanno avuto successo… diffidate dai benpensanti che credono che le esperienze brevi, da un certo punto di vista “fallimentari” e per nullaconcrete, siano la trasposizione dell’inutilità… perché la storia che cercherò di raccontarvi indica l’assoluto contrario… !!
Tutto cominciò quasi per noia, eppure quella noia presto sarebbe diventata passione, impegno, vita… Era autunno, un giorno assolato, ventoso, Milano era in pieno fermento, le vacanze estive erano ormai un ricordo, il Natale ancora un pensiero lontano. Se qualcuno mi avesse detto che in quel giorno la mia vita sarebbe cambiata, gli avrei senz’altro proposto una visita da un ottimo esorcista… eppure avrebbe avuto ragione. Salendo le scale del palazzo di Corso Concordia 1 mi chiedevo cosa mi sarei trovato di fronte…nazisti esaltati? giovani borghesi annoiati? terroristi dell’ultima ora?
Mi chiedevo se questa FIAMMA TRICOLORE fosse in realtà un soggetto politico attendibile oppure un manipolo di nostalgici… Beh, se sono qui ora, è perché nessuna delle mie domande ha avuto risposta…per fortuna! Le presentazioni…il braccio…gli sguardi in giro…eppure familiarità, ecco la sensazione che ho provato…da subito, incrociando quegli sguardi che tutt’ora cerco quando ci si incontra…il sorriso di Alessandro, stampato a fuoco in ognuno di noi… Subito sento parlare di SINDACATO DEGLI STUDENTI… sindacato? Scusate, ma sono alla FIAMMA TRICOLORE o nella sezione di RIFONDAZIONE COMUNISTA? … pregiudizi… presto finirò per perderli e comprendere che il mondo giovanile, soprattutto il NOSTRO mondo giovanile, sa essere tutto… di sinistra, di destra, anarchico…. Il discorso mi interessa… aguzzo le orecchie, vedo un volantino… come? Niente celtiche, niente richiami al ventennio? Ma che sta succedendo??? Si ride in quella stanza, si parla di elezioni studentesche, di compagni, di liste di centro e si ride…si raccontano aneddoti divertenti, situazioni ironiche nonostante abbiano come sfondo la politica…
Mi sento sempre più a mio agio in quella stanza…. fino a quando Fabrizio si volta verso di me… ”domani mattina alle 7.30 in Piola”… è una domanda?… mmmhhh… mi sa di no… ”Va bene!”… rispondo, ma per fare cosa?…. non ho voluto chiederlo,non mi interessava a dire il vero, volevo stare con quella gente… quella che già sentivo la MIA GENTE!!!
La metropolitana alle 6.45 del mattino per me, diciottenne abituato ad andare a scuola in autobus, è un ambiente nuovo,o più probabilmente lo era perché per la prima volta stavo compiendo un piccolo, piccolissimo atto militante… Alessandro fa la strada insieme a me, chiacchieriamo di calcio, si parla di come gestire i volantinaggi futuri in statale e come sempre da quando vivo con la mia gente… si ride… Fabrizio è il primo che ci si para davanti, dietro di lui Andreas, Cristiano, Darietto, Valentina… infine Nicolò… di quel “primo atto” è di lui che mi ricordo maggiormente, se non altro per un gesto che avrebbe potuto allontanarmi definitivamente da loro e che invece mi ha portato inevitabilmente a fondermi con quella “ironica follia” che ci ha sempre caratterizzato… Nico apre il suo impermeabile verde e legato ad esso cosa vedo? Un manico di piccone!!!… ”non dovrebbe servirci… ma non si sa mai…” mi dice!!! Non ci servì quella mattina… come non ci servì in tante altre occasioni nelle quali forse sarebbe stato il caso di usarlo, situazioni pericolose o di tensione che riuscimmo a “dribblare” usando l’arma che più di tutte spiazzò, destabilizzò e confuse i nostri nemici… IL SORRISO!!! È senz’altro questo il termine che userei se mi chiedessero di sintetizzare con una sola parola l’esperienza breve ma intensa del SINDACATO DEGLI STUDENTI.
