Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
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    Predefinito No ai pacs Prrodian-bertinottiani

    Si al riconoscimento giuridico civile delle coppie omosessuali. No all'estensione di privilegi giuridici che andrebbero aboliti anche in capo alle coppie sposate.

    Cambio radicale della metalità welfaristica: fine dei sussidi e delle elargizioni statali pomposamente indicate come politiche per la famiglia ( stessa elemosina della politica dei redditi che assicura solo il posto a un burocrate statale).

    Riduzione del peso dello Stato sulle buste paga dei capifamiglia. Potere d'acquisto, Potere d'acquisto, Potere d'acquisto.



    Reddito senza inflazione per tutti i capifamiglia e per tutti i produttori di valore aggiunto!!!!

  2. #2
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    da quello che si è capito la proprosto dei Di. Co. del governo di centrsinistra va esattamente in direzione opposta.

    Nessuna ritualità della forma di riconoscimento. Preferenza per l'aspetto burocratico e di intervento pubblico.

    estensione di privilegi (ma stranamente meno di quanti si potesse aspettarsi, su quello che vogliono i teo-dem sanno essere forti; non credo però che godano di appoggi insperati).
    Forse la spiegazione non è difficile da trovare. Per la sinistra radicale l'antagonismo dei gruppi omosessuali vale meno di quello dei gruppi antiamericani.

    ecco il fondo della questione della cultura omosessuale di sinistra. La sinistra marxista e omofobica ha manipolato la cultura antaginista omossessuale per averla tra le sue fila e affine quanto a matrice antagonista.

    uso strumentale dei fenomeni sociali. come il femmismo (come altri hanno acutamente sottolienato. Il risultato di queste operazioni sono tante belle battaglie (molto confuse e all'insegna della dietrologia: si vedano i titoli di Liberazione e le sentenze monstre partorite con casuale tempismo dalla cultura (subcultura di sinistra).

    Culturalemente e polticamente questo modo i operare ( di far politica) ri riscontra anche sui recenti temi della politica estera ( che merita una vera discussione a parte).

    Non questa la politica che i liberali vogliono (e nemmeno i laici dotati di buon senso: quelli che vogliono vedere realizzate leggi sensate e compiute)

    Non vogliamo più vedere in Italia questa logica politica (fatta proprio dai radicali italiani, quelli confluiti nella Rosa nel Pugno): Questioni piane trasformate in bandierine ideologiche, creazione di scontri artefatti, battaglie condotte sui media come fosse questioni epocali e poi risolte in Parlamento all'insegna dell'Asta al massimo ribasso perchè per le segreterie dei partiti queste questioni sono materia di scambio tra posizioni di visibilità sui media.

    oltre tutto questo modo di far politica all'insegna dell'assenza di buon senso fa perdere il senso delle priorità per il paese.

  3. #3
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    Dico: Taradash su il Giornale, "Perché da liberale dico no a un mostro giuridico".

    http://www.riformatoriliberali.org/d...=1046#commenti


    da Il Giornale di domenica 11 febbraio 2007
    C’è un’ingerenza impropria del Vaticano nelle cose dello Stato a proposito dei Dico? No in generale (perché l’ingerenza dei gruppi di pressione è il sale della società aperta), sì, a mio parere, nel caso di monsignor Fisichella che, vedi l’intervista al Corriere della Sera di ieri, si rivolge direttamente ai parlamentari cattolici e ingiunge loro di seguire le disposizioni della Chiesa. Occorre reagire, anche se in nome del lato oscuro dei rapporti fra Stato e Chiesa, il Concordato. Ma quello che dovrebbe altrettanto se non di più preoccupare i laici di cultura liberale è l’ingerenza dello Stato nel “cerchio magico” delle libertà personali. E cos’altro sono i Dico se non un intervento che mira alla statalizzazione della libera unione fra due persone? Il governo offre, in cambio della rinuncia alla libertà di stare insieme senza controllo esterno, una serie di vantaggi concreti e richiede qualche assunzione di doveri. E propone un pacchetto di norme che finiscono per dare ragione alle proteste del cardinale Ruini e della Cei. Diritti (in linea di principio, poi si vedrà) di serie A, doveri (teorici) di serie C.
    Un’alternativa effettiva al matrimonio, almeno a quello civile, quando i Dico entrassero un vigore. Certo, probabilmente è tutta una bolla di sapone, è possibile che i Dico facciano la fine delle “liberalizzazioni” di Bersani (che in molti casi sono pratiche interventiste a tutela del consumatore in un quadro di mercato asfittico, che tale resta: vedi l’abolizione del ticket sulle ricariche, che slitta a non si sa quando). Ma resta il fatto che si viene a minare contemporaneamente non la famiglia, come dicono i conservatori - perché la famiglia preesiste alle leggi - ma l’istituto del matrimonio civile da una parte e le libere convivenze dall’altra. E lo si fa sia con gli strumenti dello stato sociale, senza neppure sapere se le casse dello Stato reggeranno all’urto, sia con interventi mirati ad alterare le norme che regolano i contratti fra gli individui. Invece, ad esempio, di rendere meno punitive le procedure e i tempi del divorzio consensuale, invece di abolire o rivedere le norme sulla successione “legittima”, si crea una terza forma di matrimonio nel segno della libertà vigilata e dell’irresponsabilità diffusa.
    Perché tutto questo pasticcio? Semplicemente perché il Governo “progressista” si è assoggettato all’omofobia di cui è intrisa tanto la tradizione della Chiesa quanto la cultura prevalente a destra come a sinistra. Invece di stabilire norme ad hoc per garantire diritti alle coppie omosessuali che soffrono di una effettiva discriminazione nei confronti di quelle etero, si è preferito scegliere - contro il diritto - la tutela. Una tutela che, per mascherare ancora di più i vantaggi che potrebbero ricavarne le persone omosessuali, ricacciate nell’ombra, viene estesa a quasi tutti i casi possibili e immaginabili di coabitazione. Col bel risultato di dare vita all’ennesima mostruosità statalista e di ridurre ancora un po’ lo spazio delle libertà individuali.

