Questione morale
Questione morale
Stampa questo post martedì 16 febbraio 2010 08:00 - di Carlo Leoni - Categorie: Articoli

Da garantisti diciamo che Bertolaso deve dimettersi. Egli è solo indagato, su di lui grava il sospetto non la certezza di aver commesso dei reati e di avere, come dice lui, tradito gli italiani. Secondo quella Costituzione che i suoi tifosi più scatenati mal sopportano egli è da considerarsi “non colpevole” fino a sentenza definitiva. Noi che la Costituzione la difendiamo sempre e tutta, ci teniamo più di altri a questa presunzione di non colpevolezza.

Ma Bertolaso deve dimettersi per una opportunità di decenza istituzionale, perché chi dirige un settore così delicato come la Protezione Civile, che interviene sul pericolo di vita delle persone e sui più gravi rischi per il nostro patrimonio naturale, non può essere neppure sfiorato dal sospetto di aver approfittato di eventi drammatici e della disperazione di tante persone, per bramosia di potere e di denaro. Un “servitore dello Stato” deve sapere che in certi casi ci si comporta così. Lo Stato si serve anche sapendosi fare da parte quando è necessario.
Ma non bisogna parlare soltanto di Bertolaso perché quel che emerge dall’inchiesta in corso va oltre le responsabilità penale eventualmente accertata di una o più persone. Di questo si deve occupare e si sta occupando la magistratura la quale va lasciata lavorare con rispetto e senza pressioni di alcun tipo. Anche se ormai ci siamo abituati, non possiamo per questo non denunciare la gravità delle affermazioni del Presidente del Consiglio che, difendendo il capo della Protezione Civile ha detto che “ i pm si debbono vergognare.
Chiunque sia stato e chiunque sarà il Capo della PC è il sistema stesso, allestito in questi anni, ad essere sbagliato, irragionevole e perfino criminogeno. Chiunque può e deve chiedersi : “ Che c’entra la Protezione Civile con il G8, con i mondiali di nuoto, con le celebrazioni dell’unità d’Italia ? Perché le è stato dato un ruolo così esorbitante ? “

La risposta è assai semplice : il Governo ha deciso che dovesse essere la PC ad occuparsi di questi “eventi” perché in questo modo le assegnazioni dei lavori e le procedure esecutive non avrebbero dovuto sottostare ai controlli di legalità che presiedono le normali attività di “lavori pubblici”.

Si è voluto creare un’area protetta e riservata per le cosi dette “grandi opere”. Protetta da chi ? Riservata, per chi ? Su questo sta indagando la magistratura. Alla politica spetta l’obiettivo di smantellare questo sistema abnorme e di far rientrare la Protezione Civile nei suoi importantissimi confini istituzionali. Intanto va esercitata la più ferma e dura opposizione verso la sfrontata decisione del governo di privatizzare, ovviamente per decreto, la PC trasformandola in una società per azioni.
Mentre esplodeva questo ennesimo scandalo dell’Italia berlusconiana, venivano indagati per corruzione e concussione un consigliere comunale di Milano e il Presidente della Provincia di Vercelli, entrambi del PdL. E sono gli ultimi episodi di una catena del malaffare che si sta allungando sempre di più.

Tutti debbono riconoscere che purtroppo l’Italia è ancora e di nuovo investita da una grave e diffusa questione morale, perché dopo Tangentopoli la politica si è divisa tra chi voleva schiacciare la magistratura e chi ne voleva difendere l’autonomia, ma non si è occupata affatto di costruire i meccanismi istituzionali, sociali e morali in grado di impedire il riproporsi di quel sistema di corruzione che i giudici di Mani Pulite avevano disvelato. Da questo punto di vista il ritardo è enorme e grave.

La questione morale non è un tema che riguarda soltanto la indispensabile probità delle persone che sono chiamate a ricoprire cariche pubbliche. E’ un tema squisitamente politico e istituzionale che chiama in causa la concezione e la pratica della politica, il modo di governare, la trasparenza delle istituzioni locali e nazionali.

Un tema, tanto per stare all’attualità, che il centrosinistra deve assumere come una propria assoluta priorità, nel momento in cui si candida a governare le Regioni in occasione delle ormai prossime elezioni di marzo. Se non farà questo, se non fisserà i propri impegni programmatici sul tema della “questione morale”, lo schieramento progressista non sarà credibile come forza dell’alternativa.
E’ un imperativo anche per quella nuova sinistra italiana che stiamo costruendo e che presenteremo agli elettori sotto il simbolo di Sinistra Ecologia e Libertà.

P.S. Forse lo “scandalo Bertolaso” fermerà l’iter del decreto sulla Partecipazione spa. Sembra che alludano a questa prospettiva recenti dichiarazioni di Gianni Letta. Sarebbe bene che contribuisse a bloccare anche l’approvazione delle nuove norme contro le intercettazioni telefoniche perché anche stavolta si è visto che senza questo prezioso strumento investigativo non si sarebbe venuti a conoscenza dell’ennesimo episodio del malaffare italiano.