Il vero massacro dei Catari
di Francesco Zambon - 08/02/2007
Fonte: La Repubblica
Assurde enormità su una setta antica
Sul Corriere della Sera di mercoledì 31 gennaio, Vittorio Messori propone la
costituzione di una "Lega anticalunnia" in difesa dei cattolici, allo scopo
di rettificare - basandosi «sui dati esatti e sui documenti autentici» -
alcune verità storiche che sarebbero deformate da "falsi miti". Il "falso
mito" che Messori prende di mira nell´articolo è lo sterminio dei catari,
con particolare riferimento a un episodio della Crociata scatenata da papa
Innocenzo III per debellare l´eresia catara nel Mezzogiorno francese, la
presa e il sacco di Béziers (1209). Ma altro che dati esatti e documenti
autentici! Gran parte di quelle che ammannisce Messori sono delle vere
enormità dal punto di vista storico. Sorvoliamo su pure invenzioni a scopo
di calunnia (queste sì!), come il fatto che i catari sarebbero stati seguaci
di una «cupa, feroce, sanguinaria setta di origine asiatica». È ben noto da
innumerevoli fonti, per lo più cattoliche, che essi praticavano la forma più
rigorosa di non violenza, astenendosi dall´uccisione sia degli uomini sia
degli animali. Alcuni contadini impiccati a Goslar nel 1051, fra le prime
vittime della repressione cattolica, furono accusati di eresia e condannati
solo per aver rifiutato di un uccidere un pollo!
Ma veniamo alla strage perpetrata dai crociati a Béziers il 22 luglio 1209,
all´inizio della Crociata albigese. Messori afferma che se eccidio ci fu,
esso fu giustificato «dall´esasperazione provocata dalla crudeltà dei
càtari, che non solo a Béziers da anni perseguitavano i cattolici». Ora, a
parte il paradosso di presentare come persecutori coloro che furono
perseguitati per oltre un secolo in tutta Europa, proprio il caso di Béziers
mostra esattamente il contrario di quanto vorrebbe farci credere Messori: i
cattolici erano così poco esasperati dai catari, che la ragione per cui la
città fu attaccata e distrutta fu il rifiuto da parte dei suoi abitanti,
fedeli alla propria autonomia municipale e ai propri princìpi di tolleranza,
di consegnare ai crociati i circa duecento sospetti di eresia (tanti erano)
di cui il vescovo Renaud de Montpeyroux aveva provveduto a stilare la lista.
Ma tutta la ricostruzione del sacco di Béziers proposta nell´articolo è pura
deformazione storica, costellata di clamorosi errori e falsificazioni. In
particolare per quanto riguarda la frase che avrebbe pronunciato il legato
pontificio Arnaldo Amalrico, allora alla guida dei crociati, in risposta ai
suoi uomini che gli chiedevano che cosa fare della popolazione, in
maggioranza cattolica: «Uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi», avrebbe
risposto. Messori nega l´autenticità di questa frase, che è riportata da un
autore tedesco, il monaco cistercense Cesario di Heisterbach, nel suo
Dialogus miraculorum. Per svalutarne l´attendibilità, egli afferma che
l´opera di Cesario sarebbe stata scritta sessant´anni dopo i fatti. Peccato
che a quest´epoca Cesario fosse già morto da quasi trent´anni. In realtà il
Dialogus fu scritto fra il 1219 e il 1223, appena una decina d´anni dopo il
sacco di Béziers.
Certo, l´autenticità della frase attribuita ad Arnaldo è stata molto
discussa dagli storici; ma oggi si tende a ritenerla del tutto plausibile,
essendo stata dimostrata la molteplicità e attendibilità delle fonti dirette
di cui disponeva Cesario. Comunque, autentica o no, la frase (che in realtà
suona così nel testo di Cesario: «Massacrateli tutti, perché il Signore
conosce i suoi», con una riconoscibile citazione della Seconda lettera a
Timoteo di san Paolo), corrisponde esattamente a ciò che avvenne e,
contrariamente a quanto sostiene Messori, trova riscontro in numerose altre
fonti contemporanee. La più sconvolgente è proprio la lettera ufficiale che
Arnaldo in persona, insieme all´altro legato pontificio Milone, scrisse al
papa per riferirgli l´accaduto e che si può leggere nel volume 216 della
Patrologia latina: «La città di Béziers fu presa e, poiché i nostri non
guardarono a dignità, né a sesso, né a età, quasi ventimila uomini morirono
di spada. Fatta così una grandissima strage di uomini, la città fu
saccheggiata e bruciata: in questo modo la colpì il mirabile castigo
divino».
I nostri, dice Arnaldo: siano stati tutti gli assalitori a compiere la
strage o solo i cosiddetti "ribaldi" (ossia i mercenari al seguito
dell´esercito crociato), Arnaldo se ne assume pienamente e trionfalmente la
responsabilità, parlando di "mirabile castigo divino". Il numero di morti di
cui si vanta è sicuramente esagerato, come lo è quello fornito da altri
testimoni e cronisti (qualcuno parlò addirittura di centomila): si voleva
indicare solo una mattanza straordinaria, che restò a lungo nella memoria
della gente. Ciò che avvenne fu proprio quel che lascia intendere la frase
attribuita ad Arnaldo: fu compiuto uno sterminio indiscriminato degli
abitanti di Béziers, cattolici ed eretici, uomini e donne, vecchi e bambini.
Se gli argomenti della "Lega anticalunnia" che Messori propone di costituire
sono quelli addotti nel suo articolo, temo che per essa non si aprano grandi
prospettive. E credo che la Chiesa non abbia davvero bisogno di questa nuova
e goffa forma di "negazionismo" per difendere i propri valori e propri
princìpi.




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