Da quella mattina e in un solo anno siamo riusciti a crearci un nome in un’università come quella STATALE DI MILANO, dove i rossi spadroneggiavano e dove i cattolici di CL avevano trovato lobby e appoggi tali da consentirgli di vivere in “comunione” persino con i tanto odiati compagni. “Chi diavolo sono questi del SINDACATO DEGLI STUDENTI?”… ”Sono fasci? Si… eppure guarda quello… lui è chiaramente di sinistra (…riferito a “Che” Cristiano chiaramente…)”. Spaventavamo perché uscivamo dagli schemi…i nostri slogan erano lontani anni luce dai concetti classici della destra universitaria in stile FUAN per intenderci… La goliardia era la nostra arma…”SINDACATO? E VAI FUORI DI LISTA!!!” “HEI!!! GIU’ DALLA PIANTA…VOTA SINDACATO”… slogan semplici, irriverenti associati a concetti seri, a partecipazione vera… a condivisione di obiettivi… Non ho partecipato alle lotte studentesche, ai pestaggi e agli agguati degli anni 70, alla strategia della tensione…sono tutti avvenimenti lontani da me, ideologicamente in parte vicini, ma estranei alla realtà che si viveva in quegli anni che, mi permetteranno i grandi “vecchi”, per certi versi è ancor più difficile della loro, perché impregnata da un male oscuro… la noia! La noia dei giovani di oggi, dei giovani di quasi 10 anni fa, èl’assuefazione a verità precostruite, soprattutto in politica… il fascio è violento, cattivo, anacronistico, nostalgico, modaiolo e borghese… la modernità ti vuole di sinistra, antifascista, “cannaiolo” e con l’avversione per tutto ciò che potrebbe anche vagamente definirsi nazionalista… in pratica omologato!
La diversità del SINDACATO è stata proprio questa, abbiamo rotto gli schemi, conquistandoci fette di territorio che fino a qualche mese prima erano impensabili. In poco più di un anno abbiamo conquistato credibilità e quel che più conta in una logica fatta di contrapposizione numerica… timore…
Ebbene si, i compagni ci temevano perché il sorriso è un’arma letale che si diffonde facilmente…vedere tanta gente in universitàche leggeva i nostri volantini, che ne discuteva davanti ad un caffè o mentre fumava una sigaretta in cortile, aveva fatto di noi SINDACALISTI una sorta di “mistero” perchi restava inquadrato nella lotta becera della semplice contrapposizione ideologica. “Quanti cazzo sono?” era la frase più diffusa, seguita a ruota dalla solita disquisizione sulle nostre radici politiche… fascisti? Senz’altro si! compagni?, Mmmhhh… alcuni mi sa di si, anarchici? Probabilmente, viste le loro battaglie sulla difesa della scuola pubblica, Nazisti? Certo… ne ho visto uno che era uguale ad Hitler…oh! Aveva persino il ciuffo uguale!!! Elencarvi qui, cari lettori, tutte le battaglie vinte, perse o semplicemente combattute senza vincitori né vinti, che hanno caratterizzato questa nostra esperienza sarebbe inutile…
A titolo puramente esemplificativo, vi è la lucida e goliardica follia che spinse una mattina nebbiosa 6 ragazzi a tenere sotto scacco l’intera facoltà di MEDICINA, “lucchettando” tutti gli uffici di facoltà…quei ragazzierano IL SINDACATO DEGLI STUDENTI…folli, generosi, spiritosi, preparati…ma soprattutto veri amici, camerati! A questo punto vorrete sapere il perché questa splendida esperienza è diventata un articolo e basta…la risposta non ce l’ho…forse perché le circostanze della vita portano lontano anche i cuori più vicini, forse perché la non capacità mia o di altri ha portato a sottovalutare quello che di buono si era fatto… sinceramente ora conta poco…
Nello scrivere queste righe mi sono fermato spesso a rileggere, temendo che potessero risultare una sorta di autocelebrazione, sentimento lontanissimo dal mio modo di fare…l’idea in realtà è solo quella di dare una testimonianza di ciò che ancora è possibile fare, di cosa ancora POSSO fare!!! … facciamolo quindi…
MEGLIO DUBBI CERTI,
CHE FALSE CERTEZZE.