  4. #4
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    Coppie di fatto: Della Vedova, Centrodestra non si mostri ostile a innovazione

    http://www.riformatoriliberali.org/d...io.asp?id=1043


    Ma l’ammonimento di Rutelli: “solo ritocchi formali” ipoteca la discussione parlamentare e la rinchiude nelle logiche maggioranza/opposizione.
    Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia
    Il centrodestra italiano non può mostrarsi chiuso ed ostile a qualsiasi innovazione nella disciplina delle unioni di fatto in nome della difesa della famiglia che, come dimostrano le numerose esperienze europee, non viene messa in discussione, nemmeno dal punto di vista “pedagogico”, dal riconoscimento delle coppie di fatto. Foss’anche per mere e pragmatiche considerazioni di consenso politico elettorale, il centrodestra non può rappresentare su questi temi solo il “partito del No”.
    Ciò detto, il Governo ha compiuto un grave errore a forzare la mano portando in Parlamento un proprio Disegno di Legge sulle coppie di fatto, ipotecando così la discussione parlamentare che non potrà che risentire, a questo punto, della contrapposizione maggioranza/opposizione.
    Un errore che sembra ribadito oggi dal Vice Premier Rutelli il quale ammonisce che saranno possibili solo “ritocchi formali” al testo frutto di un compromesso tutto interno alle forze di maggioranza.
    Se così fosse si escluderebbe definitivamente il coinvolgimento di quanti nel centrodestra sarebbero pronti, e non sarei di certo il solo, a discutere di un intervento normativo meno fragile e ambiguo, in particolare per quanto riguarda le unioni omosessuali.

    Roma, 9 febbraio 2007

  5. #5
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    Berlusconi si convinca ad entrare nella partita

    http://www.riformatoriliberali.org/d...io.asp?id=1047


    Della Vedova, radicale di centrodestra: l’Unione da sola non ce la farà
    Intervista di Francesco Bei a Benedetto Della Vedova su La Repubblica dell’11-02-07 pag.11
    ‘Adesso per noi è tutto difficile’ sospira Benedetto della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia.
    Perché è più difficile?
    Perché il governo ha commesso due errori. il primo è stato quello di approvare un suo ddl: in questo modo ha rinchiuso la discussione dentro una logica maggioranza-opposizione. il secondo è stato varare un testo ambiguo, debole soprattutto per quanto riguarda la regolarizzazione delle coppie omosessuali.
    Va bene, ma farete muro oppure no?
    Credo che il centrodestra, e in particolare Forza Italia farebbe un errore, anche di posizionamento elettorale, se si presentasse alla discussione semplicemente come lo schieramento del No, in nome della tradizione e della difesa della famiglia.
    Perché sarebbe un errore?
    Nella Cdl si è molto sensibili alle posizioni del Vaticano. io invito, però tutti i leader in particolare Berlusconi, a considerare quello che succede nel centrodestra nel resto del mondo industrializzato, a partire da quello che sta accadendo negli Stati Uniti.
    laggiù la voce della Cei arriva più flebile?
    Se fossi americano voterei Rudolph Giuliani, che è indubbiamente un paladino dei valori dell’Occidente, ma su questi temi ha una visione che, nel centrodestra italiano, sarebbe considerata laicista e libertaria.
    E in Europa?
    Basta fare i nomi di Aznar, Sarkozy, Cameron, la stessa democristiana Merkel… Non è un caso che questi leader liberali sui temi etici la pensino in maniera diversa dalla Cei.
    Da noi però c’è il Vaticano.
    E’ ovvio che a Roma questo peso si senta di più. il Vaticano da noi opera come una grande agenzia del consenso.
    Marcello Pera sostiene che è sui temi etici che si deve caratterizzare la destra.
    Sul piano dei valori, sentirsi totalmente dentro l’alveo della cultura occidentale e filo-atlantica non vuol dire assolutamente vivere le innovazioni sui temi della famiglia o delle unioni fra gay come attacco alla tradizione. pensiamo alla condizione femminile: la riforma del diritto di famiglia patriarcale ha poco più di trent’anni. rivendico questa evoluzione come appartenente in pieno alla tradizione occidentale.
    Fini, sostiene che si scardina la famiglia, sbaglia?
    In Europa con l’introduzione dei Pacs francesi e del matrimonio gay di Zapatero non c’è stato alcun scardinamento della famiglia. L’idea che le leggi formino la società è da Stato etico, invece io da liberale credo che sia la società a determinare le leggi.
    Se il governo è partito male si può recuperare?
    Rutelli è stato nettissimo dicendo”in Parlamento solo ritocchi formali”. Se questo è il presupposto credo che questo ddl si arenerà in Senato.
    Altrimenti, se la maggioranza si aprisse?
    Credo che il centrodestra, e soprattutto Berlusconi debba cercare di non restare fuori dalla partita. La Cdl dovrà rientrare in gioco non appena la maggioranza prenderà atto che non è in grado di arrivare alla meta.
    Chi può essere interessato a riaprire i giochi in Senato?
    Nessuno vuole sostituirsi all’Udeur, ma penso a Biondi, Stracquadanio, Del Pennino, Paravia, lo stesso Rotondi. Sono in tanti a non volersi intruppare nel fronte del No.

 

 

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