“La verità non esiste”, mi disse una volta un eccentrico e preparatissimo professore
di matematica, che era altresì solito dire: “se anche il più noto tra gli scienziati vi verrà a dire questa è la verità, potrete anche ridergli in faccia”. Faceva un gran numero di considerazioni il mio prof., ma questa rimase particolarmente impressa a tutta la classe, forse per l’incongruenza tra una fonte che consideravamo autorevole e una frase così apparentemente priva di significato. Dopo anni però, forse comincio a capire cosa ci volesse insegnare. Cos’è la verità oggi? Le notizie che leggiamo sui giornali? Le analisi sul nostro paese di un politico? Il parere di un meccanico su tutti i costosi pezzi che dobbiamo cambiare nella nostra auto? Il resoconto di un medico sulla salute di un nostro caro? L’opinione di colui che presumibilmente ha studiato più di noi un argomento? Secoli di filosofia non hanno dato risposte certe su cosa sia la verità, e certamente io non ho intenzione di definirla o esemplificarla in poche righe; poche come le seguenti nelle quali non affermo verità, ma semplicemente espongo dubbi. Dubbi sollevati da oltre 700 studiosi. Tra essi virologi, infettivologi, epidemiologi e altri specialisti di 23 nazioni, tra cui 3 premi Nobel, legati fra loro per via della comune opinione circa il virus che causerebbe l’AIDS. Studiosi, che sulla base delle loro competenze scientifiche e professionali contestano le teorie dei loro colleghi che associano l’AIDS, cioè un’immunodeficienza (carenza di difese immunitarie) all’HIV, cioè un virus. Il dubbio nacque quando il dott. Kary Mullis, premio Nobel per la medicina, si accorse che nessuno aveva mai dimostrato che il virus dell’HIV provocasse l’AIDS. Cioè che la base su cui si pone tutta la campagna mondiale di (dis)informazione sulla malattia non ha fondamento.
Le teorie ufficiali sostengonoche l’AIDS si manifesta con ben 29 mali diversi, come polmonite, diarrea, herpes, candidasi…che vengono usualmente definite tali, ma che diventano automaticamente AIDS se nel paziente viene rilevato, non il virus dell’HIV, ma anticorpi contro l’HIV. Le statistiche, i test e i numeri verrebbero elaborati seguendo questo metodo, secondo parametri che in Africa sarebbero addirittura stati modificati perché un maggior numero di persone risultassero malate di AIDS. L’HIV non è stato mai isolato e al contrario di tutti gli altri virus può essere latente, cioè colpire anche dopo molti anni in cui non si manifestano sintomi apparenti, é selettivo; cioè indirizzato solo ad alcune “categorie a rischio” come gay, tossicodipendenti e abitanti del terzo Mondo, persone che secondo questi scienziati “eretici” sarebbero maggiormente esposte ad un abbassamento considerevole delle barriere immunitarie. Queste solo alcune delle critiche che pongono gli scienziati dissenzienti. Ma cosa deve credere chi ha sostenuto la ricerca contro l’AIDS? 100.000 ricercatori e medici hanno carriere e stipendi legati a questo virus, più di 100 miliardi di dollari sono stati stanziati negli USA per ricerche sull’AIDS, più di 1000 associazioni raccolgono intotale migliaia di milioni di euro all’anno per aiutare i malati di AIDS, alcune decine di migliaia di milioni di euro l’anno finiscono nelle casse delle multinazionali che vendono farmaci e test obbligatori sulle trasfusioni, grandi organismi di sanità mondiale, ricevono stanziamenti annuali di migliaia di milioni di euro per combattere l’AIDS. Se non si hanno tutte le conoscenze per rispondere, ci si affida a chi si presume ne abbia. Ma se ci fermiamo un attimo, se resistiamo al nostro lato emotivo che con il più naturale dei meccanismi difensivi ci provoca paura, se ci affidiamo all’altra metà, quella razionale, quella del buon senso, e ci chiediamo semplicemente: esiste qualche interesse dietro? Qualcuno trae vantaggio dal fatto che io creda che l’AIDS è un virus? Se la risposta è si, il dubbio che il virus dell’HIV non sia propriamente come ci fanno intendere è lecito. Ci sono più interessi ad affermare che l’AIDS non è virale o ad ammettere che anni di studi e miliardi di investimenti sono stati sprecati? E’ più fruttuoso che milioni di persone siano tranquille e sicure o che siano impaurite e bisognose di aiuto? Qual è la verità? Non lo sappiamo. Ma sappiamo che i nostri dubbi sono leciti e fondati. Meglio dubbi certi che false certezze.
Don Chisciotte
Ho letto millanta storie di cavalieri erranti,
di imprese e di vittorie dei giusti sui prepotenti
per starmene ancora chiuso coi miei libri in questa stanza
come un vigliacco ozioso, sordo ad ogni sofferenza.
Nel mondo oggi più di ieri domina l'ingiustizia,
ma di eroici cavalieri non abbiamo più notizia;
proprio per questo, Sancho, c'è bisogno soprattutto
d'uno slancio generoso, fosse anche un sogno matto:
vammi a prendere la sella, che il mio impegno ardimentoso
l'ho promesso alla mia bella, Dulcinea del Toboso,
e a te Sancho io prometto che guadagnerai un castello,
ma un rifiuto non l'accetto, forza sellami il cavallo !
Tu sarai il mio scudiero, la mia ombra confortante
e con questo cuore puro, col mio scudo e Ronzinante,
colpirò con la mia lancia l'ingiustizia giorno e notte,
com'è vero nella Mancha che mi chiamo Don Chisciotte...
Questo folle non sta bene, ha bisogno di un dottore,
contraddirlo non conviene, non è mai di buon umore...
E' la più triste figura che sia apparsa sulla Terra,
cavalier senza paura di una solitaria guerra
cominciata per amore di una donna conosciuta
dentro a una locanda a ore dove fa la prostituta,
ma credendo di aver visto una vera principessa,
lui ha voluto ad ogni costo farle quella sua promessa.
E così da giorni abbiamo solo calci nel sedere,
non sappiamo dove siamo, senza pane e senza bere
e questo pazzo scatenato che è il più ingenuo dei bambini
proprio ieri si è stroncato fra le pale dei mulini...
E' un testardo, un idealista, troppi sogni ha nel cervello:
io che sono più realista mi accontento di un castello.
Mi farà Governatore e avrò terre in abbondanza,
quant'è vero che anch'io ho un cuore e che mi chiamo Sancho Panza...
Salta in piedi, Sancho, è tardi, non vorrai dormire ancora,
solo i cinici e i codardi non si svegliano all'aurora:
per i primi è indifferenza e disprezzo dei valori
e per gli altri è riluttanza nei confronti dei doveri !
L'ingiustizia non è il solo male che divora il mondo,
anche l'anima dell'uomo ha toccato spesso il fondo,
ma dobbiamo fare presto perché più che il tempo passa
il nemico si fà d'ombra e s'ingarbuglia la matassa...
A proposito di questo farsi d'ombra delle cose,
l'altro giorno quando ha visto quelle pecore indifese
le ha attaccate come fossero un esercito di Mori,
ma che alla fine ci mordessero oltre i cani anche i pastori
era chiaro come il giorno, non è vero, mio Signore ?
Io sarò un codardo e dormo, ma non sono un traditore,
credo solo in quel che vedo e la realtà per me rimane
il solo metro che possiedo, com'è vero... che ora ho fame !
Sancho ascoltami, ti prego, sono stato anch'io un realista,
ma ormai oggi me ne frego e, anche se ho una buona vista,
l'apparenza delle cose come vedi non m'inganna,
preferisco le sorprese di quest'anima tiranna
che trasforma coi suoi trucchi la realtà che hai lì davanti,
ma ti apre nuovi occhi e ti accende i sentimenti.
Prima d'oggi mi annoiavo e volevo anche morire,
ma ora sono un uomo nuovo che non teme di soffrire...
Mio Signore, io purtroppo sono un povero ignorante
e del suo discorso astratto ci ho capito poco o niente,
ma anche ammesso che il coraggio mi cancelli la pigrizia,
riusciremo noi da soli a riportare la giustizia ?
In un mondo dove il male è di casa e ha vinto sempre,
dove regna il "capitale", oggi più spietatamente,
riuscirà con questo brocco e questo inutile scudiero
al "potere" dare scacco e salvare il mondo intero ?
Mi vuoi dire, caro Sancho, che dovrei tirarmi indietro
perchè il "male" ed il "potere" hanno un aspetto così tetro ?
Dovrei anche rinunciare ad un po' di dignità,
farmi umile e accettare che sia questa la realtà ?
Il "potere" è l'immondizia della storia degli umani
e, anche se siamo soltanto due romantici rottami,
sputeremo il cuore in faccia all'ingiustizia giorno e notte:
siamo i "Grandi della Mancha",
Sancho Panza... e Don Chisciotte !
Hanno collaborato: D. Rossi, F. Monti, C. La Ferla,
F. Ferracci, D. Leotti, S.Cappellari R. Malossi, F. Fratus, C.Boccassini,
F. Boccassini, Vincenzo, V. Bencini.
sintesi@gmail.com